Glossario

A A  è una delle sette classi in cui sono catalogate le stelle nella classificazione degli spettri di Harvard. Comprende stelle bianche, di temperatura superficiale compresa fra 8000 e 10.000 K. Nel loro spettro, dominato dalle righe dell’idrogeno, compaiono anche calcio e ferro.

Abbondanza cosmica quantità relativa dei vari elementi chimici nell’Universo. Mentre idrogeno ed elio furono prodotti nel Big Bang, la maggior parte degli elementi più pesanti si formò in fasi successive dell’evoluzione dell’Universo all’interno delle stelle e con abbondanze molto minori. In termini del numero di atomi di ogni elemento nel Sole abbiamo un’abbondanza del 90,8% per l’idrogeno, del 9,1% per l’elio e dello 0,1% per tutti gli altri elementi complessivamente. Le abbondanze degli elementi più comuni nel Sistema Solare si possono esprimere in termini o della massa o del numero di atomi. L’idrogeno contribuisce per il 70,13%, l’elio per il 27,87% e l’ossigeno per lo 0,91% La maggior parte degli astronomi preferisce però misurare le abbondanze cosmiche in termini di numero di atomi. In questa scala troviamo al decimo posto fra gli elementi più comuni lo zolfo. Per ogni atomo di zolfo nell’Universo ci sono all’incirca: 1 atomo di ferro, 2 atomi di neon e 2 di magnesio, 3 di silicio, 4 di azoto, 20 di carbonio, 30 di ossigeno, 3000 di elio e 50.000 di idrogeno. Oltre a questi 10 elementi più comuni, altri 5 (alluminio, argo, calcio, nichel e sodio) hanno abbondanze relativamente grandi comprese fra il 10 e il 50% di quella dello zolfo. Tutti gli altri elementi sono molto più rari: ci sono per esempio solo 3 atomi d’oro ogni 10 milioni di atomi di zolfo. Gli elementi più pesanti del ferro sono rari perché possono essere prodotti solo nelle supernovae.

Accrescimento uno dei processi che portano alla formazione di oggetti di grande massa. In astronomia sono importanti due tipi di accrescimento. Il primo è il processo nel corso del quale piccole particelle si urtano e aderiscono a formare oggetti più grandi (se l’urto è troppo violento, però, gli oggetti si romperanno frammentandosi anziché aggregarsi). Quando il Sistema Solare si formò dal collasso di una nube di gas e polvere nello spazio cosmico, il giovane Sole venne ad essere circondato da un disco di materiale che si dispose in corrispondenza del suo piano equatoriale. I pianeti ed altri oggetti del Sistema Solare si formarono per accrescimento in questo disco rotante di materiale, a partire da minuscoli granuli del diametro di meno di 1 mm. Il secondo tipo di accrescimento si verifica quando un oggetto di grande massa raccoglie materiali dallo spazio circostante per mezzo dell’attrazione del suo campo gravitazionale. Questo processo ha luogo a una scala modesta nel caso di una stella comune come il nostro Sole, ma può verificarsi in forma molto più drammatica nel caso di oggetti dotati di campi gravitazionali molto più intensi, come stelle di neutroni o buchi neri. In tali casi il materiale che viene risucchiato verso l’oggetto di grande massa (che può strapparlo per esempio a una compagna vicina in un sistema binario) forma un disco di accrescimento. A mano a mano che il materiale guadagna energia cadendo nel campo gravitazionale e gli atomi entrano in collisione fra loro nel disco, questi possono riscaldarsi fino ad emettere raggi X. Processi come questo, implicanti buchi neri molto massicci, situati a volte al centro di galassie, possono essere la sorgente di energia dei quasar.

Achernar è la stella Alfa Eridani. Stella di grande luminosità del cielo australe e colore azzurro. Di tipo spettrale B3 dista da noi circa 90 anni luce,

Acquaridi si tratta di due sciami di meteore con radiante nella costellazione dell’Acquario, aventi il loro massimo rispettivamente il 5 maggio (Eta Acquaridi) e il 28 luglio (Delta Acquaridi). Le Eta Acquaridi hanno avuto origine dalla perdita di materiali, avvenuta migliaia di anni fa, da parte della cometa di Halley.

Acrux è Alfa Crucis, la stella più splendente della Croce del Sud (vedi il nostro articolo “Fu un fiorentino a disegnare la Croce del Sud” del 14 novembre 2010).

Acubens è la stella Alfa Cancri distante dalla Terra circa 75 anni luce.

Adroni sono le particelle fondamentali che interagiscono per mezzo della forza forte. Gli adroni sono composti di quark.

Adroni, Era degli  nel periodo iniziale del Big Bang, la frazione di tempo dopo l’uscita esplosiva da una singolarità, quando il comportamento dell’Universo fu dominato dall’interazione nucleare forte, la forza che opera fra gli adroni. Durante questa frazione infinitesima di secondo dominarono condizioni così estreme da rendere impossibile l’esistenza di singoli adroni; la maggior parte della materia presente nell’Universo era allora un “brodo” di quark e gluoni. Questo lasso di tempo, infatti, è noto anche come “era dei quark”.

Afelio il punto dell’orbita di un pianeta o di un altro corpo celeste corrispondente alla massima distanza dal Sole.

Albedo misura della capacità riflettente di un oggetto celeste. Una superficie che rifletta perfettamente ha albedo 1, mentre una superficie nera che assorbe tutta la luce che cade su di essa ha albedo 0. Venere ha un’albedo di 0,65.

Alcor è una stella gamma della costellazione dell‘Orsa Maggiore. Si tratta di una stella bianca che dista dalla Terra 88 anni luce. E’ la compagna della doppia visuale Mizar (Zeta Uma) dalla quale è facilmente distinguibile a occhio nudo.

Aldebaran è la stella Alfa Tauri una gigante di colore rossastro. Tipo spettrale K5 e mag. 0,8. Dista 68 anni luce dalla Terra.

Alderamin è la stella Alfa Cephei. E’ una stella bianca di tipo spettrale A7 e mag. 2,4.

Algol è la stella beta Persei. E’ una stella binaria a eclisse la cui luminosità si affievolisce periodicamente quando viene eclissata da una compagna più debole che orbita attorno ad essa; la magnitudine apparente del sistema varia fra 2,1 e 3,4 in poche ore. La distanza della coppia è di 93 anni luce. La variabilità di Algol fu scoperta nel 1669 da Geminiano Montanari, mentre fu John Goodricke a scoprire nel 1782 che essa è una binaria a eclisse. Il sistema è formato da Algol A (massa 3,7 volte quella del Sole) e Algol B (massa di 0,8 masse solari). Algol è la più famosa delle stelle variabili, prototipo delle binarie a eclisse dette appunto “tipo Algol”.

Alnilam, Alnitak e Mintaka sono le tre stelle che formano la famosa Cintura di Orione. Alnilam è la stella centrale e Alnitak è la stella più bassa a sinistra della Cintura.

Alone galattico termine usato in origine per indicare la regione sferica che circonda una galassia a disco (come la nostra) nella quale si muovono gli ammassi globulari e qualche singola stella. Più recentemente il termine è stato ampliato e include la regione sferica molto più estesa, dominata dall’influenza gravitazionale della materia oscura, nella quale si pensa siano comprese le galassie. L’alone luminoso della nostra Galassia ha all’incirca lo stesso diametro del suo disco e contiene gas molto caldo oltre alle stelle degli ammassi globulari e ad altre stelle vecchie della Popolazione II. In generale in una singola galassia a disco la quantità di materia richiesta per spiegare le osservazioni è circa 10 volte maggiore della materia che osserviamo sotto forma di stelle luminose, cosicché il 90% della massa di una galassia come la nostra dovrebbe esistere sotto forma di materia oscura nell’alone esteso. Una parte di questa materia non visibile potrebbe essere presente nella forma di stelle molto deboli, le nane brune. Una parte del materiale esistente nell’alone oscuro potrebbe però non presentarsi in forma barionica ma essere costituita per esempio dalle particelle note come WIMP originate nel Big Bang.

Alphard è la stella Alfa Hydrae.

Alphecca è la stella Gemma, Alfa Coronae Borealis.

Alpheratz è la stella alfa Andromedae. E’ una stella bianca di mag. 2,1. Fa parte del grande Quadrato di Pegaso (in passato era nota come delta Pegasi). Dista dalla Terra 97 anni luce.

Almagesto trattato composto da Claudio Tolomeo riepilogante le conoscenze astronomiche e matematiche dell’antichità. Nel testo viene esposto un sistema di mondo geocentrico ed inoltre troviamo un catalogo di 1022 stelle.

Altair è la stella alfa Aquilae di mag. 0,77. Si trova a 16,6 anni luce dalla Terra.

Alveare noto ammasso aperto nella costellazione del Cancro. E’ conosciuto come Presepe (M44 e NGC 2632). Contiene una cinquantina di stelle brillanti. Si trova a 500 a.l.

Ammassi aperti sono raggruppamenti di stelle meno densi degli ammassi globulari (a volte sono chiamati ammassi galattici). Contengono anche stelle giovani molto calde della Popolazione I. Tutte le stelle che appartengono a uno stesso ammasso aperto hanno l’importante caratteristica di essere “omogenee”. Esse infatti sono nate tutte dalla stessa nube di gas e quindi hanno avuto in origine la stessa composizione chimica. Hanno poi avuto una diversa evoluzione che dipende in gran parte dalla massa che ciascuna ha avuto in sorte al momento della formazione. Si trovano principalmente nei bracci a spirale della Via Lattea. Fra gli esempi più noti citiamo le Pleiadi, le Iadi, il Presepe e il Doppio Ammasso del Perseo.

Ammassi globulari si tratta di densi raggruppamenti di stelle di forma quasi sferica. Questi, nella nostra Galassia, si trovano nell’alone galattico sferico in cui la galassia è immersa e contengono molte fra le stelle più vecchie del nostro sistema stellare. Nella Galassia sono noti circa 150 ammassi globulari. Essi contengono per lo più stelle di Popolazione II molte delle quali si sono evolute in giganti rosse. Il più vasto e luminoso ammasso globulare della nostra Galassia è Omega Centauri. Fra gli altri ammassi globulari ricordiamo M5 (Serpente) che comprende circa 100.000 stelle e si trova a 26.000 anni luce e M15 (Pegaso) che si trova a 30.000 anni luce.

Ammassi di galassie le galassie tendono a presentarsi in ammassi cioè gruppi tenuti insieme dalla forza di gravità che possono contenere anche diverse migliaia di singole galassie. Il grande ammasso di galassie più vicino a noi è quello della Vergine (circa 2500 galassie). Uno degli oggetti più importanti dell’ammasso della Vergine è la galassia ellittica gigante M 87 che è stata identificata anche come radiosorgente (Virgo A) e come emittente di raggi X (Virgo X-1). Gli ammassi sono raggruppati a loro volta in superammassi e il Gruppo Locale fa parte dello stesso superammasso – a volte chiamato Superammasso Locale – a cui appartiene l’ammasso della Vergine. Benché il Gruppo Locale tenda ad allontanarsi dall’ammasso della Vergine in conseguenza della dilatazione dello spazio nell’Universo in espansione, l’attrazione gravitazionale dell’ammasso della Vergine è abbastanza intensa da annullare parte di questa espansione cosmologica.

Amminoacidi molecole complesse composte principalmente (o in qualche caso interamente) da carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto (CHON) essenziali per la vita come la conosciamo. La prima scoperta di un amminoacido (la glicina) in una nube interstellare risale al 1994.

Ammoniaca è una molecola formata da azoto e idrogeno. Allo stato solido ha avuto una funzione importante nella formazione dei pianeti esterni del Sistema Solare dove è presente anche ghiaccio di metano.

Anatra Selvatica ammasso aperto situato nella costellazione dello Scudo. E’ l’oggetto M 11 (NGC 6705). Si trova a 6000 anni luce.

Andromeda, Costellazione di  costellazione compresa fra quelle originarie di Tolomeo. Copre 722 gradi quadrati. L’oggetto più notevole di questa interessante costellazione boreale è indubbiamente M 31, la Galassia di Andromeda.

Andromeda (M 31, NGC224) è una galassia a disco che si trova a 2.300.000 a.l. da noi. E’ l’oggetto più lontano visibile ad occhio nudo. A scoprire che Andromeda è una galassia simile alla nostra fu Edwin Hubble nel 1923. Hubble stabilì che la nostra galassia è solo una fra molti sistemi stellari simili e che l’Universo si estende molto oltre i confini del nostro sistema stellare. Il diametro di M 31 è di circa 200.000 a.l. quasi il doppio di quello della nostra Galassia.

Andromedidi sciame di stelle cadenti che raggiunge il massimo intorno al 14 novembre. Segue l’orbita della cometa di Biela.

Anno galattico tempo (di circa 225 milioni di anni) impiegato dal Sole e dal Sistema Solare alla velocità di circa 250 Km/s a compiere una rivoluzione intorno al centro della Galassia.

Anno luce distanza percorsa dalla luce in un anno. La luce viaggia nello spazio ad una velocità di circa 300.000 Km al secondo. Più precisamente un anno luce corrisponde a 9.500.000.000.000 Km. Un anno luce è una misura di distanza e non di tempo.

Antares è la stella Alfa Scorpii.

Antimateria forma di materia in cui talune proprietà chiave delle singole  particelle compaiono in forma invertita. L’elettrone, per esempio, ha una anti particella dotata di carica elettrica di grandezza uguale ma di segno positivo. Perciò l’antielettrone è noto anche come positrone.

Antlia (Macchina Pneumatica) piccola costellazione australe introdotta nel 1752 da Nicolas Louis Lacaille. Copre 239 gradi quadrati.

Apice punto della sfera celeste verso cui si dirige il Sole con il suo Sistema. F.W. Herschel lo individuò nella stella Lambda della costellazione di Ercole. Più in generale si dice apice il punto della sfera celeste verso il quale si dirige apparentemente un astro

Apogeo punto dell’orbita della Luna o di un satellite artificiale corrispondente alla sua massima distanza dalla Terra.

Apus (Uccello del Paradiso) è una piccola costellazione situata a sud nella Via Lattea. Fu introdotta nel 1603 da Johann Bayer. Copre 206 gradi quadrati.

Aquarius (Acquario) è una costellazione dello Zodiaco che fa parte delle costellazioni originarie elencate da Tolomeo. Copre 980 gradi quadrati. Contiene l’ammasso globulare M 2 e le nebulose planetarie NGC 7293 (Elica) e NGC 7009 (Saturno).

Aquila bella costellazione boreale comprendente diverse stelle visibili ad occhio nudo fra cui la splendida Altair. Copre 652 gradi quadrati.

Ara (Altare) costellazione poco appariscente conosciuta fin dall’antichità. Copre 237 gradi quadrati.

Aries (Ariete) convenzionalmente è la prima costellazione dello Zodiaco. Copre 441 gradi quadrati. E’ importante dal punto di vista storico in quanto si tratta del primo segno dello Zodiaco dove, 2000 anni fa, il Sole veniva a trovarsi all’equinozio di primavera. A causa della precessione degli equinozi si assiste ad un lento spostamento dell’equatore celeste dove l’Ariete giunge con un mese di anticipo. Per ragioni storiche il passaggio del Sole attraverso l’eclittica viene ancora chiamato Punto d’Ariete.

Arp Halton Christian (1927) astronomo statunitense. E’ noto soprattutto per le sue idee eterodosse sugli spostamenti verso il rosso. Nella sua carriera ha raccolto esempi fotografici di galassie peculiari che sembravano espellere getti di materia o essere fisicamente connesse a altre galassie o quasar. Nel 1965 ha pubblicato un Atlas of Peculiar Galaxies. Arp sostiene che in molti casi sono visibili deboli ponti di materiale stellare che uniscono una galassia ad un oggetto vicino e rileva che in tali casi i due oggetti hanno a volte spostamenti verso il rosso molto diversi. Secondo l’interpretazione convenzionale degli spostamenti verso il rosso di carattere cosmologico i due oggetti dovrebbero essere situati a distanze molto diverse dalla Terra e la loro vicinanza in cielo dipenderebbe dal fatto che si trovano casualmente vicini ad una stessa linea visuale. Se però sono fisicamente connessi da un ponte di stelle i due oggetti devono essere alla stessa distanza da noi. In questo caso dunque almeno 1 dei 2 spostamenti verso il rosso non può essere indicatore della distanza. Pochi sono gli astronomi che accettano le tesi di Arp, da poco raccolte in un libro che certamente farà molto discutere “Seeing red”.

Arturo è la stella alfa Bootis. Si tratta di una gigante arancione (mag. -0,05) a 37 a.l. dalla Terra. La Magnitudine assoluta è -0,31. Si tratta di una stella di Popolazione II membro dell’alone galattico che si trova casualmente in questo momento, seguendo la sua orbita, a passare nelle vicinanze del Sole. Proseguendo il suo viaggio alla velocità di 150 Km/s, fra soli 500.000 anni sarà invisibile ad occhio nudo.

Ascensione retta AR una delle due coordinate usate in astronomia nel sistema equatoriale mobile per definire la posizione di un oggetto in cielo. E’ l’equivalente della longitudine in geografia. Si misura in ore (h), minuti (m) e secondi (s); 1h equivale a 15° d’arco.

Asterismo è un qualunque gruppo di stelle visibile nel cielo notturno, riconoscibile dal resto per la sua particolare configurazione geometrica. Ad esempio, un gruppo di stelle luminose che appaiono come i vertici di un triangolo in mezzo a un campo più grande di stelle poco visibili è un asterismo. Si tende a riservare la parola a gruppi di stelle poco numerosi apparenti, resi tali solo dalla prospettiva, e non fisicamente collegati. Le normali costellazioni possono essere considerate asterismi di grande dimensione; tuttavia, un asterismo può essere parte di una costellazione, o può raggruppare stelle luminose appartenenti a costellazioni diverse, o, raramente, può coincidere con un’intera costellazione (come nel caso del Piccolo Carro). Gli asterismi vengono spesso utilizzati in astronomia come punti di partenza per trovare in cielo altre stelle e costellazioni più deboli. L’asterismo più conosciuto è senz’altro il Grande Carro, il gruppo di stelle luminose che identificano la costellazione dell’Orsa Maggiore, anche se ne costituiscono solo una parte. Un altro asterismo, molto grande e ben visibile nel cielo estivo boreale è il Triangolo estivo.

Asteroidi oggetti rocciosi più piccoli dei pianeti in orbita intrno al Sole. Sono per lo più concentrati su orbite comprese fra quelle di Marte e Giove. (vedi categoria Asteroidi)

Asteroidi Apollo gruppo di asteroidi le cui orbite hanno tutte il perielio all’interno dell’orbita della Terra e l’afelio al suo esterno, cosicché nel loro moto intorno al Sole intersecano l’orbita terrestre. Questi piccoli corpi celesti prendono il nome dall’asteroide Apollo – 1862 scoperto nel 1932 quando si avvicinò alla Terra a meno di 0,07 U.A. Questo asteroide ha un diametro di circa 1,4 Km; il suo impatto con la Terra causerebbe vaste distruzioni.

Atmosfera involucro di gas che circonda un pianeta.

Atomo è formato da un piccolo nucleo centrale, dotato di carica elettrica positiva, circondato da una nube di elettroni ognuno dei quali ha carica negativa. La sua carica totale è nulla. Il nucleo atomico a sua volta è costituito da due tipi di particelle subatomiche: i protoni e i neutroni (elettricamente neutri).

Auriga (Cocchiere) splendida costellazione boreale. Copre 657 gradi quadrati. Contiene tre famosi ammassi stellari: M 38, M 36 e M 37.

Epsilon Aurigae è una stella variabile ad eclisse con periodo di 9892 giorni. La luminosità oscilla tra le mag. 2,9 e 3,8. L’eclissi dura 754 giorni ed il minimo si protrae per circa un anno.

B B è una delle sette classi in cui sono catalogate le stelle nella classificazione degli spettri di Harvard. Comprende stelle da azzurre a bianche la cui temperatura superficiale è compresa fra 12.000 e 30.000 K. Nel loro spettro spiccano le righe di assorbimento dell’idrogeno, dell’ossigeno e dell’azoto.

Barioni famiglia di particelle elementari soggette all’interazione nucleare forte. Gli unici barioni stabili sono il protone e il neutrone. L’espressione “materiale barionico” viene usata per designare la comune materia atomica che è composta di protoni, neutroni ed elettroni, questi ultimi molto più leggeri.

Barionica frazione proporzione della massa dell’Universo sotto forma di barioni. Se l’universo è chiuso di misura, così che lo spazio-tempo sia piatto (modelli cosmologici), la frazione barionica è all’incirca l’1% (al massimo 5%) e la parte di gran lunga maggiore dell’Universo è sotto forma di materia oscura.

Barnard, Anello di arco semicircolare di polvere in Orione ad est della Cintura e della Spada; si tratta probabilmente del residuo di una bolla espulsa in un evento violento di formazione di stelle. Deve il suo nome al suo scopritore E.E. Barnard.

Barnard, stella di si trova nella costellazione di Ofiuco, scoperta nel 1916 da Barnard. Si tratta di una nana rossa si trova a soli 6 anni luce dalla Terra. Questa stella si avvicina a noi alla velocità radiale di 108 km/s. Fra circa 10.000 anni si troverà a soli 3,85 a.l. da noi!

Bayer Johann  astronomo tedesco (1572-1625). Nell’opera Uranometria Nova (1603) introdusse le lettere greche per identificare le stelle di ogni costellazione. Un sistema tuttora utilizzato

Bellatrix è la stella gamma Orionis, una stella azzurra di mag. 1,6. Si trova a 360 anni luce dalla Terra.

Betelgeuse è Alfa Orionis supergigante rossa variabile di tipo spettrale M 2.

Biela, cometa di è la più famosa fra le comete periodiche perdute. Prende il nome dall’ufficiale austriaco e astronomo dilettante Wilhelm von Biela che la scoprì nel febbraio 1826. Fu osservata per l’ultima volta nel 1852.

Bielidi sciame di meteore meglio note come Andromedidi.

Big Bang teoria per cui l’Universo ha avuto origine in un momento di tempo ben definito circa 15 miliardi di anni fa. Se chiamiamo tempo zero il momento in cui l’Universo emerse da una singolarità, secondo un’interpretazione delle equazioni di Einstein, il Modello Standard del Big Bang narra la storia di tutto ciò che è accaduto a partire da 0,0001 secondi dopo tale momento. In quell’istante la temperatura dell’Universo era di 10 alla 12 K e la densità 10 alla 14 g/centimetro cubo. Quattro minuti dopo il tempo zero il processo era completato: poco meno del 25% del materiale nucleare si era convertita in elio, mentre la parte restante era formata da protoni isolati, ossia da nuclei di idrogeno. Quando l’Universo aveva 300.000 anni, la temperatura era scesa a 6000 K. A questo punto la radiazione di fondo si disaccoppia e non ha più alcuna interazione significativa con la materia. Il Big Bang era ormai completato e l’Universo poteva ora espandersi in modo relativamente tranquillo, raffreddandosi sempre più e accrescendo sempre più lentamente le proprie dimensioni per l’azione antagonista della gravità. Un milione di anni circa dopo il Big Bang poté iniziare la formazione di stelle e galassie. A parte la questione dell’origine dell’Universo, il grande interrogativo a cui non aveva dato risposta il Modello Standard del Big Bang riguardava la sorte finale dell’Universo: si espanderà per sempre (modello “aperto”) o un giorno rallenterà la sua espansione fino a fermarsi per invertire poi il suo moto e collassare in un Big Crunch (modello “chiuso”)? Le equazioni di Einstein permettono entrambe le possibilità; la sorte finale è determinata dalla quantità di materia contenuta nell’Universo e perciò dall’intensità con cui la forza gravitazionale cerca di arrestare l’espansione. Di sicuro la materia visibile non è sufficiente per rendere chiuso l’Universo ma sappiamo che esso comprendo anche una grande quantità di materia oscura. La teoria dell’Inflazione suggerisce che l’Universo si trovi esattamente sulla linea di divisione fra un universo aperto e un universo chiuso (si parla in proposito di Universo “piatto”) anche se tende lievissimamente verso la chiusura.

Big Crunch è l’inverso del Big Bang. Se l’Universo contiene abbastanza massa da chiudere lo spazio-tempo, un giorno la gravità arresterà l’attuale espansione inducendo un successivo collasso che avrà termine in una singolarità, il Big Crunch, alla fine del tempo.

Binarie stelle stelle doppie fisicamente associate che orbitano l’una attorno all’altra in conseguenza della reciproca attrazione gravitazionale formando un sistema binario. La prima binaria fu identificata nel 1650 dall’astronomo gesuita Giovanni Battista Riccioli il quale scoprì che la stella Mizar è una doppia. In sistemi binari stretti le stelle vengono spesso deformate dalle forze di marea. Se in conseguenza di queste forze una quantità di gas passa da una stella all’altra, si dice che il sistema è semi staccato; se le due stelle si toccano formano una binaria a contatto. Quando, in un sistema semi staccato, la compagna è una stella di neutroni compatta o un buco nero, l’energia liberata dalla materia che cade su di essa dalla stella maggiore può produrre grandi quantità di raggi X ed altre radiazioni ad alta energia.

Binarie ai raggi X stelle binarie in cui la caduta di materiale di una delle due sull’altra (un corpo compatto come una nana bianca, una stella di neutroni o un buco nero) libera energia sotto forma di raggi X (Centaurus X-3 e Cygnus X-1).

Binarie spettroscopiche sistemi binari le cui stelle sono troppo vicine per essere risolte visivamente.

Binarie visuali sistemi binari le cui stelle possono essere risolte visivamente.

Blazar (BL Lac + Quasar) si tratta di una classe di galassie variabili di energia molto elevata.

BL Lac Oggetti insolite sorgenti compatte molto luminose situate nella regione centrale di alcune galassie. BL Lacertae, il primo di questi oggetti ad essere identificato, era noto da decenni come una stella variabile, ma nel 1968 si scoprì che era anche una sorgente molto intensa di emissione radio. Si arrivò dunque alla conclusione che non era affatto una stella; gli oggetti BL Lac si trovano nel centro di galassie e sono probabilmente associati a buchi neri di massa gigantesca.

Bok, globuli di piccole nubi di materiale oscuro, scoperte nel 1947 da Bart Bok (1906-83), che si pensa siano in procinto di contrarsi per effetto della gravitazione e dare origine alle stelle.

Bode, galassia di galassia a spirale situata nella costellazione dell’Orsa Maggiore. Si tratta di M 81 (NGC 3031). Fu scoperta da Bode nel 1774.

Bondi Hermann astronomo britannico. Fu uno dei tre proponenti del modello di universo detto dello Stato Stazionario, assieme a Gold e Hoyle.

Bonner Durchmusterung (BD) catalogo stellare pubblicato dal 1857 al 1863. Si compone di un catalogo propriamente detto e di un insieme di carte nelle quali sono rappresentate 324.198 stelle. Il catalogo è stato successivamente esteso anche all’emisfero australe.

Boomerang missione internazionale del 1998. Investigando la radiazione cosmica di fondo a microonde alla temperatura di 2,7 K, Boomerang ha osservato l’Universo come era prima della formazione delle prime galassie. Gli strumenti hanno rivelato che la radiazione è piuttosto omogenea con piccole variazioni (anisotropie) dalle quali si sarebbero formati gli oggetti celesti.

Boomerang nebulosa planetaria nella costellazione del Centauro a circa 5000 anni luce dalla Terra.

Bootes (Bovaro) costellazione vicino all’equatore celeste già nota nell’antichità. Copre 907 gadi quadrati. Comprende due stelle molto famose: Arturo e Izar (epsilon), un bellissimo sistema doppio.

Bracci spirali struttura formata spesso da stelle luminose in una galassia a disco, in conseguenza di un processo di formazione di stelle capace di autoalimentarsi. Questo tipo di struttura fu osservata per la prima volta nel 1845 da Lord Rosse.

Brahe Tycho (1546-1601) astronomo danese. Le sue misurazioni molto accurate delle posizioni delle stelle e dei moti dei pianeti resero possibile a Keplero la scoperta delle leggi dei moti planetari.

Brillamenti solari eruzioni improvvise di forte luminosità dette anche flares che si accendono nello spazio di pochi minuti su piccole regioni della superficie visibile del Sole.

Buchi bianchi ipotetica controparte dei buchi neri. Un buco bianco è una regione da cui materia ed energia emergono da una singolarità entrando nell’Universo. Nessun buco bianco è mai stato identificato in modo certo anche se qualcuno sostiene che l’origine dell’Universo dalla singolarità del Big Bang sia un fenomeno di questo tipo.

Buchi neri si dice buco nero una concentrazione di materia associata a un campo gravitazionale così intenso da far richiudere completamente lo spazio-tempo su se stesso; da un tale campo gravitazionale non potrà più sfuggire nulla, neppure la luce. Oggi si ritiene che tanto i buchi neri quanto le stelle di neutroni abbiano origine negli spasmi dell’agonia di stelle di grande massa quando esplodono come supernovae. I calcoli mostravano che qualsiasi residuo compatto di supernova, di massa inferiore a circa 3 masse solari, poteva formare una stella di neutroni, mentre ogni residuo compatto di massa maggiore si sarebbe contratta in un buco nero. I buchi neri di massa stellare possono essere scoperti solo se si trovano in sistemi binari.

Bulino costellazione australe che copre 125 gradi quadrati. Fu disegnata da Lacaille nel 1763.

Burster sorgenti di intense emissioni di raggi X scoperte per la prima volta nel 1973.  Se ne conoscono quasi 100: la maggior parte nella Via Lattea, in relativa prossimità del centro galattico. Si ritiene che siano sistemi binari simili alle novae ricorrenti con la differenza che la stella su cui cade materiale della compagna è una stella di neutroni anziché una nana bianca. L’emissione di raggi X si produce a causa di reazioni di fusione nucleare innescate dalla caduta di materiale sull’oggetto compatto.

Bussola costellazione australe che copre 221 gradi quadrati. Si tratta di un frammento dell’antica costellazione della Nave Argo ideata da Lacaille nel 1756.

BV, indice colore

C  3C 48 il primo quasar ad essere osservato otticamente ma non identificato come tale, nel 1960.

3C 273 il primo quasar ad essere identificato nel 1963; si trova nella costellazione della Vergine. Il suo spostamento verso il rosso corrisponde ad una distanza di 500 milioni di parsec. E’ il più vicino fra i quasar noti ed è anche il più luminoso. Ha un’intensa radiosorgente al suo centro e un getto molto lungo e debole che termina in un’intensa radiosorgente secondaria.

Camelopardus (Giraffa) costellazione boreale che comprende solo stelle poco brillanti. Copre 757 gradi quadrati.

Cancer (Cancro) costellazione zodiacale con stelle poco brillanti. Contiene un bellissimo ammasso stellare M 44.

Canes Venatici (Cani da Caccia) costellazione boreale introdotta nel 1690 da Hevelius. Contiene la stella Cor Caroli (mag. 2,9) così chiamata da Halley in onore del re Carlo I d’Inghilterra e la Galassia Vortice (M 51).

Canis Major (Cane Maggiore) costellazione australe ben visibile anche alle nostre latitudini, elencata tra le costellazioni originarie di Tolomeo. E’ dominata dalla splendida Sirio, la stella più splendente dell’intero cielo. Si trova a 8,8 anni luce dalla Terra.

Canis Minor (Cane Minore) costellazione boreale che comprende due stelle sotto la mag. 3, una delle quali Procione, è particolarmente splendente (mag. 0,4) grazie alla sua piccola distanza (11 anni luce).

Cannibalismo fenomeno per cui una galassia ne divora un’altra. Il “cannibalismo” è un processo importante nella formazione e nell’evoluzione delle galassie come la nostra che hanno avuto origine dalla fusione di componenti minori. Le galassie maggiori, note come galassie cD, si trovano al centro di ammassi di galassie e pare abbiano inghiottito varie galassie minori. Il termine è usato per designare il processo in cui una stella inghiotte la compagna in un sistema stellare binario.

Cannon Annie (1863-1941) elaborò un’importante sistema di classificazione delle stelle per mezzo della spettroscopia. Annie Cannon mise a punto un sistema di classificazione fondato sulla temperatura superficiale (e perciò sul colore) delle singole stelle. Fu così realizzata una sequenza di 7 lettere in ordine di temperatura superficiale decrescente: O – B – A – F – G – K – M. Ai tipi principali se ne aggiunsero poi altri tre: R – N – S.

Canopo stella alfa della costellazione della Carena (mag. -0,7). Pare che si allontani da noi alla velocità di circa 20 Km/s. Canopo dista da noi oltre 1000 anni luce.

Capella è  la stella alfa Aurigae (mag. 0,1). Dista da noi 43 a.l. E’ una stella doppia molto stretta.

Capricornus (Capricorno) costellazione zodiacale non particolarmente appariscente. Copre 414 gradi quadrati. La stella più luminosa della costellazione è delta Capricorni. Dista da noi 50 anni luce. La sua luminosità non è costante.

Carboidrati composti contenenti carbonio, idrogeno e ossigeno. Sono sostanze chimiche fondamentali per la vita.

Carbonio uno degli elementi più comuni dell’Universo: il quarto per abbondanza dopo idrogeno, elio e ossigeno. Svolge una funzione importante nel ciclo del carbonio che fornisce l’energia alle stelle di grande massa sulla sequenza principale.

carbonio, Ciclo del è il processo di fusione nucleare che fornisce energia a stelle caldissime di grande massa soprattutto a quelle appartenenti alle classi spettrali O, B e A.

Carina (Carena) bella costellazione australe che rappresenta la Carena della vecchia costellazione della Nave Argo. Si fregia della bellissima Canopo.

Caronte satellite del pianeta nano Plutone, scoperto nel 1978. Ha un diametro di circa 1186 Km.

Cassiopeia (Cassiopea) costellazione boreale compresa nell’elenco di Tolomeo. Copre 598 gradi quadrati. Nella costellazione, in prossimità della nebulosa IC 1805, si trovano le due galassie Maffei.

Cassiopeia A intensa radiosorgente nella Galassia a una distanza di 2900 parsec; è possibile che si tratti del residuo di una supernova.

Castore stella alfa dei Gemelli (mag. 1,6). E’ una complessa stella multipla formata da ben sei stelle (2 sistemi binari e 2 nane rosse). Il sistema dista dalla Terra 46 a.l.

Cataloghi elenco degli oggetti astronomici noti e delle loro posizioni in cielo. Il primo catalogo importante fu compilato da Charles Messier il quale essendo interessato alla scoperta di nuove comete, non voleva identificare erroneamente come comete oggetti già noti.  L’elenco canonico degli oggetti celesti che comprende molte galassie, è il New General Catalogue, compilato dall’astronomo danese Johan Dreyer. Fu pubblicato nel 1888 ed esteso in seguito fino a comprendere 13.000 voci. Esistono cataloghi simili per le radiosorgenti come il catalogo 3C sigla che indica il terzo radio catalogo compilato dai radioastronomi dell’Università di Cambridge. Molte pulsar ed altri oggetti interessanti vengono oggi catalogati con numeri che includono la loro posizione nel cielo. La prima pulsar è oggi nota come PSR 1919 + 21. Negli anni Cinquanta è stato realizzato un importante catalogo fotografico di numerose stelle (Palomar Sky Survery). Risultati molto importanti sono stati possibili con i satelliti scientifici. Da qui nascono due cataloghi stellari: Hipparcos Catalogue e Tycho Catalogue. Questi sono stati realizzati con i dati raccolti dalla missione europea Hipparcos.

Cefeidi stelle variabili la cui luce varia in modo regolare con un rapporto ben determinato fra periodo e luminosità media (magnitudine assoluta). La misurazione del periodo di una cefeide ne rivela quindi lo splendore intrinseco, cosicché la misurazione della sua magnitudine apparente ci permette di calcolarne la distanza. Questo è uno dei passi fondamentali per la determinazione della scala cosmica delle distanze. Le Cefeidi hanno periodi compresi fra 1 e 50 giorni. La relazione periodo – luminosità fu scoperta all’inizio del XX secolo da Henrietta Leavitt. La famiglia delle cefeidi deriva il suo nome dalla stella delta Cephei identificata come variabile nel 1784 da J. Goodricke.

Centauri Alfa è la stella più vicina al Sole subito dopo Proxima. E’ in realtà una stella binaria con due componenti: A e B.

Centauri Omega ammasso globulare NGC 5139. Si tratta del più bell’ammasso del cielo a 16.000 a.l. dal Sistema Solare.

Centauri Proxima è la stella più vicina al Sole (dista 4,22 a.l.). E’ una nana rossa (mag. 10).

Centaurus (Centauro) bella costellazione australe già nota a Tolomeo. Copre 1060 gradi quadrati.

Centaurus A intensa sorgente di onde radio e di raggi X. Si trova nella costellazione del Centauro ma molto fuori della nostra galassia. E’ la galassia attiva più vicina a noi.

Centaurus X – 3 sistema binario con un’intensa emissione di raggi X nel Centauro all’interno della Galassia. La sorgente di raggi X orbita attorno alla compagna. La sorgente X è una stella di neutroni rotante, ovvero una pulsar ai raggi X.

Cepheus (Cefeo) costellazione boreale poco appariscente. Copre 588 gradi quadrati.

Cerere nome del primo pianetino conosciuto, scoperto da Giuseppe Piazzi nel 1801.

Cetus (Balena) grande costellazione a sud dell’Ariete. Copre 1231 gradi quadrati. Comprende una variabile famosa, omicron Ceti, la cui luminosità varia da 1,7 a 10,1 in 331 giorni. Fu chiamata Mira Ceti da Hevelius nel 1660.

Chandrasekhar limite di la massa maggiore che può avere una nana bianca senza collassare sotto il proprio peso. Questo limite vale circa 1,4 volte la massa del nostro Sole.

Chimica interstellare nelle nubi interstellari di gas e polveri sono state scoperte molte molecole diverse. Molte delle molecole presenti nello spazio interstellare sono composte da carbonio, ossigeno e azoto oltre che dall’idrogeno. La maggior parte delle molecole complesse si trova in nubi insolitamente dense; solo in queste c’è infatti polvere fuligginosa sufficiente per proteggerle dall’intensa radiazione ultravioletta delle stelle giovani vicine. M 8 è una nebulosa che per il suo aspetto viene detta Laguna nella costellazione del Sagittario. E’ un ammasso aperto di stelle circondato da una nube di gas e polvere. In queste nubi si formano molecole complesse.

Chioma ammasso della immenso gruppo di galassie a circa 100 megaparsec da noi. L’ammasso contiene almeno 1000 galassie molto luminose legate dall’attrazione gravitazionale. A causa dell’espansione dell’Universo, l’ammasso si allontana da noi a una velocità di circa 6700 Km/s.

CHON acronimo composto dai simboli dei 4 elementi chimici più importanti negli organismi viventi: carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto. Gli elementi CHON formano il 96% del nostro organismo. L’idrogeno è un residuo del Big Bang e si trova ovunque nell’Universo; non può essere una coincidenza che carbonio, ossigeno e azoto siano fra i prodotti più abbondanti della nucleo sintesi all’interno delle stelle. La vita si è evoluta servendosi dei materiali disponibili e alcuni primi passi verso la vita potrebbero aver avuto luogo nelle nubi interstellari.

Ciclo di Saros Periodo di tempo uguale a 18 anni 10 giorni ed 8 ore dopo il quale le eclissi solari e lunari si ripetono alle medesime condizioni.

Circinus (Compasso) piccola costellazione australe. Copre 93 gradi quadrati. Questa costellazione è stata introdotta da Lacaille nel 1756.

Circinus X – 1 sorgente di raggi X interna alla Galassia. La sorgente di raggi X orbita intorno a una compagna ed è probabilmente una stelle di neutroni.

Classificazione degli spettri stellari perfezionamento della classificazione delle stelle per mezzo del loro colore attraverso studi dettagliati dello spettro della loro luce. Al migliorare delle tecniche fu possibile suddividere ulteriormente le sette classi in nove sottoclassi (da 0, le più calde, a 9, le meno calde). Successivamente furono introdotte tre nuove classi: R, N e S. Ulteriori informazioni su una stella vengono fornite nell’attuale classificazione di Harvard (chiamata sistema MK) da altre lettere che usano un numero romano per indicare la luminosità da I (supergiganti) a V (nane o stelle della sequenza principale), VI (sottonane) e VII (nane bianche). Il Sole è classificato G2V.

COBE satellite artificiale della Nasa lanciato nel 1989 per lo studio della radiazione cosmica di fondo. Il COBE scoprì increspature nella radiazione cosmica di fondo a microonde e confermò l’esattezza del modello del Big Bang.

Collasso gravitazionale fase terminale della vita di una stella di grande massa che ha esaurito il suo combustibile nucleare, cioè quando essa non riesce più a generare calore nelle sue regioni interne attraverso la fusione nucleare e contrastare quindi la contrazione gravitazionale. Quando non c’è più niente che possa sostenere gli strati interni di una stella, questa subisce un rapido collasso gravitazionale. Il collasso libera energia gravitazionale che fa esplodere la stella. La stella, diventata una supernova, sprigiona un’enorme quantità di energia. Il nucleo centrale della stella continua il collasso formando, infine, a seconda della quantità di materia rimasta, una stella di neutroni o un buco nero.

Columba (Colomba) costellazione australe introdotta nel 1679 da Bayer e Royer. Copre 270 gradi quadrati. Fra gli oggetti celesti, la galassia NGC 1808, una spirale che dista da noi 47 milioni di anni luce.

Coma Berenices (Chioma di Berenice) costellazione boreale. Copre 386 gradi quadrati. La stella alfa si chiama Diadema, una stella doppia molto stretta. La stella più brillante è beta di mag. 4,3 che ha una compagna di mag. 10,1. La maggior parte delle stelle è posizionata a sud di gamma e forma un’associazione chiamata Melotte 111. Entro i suoi confini è presente l’ammasso di galassie della Chioma contenente circa 1000 oggetti distanti oltre 400 milioni di anni luce. Sono galassie molto deboli non visibili con strumenti ordinari. Esistono però delle galassie più vicine collegate all’ammasso della Vergine. La costellazione ebbe la sua conferma ufficiale solo nel 1602 quando fu riportata in un catalogo da Tycho Brahe. Contiene 5 galassie inserite nel catalogo di Messier fra cui M 64 (Occhio Nero) che si trova a 21 milioni di anni luce da noi.

Cometa massa di materiale ghiacciato e polveri che diventa visibile via via che si avvicina al Sole. Si ritiene che le comete abbiano origine in una sorta di guscio o alone sferico, situato oltre le orbite dei pianeti. Una sorta di serbatoio (Nube di Oort). Un anello intermedio di comete e altri frammenti cosmici, noto come Fascia di Kuiper, si estende oltre le orbite di Plutone e Nettuno. Le comete a lungo periodo provengono dalla Nube di Oort.

Cor Caroli (Cuore di Carlo) stella della costellazione dei Cani da Caccia che si trova a 90 anni luce. Si tratta di una stella doppia (mag. 2,9 – 3,0).

Corona Australis (Corona Australe) piccola costellazione australe che copre 128 gradi quadrati. Era già inclusa nell’Almagesto di Tolomeo.

Corona Borealis (Corona Boreale) piccola costellazione boreale, copre 179 gradi quadrati. La stella alfa si chiama Gemma (mag. 2,23). E’ una variabile a eclisse tipo Algol. T CrB è una nova ricorrente; probabilmente il sistema è formato da due stelle molto vicine che periodicamente si scambiano della materia.

Corvus (Corvo) piccola costellazione australe, copre 184 gradi quadrati. L’oggetto più conosciuto di questa costellazione è NGC 4038/39, due galassie interagenti poste a 90 milioni di a.l. da noi. Sono chiamate “Le Antenne”.

Cosmologici Modelli descrizioni matematiche di vari tipi di universi possibili al fine di verificare teorie sul comportamento e sull’evoluzione del nostro universo. Un universo APERTO è un universo che ha origine in un Big Bang e si espande per sempre; un universo CHIUSO è un universo che ha origine in un Big Bang e si espande fino a raggiungere una certa grandezza dopo di che inverte la sua espansione e si contrae per collasso gravitazionale fino ad un Big Crunch; e un universo PIATTO è un universo posto esattamente sulla linea di demarcazione fra i due precedenti “sospeso” senza mai pervenire al collasso. Il nostro universo è indistinguibile da un universo piatto anche se potrebbe essere aperto o chiuso “per un pelo”.

Cosmologica Costante termine introdotto nel 1917 da A. Einstein nelle equazioni della relatività generale, da cui conseguiva un modello dinamico di universo, per ottenere un modello statico.

Cosmologico Principio principio secondo il quale nell’Universo non esiste un luogo privilegiato: da qualsiasi regione al suo interno lo si osservi i caratteri generali dell’Universo appaiono uguali.

61 Cygni debole stella a 11 anni luce da noi. E’ la prima stella di cui è stata misurata la parallasse da F. Bessel.

Costellazioni raggruppamenti convenzionali di stelle. Tolomeo elencò 48 costellazioni. Molte altre ne furono aggiunte fra il ‘500 e il ‘700 specialmente nell’emisfero australe, grazie alle esplorazioni geografiche. I contributi maggiori furono dati da Bayer, Hevelius e Lacaille. Nel 1933 l’UAI razionalizzò il sistema dividendo l’intero cielo in 88 costellazioni.

Costellazioni circumpolari si tratta delle costellazioni che ruotano intorno al Polo Nord Celeste e sono dette “circumpolari”. Esse sono sei: Orsa Maggiore (Uma), Orsa Minore (Umi), Cassiopea (Cas),  Cefeo (Cep, Dragone (Dra) e Giraffa (Cam).

Crater (Cratere) piccola costellazione australe, copre 282 gradi quadrati.

Crux Australis (Croce del Sud) piccola costellazione, copre 68 gradi quadrati. Si tratta della più piccola costellazione del cielo. La stella alfa è Acrux, una doppia con componenti di mag. 1,3 e 1,6. La stella beta si chiama Mimosa (mag. 1,3). E’ in questa costellazione che si trovano NGC 4755 uno splendido ammasso aperto chiamato “Scrigno dei gioielli” e la famosa Nebulosa oscura detta Sacco di Carbone. Contiene polveri e gas che impediscono la visione delle stelle che si trovano al di là della nube stessa.

V404 Cygni sistema binario comprendente un buco nero. La stella visibile ruota intorno ad una compagna invisibile (in questo caso un buco nero).

Cygnus (Cigno) splendida costellazione boreale. Copre 804 gradi quadrati. La sua stella alfa è Deneb, una delle tre stelle che identifica il famoso “Triangolo Estivo”.

Cygnus A la radiosorgente più luminosa fuori della Galassia. E’ una sorgente doppia con due lobi di rumore radio ai due lati di una galassia centrale.

Cygnus X – 1 intensa sorgente di raggi X che contiene quasi certamente un buco nero. La sorgente di raggi X fa parte di un sistema binario e orbita intorno ad una stella supergigante, la HDE 226868 di circa 20 masse solari.

Cygnus X – 3 sorgente di raggi X. Sistema binario dal periodo insolitamente breve di 4,8 ore. E’ probabilmente una stella di neutroni in orbita intorno a una stella di piccola massa.

D Declinazione (dec) una delle due coordinate usate in astronomia nel sistema equatoriale, per definire la posizione di un oggetto in cielo (in geografia corrisponde alla latitudine).

Deep sky termine con il quale si indicano alcuni oggetti celesti: ammassi stellari, galassie, nebulose. In pratica si tratta di quegli oggetti che chiamiamo di profondo cielo.

Delphinus (Delfino) piccola costellazione boreale. Copre 189 gradi quadrati. Comprende le due stelle Sualocin e Rotanev.

Deneb è la stella alfa Cygni, una supergigante bianca che dista da noi circa 1800 a.l. Terminerà la sua esistenza in una supernova.

Denebola è la stella beta Leonis, una stella bianca di mag. 2,1 lontano da noi 39 a.l.

Densità critica la densità che l’Universo dovrebbe avere oggi per essere esattamente piatto, sul discrimine fra una perpetua espansione e il collasso finale. Questa densità è un centinaio di volte maggiore di quella fornita dalla massa delle stelle e delle galassie visibili nell’Universo.

Densità media della materia nell’Universo la densità reale non è nota con precisione anche se molti teorici propendano per l’idea che l’Universo contenga esattamente tanta materia quanto basta perché la gravità renda lo spazio-tempo piatto. La quantità di materia visibile nell’Universo corrisponde a poche unità percentuali di questa densità critica, ma il modo in cui si muovono le galassie di ammasso, e il modo in cui ruotano le singole galassie, dimostrano la presenza di una grande quantità di materia oscura, sufficiente a portare la densità media della materia fino a un terzo circa del valore critico. Questa materia esiste sicuramente e potrebbe trovarsi sotto forma di barioni. La materia extra necessaria per rendere piatto lo spazio tempo dovrebbe essere se esiste non barionica.

Deuterio forma isotopica dell’idrogeno, detto anche idrogeno pesante, nella quale ogni nucleo atomico contiene un protone e un neutrone.

disaccoppiamento Era del il periodo in cui, 300.000 anni circa dopo il Big Bang, elettroni e nuclei di idrogeno e di elio si combinarono a formare atomi stabili. In quel frangente materia e radiazione si “disaccoppiarono”. La radiazione di fondo è un’impronta fossile di come era l’Universo a quel tempo.

Doppler Effetto è molto importante per gli astronomi, tanto più che funziona esattamente nello stesso modo per la luce e per le altre forme di radiazione elettromagnetica. Le onde luminose provenienti da un oggetto in moto verso di noi vengono compresse producendo uno spostamento verso il blu dello spettro della luce; mentre le onde luminose provenienti da un oggetto in allontanamento si rarefanno producendo uno spostamento verso il rosso. Lo spostamento verso il rosso della maggior parte delle galassie associato all’espansione dell’Universo non è dovuto però all’effetto Doppler essendo causato dalla dilatazione dello spazio stesso e non dal moto delle galassie attraverso lo spazio.

Dorado costellazione australe; copre 179 gradi quadrati. Comprende parte della Grande Nube di Magellano. All’interno della GNM si trova la più grande nebulosa a emissione nota, la Nebulosa Tarantola (NGC 2070), illuminata dalla 30 Doradi. La stella S Doradi è probabilmente la stella con la luminosità intrinseca più elevata che si conosca; pare che superi di 500.000 volte quella del Sole.

Draco (Drago) lunga costellazione boreale che copre 1083 gradi quadrati. La stella più luminosa è gamma Etamin (mag. 2,2), una gigante rossa distante 147 anni luce.

Draconidi sciame di meteore con radiante vicino alla testa della costellazione del Drago, attivo fra il 6 e il 10 ottobre. E’ associato alla cometa P/Giacobini – Zinner.

Drake Equazione di equazione proposta da Frank Drake per fornire una misura del numero delle civiltà tecniche avanzate che potrebbero esistere nella Galassia. Storicamente uno dei pionieri della ricerca di vita extraterrestre è stato l’astronomo americano Frank Drake (1930), che all’inizio degli anni Sessanta lavorava presso il National Radio Astronomy Observatory di Green Bank in West Virginia; Drake si pose l’obiettivo di stimare in qualche modo il numero N dei pianeti della nostra galassia sui quali ci possa essere una civiltà che abbia sviluppato una tecnologia sufficiente per comunicare con altre civiltà (ad esempio la nostra). Il risultato del suo studio è la cosiddetta equazione di Drake.  Drake fu anche l’ideatore di uno storico messaggio interstellare lanciato nello spazio con il radiotelescopio di ARECIBO (Puerto Rico, Antille) il 16 settembre 1974 in occasione dell’inaugurazione del nuovo potente strumento. Esso venne indirizzato verso l’ammasso globulare M 13, nella costellazione di Ercole, lontano da noi circa 25.000 anni luce.  La prima ricerca di intelligenze extraterrestri (Progetto SETI) fu intrapresa da Frank Drake nel 1960. Dopo l’avvio di un progetto gestito dalla NASA nel 1992 ora il SETI fa parte di un programma internazionale gestito da istituzioni e centri di ricerca privati.

Draper Henry (1837 – 82) astronomo statunitense, uno dei pionieri della spettroscopia. Il suo lavoro ha dato origine al Draper Catalogue (HD) di spettri stellari edito nel 1890 e comprendente oltre 10.000 stelle.

Dubhe è la stella alfa Uma, di mag. 1,8 che dista 123 anni luce. Possiede una compagna di mag. 4,8. Alfa è, insieme a beta, uno dei “puntatori”, chiamati così perché prolungando la loro distanza verso nord di cinque volte si raggiunge la Stella Polare.

E Eccentricità elemento orbitale dell’orbita di un corpo celeste pari al rapporto fra il semiasse maggiore e la distanza di un fuoco dal centro dell’orbita. Può essere uguale a 0 (circolare), ad 1 (parabolica) o compresa fra questi due valori (ellittica).

Eclisse fenomeno che si verifica quando la luce o un altro tipo di radiazione mediante cui vediamo un oggetto astronomico viene intercettato temporaneamente dall’interposizione di un altro oggetto. L’occultamento è dovuto in genere al passaggio del secondo oggetto davanti alla sorgente di luce: è questa la situazione che si verifica nelle eclissi solari; nelle eclissi lunari l’occultamento è dovuto invece all’ingresso della Luna nel cono d’ombra della Terra.

Eclittica il piano dell’orbita della Terra intorno al Sole. Dal nostro punto di osservazione sulla Terra il piano dell’eclittica è tracciato dal moto apparente del Sole in cielo, nel corso di un anno. Le orbite di tutti i pianeti sono molto vicine al piano dell’eclittica cosa che riflette la dinamica della formazione del sistema planetario da un disco di accrescimento.

Effemeridi tavole astronomiche pubblicate annualmente che forniscono, per intervalli fissi di tempo, per esempio giorno per giorno, la posizione di Sole, Luna, pianeti e l’ora in cui l’astro sorge, culmina in meridiano, tramonta.

Elementi sostanze composte per intero da atomi che hanno tutti nel loro nucleo lo stesso numero di protoni e quindi anche lo stesso numero di elettroni. Qualche atomo potrebbe avere nel proprio nucleo un numero diverso di neutroni; in questo caso si tratterebbe di un diverso isotopo dello stesso elemento. Non si può decomporre un elemento in una sostanza più semplice senza rompere gli atomi. In natura esistono 92 elementi fra cui: idrogeno, elio, ossigeno, carbonio e azoto.

Elementi pesanti in astronomia tutti gli elementi ad eccezion fatta per l’idrogeno e per l’elio. Spesso gli astronomi usano come sinonimo il termine “metalli” che riferiscono anche ad elementi non metallici, come il carbonio e l’ossigeno. Tutti gli elementi pesanti si sono formati attraverso reazioni di fusione nucleare all’interno di stelle a partire dagli elementi primordiali dell’idrogeno e dell’elio. Disseminati nello spazio in seguito ad esplosioni stellari forniscono la materia prima da cui possono formarsi ulteriori generazioni di stelle più ricche di elementi pesanti e sistemi planetari. Le differenze nelle abbondanze degli elementi pesanti presenti nelle stelle (la loro “metallicità”) forniscono informazioni sulla loro età relativa e sull’evoluzione di stelle e galassie.

Elettra (17 Tauri) una delle sette Pleiadi classiche. E’ una stella azzurra (mag. 3,7) che dista dalla Terra 423 anni luce.

Elettrone particella elementare fondamentale scoperta nel 1897. Appartiene alla famiglia dei leptoni. Gli elettroni sono uno dei tre componenti elementari tradizionali dell’atomo. Oggi soltanto l’elettrone viene considerato un componente elementare dell’atomo: protoni e neutroni si compongono infatti a loro volta di quark.

Elio, combustione dell’ reazione di fusione nucleare nella quale 3 nuclei di elio-4 si combinano a formare 1 nucleo di carbonio – 12. Questo processo si svolge nelle stelle che hanno esaurito tutto l’idrogeno nella loro regione centrale.

Elio, Lampo dell’ lampo di energia prodotto dall’improvvisa combustione dell’elio. Quando una stella di una o due masse solari ha esaurito tutto il suo idrogeno si contrae e la temperatura nel suo nucleo aumenta rapidamente. Una volta raggiunta la temperatura di 100 milioni di K ha inizio in modo improvviso la combustione dell’elio, la quale produce un lampo di energia che arresta la contrazione. Nelle stelle di massa maggiore la combustione dell’elio ha inizio in modo più graduale.

Eliocentrismo sistema che pone il Sole (in contrapposizione alla Terra) al centro del sistema del mondo. Così fu nel sistema eliocentrico di Aristarco e così ancora in quello di Copernico, dove intorno al Sole si rivolgevano non solo i pianeti ma anche la sfera delle stelle fisse.

Emisfero celeste ognuna delle due metà della sfera celeste divise dal piano dell’equatore terrestre. A partire dall’equatore celeste che è l’intersezione della sfera celeste con lo stesso piano, si misura verso nord e verso sud la declinazione, che assume i valori da 0° a 90°. La declinazione è positiva nell’emisfero nord e negativa nell’emisfero sud. La Stella Polare ha declinazione +89° 15’ 51’’ (dista quindi dal Polo Nord 44’ 9’’). Nell’emisfero australe non ci sono stelle luminose in prossimità del Polo. La delta Octantis, la stella relativamente splendente più vicina al Polo (mag. 4,3) si trova alla declinazione -83° 40’ 4’’. Dista quindi dal Polo ben 6° 19’ 56’’.

Energia oscura negli ultimi anni è stato osservato che le galassie più lontane hanno velocità superiori a quanto ci si aspettava da un universo in espansione decelerata o costante. Questa “energia oscura” che accelera l’espansione sarebbe dunque la costante cosmologica ipotizzata da Einstein una specie di energia del vuoto dotato di quella energia che provoca l’espansione. Con il diminuire della densità, l’energia del vuoto ha prevalso sulla gravità come indica la velocità d’espansione dedotta da galassie a distanze fra uno e due miliardi di anni luce.

Encke Cometa di cometa dal periodo molto breve (3,3 anni). Prende il nome da J. Encke che ne calcolò l’orbita nel 1818. Dalla cometa Encke deriva lo sciame di meteore Tauridi che ha due radianti con periodo di visibilità dal 1 ottobre al 25 novembre.

Enif  è la stella più luminosa della costellazione di Pegaso; si tratta di una doppia supergigante variabile, di colore arancione (tipo spettrale K2, magnitudine variabile fra 0,7 e 3,5, distante circa 300 anni luce.

Entropia grandezza termodinamica che esprime la tendenza dei sistemi chiusi e termicamente isolati a evolvere verso uno stadio di equilibrio termodinamico.

Epatta età della Luna dal primo gennaio di un dato anno, ossia numero dei giorni trascorsi dall’ultimo novilunio dell’anno precedente. L’epatta si usa nel computo del calendario ecclesiastico per fissare la data della Pasqua.

Equatore celeste il cerchio massimo della sfera celeste risultante dall’intersezione del piano dell’equatore della Terra con la volta celeste. E’ inclinato di circa 23°27’ rispetto al piano dell’eclittica.

Equinozio il momento in cui l’orbita apparente del Sole interseca l’equatore celeste; in tale data giorno e notte hanno la stessa durata in qualsiasi luogo della Terra. L’equinozio vernale (di primavera) cade il 21 marzo, l’equinozio di autunno il 23 settembre (nell’emisfero sud le stagioni sono rovesciate).

Equuleus (Cavalluccio) piccola costellazione (copre 72 gradi quadrati) già compresa nel catalogo di Tolomeo.

Eridanus (Eridano) costellazione già presente nel catalogo di Tolomeo. La parte meridionale non è visibile alle nostre latitudini. Copre 1138 gradi quadrati.

Eros asteroide numero 433, scoperto dal 1898 da J.H. de Witt.

Esobiologia studi teorici sui tipi di organismi che potrebbero esistere nell’universo fuori dal pianeta Terra.

Espansione dell’Universo l’Universo in cui viviamo si espande al dilatarsi dello spazio. Questa conclusione era già implicita nelle equazioni della teoria della relatività, ma neppure Einstein fu preparato ad accettarla. Fu la scoperta dello spostamento verso il rosso nella luce delle galassie esterne al Gruppo Locale da parte di E. Hubble alla fine degli anni Venti a far comprendere che l’Universo è effettivamente in espansione e a far accettare la relatività generale come una buona descrizione dell’Universo nel suo insieme. Poiché gli ammassi di galassie stanno allontanandosi l’uno dall’altro devono essere stati più vicini fra loro in passato. Questa è la base del Modello di Universo del Big Bang. Naturalmente è lo spazio stesso ad espandersi trasportando con sé le galassie.

Europa uno dei quattro satelliti maggiori di Giove, scoperti nel 1610 da Galileo.

Evoluzione stellare le stelle nascono da nubi di gas e polveri nello spazio che si contraggono sotto l’effetto della gravità e di conseguenza si riscaldano, fino a quando la temperatura diventa così alta da innescare reazioni di fusione nucleare nella loro regione centrale. Una volta che una stella ha cominciato a bruciare combustibile nucleare (convertendo idrogeno in elio) entra nella Sequenza Principale e a quel punto la sua evoluzione viene determinata esclusivamente dalla sua massa. Il Sole è una tipica stella della Sequenza Principale. Essa ha irraggiato energia con lo stesso ritmo per gli ultimi 4,5 miliardi di anni e continuerà a farlo per una durata di tempo pressoché uguale, fino a quando tutto l’idrogeno della sua regione centrale non si sarà convertito in elio attraverso la reazione protone – protone. In una stella di massa maggiore di quella del Sole prende l’avvio un processo alternativo per la conversione di idrogeno in elio: il ciclo del carbonio. La situazione cambia quando la stella ha consumato tutto l’idrogeno nella sua regione centrale. Quanto più grande è la massa di una stella, tanto più rapidamente essa deve bruciare il suo combustibile per fornire una pressione sufficiente ad impedire il collasso. Le stelle di massa minore di quella del Sole possono rimanere sulla Sequenza Principale per un periodo ancora più lungo. Prima o poi però la stella esaurisce la sua scorta di idrogeno nella regione centrale. Quando nel nucleo ha termine la conversione dell’idrogeno in elio (per mezzo dell’uno o dell’altro processo) la stella comincia a contrarsi. Si espandono gli strati esterni della stella che così si distacca dalla Sequenza Principale. Se la stella ha una massa sufficientemente grande i nuclei di elio cominciano a trasformarsi per fusione in nuclei di carbonio attraverso il processo tre Alfa. La stella diventa una gigante rossa; quando il Sole diventerà una gigante rossa inghiottirà anche la Terra. Se una stella è abbastanza grande sono possibili altri stadi di combustione nucleare con la costruzione di elementi successivamente più pesanti per nucleosintesi. Ogni stadio della combustione nucleare è però più breve del precedente. Verso la fine della sua vita attiva una stella si libererà dei suoi strati esterni che formeranno una nebulosa planetaria; quanto alla stella stessa diventerà una nana bianca. Le stelle di massa maggiore (sopra le otto masse solari) termineranno la loro vita con una spettacolare esplosione (Supernova). Stella simile al Sole: vita nella Sequenza Principale/gigante rossa/Nebulosa Planetaria + Nana bianca. Stella pesante (massa pari a 20 volte quella del Sole): vita più breve nella Sequenza Principale/Supergigante/Supernova/Stella di neutroni o buco nero.

F F è  una delle sette classi in cui sono catalogate le stelle nella classificazione degli spettri stellari originaria di Harvard. Comprende stelle da biancastre a gialle con temperatura superficiale compresa fra 6000 e 8000 K. Nel loro spettro spiccano le righe di assorbimento del calcio e del magnesio e, più deboli, quelle dell’idrogeno.

Fermi Enrico (1901-1954) fisico italiano. In astronomia è noto particolarmente per la tesi che “se la Terra non è stata colonizzata dagli alieni è perché noi siamo l’unica civiltà della Galassia”.

Flamsteed John (1646-1719) astronomo inglese. Realizzò un catalogo di quasi 3000 posizioni stellari.

Flare stars stelle variabili che mostrano rapide variazioni di luminosità (1 o 2 grandezze) durante pochi secondi o pochi minuti. Probabilmente l’esplosione che provoca l’aumento di luminosità è innescata da stelle vicine (sistema binario).

Fomalhaut è la stella alfa Piscis Australis. E’ una stella bianca molto luminosa (mag. 1,2). Dista da noi 22,6 anni luce. Il satellite IRAS ha scoperto intorno a questa stella la presenza di un anello di polveri.

Forze fondamentali sono le quattro forze che operano fra le particelle elementari. A partire dalla più debole sono: la gravità, la forza nucleare debole, la forza elettromagnetica e la forza nucleare forte.

Fornax (Fornace) piccola costellazione australe, introdotta da Lacaille nel 1792. La stella più luminosa è alfa Fornacis di mag. 3,9. Racchiude il cosiddetto “sistema della Fornace” un sistema stellare molto maggiore di un ammasso globulare ma molto più piccolo di una galassia ellittica; appartiene al nostro Gruppo Locale e dista oltre mezzo milione di anni luce.

Fotone l’unità quantistica della radiazione elettromagnetica; può essere considerato la particella della luce.

Fotosfera la superficie del Sole direttamente visibile in luce normale. E’ la regione da cui proviene la maggior parte della radiazione solare complessiva e la quasi totalità della radiazione compresa nello spettro visibile. Nella fotosfera si formano macchie e facole.

Fridman Aleksandr (1888 – 1925) matematico russo. Egli si rese conto fin dall’inizio di trovarsi di fronte a una famiglia di soluzioni delle equazioni di Einstein, un insieme di modelli cosmologici. Comprese cioè che non c’era una sola soluzione delle equazioni, come aveva sperato Einstein. In secondo luogo incluse fin dall’inizio nei suoi modelli l’idea di espansione. Vedi Modelli di universo di Fridman.

fuga, velocità di la velocità minima che un oggetto deve avere per potersi sottrarre all’attrazione gravitazionale di un pianeta o di una stella anziché ricadere sulla sua superficie o entrare in un orbita chiusa intorno ad esso.

 G una delle sette classi in cui sono catalogate le stelle nella classificazione degli spettri stellari di Harvard. Comprende stelle gialle di temperatura superficiale fra 4500 e 6000 K. Nel loro spettro spiccano le righe di assorbimento del calcio e dell’idrogeno. A questa classe appartiene il nostro Sole.

Gaia missione programmata dall’ESA per realizzare un catalogo di stelle della Galassia e del Gruppo Locale di cui misurerà luminosità e velocità radiale.

Galassia la Galassia (con la G maiuscola) è la nostra patria nel cosmo: un’isola di stelle, di gas e di polvere mantenuti insieme dalla gravità a formare una galassia a disco circondata da un alone di ammassi globulari visibili, e immersa in un alone molto più esteso di materia oscura, rilevata solo dalla sua azione gravitazionale. Come in altre galassie a disco al centro della nostra Galassia c’è un rigonfiamento o bulbo di stelle che assomiglia ad una piccola galassia ellittica; esso si trova in direzione della costellazione del Sagittario. Nel centro stesso della nostra Galassia potrebbe esserci un buco nero supermassiccio. La regione centrale della Galassia, come l’alone, contiene soltanto stelle molto vecchie (Popolazione II). Il disco contiene stelle di ogni età comprese stelle giovani della Popolazione I. La velocità orbitale di ogni stella dipende dalla sua distanza dal centro galattico: le stelle più lontane sono più lente di quelle più vicine. Il Sole ha una velocità orbitale di 250 Km/s e impiega circa 225 milioni di anni a compiere una rivoluzione completa. Gli studi del modo in cui le stelle si muovono indicano la natura del campo gravitazionale della Galassia nel suo insieme e ne rivelano la massa complessiva. Questa risulta essere circa pari a 1000 miliardi di masse solari ossia grosso modo 10 volte la massa di tutte le stelle visibili della Galassia. Questa è una forte prova a sostegno dell’esistenza nella Galassia di materia oscura, la quale si estenderebbe ben al di là del disco luminoso della Via Lattea.

Galassie immensi sistemi stellari, veri e propri “universi isole” tenuti insieme dalla forza di gravità. Le galassie si dividono in base al loro aspetto, in due classi principali: galassie ellittiche e galassie a disco (o spirali). A queste due classi si aggiungono galassie di vario aspetto raggruppate nelle galassie irregolari. La maggior parte delle galassie è raggruppata in ammassi. La classificazione delle galassie di Hubble è tuttora in uso. Le galassie spirali sono contrassegnate con una S e le spirali barrate con una SB; il tipo di bracci (da poco aperti a più aperti) è ndicato dalle lettere: a, b e c. Le galassie ellittiche sono contrassegnate con la lettera E a cui segue un numero progressivo (da 7 a 0) via via che diventano più sferiche.

Galassie a disco chiamate anche galassie a spirali. Tutte queste galassie sono ricche di gas e di nubi di polvere in cui si formano nuove stelle. Le stelle del disco e dei bracci spirali appartengono di norma alla Popolazione I, mentre quelle del rigonfiamento e dell’alone sono stelle più vecchie della Popolazione II. Inoltre il modo in cui le galassie a disco ruotano dimostra che sono immerse in aloni molto più consistenti di materia oscura. La nostra Galassia è una tipica galassia a disco.

Galassie attive galassie che emettono una grande quantità di energia dalla loro regione centrale, nota come nucleo. Di qui il nome alternativo dato a questi oggetti di nuclei galattici attivi di solito abbreviato in NGA (in inglese AGN). Il termine copre una varietà di tipi di galassie molto energetiche. Oggi si ritiene che tutte traggano la loro energia essenzialmente dallo stesso processo, implicante la caduta di materia in un buco nero di massa grandissima all’interno della galassia attiva.

Galassie ellittiche sono composte principalmente da stelle vecchie e rosse; presentano pochi segni attivi di formazione di stelle, perciò si pensava che queste galassie fossero fra le più antiche. Studi recenti suggeriscono che molte galassie ellittiche si siano formate da collisioni e fusioni di galassie a disco.

Galassie interagenti galassie che si deformano reciprocamente per effetto dei loro campi gravitazionali.

Galassie nane galassie di piccole dimensioni come le Nubi di Magellano che sono satelliti della nostra Galassia.

Galattica Rotazione rotazione compiuta dal sistema della Galassia nella sua totalità in virtù della quale tutti gli oggetti della Galassia orbitano intorno al centro galattico. Il Sole e le stelle del vicinato solare si muovono alla velocità orbitale di circa 220 Km/s e impiegano circa 225 milioni di anni (anno cosmico) per completare una rivoluzione.

Galattico Centro  il centro della Galassia in cui potrebbe trovarsi un buco nero relativamente grande. Il centro galattico è sede di un’intensa radiosorgente (Sagittarius A).

Gamow George (1904-1968) fisico statunitense nato in Ucraina. Fu il primo a calcolare le condizioni del Big Bang e previde l’esistenza della radiazione di fondo. A partire dal 1946 in collaborazione con i suoi allievi Ralph Alpher e Robert Herman dimostrò come l’elio primordiale doveva essere stato prodotto a partire da nuclei di idrogeno nel Big Bang stesso e che l’universo attuale doveva essere immerso in un debole fondo di radiazione a microonde residua del Big Bang. Teoria  Alfa – Beta – Gamma (da Alpher, Bethe e Gamow) questa teoria spiega come l’idrogeno primordiale fu parzialmente convertito in elio nel Big Bang, formando la materia prima di cui sono fatte le stelle. I calcoli della teoria prendono il via da meno di un secondo dopo l’origine dell’Universo quando esso era un miscuglio denso e caldo di protoni, neutroni, elettroni ed altre particelle fondamentali.

Ganimede è il più grande satellite di Giove e dell’intero Sistema Solare (diametro 5262 km). E’ più grande della Luna (diametro 3476 km) e anche di Mercurio (4880 km).

Geminga potente sorgente di raggi gamma e di raggi X nella costellazione dei Gemelli. E’ probabilmente un sistema binario in cui due stelle di neutroni orbitano l’una attorno all’altra.

Gemini (Gemelli) bella costellazione zodiacale con due stelle molto luminose: alfa Castore e beta Polluce. Contiene l’ammasso aperto M 35. Copre 514 gradi quadrati.

Geminidi stelle cadenti appartenenti ad uno sciame di meteore con radiante nei Gemelli osservabile intorno al 14 dicembre.

Gemma è la stella alfa della Corona Boreale. Si tratta di una variabile (mag. 2,2 – 2,3). Dista dalla Terra 72 anni luce.

Geocentrismo teoria astronomica che pone la Terra al centro del sistema del mondo. Fu sostituita dall’eliocentrismo.

Geometria euclidea tipo di geometria che si impara a scuola nella quale la somma degli angoli interni di un triangolo è sempre di 180° e le linee parallele non convergono mai. A rigore questa geometria si applica solo alle superfici piane.

Geometria non euclidea geometria le cui regole si applicano a superfici curve o allo spazio tempo curvo. Ci sono due tipi di geometria non euclidea, una delle quali potrebbe applicarsi allo spazio-tempo dell’Universo. La geometria a curvatura positiva è rappresentata dalla superficie chiusa di una sfera. Su tale superficie la somma degli angoli interni di un triangolo è sempre maggiore di 180°. La geometria a curvatura negativa corrisponde ad una superficie aperta “a sella”. Essa si estende all’infinito e la somma degli angoli di un triangolo tracciato su una superficie di questo genere è sempre minore di 180°. Nel nostro Universo la curvatura positiva corrisponde ad un modello CHIUSO e la curvatura negativa ad un modello APERTO. Il nostro universo, comunque, è molto vicino ad un Universo PIATTO.

Giapeto satellite di Saturno scoperto nel 1671 da G.D. Cassini.

Giganti Stelle stelle di diametro compreso fra 10 e 100 diametri solari e con luminosità da 10 a 1000 volte quella del Sole.

Giganti rosse stelle appartenenti alla classe spettrali M e K (diametro da 10 a 100 volte quello del Sole) che si sono staccate dalla Sequenza Principale.

Giove il pianeta più grande del Sistema Solare.

Glitch variazione improvvisa nel periodo di una pulsar causato probabilmente da un sisma stellare con ridisposizione del materiale di cui la pulsar è fatta.

Globo celeste rappresentazione della sfera celeste nella forma di un globo. Come i mappamondi ha un equatore, due poli e un sistema di coordinate (ascensione retta e declinazione).

Granchio, nebulosa del nube luminosa di gas e polveri nel Toro. E’ nota come M1 (NGC 1952). Fu una delle prime tre radiosorgenti identificate con oggetti noti. E’ sorgente di raggi gamma.

Granchio, Pulsar del si trova al centro della Nebulosa del Granchio. E’ la pulsar più giovane che si conosca essendosi formata nell’esplosione della supernova, osservata sulla Terra nel 1054, che diede origine alla Nebulosa del Granchio. Ha un periodo di rotazione di 0,0331 s.

Grandi Teorie Unificate GTU o GUT è il nome generico per le teorie che tentano di descrivere il comportamento fisico di tutte le particelle e le forze (le interazioni fondamentali) in un insieme di equazioni matematiche. Una tale teoria, che ancora non è stata scoperta, viene chiamata a volte “teoria del tutto”.

Grande Attrattore grande concentrazione di massa nella direzione della costellazione dell’Idra e del Centauro ma a una distanza molto maggiore. Il moto della nostra Galassia in tale direzione è di circa 600 Km/s.

Gravità la forza di attrazione che si esercita fra due oggetti dotati di massa. E’ una delle quattro forze fondamentali note ai fisici. La gravitazione è l’interazione tra corpi dotati di massa consistente in una reciproca attrazione.

Gruppo Locale piccolo gruppo di galassie a cui appartiene anche la Via Lattea. Questi i membri principali del Gruppo Locale: Via Lattea, Galassia di Andromeda, M32, Galassia del Triangolo, Grande e Piccola Nube di Magellano, Nana dell’Orsa Minore, Nana del Dragone, Nana dello Scultore, Nana della Fornace (Vdi categoria Gruppo Locale).

Grus (Gru) costellazione australe, copre 366 gradi quadrati. Questa costellazione appare per la prima volta nell’Uranometria di Bayer del 1603.

Gum, Nebulosa di  grande nebulosa di emissione diffusa sulle costellazioni australi della Vela e della Poppa. Probabilmente si tratta del residuo di una supernova che deve essere stata vista dalla Terra circa 1 milione di anni fa.

Guth Alan fisico statunitense nato nel 1947, autore della teoria dell’Inflazione in cosmologia.

H Habstars termine entrato in uso recentemente per designare le “stelle abitabili” ossia stelle dalle proprietà simili a quelle del Sole, verso le quali dovrebbe orientarsi la ricerca di forme di vita intelligente. Le ricerche condotte sui dati raccolti dal satellite Hipparcos hanno portato all’identificazione di oltre 17.000 stelle abitabili a meno di 500 anni luce da noi.

HI regioni dello spazio che contengono una grande quantità di idrogeno sotto forma di atomi neutri, forse mischiati a piccole quantità di idrogeno molecolare. L’idrogeno è l’elemento più comune nell’Universo e rappresenta la maggior parte della materia da cui sono formate le stelle.

HII regioni dello spazio che contengono una grande quantità di gas idrogeno ionizzato, ossia idrogeno i cui atomi hanno una carica residua positiva. L’energia che ha causato la ionizzazione dell’idrogeno in queste nubi proviene da stelle giovani caldissime presenti nelle regioni HII.

Hale-Bopp Cometa cometa a lungo periodo di circa 2000 anni. Fu avvistata per la prima volta nel 1995. La cometa, al suo ultimo passaggio, aveva un nucleo di 45 chilometri di diametro ed è stata osservata in Italia nel 1997, con le due code di ioni e polvere nettamente definite. E’ passata fra Andromeda e Cassiopea in direzione di Perseo. L’analisi spettroscopica ha rivelato la presenza di materiali organici. Si sono osservate anche violente eruzioni prodotte verosimilmente dalla rottura di sacche di gas.

Halley Cometa di cometa periodica molto vistosa. Orbita intorno al Sole con un periodo di 76 anni. Ha preso il nome da Edmond Halley il quale aveva scoperto che le tre comete osservate nel 1531, 1607 e 1682 erano in realtà tre successivi ritorni della stessa cometa e aveva previsto correttamente il suo ritorno nel 1759.

Hamal è la stella alfa Arietis. Si tratta di una stella arancione (mag. 2,0) che si trova a 65 anni luce.

Herbig – Haro, Oggetti di piccole nebulose di scarsa luminosità forse illuminate da stelle molto giovani, oscurate alla nostra vista da nubi di materia interstellare.

Hercules (Ercole) costellazione boreale molto estesa (copre 1225 gradi quadrati) ma povera di stelle brillanti. In questa costellazione ci sono due ammassi globulari interessanti: M 13 e M 92.

Hercules X – 1 pulsar nei raggi X appartenente ad un sistema binario nella costellazione di Ercole. Il sistema è composto da una stella visibile, la HZ Herculis e da una stella di neutroni sua compagna che orbita intorno alla stella madre con un periodo di rivoluzione di 1,7 giorni. La pulsar ha un periodo di 1,24 secondi ed è circondata da un disco di accrescimento.

Ni Herculis stella gialla di mag. 4,4. Dista da noi circa 620 anni luce. In sua prossimità si trova l’apice solare, il punto verso il quale si muove il Sistema Solare rispetto alla Galassia alla velocità relativa di 20 Km/s.

Hertzsprung – Russell, Diagramma di  in questo grafico sono riportate in ascissa (asse orizzontale o delle X) la temperatura o il colore di ogni stella e in ordinata (asse verticale o delle Y) la magnitudine assoluta.

Hipparcos satellite lanciato dall’Agenzia Spaziale Europea nel 1989 con l’obiettivo di eseguire una descrizione esatta di posizioni, moti propri annuali e parallassi di 100.000 stelle. I dati raccolti nel corso della missione hanno consentito di realizzare due nuovi cataloghi stellari. Nonostante questo, l’Esa ha organizzato una nuova missione astrometrica, Gaia, con livelli di precisione enormemente superiori a quelli di Hipparcos.

Horologium (Orologio) costellazione del cielo australe introdotta nel 1752 da Lacaille. Copre 249 gradi quadrati.

Hoyle Fred  astronomo britannico (1915 – 2001). Ha sviluppato la Teoria dello Stato Stazionario in contrapposizione al Big Bang (pur essendo stato proprio lui a coniare ironicamente il termine stesso di Big Bang). Negli anni ‘40 Hoyle, Bondi e Gold elaborarono il modello dello Stato Stazionario, ma Hoyle sviluppò l’idea in un modo indipendente in direzione diversa da quella dei colleghi.

Hubble Edwin (1889-1953) astronomo statunitense. Dimostrò che molti oggetti classificati come nebulose sono in realtà galassie esterne alla Via Lattea, scoprì la relazione fra spostamento verso il rosso e distanza e giunse alla conclusione che l’Universo è in espansione. 

Hubble Costante di  la costante di Hubble è il numero che esprime la rapidità con cui l’Universo si va espandendo. Ci si attende che questo numero sia lo stesso nell’intero Universo. Esso cambia però al passare del tempo perché il ritmo con cui l’Universo si espande viene rallentato dall’attrazione gravitazionale che si esercita su tutta la materia presente nell’Universo.

Hubble Diagramma di  grafico in cui sono riportati gli spostamenti verso il rosso delle galassie in funzione delle loro distanze. Questo tipo di diagramma permise a Hubble di scoprire che l’Universo si sta espandendo.

Hubble Legge di spiega come la velocità di recessione (indicata dallo spostamento verso il rosso) di una galassia lontana è direttamente proporzionale alla sua distanza da noi.

Hydra (Idra) lunga costellazione (è la più grande del cielo) dell’emisfero australe (copre 1303 gradi quadrati) con solo una piccola parte a nord dell’equatore celeste. Ha una sola stella splendente: Alphard (mag. 2,0).

Hydrus (Idra Maschio) piccola costellazione australe (copre 243 gradi quadrati) poco appariscente situata in prossimità della costellazione del Tucano. Fu introdotta nel 1603 da Bayer.

I Iadi ammasso aperto nella costellazione del Toro. E’ formato da oltre 200 stelle rosse fredde. Dista da noi circa 150 anni luce.

Idrocarburi composti di idrogeno e di carbonio. Diversi idrocarburi più semplici compresi il metano e l’acetilene sono stati identificati in nubi di materiale interstellare.

Idrogeno (H) è l’elemento più semplice e più comune dell’Universo. Costituisce il 75% della massa di tutta la materia visibile nelle stelle e nelle galassie. Come l’elio fu prodotto nel Big Bang da cui ha avuto origine l’Universo. Nel Big Bang fu prodotto anche deuterio (isotopo dell’idrogeno) ma in piccolissime quantità. Le poche osservazioni eseguite suggeriscono che nell’Universo ci siano solo un paio di atomi di deuterio ogni 100.000 di idrogeno, in stretto accordo con le predizioni del modello del Big Bang.

Inclinazione orbitale elemento orbitale di un corpo del sistema solare che misura la differenza angolare fra il suo piano orbitale e quello dell’eclittica

Index Catalogue (IC) espressione con cui sono note due appendici edite nel 1895 e nel 1908, con cui l’astronomo danese Dreyer ampliò il suo famoso New General Catalogue (NGC) edito nel 1888.

Indus (Indiano) piccola e scialba costellazione australe. Copre 294 gradi quadrati. Fu introdotta da Bayer nel 1603.

Inflazione il termine designa complessivamente i modelli della primissima fase dell’Universo che ipotizzano un periodo di espansione estremamente rapida durante il quale le dimensioni dell’attuale universo osservabile si dilatarono in una piccola frazione di secondo, da quelle di un volume di spazio molto più piccolo di un PROTONE a quelle di un POMPELMO. Questo processo avrebbe omogeneizzato lo spazio-tempo rendendo piatto l’universo; la teoria dell’inflazione si affermò negli anni ‘80 da Alan Guth.

Iperione satellite di Saturno.

Isotopi atomi che hanno nel loro nucleo un ugual numero di protoni ma un numero diverso di neutroni.

Isotropia la proprietà di essere uniforme in tutte le direzioni. L’Universo è isotropo: ci appare grosso modo uguale dovunque guardiamo. La radiazione di fondo è fortemente isotropa.

K  K è una delle sette classi in cui sono catalogate le stelle nella classificazione degli spettri stellari di Harvard. Ne fanno parte stelle arancioni di temperatura superficiale compresa fra 3000 e 4500 K. Nel loro spettro compaiono forti righe di metalli neutri e deboli righe dell’idrogeno.

Kuiper Fascia di  regione popolata da comete, si estenderebbe fra 35 e 1000 unità astronomiche dal Sole, nello stesso piano dei pianeti, ma oltre l’orbita di Plutone. Di tanto in tanto accade che qualche cometa della fascia di Kuiper venga disturbata da forze gravitazionali e cada verso l’interno del Sistema Solare.

L Lacaille Nicolas – Louis (1713-1827). astronomo francese, noto soprattutto per le osservazioni astronomiche del cielo australe. Del 1760 è il suo importante catalogo Caelum australe stelliferumin cui ha registrato le posizioni di quasi 10.000 stelle e 42 nebulose. Introdusse i nomi di numerose costellazioni ispirandosi spesso a oggetti scientifici come Telescopio, Microscopio, Macchina Pneumatica e Compasso.

Lacerta (Lucertola) piccola e oscura costellazione boreale. La sua stella più luminosa è alfa Lac, una stella bianca di mag. 3,8 e lontana da noi circa 110 anni luce. Copre 201 gradi quadrati. E’ famosa per contenere BL Lac il prototipo di una classe di oggetti. Si pensava che fosse una stella variabile, ma più recentemente gli studi hanno dimostrato che in realtà si tratta del nucleo di una galassia con emissione di energia molto grande e luminosità variabile.

Lagrangiani punti punti di equilibrio nel piano orbitale di un sistema a due corpi (come il sistema Sole – Terra). Sono i punti nei quali l’attrazione dei due corpi si annulla e piccoli oggetti possono orbitare mantenendo inalterate le distanze dai due corpi maggiori. Tali punti (in numero di 5)  furono identificati per la prima volta teoricamente nel 1772 e detti punti L. Tre di essi sono situati sulla linea che unisce i due corpi; per il sistema Sole – Terra L1 è situato fra il Sole e la Terra a 148 milioni di km dal Sole e 1,5 milioni di Km dalla Terra. Le agenzie spaziali stanno scoprendo l’utilità dei punti lagrangiani del sistema Terra-Sole per satelliti da osservazione. Il punto L1 è stato scelto come ideale per l’osservazione solare (SOHO) che vi si trova dal 1995.

Lalande 21185 sistema stellare multiplo nell’Orsa Maggiore a 8,3 anni luce.

Leo (Leone) grande costellazione zodiacale. Copre 947 gradi quadrati. La stella più splendente è Regolo (mag. 1,3). Si tratta di una stella doppia, ma la compagna è molto più debole. La stella beta è Denebola (mag. 2,1). La costellazione contiene anche 5 galassie (quattro spirali e una ellittica) elencate nel catalogo di Messier (M 65, M 66, M 95, M 96 e M 105).

Leo Minor (Leone minore) piccola costellazione boreale. Copre 232 gradi quadrati.

Leonidi sciame di meteore permanenti con radiante nella costellazione del Leone. Si osservano intorno al 15 novembre quando la loro orbita interseca quella della Terra. Derivano dalla dissoluzione della cometa di Tempel – Tuttle.

Leptoni una delle due famiglie di particelle elementari da cui è composta tutta la materia.

Lepus (Lepre) piccola costellazione australe. Copre 290 gradi quadrati. Vedi articolo “La corsa della Lepre”.

LMC X-3 sorgente di raggi X nella Grande Nube di Magellano. E’ un sistema binario; i raggi X provengono quasi certamente da un disco di accrescimento intorno ad un buco nero.

Luce zodiacale fenomeno luminoso creato per diffusione della luce solare da parte di particelle di materia giacenti sul piano dell’eclittica.

Luminosità quantità di energia irraggiata ogni secondo da una stella o da un altro oggetto.

Luna la Luna è l’unico satellite della Terra.

Lupus (Lupo) costellazione australe presente già nel catalogo di Tolomeo. Copre 334 gradi quadrati.

Lynx (Lince) costellazione boreale poco appariscente introdotta da Hevelius nel 1690.

Lyra (Lira) piccola costellazione boreale ben rappresentata da Vega (alfa Lyrae) di mag. 0,03. Questa costellazione è caratterizzata dalla presenza della stella RR Lyrae, stella capostipite di una categoria di variabili di periodo inferiore alle cefeidi, da M 57, una nebulosa planetaria e da un ammasso globulare, M 56.

RR Lyrae stelle variabili simili alle cefeidi ma di periodi minore, compreso di norma fra le 9 e le 17 ore. Sono stelle giganti vecchie molto calde, appartenenti alla Popolazione II.

M M una delle sette classi in cui sono catalogate le stelle nella classificazione degli spettri stellari di Harvard: comprende stelle rosso-arancioni, di temperatura superficiale intorno a 3000 K. Nel loro spettro compaiono molte bande di assorbimento molecolari e intense bande di ossido di titanio.

Macchie solari macchie scure visibili sulla superficie del Sole. Hanno solitamente un diametro compreso fra 1000 e 40.000 Km. Sembrano scure perché hanno una temperatura inferiore alla superficie solare circostante.

MACHO (oggetti compatti d’alone dotati di massa) rappresentano una forma possibile di materia oscura nell’universo e se esistono sono composti da barioni. Il modello standard della nucleo sintesi nel Big Bang ammette la possibilità che possa esistere una quantità di materiale barionico dieci volte maggiore di quello che possiamo vedere sotto forma di stelle e galassie luminose. Questo materiale non sarebbe sufficiente a rendere piatto l’Universo, ma potrebbe fornire tutta la materia oscura richiesta per spiegare i movimenti delle galassie negli ammassi e il modo in cui ruotano singole galassie. Una quantità piccolissima di questa materia oscura barionica potrebbe essere sotto forma di gas e di polvere e la maggior parte di essa potrebbe essere racchiusa in oggetti compatti, grosso modo equivalenti a stelle oscure. Ciò potrebbe accadere in due modi diversi: o la materia barionica oscura è racchiusa in un gran numero di oggetti grandi come pianeti di massa troppo piccola per poter innescare reazioni di fusione nucleare oppure potrebbe aver fatto parte di enormi stelle esplose quando l’Universo era giovane lasciando dietro di loro della materia sotto forma di buchi neri di grande massa. Alcune prove suggeriscono che l’alone esteso della Galassia contiene MACHO con ogni probabilità nella forma di nane brune anche se non è stata esclusa la possibilità che si tratti di buchi neri.

Maffei Galassie nome di due galassie scoperte nel 1967 dall’astronomo italiano Paolo Maffei che giacciono sul piano della Via Lattea. La Maffei 1 fa parte del Gruppo Locale ed è una galassia ellittica gigante, la Maffei 2 è una galassia a disco e probabilmente non fa parte del Gruppo Locale.

Magnitudine apparente la luminosità di una stella vista dalla Terra, misurata in una scala standard.

Magnitudine assoluta la magnitudine apparente che un oggetto luminoso presenterebbe se venisse spostato alla distanza di 10 parsec (32,6 anni luce) dall’osservatore.

magnitudini Scala delle  scala usata dagli astronomi come misura della luminosità apparente degli oggetti astronomici (è nota come scala di Pogson).

Manubrio è  una nebulosa planetaria (M 27 – NGC 6853) nella Volpetta. Fu così chiamata da Lord Rosse nel 1840 circa.

Maree fenomeno di attrazione gravitazionale della Luna e del Sole sul nostro pianeta che si ripercuote maggiormente sull’idrosfera, la massa liquida, facendone alzare e scendere il livello.

Markarian Galassie di  galassie attive scoperte negli anni Settanta. Si tratta di galassie giovani e potrebbero costituire il 10% del numero totale delle galassie.

Marte quarto pianeta del Sistema Solare

Materia oscura oggi è chiaro che la materia luminosa rappresenta molto meno di metà della massa dell’Universo. E non è escluso che la maggior parte della materia oscura che forma il grosso della massa dell’Universo non appartenga neppure allo stesso tipo di materia che compone il Sole, le stelle, la Terra e noi stessi. Recentemente alcuni studi hanno mostrato che la materia oscura è ancora più abbondante di quanto si pensasse. Verso la metà degli anni Ottanta era chiaro che la Galassia contiene complessivamente una quantità di materia oscura fino a 10 volte maggiore di quella visibile sotto forma di stelle. Possiamo quindi supporre che nell’Universo sia presente materia oscura in quantità almeno 30 volte maggiore di quella della materia luminosa e forse anche 100 volte maggiore. Materia oscura barionica: nane brune o buchi neri (MACHO). Materia oscura non barionica: WIMP ovvero particelle dotate di massa debolmente interagenti. La materia oscura non barionica si presenterebbe in due varietà ipotetiche: materia oscura fredda e materia oscura calda. Materia oscura calda: particelle non barioniche emerse dal Big Bang. In alcuni modelli dell’Universo le particelle della materia oscura calda forniscono fino ad 1/3 della massa totale. Se i neutrini hanno una massa potrebbero fornire per intero la materia oscura calda di cui hanno bisogno i cosmologi. Materia oscura fredda: forma ipotetica di materia oscura non barionica composta di particelle che si muovono lentamente rispetto alla velocità della luce e che potrebbe comprendere fino al 99% della massa gravitazionale dell’Universo. E’ nota come WIMP.

Mensa scialba costellazione australe introdotta da Lacaille. Copre 153 gradi quadrati. Fra Mensa e Dorado è compresa la Grande Nube di Magellano.

Mercurio è il primo pianeta del Sistema Solare.

Messier Charles (1730 – 1817) astronomo francese. Si interessò principalmente alla ricerca di comete e per evitare di confonderle con altri oggetti celesti non puntiformi compilò un importante catalogo di oggetti astronomici di debole luminosità. Il catalogo di Messier fu pubblicato nel 1771.

Metalli termine usato dagli astronomi per indicare tutti gli elementi tranne l’idrogeno e l’elio.

Metano sostanza composta da carbone e idrogeno; in forma ghiacciata è molto abbondante nei pianeti esterni del Sistema Solare.

Meteore tracce di luce che solcano il cielo notturno quando frammenti di materiali provenienti dallo spazio entrano nell’atmosfera terrestre. Polveri e frammenti derivano anche dalla dissoluzione delle comete. Molte meteore si presentano in piogge meteoriche in certi periodi precisi dell’anno quando la Terra interseca l’orbita di uno di tali sciami.

Meteoriti frammenti di materiali rocciosi o metallici provenienti dallo spazio che raggiungono la superficie della Terra.

Meteoroide termine generico per designare gli oggetti che incontrando la Terra possono trasformarsi in meteoriti (o meteore). Fin tanto che un pezzo di roccia viaggia nello spazio può essere chiamato meteoroide.

Mezzo intergalattico materia molto rarefatta che riempie lo spazio fra le galassie.

Mezzo interplanetario gas e polveri situati nello spazio compreso fra i corpi del sistema solare.

Mezzo interstellare gas e polveri situati nello spazio interstellare.

Microonde onde radio con lunghezze d’onda comprese fra 1 e 30 cm. L’Universo potrebbe essere considerato una sorta di forno a microonde operante alla temperatura di -270,3°C.

Mimas satellite di Saturno, scoperto da W. Herschel nel 1789.

Mimosa è la stella beta Crucis Australis, una stella azzurra variabile. E’ l’oggetto più splendente della Croce del Sud.

Mira Ceti (Omicron Ceti) è la prima stella variabile osservata. Mira è una gigante rossa e varia con un periodo medio di 332 giorni in conseguenza di pulsazioni (passa da 1,7 a 10). La stella dista dalla Terra oltre 100 anni luce. Attorno ad essa orbita una compagna più debole, la VZ Ceti, una nana bianca dotata di un disco di accrescimento.

Mireidi variabili di tipo Mira. Sono delle stelle pulsanti a lungo periodo che probabilmente espellono una certa quantità di massa a ogni pulsazione.

Molecola la parte più piccola di un composto chimico o di un elemento in grado di esistere autonomamente. Le molecole sono formate da due o più atomi legati da forze elettromagnetiche.

Molecole interstellari molecole presenti nello spazio specialmente nelle nubi molecolari. Ne sono state identificate un centinaio, per lo più di composti del carbonio (molecole organiche); alcune contengono più di dieci atomi.

Monoceros (Unicorno) costellazione equatoriale attraversata dalla Via Lattea. Copre 482 gradi quadrati. Fu introdotta nel 1690 da Hevelius. E’ molto ricca di stelle e di ammassi aperti. Contiene la Nebulosa Rosetta e la Nebulosa variabile di Hubble.

Musca australis (Mosca) piccola costellazione immersa nella Via Lattea introdotta nel 1602 da Bayer. Copre 138 gradi quadrati.

N N una delle tre classi spettrali aggiunte in un secondo tempo alla classificazione degli spettri stellari di Harvard. Vi appartengono stelle rosse di temperature intorno a 2000 K, con forti righe di assorbimento del carbonio. Le stelle N sono riunite con le stelle R in una sola classe, detta C, e chiamate anche collettivamente, stelle di carbonio. Comprendono molte variabili.

Nadir punto della sfera celeste sulla verticale dell’osservatore, verso il basso, è opposto allo zenit.

Nane bianche stelle che hanno all’incirca la stessa massa del Sole, ma che occupano un volume paragonabile a quello della Terra. Le nane bianche si formano dal collasso di stelle come il Sole al termine della loro vita, quando non sono più sostenute dalla pressione generata dalle reazioni di fusione nucleare nella loro regione centrale. Una nana bianca è come un tizzone ancora caldo; esso si raffredda e irraggia nello spazio quanto rimane della sua energia. Una nana bianca è composta di elio, carbonio e altri elementi prodotti per nucleo sintesi e si raffredderà progressivamente diventando infine una nana nera. La prima nana bianca fu scoperta nel 1862 e si tratta di Sirio B. Per le nane bianche esiste il limite di 1,4 masse solari. Oltre questo esse non possono esistere in quanto subirebbero un collasso gravitazionale che le trasformerebbe in stelle di neutroni se hanno massa fino a 3 masse solari e in buchi neri se hanno massa superiore.

Nane brune stelle che si formano dal collasso gravitazionale di nubi di gas nello spazio, ma che hanno massa insufficiente (inferiore all’8% circa della massa del Sole) per innescare reazioni di fusione nucleare al loro interno.

Nane nere stelle fredde morte che non irraggiano più luce.

Nane rosse stelle delle classi spettrali M e K (e alcune altre) situate all’estremo meno caldo della Sequenza Principale; hanno massa compresa fra 0,2 e 0,8 masse solari e temperature alla superficie compresa fra 2500 e 5000 K.

Nave Argo nome di una vecchia costellazione australe successivamente divisa in tre costellazioni corrispondenti a tre parti della nave stessa: la Carena, la Poppa e le Vele.

NEA ovvero Near Earth Asteroids

Nebulose a emissione nubi di gas e polvere nello spazio che emettono luce. Nella maggior parte dei casi, come in quello della grande Nebulosa di Orione, ciò avviene perché la nebulosa è riscaldata dall’irraggiamento di una o più giovani stelle vicine molto calde.

Nebulose a riflessione nebulose che riflettono di luce riflessa.

Nebulose oscure nubi fredde di gas e polvere nello spazio; sono visibili solo perché assorbono la luce di stelle più lontane che nascondono in tal modo alla vista.

Nebulose planetarie nebulose sempre associate a una stella. Si tratta di un “fenomeno effimero” (della durata di circa 50.000 anni) associato al passaggio di una stella dallo stadio di gigante rossa a quello di nana bianca.

NEO sigla che indica gli oggetti come asteroidi (NEA)  e comete che muovendosi all’interno dell’orbita di Marte spesso su orbite più o meno fortemente inclinate ed eccentriche, possono intersecare l’orbita terrestre con il rischio di provocare impatti piuttosto gravi. Un simile oggetto sarebbe stato la causa in passato dell’estinzione dei dinosauri. Negli ultimi anni stanno sorgendo progetti e associazioni di vigilanza contro questo pericolo (Spaceguard e Spacewatch).

Nereide satellite di Nettuno

Nettuno uno dei pianeti giganti del Sistema Solare.

Neutrino particella fondamentale appartenente alla famiglia dei leptoni; ha carica elettrica nulla, massa molto piccola (forse nulla) e interagisce con altre particelle solo attraverso l’interazione debole e (se ha massa) attraverso la gravità. I neutrini sono estremamente difficili da rivelare, ma vengono prodotti in grande abbondanza nelle reazioni di fissione nucleare e la loro esistenza fu infine dimostrata in esperimenti compiuti nel 1956. Qualche anno dopo si cominciò a fare progetti per rivelare i neutrini prodotti dal Sole; e nacque la nuova branca dell’astronomia nei neutrini. Da allora sono stati rivelati neutrini emessi dalla Supernova 1987A; se i neutrini hanno massa danno un contributo alla materia oscura dell’universo. Benché ogni neutrino abbia una massa molto piccola, il numero dei neutrini presenti nell’universo è tanto grande (circa un miliardo in ogni metro cubo di spazio) che la somma delle loro masse sarebbe superiore a quella delle masse di tutte le stelle e galassie luminose. I neutrini contribuirebbero per il 20% alla massa totale richiesta per rendere piatto l’universo. Questo è esattamente ciò che sperano i cosmologi.

Neutrone particella elementare presente in tutti i nuclei atomici eccezion fatta per quello dell’idrogeno (è però presente negli isotopi dell’idrogeno). Il neutrone non ha carica elettrica. Ogni neutrone è composto da tre quark ed è membro della famiglia dei barioni.

New General Catalogue (NGC) importante catalogo di oggetti celesti pubblicato nel 1888 dall’astronomo Dreyer e rappresenta un notevole ampliamento del catalogo Messier. Fu integrato dallo stesso Dreyer con la pubblicazione nel 1895 e nel 1908 dei due volumi Index Catalogue (IC).

Norma (Squadra) piccola costellazione australe poco luminosa introdotta nel 1752 da Lacaille.

Nova stella debole che in conseguenza di un evento esplosivo diventa temporaneamente un oggetto di grande luminosità, una “nova” stella appunto. La maggior parte delle nove sono eventi esplosivi associati alla presenza di una nana bianca in un sistema binario in cui la compagna è una gigante rossa in un’orbita piuttosto stretta. Le esplosioni sono associate alla sottrazione di materiale alla compagna da parte della nana bianca. Quando questo materiale supera un certo limite ne consegue una grande esplosione che conferisce alla stella un intenso fulgore Una stella può aumentare la sua luminosità anche di 10 magnitudini. Il processo è destinato a ripetersi nel corso del tempo.

Novae nane stelle deboli la cui luminosità cresce a volte vistosamente a intervalli di qualche settimana o di qualche mese. Questo aumento di luminosità è compreso di solito fra 2 e 5 magnitudini e dura qualche giorno. Queste stelle sono variabili cataclismiche, sistemi binari in cui una nana bianca si appropria di materiali di una compagna vicina, una stella simile al Sole, probabilmente attraverso un disco di accrescimento.

Novae ricorrenti novae osservate più di una volta. Tutte le novae sono probabilmente ricorrenti ma nella maggior parte dei casi non c’è stato ancora abbastanza tempo per osservare il ripetersi del fenomeno.

Nubi di Magellano due piccole galassie irregolari satelliti della nostra Galassia. Le Nubi sono facilmente visibili a occhio nudo nel cielo dell’emisfero australe e prendono il nome dal navigatore portoghese Ferdinando Magellano che fu il primo europeo a descriverle in modo dettagliato nel 1519. Entrambe le Nubi contengono un gran numero di stelle di Popolazione I. Entrambe le Nubi sono avvolte da una nube di idrogeno freddo, la Corrente Magellanica che fu estratta da una di esse dalle forze di marea che passano vicino alla nostra galassia circa 200 milioni di anni fa. La Grande Nube di Magellano (LMC) porta il nome dell’esploratore Ferdinando Magellano. Si trova nella costellazione del Pesce Dorato a 179.000 anni luce dalla Terra. Si tratta di una galassia irregolare distorta dalla gravità della Via Lattea. Come tutte le galassie irregolari anche la Grande Nube di Magellano è ricca di gas, polveri e stelle giovani e comprende alcune delle regioni di formazione stellare più vaste mai osservate. Una di queste regioni è la magnifica Nebulosa Tarantola nota anche come 30 Doradus. E’ così brillante che, se fosse portata al posto della Nebulosa di Orione, lontana 1500 anni luce, sarebbe abbastanza luminosa da creare ombre nelle notti terrestri. In tempi recenti, la Grande Nube ha ospitato l’unica supernova brillante vista dall’invenzione del telescopio. La Supernova 1987A è stata osservata dagli astronomi di tutto il mondo sia durante sia dopo l’esplosione e ha insegnato molto sugli ultimi stadi della vita delle stelle.

Nubi molecolari nubi interstellari costituite prevalentemente da gas sotto forme di molecole.

Numero atomico il numero dei protoni contenuti nel nucleo di un atomo di un particolare elemento. Coincide con il numero degli elettroni associati a ogni atomo dello stesso elemento.

Nucleosintesi il processo per mezzo del quale, a partire da nuclei di idrogeno, l’elemento più semplice vengono costruiti nuclei di elementi più pesanti. I primi passi in questo processo di fusione nucleare furono compiuti nel Big Bang quando una grande quantità di idrogeno fu convertita in elio, ma tutti gli elementi tranne i più leggeri sono stati prodotti a partire da idrogeno ed elio all’interno delle stelle, in un processo noto come nucleo sintesi stellare. La nucleosintesi del Big Bang si verificò dopo che l’Universo si fu espanso e raffreddato al punto da avere una temperatura di 100 milioni di Kelvin. Ciò avvenne un centesimo di secondo circa dopo l’uscita esplosiva da una singolarità “molto” tempo dopo l’era dell’inflazione. L’Universo stava allora espandendosi e raffreddandosi rapidamente; al tempo stesso protoni e neutroni primordiali venivano trasformati gli uni negli altri per opera del decadimento beta e del decadimento beta inverso. Questo processo ebbe termine quando l’Universo raggiunse un’età circa 3 minuti e 46 secondi; a quest’epoca la sua temperatura era scesa a 900 milioni di K. Essendo ora congelate le proporzioni di protoni e di neutroni, mentre l’Universo continuava a raffreddarsi e a espandersi, il 25% circa della massa presente sotto forma di barioni risultò essere formata da nuclei di elio, mentre quasi il 75% era formato da nuclei di idrogeno. In questa miscela universale di idrogeno ed elio esistevano solo piccolissime tracce di altri elementi leggeri come deuterio e litio. Questa fu la materia prima utilizzata dalle prime stelle nella nucleosintesi stellare.

Numero di massa il numero totale di protoni e neutroni contenuti nel nucleo di un atomo di un particolare isotopo di un elemento, come l’elio che permette quindi di distinguere fra i vari isotopi di un elemento: per esempio l’elio-3 (2 protoni e 1 neutrone) e l’elio-4 (2 protoni e 2 neutroni). Il ferro ha numero atomico 26 e numero di massa 56.

Nutazione movimento oscillatorio dell’asse del pianeta Terra dovuto all’attrazione gravitazionale della Luna.

O O una delle sette classi in cui sono catalogate le stella nella classificazione di Harvard. Comprende stelle azzurro – bianche di temperatura superficiale compresa fra 30.000 e 40.000 K. Sul loro spettro di emissione compaiono righe di emissione dell’idrogeno, dell’elio e dell’ossigeno.

Oberon uno dei satelliti di Urano

Octans (Ottante) costellazione australe circumpolare introdotta nel 1752 da Lacaille. Copre 291 gradi quadrati. Appartiene a questa costellazione la stella polare australe, sigma Oct. Questa costellazione contiene l’ammasso aperto Melotte 227.

Omega Punto  altro nome per il Big Crunch in cui un Universo chiuso subisce un collasso gravitazionale terminando la sua esistenza in una singolarità: un processo che riflette alla rovescia l’origine del nostro Universo dal Big Bang. Il punto Omega segnerebbe la fine del tempo come lo conosciamo senza però corrispondere necessariamente ad un bordo dell’Universo. Nel collasso verso il punto Omega le galassie cominciano ad entrare in contatto circa un anno prima del Big Crunch. La radiazione di fondo diventa più calda dell’interno di una stella, cosicché le stelle si dissolvono in un brodo caldo di particelle. Ad un’ora di tempo dal Big Crunch si fondono insieme i buchi neri supermassicci che si trovano al centro delle galassie. A quel punto prende il via un collasso molto più frenetico della rapida espansione dell’Universo che ebbe luogo durante l’inflazione. Il risultato più probabile di questo finale catastrofico è che l’Universo densissimo abbia un “rimbalzo” dando inizio a una nuova fase di espansione. Il punto Omega diventerebbe allora un nuovo Big Bang e il nostro Big Bang potrebbe essere stato il punto Omega di un altro Universo (o se si preferisce di un ciclo precedente dello stesso Universo).

Oort Nube di nube di comete che circonda il Sole in un guscio sferico situato molto oltre l’orbita del pianeta più esterno. La nube si estende fra 30.000 e 100.000 UA dal Sole, spingendosi fino a metà circa della distanza che separa il Sole dalla stella più vicina.

Ophiuchus (Ofiuco o Serpentario) grande costellazione equatoriale. Copre 948 gradi quadrati. Nel 1604 fu osservata in questa costellazione una supernova, nota anche come supernova di Keplero.

Oppenheimer-Volkoff Limite di valore corrispondente alla più grande massa possibile di una stella di neutroni stabile. Possono esistere stelle di neutroni stabili solo nell’intervallo di 0,1-0,7 masse solari. Le stelle di massa inferiore a 0,1 masse solari possono diventare solo nane bianche. Nel caso di oggetti di massa superiore a 0,7 masse solari si ritiene che diventeranno dei buchi neri. Calcoli più recenti suggeriscono che il limite superiore per una stella di neutroni stabile potrebbe essere in realtà di 2 o 3 masse solari.

Opposizione configurazione planetaria di un corpo del sistema solare che dista dal Sole, rispetto alla Terra, di un angolo di 180° o di 12 ore in ascensione retta

Orion (Orione) splendida costellazione equatoriale, forse la più bella dell’intero cielo. Copre 594 gradi quadrati. Oltre alle numerose stelle di grande luminosità, Orione contiene varie nebulose alcune delle quali sono sede di un’intensa attività di formazione di stelle. Particolarmente note sono la grande nebulosa di Orione (M42) al cui centro sono le stelle del cosiddetto Trapezio e la nebulosa oscura Testa di Cavallo. (Vedi articoli “I segreti del gigante Orione” e “Le stelle più belle di Orione”).

Orione Grande Nebulosa di Nube luminosa di gas nella costellazione di Orione, al centro della spada. La nebulosa (M 42) è associata a una regione di intensa formazione di stelle ed è illuminata dalle stelle giovani che contiene. La nebulosa fa parte di una gigantesca nube molecolare che copre quasi per intero la regione di cielo delimitata dalla costellazione di Orione.

Orione Nube molecolare di  densa nube composta principalmente da idrogeno situata immediatamente dietro la grande nebulosa di Orione con la quale è però in contatto.

Orionidi sciame di stelle cadenti attivo dal 15 ottobre al 2 novembre.

Orizzonte degli eventi superficie immaginaria intorno ad un buco nero, la velocità di fuga dalla quale è uguale alla velocità della luce. All’interno dell’orizzonte degli eventi la velocità di fuga sarebbe maggiore della velocità della luce. Poiché niente può superare tale velocità nessun tipo di materia o radiazione (neppure la luce) che si trovi all’interno dell’orizzonte degli eventi può attraversare questa superficie e fuggire all’esterno: proprio da questo fatto hanno preso il loro nome i buchi neri. Nulla può invece impedire a oggetti o radiazioni esterni di varcare l’orizzonte in direzione del buco nero; l’orizzonte non è infatti una barriera fisica.

Ossigeno uno fra i tipi più comuni di materiale atomico nell’Universo: è il terzo elemento per abbondanza dopo l’idrogeno e l’elio.

P Parsec (pc) misura di distanza usata dagli astronomi; un parsec è uguale a 3,2616 anni luce.

Pastori degli anelli piccoli satelliti di Saturno che orbitano vicino ad alcuni anelli e la cui influenza gravitazionale contribuisce forse alla loro stabilità.

Pavo (Pavone) costellazione australe poco appariscente. Copre 378 gradi quadrati. Fu introdotta da Bayer nel suo atlante del 1603. La stella alfa si chiama Peacock (mag. 1,9), dista da noi 180 anni luce.

51 Pegasi stella gialla di tipo spettrale G2, lontana circa 50 anni luce dalla Terra; è diventata molto nota nel 1995 quando fu scoperto che questa stella possiede almeno un pianeta di massa pari al 60% di quella di Giove. Questo pianeta ha un periodo di soli 4,2 giorni.

Pegasus antica costellazione del cielo boreale. Copre 1121 gradi quadrati. E’ molto ben riconoscibile grazie al famoso Quadrato. Il Quadrato di Pegaso è completato dalla stella alfa della costellazione di Andromeda.

Pele uno dei vulcani più grandiosi del Sistema Solare sul satellite di Giove, Io. Il grande pennacchio, lungo 300 chilometri, ha dimostrato la grande intensità dell’attività vulcanica su questo corpo celeste.

Perielio il punto dell’orbita di un pianeta o di un altro corpo corrispondente alla sua distanza minima dal Sole. La Terra si trova al perielio il 3 gennaio.

Perigeo il punto dell’orbita della Luna o di un satellite artificiale corrispondente alla sua minima distanza dalla Terra.

Periodo-luminosità Relazione la relazione fra il periodo e la magnitudine assoluta di una variabile cefeide. In realtà ci sono due diverse relazioni periodo-luminosità: una per le cefeidi della Popolazione I, note anche come cefeidi classiche, e una per quelle della Popolazione II, note come stelle W Virginis.

Perseidi lo sciame di meteore più noto e meglio osservato in tutto il mondo. Il massimo di attività avviene fra il 9 e il 12 agosto.

Perseus (Perseo) classica costellazione boreale. La più interessante è la “stella del diavolo”, Algol, ovvero beta Persei (mag. 2,2-3,5).

Phobos è il più interno dei satelliti di Marte, scoperto nel 1887.

Phoenix (Fenice) costellazione alle medie declinazioni australi introdotta da Bayer nel 1603.

Pianeti oggetti astronomici che orbitano intorno ad una stella.

Pianeti extrasolari pianeti che orbitano intorno a stelle diverse dal Sole.

Pianeti giganti  i quattro pianeti maggiori del nostro Sistema Solare: Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

Pianeti interstellari pianeti liberi nello spazio interstellare non orbitanti attorno ad alcuna stella, dei quali si ipotizza l’esistenza benché sia molto difficile osservarli. Potrebbero essere stati espulsi da qualche sistema planetario.

Pianeti terrestri i quattro pianeti rocciosi più vicini al Sole: Mercurio, Venere, Terra e Marte.

Pictor (Pittore) piccola e modesta costellazione australe introdotta da Lacaille nel 1752.

Pictoris Beta stella molto calda bianca di tipo spettrale A5 (mag.3,8) lontana circa 50 anni luce dalla Terra. Nel 1984 fu scoperto un disco di polveri intorno a questa stella.

Pisces (Pesci) costellazione zodiacale estesa (copre 889 gradi quadrati) ma poco appariscente. Fra gli oggetti più interessanti, la galassia a disco M 74 che si trova a 30 milioni di anni luce.

Piscis Austrinus (Pesce Australe) antica costellazione a sud dell’Acquario nobilitata da un’unica stella molto splendente, Fomalhaut (mag.1,2) lontana dalla Terra 22 a.l. Copre 245 gradi quadrati.

Pleiadi ammasso aperto di stelle molto giovani e calde di colore azzurro, nella costellazione del Toro. Le sette Pleiadi note fin dall’antichità sono sette, ma oggi si ritiene che l’ammasso sia formato da circa 500 stelle, gran parte delle quali distano circa 400 anni luce dalla Terra.

Plutone pianeta nano del Sistema Solare.

Polluce beta Geminorum, stella molto luminosa di mag. 1,1. E’ una gigante di colore giallo. Dista da noi 33 anni luce.

Popolazione I stelle giovani che si trovano principalmente sul piano della nostra galassia e specialmente nei bracci spirali. Le stelle di Popolazione I sono relativamente ricche di elementi pesanti essendosi formate da nubi di gas e polvere già arricchite da materiale elaborato per nucleosintesi in generazioni precedenti di stelle. Le rappresentanti più caratteristiche della Popolazione I sono stelle calde della Sequenza Principale.

Popolazione II stelle vecchie rosse, presenti nell’alone della nostra Galassia, specialmente negli ammassi globulari. Le stelle della Popolazione II sono relativamente povere di elementi pesanti, essendosi formate molto tempo fa quando la Galassia era giovane, prima che l’idrogeno e l’elio primordiali fossero stati trasformati in nuclei più pesanti all’interno delle stelle. E’ estremamente improbabile che le stelle di Popolazione II abbiano pianeti associati a esse, perché i pianeti sono fatti di elementi pesanti.

Popolazione III ipotetica generazione di stelle di massa grandissima che sarebbero esistite prima della formazione delle galassie. Di queste stelle potrebbero essere rimasti residui nella forma di buchi neri di massa stellare.

Precessione degli equinozi oscillazione dell’asse terrestre, per effetto della forza gravitazionale del Sole e della Luna sul nostro pianeta, che conferisce un movimento a forma di trottola all’asse celeste, che descrive così un cerchio in circa 26000 anni. Una sua conseguenza è la variazione di tutti i riferimenti celesti, principalmente degli equinozi che anticipano ogni anno di circa 20 minuti.

Presepe ammasso aperto nella costellazione del Cancro. M 44 dista dalla Terra circa 525 anni luce.

Procione è la stella più splendente del Cane Minore.

protone-protone, Reazione (catena p-p) serie di reazioni di fusione nucleare che generano energia all’interno di una stella come il Sole. La reazione protone-protone è la principale sorgente di energia delle stelle della sequenza principale aventi massa uguale o minore di quella del Sole. Stelle di massa maggiore della sequenza principale si procurano la loro energia primariamente per mezzo del ciclo del carbonio.

PSR B1257+12 il primo sistema planetario scoperto dopo il nostro nei primi anni Novanta. L’astro centrale è questa pulsar che si trova nella Vergine a circa 1300 anni luce di distanza da noi. Questa stella ha almeno tre pianeti di dimensioni paragonabili a quelle di Mercurio.

PSR B1919+21 la prima pulsar scoperta nella costellazione della Volpetta.

PSR 0833-45 pulsar della Vela

Pulsar stella di neutroni in rapida rotazione la quale emette fasci di onde radio. Il nome pulsar è una contrazione di PULSating Radio source (radiosorgente pulsante).

Pulsar binaria si ha una pulsar binaria quando due stelle di neutroni una delle quali è una pulsar sono in orbita l’una intorno all’altra formando un sistema stellare binario. L’espressione è usata anche per una pulsar in orbita intorno ad una qualsiasi altra stella, per esempio una nana bianca. La prima pulsar binaria scoperta è PSR 1913+16.

Pulsar del millisecondo stelle di neutroni dalla rotazione molto rapida che emettono impulsi nelle frequenze radio. La prima pulsar del millisecondo ad essere stata identificata è PSR 1937+211.

Pulsar vedova nera pulsar binaria in cui l’intenso fascio di radiazione delle pulsar distrugge lentamente la sua compagna.

Punto di Ariete punto di riferimento assoluto della sfera celeste corrispondente all’equinozio di primavera.

Puppis (Poppa) grande costellazione australe presente nel catalogo di Tolomeo, che faceva parte con Carena e Vela, dell’immensa costellazione della Nave Argo.

Pyxis (Bussola) scialba e piccola costellazione così chiamata nel 1752 da Lacaille. Faceva parte della Nave Argo. Presenta una nova ricorrente, la T Pyxidis la cui magnitudine passa da 6,3 a 14,0 e della quale si sono già osservate, a partire dal 1890, sei esplosioni.

Q Quadrantidi sciame meteorico osservabile ogni anno dall’1 al 5 gennaio. Prende il suo nome dalla costellazione del Quadrante Murale eliminata nel 1928. Il radiante si trova fra le due Orse, il Drago e Boote. Questo sciame è uno dei più ricchi che si possa osservare.

Quark una delle due famiglie di particelle (l’altra è quella dei leptoni) di cui è fatta tutta la materia nota.

quark-adroni Transizione di fase  mutamento verificatosi nello stato fisico della materia alla fine dell’era dei quark, ai primissimi inizi del Big Bang quando i singoli quark non poterono più vagare liberamente nel globo di fuoco primordiale ma si unirono all’interno di adroni (tra i quali i barioni da cui è formata la materia atomica quotidiana). Subito prima della transizione di fase l’Universo era formato da un brodo di quark e gluoni noto come plasma di quark e gluoni (quagma).

Quaoar oggetto luminoso della Fascia di Kuiper. Ha un diametro di 1300 Km. Questo oggetto fu scoperto nel 1992.

Quasar il nucleo dotato di grande energia di una galassia attiva. 3C273 fu identificato nel 1963 come un oggetto simile ad una stella. Esso però aveva uno spostamento verso il rosso molto grande, che lo fece situare fuori della nostra Galassia. Per apparire così luminosi a una distanza tanto grande, però, devono irraggiare un’energia un migliaio di volte maggiore di quella complessiva delle stelle della nostra Galassia.

R R una delle tre classi spettrali aggiunte in un secondo tempo alla classificazione degli spettri stellari di Harvard. Comprende stelle rosse di temperatura inferiore a 3000 K con righe di assorbimento di composti del carbonio. Le stelle R e N sono chiamate collettivamente stelle di carbonio.

Radiazione cosmica di fondo l’Universo è colmo di un mare di radiazione a una temperatura di poco superiore a 2,7 K. Questa radiazione è interpretata come un residuo del Big Bang da cui ha avuto origine l’Universo.

Radiogalassie tutte le galassie che sono intense sorgenti di onde radio.

Recessione delle galassie allontanamento reciproco delle galassie nell’Universo in espansione causato dal dilatarsi dello spazio fra le galassie e non da un moto delle galassie nello spazio.

Reticulum (Reticolo) scialba costellazione australe introdotta nel 1752 da Lacaille. Copre 114 gradi quadrati. In questa costellazione troviamo la galassia di grandi dimensioni NGC 1313 in cui sono state individuate due supernove.

Ricombinazione processo che ebbe inizio quando l’Universo aveva un’età di circa 300.000 anni quando cioè si era raffreddato abbastanza perché gli elettroni potessero ormai combinarsi con nuclei per formare atomi elettricamente neutri. L’Universo aveva una temperatura di 6000 k.

S S una delle tre classi spettrali aggiunte in un secondo tempo alla originaria classificazione degli spettri stellari di Harvard. Comprende stelle rosse di temperatura fra 2000 e 3000 K con marcate bande di assorbimento di ossido di zirconio e di titanio.

Sacco di carbone nebulosa oscura di polveri nella Coce del Sud che occulta la maggior parte delle retrostanti stelle della Via Lattea. Dista dalla Terra 550 a.l.

Sagitta (Saetta o Freccia) piccola costellazione boreale già presente nel catalogo di Tolomeo. Copre 80 gradi quadrati. WZ Sagittae nova ricorrente di cui sono state osservate tre esplosioni nel 1913, nel 1946 e nel 1978. Il sistema è una variabile ad eclisse. Entrambe le stelle sono due nane bianche. Intorno alla stella primaria (che ha la massa maggiore) orbita un anello di gas alla velocità di 720 KM/s. Il flusso di materia si muove dalla secondaria verso la primaria.

Sagittarius (Sagittario) grande costellazione zodiacale. Copre 867 gradi quadrati. Comprende il centro della Galassia. La radiosorgente Sagittarius A corrisponde al centro galattico. La costellazione comprende tre famose Nebulose, la Laguna (M8), la Omega (M17) e la Trifida (M20), oltre a vari ammassi globulari e aperti.

Sagittarius A la componente più luminosa di un’intensa e complessa radiosorgente al centro della Via Lattea. E’ forse il sito di un buco nero avente una massa pari a circa 1 milione di masse solari.

Sagittarius B immensa nube molecolare situata al centro della Via Lattea.

Satelliti galileiani Io, Europa, Ganimede e Callisto sono i 4 satelliti scoperti da Galileo Galilei nel 1610. Vennero battezzati da Galileo stesso col nome di astri medicei, in onore di Cosimo II de’ Medici, Gran Duca di Toscana

Saturno sesto pianeta del Sistema Solare.

Schwsrzschild, Limite di la massima densità possibile per un oggetto con una certa massa; oltre questo limite l’oggetto sarà schiantato dal collasso gravitazionale diventando un buco nero. Quanto più grande è l’oggetto, tanto minore è il suo limite di Schwsrzschild.

Scorpius (Scorpione) luminosa costellazione zodiacale dell’emisfero australe. La sua gemma più preziosa è la supergigante rossa Antares (mag. 0,9-1,0). Copre 497 gradi quadrati.

Scorpius X-1 la sorgente di raggi X archetipa nella Galassia; è stata la prima ad essere scoperta (1962) ed è la più luminosa del cielo. Si tratta di un sistema formato da una stella di neutroni circondata da un disco di accrescimento. Il materiale di accrescimento proverrebbe da una compagna.

Sculptor (Scultore) è  una delle costellazioni introdotte nel 1752 da Lacaille. Piccola costellazione australe che contiene il polo sud galattico. Copre 475 gradi quadrati.

Scutum (Scudo) costellazione australe introdotta nel 1687 da Hevelius. Copre 109 gradi quadrati. Contiene il bellissimo ammasso aperto dell’Anitra selvatica (M11).

Sequenza Principale la banda occupata nel diagramma H-R da stelle che, come il nostro Sole, risplendono in conseguenza dei processi di fusione nucleare (conversione di idrogeno in elio) che si svolgono al loro interno. Il 90% circa di tutte le stelle luminose si trova sulla Sequenza Principale.

Serpens curiosa costellazione equatoriale divisa in due parti: la Testa (Caput) e la Coda (Cauda). Copre 637 gradi quadrati.

Sextans (Sestante) piccola e oscura costellazione equatoriale introdotta nel 1697 da Hevelius. Copre 314 gradi quadrati.

Seyfert Galassie di  tipo di galassie attive, così chiamate in onore del loro scopritore che per primo attrasse l’attenzione su di esse nel 1943. Oggi si conoscono oltre 150 galassie di Seyfert: il loro carattere distintivo è un nucleo centrale molto luminoso in una galassia a disco altrimenti normale. Oggi sappiamo che il 10% circa di tutte le galassie a disco di grandi dimensioni sono galassie di Seyfert; ciò significa che tutte le grandi galassie a disco (compresa la nostra Via Lattea) trascorrono il 10% circa della loro vita nella forma di galassie di Seyfert.

Shoemaker-Levy 9 storica cometa scoperta nel marzo 1993. Nel 1994 la cometa precipitò sul pianeta Giove.

Singolarità luogo in cui le leggi della fisica quali le conosciamo perdono la loro validità.

Singolarità nuda singolarità che non è nascosta alla vista dall’orizzonte degli eventi in un buco nero. L’universo potrebbe essere nato da una singolarità nuda.

Sirio (alfa Canis Maioris) è la stella più splendente dell’intero cielo. E’ una stella bianca di tipo spettrale A1 e mag. -1,4. Sirio è anche una stella di grande luminosità intrinseca 26 volte maggiore di quella del Sole. In realtà è un sistema binario in cui una stella A (Sirio A) è al centro del moto di rivoluzione di una nana bianca (Sirio B) con un periodo di 50 anni. Sirio si trova a 8,7 anni luce di distanza dalla Terra.

Sirio B debole nana bianca che forma un sistema binario con Sirio.

Sistema Solare insieme dei corpi celesti che gravitano intorno al Sole. E’ composto da otto oggetti principali: i pianeti Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Gli otto pianeti sono accompagnati da una schiera di satelliti che orbitano nelle loro vicinanze. Giove e Saturno hanno la massa maggiore e il maggior numero dei satelliti. Nella regione compresa fra Marte e Giove si trova la maggior parte degli asteroidi. Il Sistema Solare è isolato nello spazio (la stella più vicina Proxima si trova a 4,2 anni luce) e giace in uno dei bracci esterni della Galassia.

Sole il Sole è una stella molto comune che si trova pressappoco alla metà della sua permanenza sulla Sequenza Principale. E’ una sfera di gas (plasma) molto caldo. Si tratta di una stella nana gialla di tipo spettrale G2 con una temperatura alla superficie di 5800 K e si trova alla distanza media dalla Terra di 149.597.870 Km.

Spica (alfa Virginis) è una stella azzurra, variabile ad eclisse di mag. 1,0-1,1 che dista dalla Terra 258 anni luce.

Spirale barrata tipo di galassia a disco in cui i bracci spirali sono uniti a formare una barra rettilinea di stelle che attraversa la regione centrale della galassia.

Spostamento verso il blu l’opposto dello spostamento verso il rosso; può quindi essere prodotto dall’opposto di ognuno dei processi che causano lo spostamento verso il rosso: può essere una conseguenza dell’effetto Doppler nel caso di un oggetto in avvicinamento o in linea teorica dalla contrazione dello spazio in un universo collassante.

Spostamento verso il rosso il primo tipo di spostamento verso il rosso fu descritto da Christian Doppler. Esso è causato dal movimento. Un oggetto come una stella che si sta allontanando dall’osservatore mostrerà nel suo spettro uno spostamento verso il rosso rispetto allo spettro di una stella stazionaria. Similmente le onde della luce di una stella in moto verso la Terra saranno compresse dal suo movimento. Si dice allora che la sua luce è spostata verso il blu. Gli spostamenti verso il rosso nella luce delle galassie lontane furono interpretati dapprima come un effetto Doppler causato dal loro moto nello spazio. Ben presto però si intuì che questo tipo di espansione era implicitamente predetto dalle equazioni della relatività generale che erano state pubblicate più di 10 anni prima della scoperta della legge di Hubble. Quando lo stesso Einstein aveva applicato per la prima volta quelle equazioni nel tentativo di fornire una descrizione dell’Universo nel 1917 aveva trovato che esse richiedevano un universo in movimento: o in espansione o in contrazione. Le equazioni non permettevano la possibilità di un Universo stazionario. Poiché a quell’epoca nessuno sapeva che l’Universo è in espansione, Einstein corresse le sue equazioni introducendovi un fattore extra – la cosiddetta costante cosmologica – per rendere stazionari i modelli, in seguito disse che quello era stato il più grande errore della sua vita. Eliminata tale costante le equazioni di Einstein descrissero esattamente il comportamento osservato da Hubble. Le equazioni dicevano che l’Universo doveva essere in espansione non perché le galassie si muovevano nello spazio ma perché lo spazio vuoto fra le galassie (a rigore lo spazio-tempo) è in espansione. Lo spostamento verso il rosso cosmologico è una conseguenza del fatto che la luce delle galassie lontane viene dilatata proporzionalmente all’espansione dello spazio nel tempo impiegato dalla luce a giungere fino a noi.

SS433 interessante oggetto di dimensioni stellari, presente nella nostra Galassia; produce getti molto energetici e si trova nella costellazione dell’Aquila, all’interno di un residuo di una supernova esplosa 40.000 anni fa. La sorgente irradia oltre a luce visibile anche raggi X, onde radio e raggi gamma. La spiegazione più accreditata del fenomeno è che SS433 sia una stella caldissima di classe spettrale O o B orbitante intorno ad una stella di neutroni (o forse un buco nero) in un sistema binario. La stella di neutroni strappa materiale alla stella maggiore formando un disco di accrescimento che cede progressivamente materia alla stella centrale.

Stato Stazionario Ipotesi dello  l’ipotesi che l’Universo si presenti con lo stesso aspetto a osservatori dislocati in qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo in accordo con il principio cosmologico perfetto. Poiché l’Universo appare in espansione con ammassi di galassie in recessione l’uno dall’altro l’ipotesi dello Stato Stazionario comporterebbe la creazione continua di nuove galassie per riempire i vuoti lasciati dalla recessione. L’idea fu proposta contemporaneamente da H. Bondi, T. Gold e F. Hoyle negli anni Quaranta.

Stella Polare (alfa Umi) stella binaria formata da una supergigante variabile di mag. 2 e tipo spettrale F7 e una stella della Sequenza Principale di mag. 9.

Stelle Formazione delle  processo per cui le stelle si formano quando grandi nubi fredde relativamente dense di gas e polvere si contraggono in conseguenza di un collasso gravitazionale.

Stelle di carbonio stelle giganti rosse fredde contenenti nei loro strati più esterni più carbonio che ossigeno.

Stelle di neutroni stelle composte quasi per intero da neutroni. Una stella di neutroni ha all’incirca la stessa massa del Sole concentrata però in una sfera di circa 10 km di diametro.

Stelle sfere di gas caldissimo tenute insieme dalla gravità.

Stelle doppie coppie di stelle molto vicine. Alcune stelle doppie sono sistemi binari in cui le due stelle sono legate fisicamente dalla reciproca attrazione gravitazionale, mentre altre ci appaiono vicine semplicemente per un effetto di prospettiva trovandosi in realtà a distanze a volte molto grandi fra loro lungo la linea visuale.

Stelle multiple sistemi formati da almeno tre stelle legate fra loro dall’attrazione gravitazionale. Castore è un sistema di sei membri. In Castore ci sono due sistemi binari ognuno dei quali ruota intorno al baricentro del sistema, mentre un’altra coppia di stelle (2 nane rosse fredde) orbita molto più lontano.

Stelle simbiotiche espressione usata per designare stelle il cui spettro comprenda righe attribuibili a una stella fredda (gigante rossa) e righe di emissione tipiche di un oggetto molto caldo. La spiegazione più probabile è che la stella sia in realtà un sistema binario stretto in cui materia appartenente alla stella fredda venga ceduta ad una compagna (nana bianca) o forse una stella di neutroni o anche una stella della Sequenza Principale. Le stelle simbiotiche sono a volte note come stelle Z Andromedae una delle prime stelle studiate di questo tipo.

Superammasso locale grande associazione di ammassi di galassie; comprende il Gruppo Locale e gli ammassi della Vergine e della Chioma di Berenice.

Supergiganti stelle sono le stelle più grandi e le più luminose. Hanno massa fino a 500 volte quella del Sole e Mag. assoluta compresa fra -5 e -10.

Residuo di supernova guscio in espansione di materiale formato dagli strati esterni di una supernova esplosa.

Supernova 1987A la supernova 1987A fu vista per la prima volta nel cielo australe la notte del 23-24 febbraio 1987. Era l’esplosione di una stella lontana dalla Terra circa 160.000 anni luce nella Grande Nube di Magellano. E’ stata classificata come una Supernova di tipo II. Prima dell’esplosione la stella era appena visibile (mag.12), al culmine del suo splendore nel maggio 1987 raggiunse mag. 2,8 (una luminosità circa 10000 volte maggiore).

Supernovae nella Galassia sono solo sette le Supernovae storicamente documentate esplose nella nostra Galassia. La prima risale al 185 d.C. nel Centauro (mag. -8), la seconda risale al 393 d.C. nello Scorpione (mag. -1), la terza risale al 1006 nel Lupo (mag. -9), la quarta risale al 1054 nel Toro (mag. -5), la quinta risale al 1181 in Cassiopea (mag. -4), la sesta risale al 1572 in Cassiopea (mag. -4), la settima risale al 1604 in Ofiuco (mag. -2,5)

Supernovae le Supernovae di tipo I compaiono sia nelle galassie ellittiche sia nelle galassie a disco. Si formano da relitti di stelle vecchie di massa relativamente piccola della Popolazione II e si trovano in sistemi binari in cui una stella si è evoluta fino a diventare una nana bianca che riceve di continuo nuovo materiale dalla compagna. Quando la massa della nana bianca supera il limite di Chandrasekhar (circa 1,4 masse solari) la stella collassa liberando energia gravitazionale. Le Supernovae di tipo I si dividono in due sottotipi: Tipo Ia: la nana bianca viene completamente distrutta disperdendo nello spazio una nube di materiale. Tipo Ib: nane bianche che hanno avuto origine da stelle di massa relativamente grande. Lasciano un relitto nella forma di una stella di neutroni o di un buco nero. Nell’uno come nell’altro caso è probabile che il sistema binario venga distrutto dall’esplosione lasciando la compagna della nana bianca originaria a correre solitaria nello spazio. In un esempio interessante, tre di queste stelle “fuggitive” note come 53 Arietis, AE Aurigae e MU Culumbae, sembrano essere state sparate da un punto nella costellazione di Orione e sono quasi certamente residui di un’esplosione di supernova, avvenuta circa 3 milioni di anni fa in un sistema quadruplo. Supernovae di tipo II: anche questo tipo di Supernovae può verificarsi in un sistema binario o in stelle isolate. Le stelle che esplodono sono stelle giovani di grande massa della Popolazione I, ricche di elementi pesanti e si trovano principalmente nei bracci spirali di galassie a disco. Queste stelle hanno una massa superiore alle otto masse solari.

T T Tauri stelle molto giovani che stanno ancora contraendosi e muovendosi verso la Sequenza Principale. Si trovano all’interno di nubi di gas e polvere e presentano forti venti stellari (temperature superficiali fra 3500 e 7000 K).

Tauridi sciame meteorico derivato dalla cometa di Encke. Ha due radianti, uno in prossimità delle Pleiadi e uno delle Iadi.

Taurus (Toro) ricca costellazione zodiacale. Comprende la splendida alfa Tauri (Aldebaran), una gigante rossa variabile (mag. 0,8-0,9). Fra gli oggetti più suggestivi vi sono i due ammassi aperti delle Pleiadi e delle Iadi. E infine la Nebulosa del Granchio residuo della supernova osservata nel 1054.

Taurus A sorgente di onde radio associata alla Nebulosa del Granchio.

Taurus X-1 sorgente di raggi X associata alla Nebulosa del Granchio.

Telescopium (Telescopio) piccola costellazione australe introdotta nel 1752 da Lacaille.

Testa di Cavallo, Nebulosa  (B33) nebulosa oscura nella costellazione di Orione. Spicca contro lo sfondo luminoso rossastro della nebulosa ad emissione IC 434.

Titano è il satellite più grande di Saturno.

Triangulum (Triangolo) piccola costellazione boreale; comprende la galassia M33 che fa parte del Gruppo Locale.

Triangulum australe (Triangolo Australe) piccola costellazione dell’emisfero sud, introdotta nel 1603 da Bayer.

Triangolo estivo è un asterismo formato da 3 stelle molto brillanti che, nell’emisfero boreale, appaiono appena dopo il tramonto da giugno ad ottobre. Le tre stelle sono: Altair nella costellazione dell’Aquila (Aquila, Aql), Deneb nella costellazione del Cigno (Cygnus, Cyg), Vega nella costellazione della Lira (Lyra, Lyr). Il Triangolo Estivo giace sulla Via Lattea boreale, là dove un grande complesso di nebulose oscure, noto come Fenditura del Cigno, ne oscura la fascia centrale. L’astro più luminoso del triangolo è Vega. Sullo sfondo della Via Lattea, questo triangolo è facilmente identificabile, e serve spesso come punto di partenza per individuare le costellazioni vicine o alcuni oggetti del profondo cielo, come M27 o M57.

Triangolo invernale è un asterismo estremamente brillante, formato da tre stelle: Sirio facente parte della costellazione del Cane Maggiore, l’astro più luminoso della volta celeste; Procione appartenente al Cane Minore; Betelgeuse rappresentante una spalla di Orione. Caratteristiche come sottolineato dal nome, è facilmente riconoscibile nel cielo invernale, contrapponendosi al triangolo estivo. Si presenta dall’Italia come un triangolo quasi perfettamente equilatero, con il vertice rivolto verso sud (Sirio) e attraversato dalla debole Via Lattea invernale. Il triangolo invernale contiene al suo interno la costellazione dell’Unicorno, mentre a nord si evidenzia il grande rettangolo di stelle appartenente ai Gemelli. Sirio e Procione sono due tra le stelle più vicine al Sole. Betelgeuse è invece una supergigante rossa distante centinaia di anni-luce.

Triangolo di Primavera il Triangolo di Primavera è un asterismo formato dalle stelle Arturo, Spica e Denebola; è così chiamato a causa della sua massima visibilità, nell’emisfero boreale, che cade nei mesi primaverili. Nell’emisfero boreale, e in parte in quello australe, per identificare il Triangolo di Primavera ci si rifà alle tre stelle di coda del Grande Carro: prolungando verso sud-est l’arco di queste stelle, si arriva dapprima ad Arturo, vertice orientale dell’asterismo, e poi, scendendo ancora, si individua Spica, il suo vertice meridionale. L’area del Triangolo ricade quasi per intero nella costellazione della Vergine, e i vertici settentrionali sono costituiti dalla brillante stella Arturo, della costellazione del Boote, e da Denebola, che forma la coda del Leone. Il vertice occidentale occupa un’area molto nota ad astronomi ed appassionati, a causa dell’elevato numero di galassie luminose, alcune delle quali sono osservabili anche con piccoli strumenti, che formano un ammasso relativamente vicino a noi, l’Ammasso della Vergine.Il vertice meridionale è invece costituito da Spiga, la brillante stella α della costellazione della Vergine; nei pressi di questa stella giace il piano dell’eclittica.

Tritone è il satellite più grande di Nettuno.

Tucana (Tucano) piccola costellazione australe introdotta nel 1603 da Bayer. Contiene due oggetti notevoli: la Piccola Nube di Magellano e l’ammasso globulare 47 Tucanae (NGC104).

U Unità astronomica unità di misura di distanza definita come la distanza media fra il Sole e la Terra; 1UA corrisponde a 149.597.870 km.

Universo tutto ciò di cui potremo mai avere conoscenza, l’intera regione dello spazio e del tempo accessibile ai nostri strumenti ora e in futuro. Questa può sembrare una definizione piuttosto generica e in passato il termine Universo è stato tradizionalmente considerato come sinonimo di tutto ciò che esiste. Lo sviluppo di idee come quella di inflazione suggerisce però che potrebbe esserci qualcos’altro oltre i confini dell’Universo visibile: regioni dello spazio e del tempo inosservabili in linea di principio, non solo perché la luce proveniente da esse non ha ancora avuto il tempo di giungere fino a noi, o perché i nostri telescopi non sono abbastanza sensibili da rivelarla. Queste nozioni hanno introdotto qualche ambiguità nell’uso del termine Universo. Alcuni lo restringono all’Universo osservabile, mentre altri sostengono che dovrebbe essere usato in riferimento alla totalità dello spazio e del tempo. Generalmente il termine Universo viene comunque usato per designare la nostra bolla di spazio-tempo in espansione, tutto ciò che è visibile in linea di principio ai nostri telescopi, se abbiamo abbastanza pazienza per aspettare che ne arrivi la luce. Il termine “cosmo” potrebbe invece essere usato per designare la totalità dello spazio e del tempo all’interno della quale (se lo scenario inflazionario è corretto) potrebbe esserci un numero indefinitamente grande di altre bolle dello spazio-tempo in espansione, altri mondi diversi dal nostro con i quali non potremo mai comunicare.

Universo, Modello gerarchico dell’ l’ipotesi che la materia nell’Universo sia raggruppata in unità sempre maggiori. Le stelle si raggruppano a formare galassie, le galassie si riuniscono in ammassi, gli ammassi di galassie formano superammassi. Questo modello fu proposto all’inizio del XX secolo dall’astronomo svedese Charles Charlier (1862-1934) anticipando il modello di universo del Big Bang. La struttura della distribuzione della materia visibile nell’Universo segue un immenso ordinamento gerarchico a partire dai frammenti di materia interstellare per arrivare fino ai superammassi di galassie.

Universi neonati regioni dello spazio-tempo collegate fra loro per mezzo di cunicoli. Secondo alcune interpretazioni delle equazioni della relatività generale, quando un oggetto del nostro universo subisce un collasso gravitazionale fino a diventare un buco nero può passare per la singolarità al cuore del buco nero e tornare a espandersi in una diversa regione dello spazio-tempo. Questa regione, che prende origine da una singolarità, equivarrebbe esattamente all’espansione del nostro universo a partire dalla singolarità del Big Bang. Il nostro Universo potrebbe essersi formato in questo modo dal collasso di un buco nero in un’altra regione dello spazio-tempo e la struttura complessiva dello spazio-tempo (metauniverso) potrebbe essere una struttura di bolle interconnesse senza inizio né fine.

Urano settimo pianeta del Sistema Solare.

Ursa Major (Orsa Maggiore) estesa costellazione boreale. La costellazione contiene numerose galassie: M81, M82 e M101 (Girandola).

Ursa Minor (Orsa Minore) costellazione boreale. Contiene la Stella Polare.

47 Ursae Majoris stella gialla che si trova a 46 anni luce dalla Terra. Intorno a questa stella orbita un pianeta più grande di Giove.

Ursidi sciame meteorico con il radiante in prossimità di beta UMi. E’ associato alla disgregazione della cometa P/Tuttle.

variabili Stelle  le stelle che, nel corso del tempo, presentano variazioni di luminosità, colore o altre proprietà.

Variabili ad eclisse sistemi binari in cui una stella passa periodicamente davanti all’altra cosa che determina una variazione della luminosità complessiva del sistema.

Variabili cataclismiche sistemi binari in cui una nana bianca si trova in un’orbita stretta intorno ad un’altra stella. La nana bianca sottrae materia alla compagna con la sua attrazione gravitazionale; la materia strappata all’astro centrale cade sulla superficie della nana bianca, attraverso un disco di accrescimento, creando esplosioni di energia.

Variabili pulsanti stelle che cambiano la loro luminosità pulsando in modo più o meno regolare. La maggior parte delle stelle passa prima o poi nel corso della sua esistenza per una fase di pulsazioni e ci sono diversi tipi di variabili pulsanti, corrispondenti a stelle di diversa massa in varie fasi della loro evoluzione. La luminosità di una stella pulsante cambia in coincidenza con l’espandersi e il contrarsi dei suoi strati esterni.

Vega stella bianca di mag. 0,0 nella costellazione della Lira. Si tratta della stella più luminosa dell’emisfero boreale, Sirio infatti ha declinazione -15° e si trova perciò nell’emisfero australe. Dista dalla Terra 25 anni luce. Dodicimila anni fa Vega è stata una splendida Stella Polare e tornerà ad esserlo intorno al 16.000 d.C. Vega è circondata da un anello di polveri.

Vela (Vela o Vele) costellazione australe. Le sue stelle facevano parte un tempo della grande costellazione della Nave Argo. Mancano perciò le stelle alfa e beta. Le stelle più splendenti sono la gamma Velorum (Regor mag. 1,8) e la delta (mag. 2,0). Fra gli oggetti interessanti la Nebulosa di Gum che è il residuo di una supernova esplosa circa 12.000 anni fa; la pulsar PSR 0833-45 è stata identificata con un oggetto ottico nel 1977. Questa pulsar ha un periodo di 89 millisecondi. Presenta dei glich e si trova a 500 parsec.

Velo del Cigno grande nebulosa filamentosa osservabile nella costellazione del Cigno. Distante circa 2300 anni luce, le sue due parti principali sono catalogate come delle nebulose distinte: NGC 6960 e NGC 6992. La sua materia si disperde nello spazio alla velocità di 120 Km/s e si presume che sia stata generata dall’esplosione di una supernova, avvenuta da 30.000 a 50.000 anni fa.

Venere in ordine di distanza dal Sole, secondo pianeta del Sistema Solare.

Vergine Ammasso della  il più vicino a noi fra gli ammassi di galassie nella direzione della costellazione della Vergine.

Virgo (Vergine) estesa costellazione zodiacale già presente nel catalogo di Tolomeo. Alfa Virginis è Spica, una variabile di mag. 0,9. In questa costellazione si trova M104 (galassia Sombrero).

Virgo A la radiosorgente più potente nella costellazione della Vergine. Il rumore radio proviene dalla galassia M87, un’ellittica gigante nel cuore dell’ammasso della Vergine. Presenta un getto lungo 4000 a.l. Questa attività è probabilmente connessa alla presenza nella galassia di un buco nero di massa grandissima. Questa sorgente che emette raggi X è nota anche come 3C 274.

Volans Piscis  (Pesce Volante) introdotta nel 1603 da Bayer, è una piccola costellazione australe.

Vortice, galassia esempio particolarmente bello di galassia a disco con bracci spirali ben definiti. Nota anche come M 51 e NGC 5194.

Vulpecula (Volpetta) piccola e scialba costellazione boreale introdotta nel 1690 da Hevelius.

W Wild 2 cometa scoperta nel 1978 da Paul Wild.

Wolf 359 debole sistema stellare nella costellazione del Leone. La sua stella principale è una debole nana rossa.

Wolf,  numero di parametro usato come misura dell’attività del Sole. La definizione si fonda sul conteggio del numero delle macchie o dei gruppi di macchie visibili sulla supeficie del Sole.

Wolf-Rayet, stelle di stelle il cui spettro è caratterizzato da righe di emissione molto larghe e brillanti. Queste stelle, che sono fra le più calde che si conoscano, si suddividono in due categorie: le stelle WC (temperatura superficiale 50000 K) e le stelle WN che avrebbero una temperatura di 40000 K.

Z Zero assoluto valore minimo nella scala della temperatura assoluta. A questa temperatura, collocata a -273,15°C gli atomi e le molecole hanno la minima energia possibile.

Zodiaco banda immaginaria in cielo che si estende per 9° circa a entrambi i lati dell’eclittica. Le Zodiaco è diviso fin dall‘antichità in 12 segni ciascuno dei quali si estende su 30° di longitudine. In realtà però le costellazioni sono 13 poiché fra lo Scorpione e il Sagittario si trova la costellazione dell’Ofiuco che non è compresa fra quelle considerate dagli astrologi.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Occhio all'occhio
    Set 12, 2012 @ 17:49:55

    Ottimo! Riassume abbastanza bene l’argomento.

    Rispondi

  2. Chet
    Nov 19, 2012 @ 17:11:18

    Good blog you have here.. It’s difficult to find excellent writing like yours these days. I seriously appreciate individuals like you! Take care!!

    Rispondi

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