Il cielo di febbraio a caccia Tau Canis Majoris

Puntando lo sguardo verso sud, in queste sere di febbraio, possiamo provare a individuare un giovane ammasso di stelle, denominato Ngc 2362 o Ammasso di Tau Canis Majoris. L’ammasso si trova appunto in direzione della costellazione del Cane Maggiore ed è dominato dalla stella multipla Tau che appartiene a questo asterismo, la cui componente principale è una supergigante blu alcune decine di volte più massiccia del Sole. Data la sua luminosità, per individuare le altre stelle dell’ammasso, molto meno brillanti, è necessario un buon binocolo o, meglio , un piccolo telescopio. L’ammasso dista da noi circa 4500 anni luce e si è formato non più di cinque milioni di anni fa da una gigantesca nube molecolare, i cui resti sono ancora identificabili soprattutto nella regione orientale dell’ammasso. Ma oltre questo ammasso, il cielo di febbraio a molto altro da offrirci. Per saperne di più su pianeti, costellazioni e congiunzioni visibili questo mese, nuvole permettendo, non vi resta che guardare il video preparato sul sito Media Inaf.

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Il cielo a gennaio 2021

Il Sole si trova nella costellazione del Sagittario fino al giorno 19 gennaio, quando passerà nella costellazione del Capricorno.

• 1 gennaio: il sole sorge alle 7.40; tramonta alle 16.51

• 15 gennaio: il sole sorge alle 7.37; tramonta alle 17.05

• 31 gennaio: il sole sorge alle 7.26; tramonta alle 17.26

La durata del giorno aumenta di 49 minuti dall’inizio del mese.

(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).

Il 2 gennaio alle ore 14 la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.093.052 chilometri.

Pianeti

Mercurio: nel corso della prima parte del mese Mercurio, tornato visibile in orario serale, “sorpassa” Saturno e Giove, ormai estremamente bassi sull’orizzonte a Sud-Ovest. L’osservabilità del pianeta, inizialmente difficile da percepire nella luce del crepuscolo, migliora sensibilmente con il passare dei giorni e il 24 gennaio il pianeta raggiunge la massima elongazione serale, con una distanza angolare di 18 ° 34 ‘ dal Sole. In quella data Mercurio tramonta 1 ora e 34 minuti dopo il Sole: ci sono quindi buone opportunità per osservarlo.

Venere: si avvia alla conclusione il lungo periodo di presenza del pianeta più luminoso nel cielo del mattino sull’orizzonte orientale. Dopo aver dominato per oltre 6 mesi la volta celeste prima del sorgere del Sole, Venere è ormai molto basso in cielo e si immerge sempre più nella luce dell’alba. All’inizio dell’anno il pianeta sorge 1 ora e mezza prima del Sole, ma a fine gennaio ciò avviene solo mezz’ora prima. Venere inizia l’anno nella costellazione dell’Ofiuco e dal 6 gennaio lo troviamo nel Sagittario, che attraversa quasi per intero, fino ad avvicinarsi al limite con il Capricorno.

Marte: poco dopo il tramonto del Sole possiamo osservarlo al culmine a Sud; nel corso delle prime ore della sera lo vediamo man mano scendere verso Sud-Ovest per poi tramontare nel corso delle ore centrali della notte. Il 5 gennaio Marte lascia la costellazione dei Pesci e fa il suo ingresso nell’Ariete.

Giove: il pianeta è reduce dalla recente, spettacolare congiunzione con Saturno e inizia l’anno estremamente basso sull’orizzonte ad Ovest dove possiamo tentare di individuarlo nella luce del crepuscolo serale un’ultima volta prima della congiunzione con il Sole che avrà luogo il 29 gennaio. Per alcune settimane il pianeta rimane pertanto inosservabile, in attesa di rivederlo comparire al mattino presto, prima del sorgere del Sole. Giove si trova nella costellazione del Capricorno.

Saturno: dopo la congiunzione del 21 dicembre, il pianeta con gli anelli è stato ormai superato da Giove. Saturno quindi è ancora più basso sull’orizzonte occidentale. Dopo i primi giorni di gennaio possiamo considerarlo praticamente inosservabile: la congiunzione con il Sole avviene il 24 gennaio. Come per Giove, anche per Saturno dovremo attendere il mese prossimo per cercarlo al mattino presto sull’orizzonte orientale. Saturno si trova nella costellazione del Capricorno.

Urano: il 26 gennaio Urano si trova in congiunzione con Marte. Le condizioni di osservabilità sono quindi analoghe a quelle del pianeta rosso. Quindi Urano culmina a Sud nel corso delle prime ore della sera e lo si può individuare facilmente molto alto in cielo. Intorno alla mezzanotte Urano si trova invece basso sull’orizzonte occidentale. Dato che la luminosità di Urano è molto inferiore a quella di Marte ed è prossima al limite della percezione ad occhio nudo per poterlo osservare è consigliabile l’uso del telescopio. Urano inizia l’anno 2021 spostandosi lentamente con moto retrogrado nella costellazione dell’Ariete, dove rimane per tutto l’anno. Dal 14 gennaio il movimento torna diretto.

Nettuno: il pianeta è ancora osservabile per poche ore sull’orizzonte occidentale, dopo il tramonto del Sole. Lo si trova sempre più basso in cielo e l’orario del suo tramonto anticipa sempre più con il passare dei giorni. La debole luminosità di Urano lo rende inaccessibile all’osservazione ad occhio nudo: è quindi indispensabile l’uso del telescopio per individuarlo. Anche nel 2021 Nettuno rimane per tutto l’anno nella costellazione dell’Acquario, dove è entrato nel 2011, e che lo ospiterà fino al 2022.

Congiunzioni

Mercurio – Giove – Saturno : un incontro tra tre pianeti, difficili da osservare, trovandosi estremamente bassi sull’orizzonte occidentale, nella costellazione del Capricorno. La sera del 10 gennaio, appena dopo il tramonto, si può tentare di scorgere, nella luce del crepuscolo, Mercurio, appena tornato nel cielo serale, che si appresta a superare Giove e Saturno, che si avviano alla congiunzione con il Sole, ormai imminente.

Luna – Venere: all’alba dell’11 gennaio la sottilissima falce di Luna calante sorge a Sud-Est, seguita dal pianeta Venere, situato nella costellazione del Sagittario.

Luna – Mercurio – Giove – Saturno: il 14 gennaio la sfida all’osservazione del più sottile falcetto di Luna crescente, il giorno dopo la Luna Nuova, si arricchisce con la caccia ai pianeti molto vicini al Sole, confusi nella luce del crepuscolo serale. La Luna, Mercurio, Giove e Saturno sono tutti concentrati nella costellazione del Capricorno.

Luna – Marte – Urano: il 21 gennaio la Luna, appena oltre il Primo Quarto, Marte e Urano (quest’ultimo da osservare con un binocolo o un telescopio) si trovano insieme nella costellazione dell’Ariete, nei pressi limite con la Balena.

Luna – Iadi – Pleiadi : la notte del 23 gennaio possiamo ammirare la Luna attraversare la costellazione del Toro passando tra l’ammasso delle Pleiadi e quello delle Iadi, dove brilla la stella Aldebaran.

(Tratto da Il Cielo del Mese UAI gennaio 2021)

Le costellazioni

In entrambe gli emisferi il cielo di gennaio è dominato dalla splendida costellazione di Orione, il cacciatore.

Latitudini boreali

Le stelle

Alle latitudini boreali intermedie, Sirio la stella più splendente di tutto il cielo brilla sull’orizzonte sud. Essa è il vertice del famoso Triangolo Invernale insieme a Procione e Betelgeuse. A queste latitudini l’osservatore ha direttamente sopra la testa Capella (Auriga). A nord – est splende il Grande Carro mentre il Quadrato di Pegaso si nota basso ad occidente.

Oggetti celesti

Uno dei soggetti più fotografati, la Nebulosa di Orione si trova a sud del gruppo di tre stelle che costituiscono la Cintura di Orione. Con un binocolo si possono osservare anche tre ammassi stellari aperti nell’Auriga M36, M37 e M38.

Sciami meteorici

Ogni anno intorno al 3 e al 4 gennaio alle latitudini boreali si può assistere alla pioggia di stelle cadenti originata dallo sciame meteorico delle Quadrantidi. Le meteore irradiano da un punto prossimo al timone del Grande Carro nell’Orsa Maggiore, una regione un tempo occupata da una costellazione oggi abbandonata, il Quadrante da cui prendono il nome. Benchè numerose, fino a 100 meteore all’ora, le Quadrantidi sono scarsamente luminosi e quindi poco individuabili. Inoltre hanno un picco molto breve.

La galassia di Andromeda

Da dove iniziare per navigare al meglio nel profondo cielo? Ma dalla galassia di Andromeda (M31) naturalmente che in questo mese è ancora molto alta nel cielo. E’ facilmente rintracciabile ed è l’oggetto più lontano osservabile ad occhio nudo, inoltre fa anche un certo effetto sapere che  la luce di quella macchia diafana è partita per il profondo spazio intergalattico quando sulla Terra muovevano i loro passi i nostri rozzi antenati oltre 2 milioni e mezzo di anni fa.

Essendo angolarmente molto estesa M31 è una galassia “binoculare”cioè si riesce ad apprezzarle meglio in un binocolo con un campo apparente di almeno tre gradi. M31 possiede galassie satelliti fra cui M33 del Triangolo, il cui legame gravitazionale con M31 è però dubbio. I satelliti di M31 sono galassie nane per lo più invisibili in telescopi amatoriali salvo quattro, due di queste però sono piuttosto deboli e si trovano in Cassiopea. Restano M32 e NGC205 (M110).

(Molte altre informazioni sono a disposizione nell’articolo di Piero Mazza “Andromeda e i suoi satelliti” pubblicato su COSMO numero 13 gennaio 2021 pagine 72-75)

Latitudini australi

Le stelle

Le due stelle più brillanti di tutto il cielo Sirio nel Cane Maggiore e Canopo nella Carena  splendono alte nel cielo australe di gennaio, insieme alle due più brillanti di Orione, cioè Rigel e Betelgeuse e alla rossa e luminosa Aldebaran nel Toro. Ancora più vicina all’orizzonte settentrionale nelle sere di gennaio è ben visibile Capella mentre a sud est si possono osservare le miriadi di stelle della Via Lattea nella Carena e nel Centauro. Al confronto la metà occidentale del cielo appare quasi VUOTA!

Oggetti celesti

La nebulosa di Orione è alta all’orizzonte; il grande ammasso M41 vicino a Sirio si trova allo zenit. In condizioni di buona visibilità M41 può essere individuato anche ad occhio nudo. Nella costellazione del Dorado si vede la grande Nube di Magellano. Tra la moltitudine di stelle spicca la Nebulosa Tarantola. Bassa sull’orizzonte di sud – ovest ecco la Piccola Nube di Magellano nel Tucano. (Tratto da Universo Mondadori pag. 414 – 415).

Congiunzione Giove Saturno

È stato un lungo e lento inseguimento, durato mesi, ma siamo ormai giunti all’epilogo. Giove e Saturno, i due pianeti giganti del nostro Sistema solare si apprestano infatti a dare spettacolo nei cieli di dicembre, con la loro congiunzione strettissima, prevista la sera del 21, esattamente nel giorno del solstizio d’inverno I due pianeti saranno ben visibili sul far della sera, piuttosto bassi, verso sud ovest, e vicinissimi tra loro, ovviamente nuvole permettendo. Ma quanto saranno vicini? Beh, la loro separazione angolare sarà di appena un decimo di grado: per dare un termine di paragone, la distanza tra loro sarà appena un quinto del diametro apparente della Luna piena. Non abbiate però timore di possibili scontri celesti! Le congiunzioni sono un semplice fenomeno di prospettiva. Giove e Saturno saranno sì allineati con la Terra, ma saranno rispettivamente distanti da noi 886 milioni di chilometri e ben 1,619 miliardi di chilometri. La congiunzione del 21 dicembre sarà la più ravvicinata tra i due pianeti addirittura dal 1623 e per poter godere di uno spettacolo simile bisognerà aspettare quasi 60 anni, fino al 15 marzo del 2080. Un evento da non perdere quindi, che potremo gustarci anche solo alzando gli occhi al cielo.

Congiunzione Giove – Saturno

Fino a tutto dicembre potremo osservare ogni sera al tramonto il veloce e progressivo avvicinamento di Giove a Saturno, fino ad una bellissima congiunzione, il 21 dicembre. Già da quest’estate abbiamo potuto osservare sera dopo sera il maestoso spettacolo che si presentava verso Sud, con due puntoni ben luminosi, Giove e Saturno, che davano bella mostra di sè nello scenario fantastico della costellazione del Sagittario, poco a sinistra della Teiera , ai bordi di quella Via Lattea che in città purtroppo non si riesce ad osservare. Ed è proprio verso la fine dell’anno che si verificherà il progressivo avvicinamento di Giove a Saturno, grazie alla ripresa del suo moto diretto, particolarmente evidente anche ad occhi non molto esperti. Ancora più evidente se si riesce a confrontare la posizione di Giove con la posizione delle stelle del Sagittario (la Teiera) ben visibili laddove il cielo non sia troppo luminoso ed inquinato: purtroppo con il passare delle sere la visibilità dei due pianeti si avrà solo poco dopo il tramonto del Sole. I due pianeti, in vista della loro congiunzione di dicembre, si rincorreranno, con Giove che si avvicinerà sera dopo sera al più lento Saturno fino alla congiunzione ed al successivo sorpasso : ma fatalmente anche il Sole si avvicinerà alla coppia arrivando al momento clou a circa 30°. Nel momento della congiunzione i due pianeti avranno una separazione di 6′ 6.7″ , una distanza davvero ravvicinata, praticamente la metà della distanza che separa le due ben note stelle Mizar e Alcor, ben visibili nella coda dell’Orsa Maggiore (Pierluigi Panunzi Astronomia.com, qui troverete l’articolo originale e completo).

Due astri del sistema solare (ad es. un pianeta e il Sole) si dicono in congiunzione quando occupano in cielo posizioni tali che, visti dalla Terra, hanno la stessa longitudine, oppure la stessa ascensione retta (congiunzione in longitudine e congiunzione in ascensione retta). Per i pianeti interni, Mercurio e Venere, si devono considerare due congiunzioni di essi col Sole: la superiore, quando il pianeta è di là dal Sole (quindi alla massima distanza da noi) e la inferiore, quando il pianeta sta fra il Sole e la Terra (quindi alla minima distanza da noi). Per la Luna può parlarsi, ovviamente, solo di congiunzione inferiore (luna nuova); per i pianeti esterni (Marte, Asteroidi, Giove, ecc.) solo di congiunzione superiore col Sole. (Treccani)

In astronomia, si ha l’opposizione di un corpo celeste rispetto a un altro, quando il primo corpo si trova nella direzione opposta (ovvero a 180°) dal secondo, rispetto all’osservatore. Ad esempio, diciamo che Marte è in opposizione rispetto al Sole quando il pianeta si trova sulla sfera celeste a 12h in ascensione retta dal Sole. Una caratteristica particolare dei pianeti in opposizione è data dalla loro visibilità per l’intera notte. Viceversa quando il periodo di opposizione termina e il pianeta torna prospetticamente ad avvicinarsi al Sole, esso risulterà visibile per un tempo sempre inferiore, sino a raggiungere il periodo di congiunzione quando sarà visibile solo di giorno. Esistono però diverse opposizioni planetarie, quelle piccole e le grandi opposizioni. La differenza dipende dalla vicinanza relativa del pianeta alla Terra. Si indica grande o perielica, l’opposizione di un corpo celeste rispetto alla Terra che si verifica quando il primo si trova al perielio. Poiché anche la distanza della Terra dal Sole varia rispetto al suo valor medio, possono verificarsi grandi opposizioni particolarmente ravvicinate, quando la Terra si trova all’afelio della sua orbita. Il computo delle grandi opposizioni è particolarmente rilevante per l’osservazione di Marte. Date le caratteristiche dell’orbita marziana, ricorre una grande opposizione ogni circa 15-17 anni. In questa circostanza il disco del pianeta può raggiungere una dimensione angolare di 25,10″. La più ravvicinata dal 1956 ha avuto luogo il 27 agosto 2003 e bisognerà attendere fino al 2050 per un’altra così favorevole (Wikipedia)

Le costellazioni di novembre

La notte si allunga, il Sole anticipa sempre più il suo tramonto, e questo ci regala qualche ora in più di osservazione della volta stellata. È così che allo spengersi delle ultime luci del crepuscolo avremo ancora l’opportunità di ammirare brevemente, sull’orizzonte occidentale, alcuni degli astri caratteristici del cielo estivo come il Triangolo Estivo. Lungo la fascia zodiacale nelle prime ore della sera possiamo riconoscere il Capricorno e l’Acquario, deboli costellazioni prive di stelle particolarmente brillanti. Proseguendo verso Sud, troviamo i Pesci e la minuscola costellazione dell’Ariete. Chi osserva da luoghi con l’orizzonte meridionale privo di ostacoli – in pianura o sul mare – può cimentarsi nel riconoscimento delle costellazioni che si estendono al di sotto dell’eclittica: la Balena e più a Ovest, sotto l’Acquario, il Pesce Australe, dove si può facilmente riconoscere una stella brillante, Fomalhaut. Verso Est vedremo sorgere le costellazioni zodiacali che domineranno il cielo nell’imminente inverno: vedremo così prima il Toro e successivamente i Gemelli. In tarda serata nel cielo orientale si inizieranno a vedere altre costellazioni, prossime protagoniste dei cieli invernali: il Cancro, a sinistra dei Gemelli, e nella seconda parte della notte, il Leone. Inconfondibili, a Sud-Est nelle prime ore della notte, le costellazioni di Orione e del Cane Maggiore, con la luminosissima Sirio. Sopra i Gemelli e il Toro è facilmente identificabile un’altra costellazione che vedremo ben alta in cielo per i prossimi mesi: si tratta dell’Auriga, dalla caratteristica forma a pentagono, in cui uno dei vertici è rappresentato da una delle stelle più luminose della volta celeste, Capella. In prossimità dello zenit, sulla nostra verticale, godono ancora di visibilità ottimale le costellazioni già descritte nel “cielo di ottobre”: il grande quadrilatero di Pegaso, seguito, verso Nord Est, da Andromeda e da Perseo e, più vicine al Polo Nord Celeste, la “W” di Cassiopea e il meno appariscente Cefeo. Proseguiamo il tour e soffermiamoci sulla piccola costellazione del Triangolo, tra Andromeda e l’Ariete: in essa si trova la galassia a spirale M33, ben nota a tutti gli astrofili: è la terza componente per importanza del “gruppo locale”, la concentrazione di galassie di cui fanno parte la nostra Via Lattea e la notissima galassia di Andromeda. A Settentrione troviamo come sempre l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore, con la stella polare immobile ad indicarci il Nord tra le due Orse possiamo riconoscere il Dragone. (Astronomia.com)