Ammasso 37 in Orione

Il pezzo da novanta nella costellazione di Orione è la Grande Nebulosa, posta nella cintura del Cacciatore. Orione però contiene tantissimi oggetti di profondo cielo ed oggi ne vediamo uno molto particolare, il giovane ammasso aperto NGC 2169, che viene solitamente chiamato Ammasso 37. NGC 2169 è uno dei più affascinanti e semplici oggetti di Orione, sopra la schiena del Cacciatore nei pressi della stella Betelgeuse. Occorre guardare circa 5° a nord-nordest rispetto alla stella arancione, prima fino alla stella di quinta grandezza Mu Orionis e poi fino alla coppia di stelle data da Xi e Nu Orionis. L’ammasso di sesta magnitudine si trova proprio un grado a ovest-sudovest di Xi, la stella più ad est. A bassi ingrandimenti sarà possibile scorgere circa 15 o 20 stelline di magnitudine settima o superiore, disposte in due gruppi di circa un decimo di grado ciascuno. Un gruppo contiene sei o sette stelle e un altro una dozzina. L’ammasso è chiamato “37 Cluster” proprio perché il primo gruppo sembra formare un numero 3 e il secondo un numero 7. In base al vostro telescopio, l’immagine potrà apparire capovolta quindi usate un po’ di immaginazione. L’ammasso 2194, invece, si trova a circa 12.000 anni luce di distanza, circa 1°,6 a sud-sudest rispetto all’ammasso 37. In un telescopio piccolo appare come un alone di ghiaccio con pochi oggetti risolti, persino a 150 ingrandimenti. In strumenti più grandi, si riescono a notare alcune stelle brillanti su uno sfondo argentato di altre stelle irrisolte.
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I segreti del gigante Orione

Dopo le stelle (vedi articolo “Le stelle più belle di Orione) ecco inoltrarci nel profondo cielo della costellazione di Orione.
Di IC 434 – Barnard 33 Nebulosa Testa di Cavallo abbiamo già parlato nel nostro articolo “Il Catalogo Barnard” pubblicato lo scorso 22 marzo. La Nebulosa Testa di Cavallo è una nebulosa oscura che si trova appunto nella costellazione di Orione. La nebulosa si trova appena sotto Alnitak, la stella più a est della Cintura di Orione. È parte di un turbine di gas e polveri, sagomato come la testa di un cavallo, da qui il nome. È una delle nebulose maggiormente riconoscibili e note del cielo, anche se è difficile poterla osservare visualmente: la sua forma caratteristica si può individuare solo attraverso le fotografie dell’area. La prima foto della nebulosa risale al 1888.
NGC 1976 – M 42 è la Grande Nebulosa di Orione, la più bella visibile in cielo. E’ possibile notarla anche ad occhio nudo come una macchia nebbiosa. Si tratta di una delle nebulose diffuse più brillanti del cielo notturno. E’ posta a sud del famoso asterismo della Cintura di Orione al centro della cosiddetta Spada di Orione. Si trova ad una distanza di circa 1.270 anni luce dalla Terra, si estende per circa 24 anni luce. E’ la regione di formazione stellare più vicina al Sistema Solare (vedi anche articolo Da Messier 41 a Messier 50” pubblicato lo scorso 25 maggio).
M 43 o Nebulosa de Mairan è una nebulosa diffusa. Si tratta di una parte, la più settentrionale, della grande Nebulosa di Orione dalla quale è separata solo apparentemente da una banda di nebulosità oscure; M43 avvolge la giovane e irregolare NU Orionis.
NGC 1977 è una nebulosa ad emissione e fa parte del complesso nebuloso molecolare di Orione. La fonte di ionizzazione dei gas della regione è principalmente la stella azzurra 42 Orionis di magnitudine 4.6.
NGC 1981 è un ammasso aperto a nord di NGC 1977. Contiene circa 20 stelle molto luminose e si trova a circa 1500 anni luce da noi. Al suo interno è localizzata da doppia Struve 750 con le componenti di magnitudine 6.5 e 8.5.
NGC 2068 – M 78, di cui abbiamo parlato nell’articolo “Nel cuore di Messier 78” pubblicato lo scorso 30 giugno, è una nebulosa che può essere facilmente individuata a 2.5° a NNE della stella Zeta Ori, Alnitak. M 78 fa parte di un gruppo di nebulose ed è resa luminosa da una coppia di stelle catalogate HD 38563A e HD 38563B di magnitudine 10. L’estensione reale della nebulosa è pari a circa 4 anni luce. Vi si trovano molte stelle variabili del tipo T Tauri, ossia giovani stelle in formazione, come pure diversi oggetti Herbig-Haro. Fa parte del complesso nebuloso molecolare di Orione. Nel gennaio del 2004 la stella V1647 Orionis, una giovane variabile eruttiva situata sul bordo nordoccidentale della nube, subì un improvviso picco di luminosità, illuminando una parte dei gas della nube, che fu chiamata Nebulosa di McNeil dal nome del suo scopritore: questo evento ebbe notevole importanza nello studio delle dinamiche correlate alle giovani stelle di pre-sequenza principale e fu intensamente studiata per due anni, corrispondenti al periodo in cui mantenne una luminosità superiore alla norma; nell’ottobre del 2005 la sua luminosità scese bruscamente.
Nella costellazione di Orione sono osservabili anche numerosi ammassi aperti, fra questi ricordiamo NGC 2169, NGC 2194, NGC 1662, NGC 2112, NGC 2186.
Già nel precedente articolo (“Le stelle più belle di Orione” del 22 novembre) avevamo parlato della stella Yota Orionis. Si tratta di una stella azzurra di magnitudo 2.8, la più brillante della Spada di Orione. Fu W. Herschel ad accorgersi per primo di questa tenue nebulosa il 31 gennaio 1786 che è oggi conosciuta come NGC 1980; è sufficiente un buon binocolo 20×80 utilizzato da un sito molto scuro per scorgere questa evanescente nube di gas e capire che è legata a M 42 da tenuissime volute di luce.
2 – fine