La Spada di Orione

La Spada di Orione è un asterismo ben riconoscibile a sud della famosissima Cintura di Orione. L’asterismo, grazie alla sua posizione vicina all’equatore celeste, è ben visibile da tutti i luoghi abitati della Terra; si mostra come una “colonna” di piccole stelle e nebulose disposte in senso nord-sud.

Come la Cintura di Orione, anche la Spada ha una lunga storia osservativa; sia Cicerone che Germanico la citano riferendosi ad essa come ensis, ossia la “spada” del gigante Orione. Il nome Ensis è rimasto come nome proprio della stella η Orionis, sebbene questa si trovi in posizione diversa dall’asterismo, il quale è formato dalle stelle 42 Orionis, θ Orionis (l’ammasso del Trapezio), e ι Orionis.
Tra le sue componenti ha una posizione fondamentale la Nebulosa di Orione (M42): creduta in antichità una semplice stella, magari un po’ sfocata, si rivela essere una delle più grandi nebulose conosciute, nonché la più luminosa osservabile dalla Terra e la più studiata. Grazie all’osservazione di questa nebulosa, gli scienziati hanno potuto osservare e studiare gli stadi fondamentali della formazione stellare.
Fra le tre stelle della Spada sono presenti, oltre alla Nebulosa di Orione, altri due sistemi nebulosi importanti: uno è costituito dalla Nebulosa De Mairan (M43), in realtà direttamente connesso con la Nebulosa di Orione, e a nord, NGC 1977, una nebulosa a riflessione illuminata dalla stella 42 Orionis.

M 73 un asterismo nell’Acquario

M 73 (conosciuto anche come NGC 6994 o GC 4617) è un gruppo di quattro stelle molto ravvicinate, nella costellazione dell’Acquario. Si tratta di un asterismo di quattro stelle. Un asterismo è un raggruppamento di stelle causato dall’effetto della prospettiva. Si trova nell’estremità occidentale della costellazione, 1.5° ad est di un altro oggetto Messier (tra i più insignificanti), M72; si individua con un binocolo 10×50 in nottate limpide e con l’oggetto moderatamente alto sull’orizzonte, in cui si mostra come un piccolo raggruppamento di quattro o cinque stelline. Un telescopio di piccola potenza è sufficiente per capire appena la natura dell’oggetto, che si limita a quelle quattro stelle visibili anche al binocolo. M73 può essere osservato con discreta facilità da tutte le aree popolate della Terra, grazie al fatto che è situata a una declinazione non eccessivamente australe: soltanto in alcune aree del Nord Europa e del Canada, oltre il circolo polare artico, la sua visibilità può risultare difficoltosa, mentre nell’Europa centrale appare già discretamente alto; dall’emisfero sud l’ammasso è ben visibile alto nelle notti dell’inverno australe e nella sua fascia tropicale può vedersi perfettamente allo zenit. Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra luglio e novembre. Fu scoperto da Charles Messier il 4 ottobre del 1780 che lo descrive così: “Gruppo di tre o quattro stelle, che ad un primo sguardo potrebbe essere scambiato per una nebulosa, dato che contiene una lievissima nebulosità; quest’oggetto è situato sullo stesso parallelo del precedente (M 72); la sua posizione è stata determinata”. M73 a volte è stato trattato come un potenziale ammasso aperto poco popolato, che consiste di stelle che sono fisicamente associate nello spazio così come nel cielo. La questione se queste stelle fossero un asterismo o un ammasso aperto, ha generato un piccolo ma interessante dibattito. Nel 2000, L. P. Bassino, S. Waldhausen, and R. E. Martinez hanno pubblicato un’analisi dei colori e della luminosità delle stelle attorno a M73. La loro conclusione è che le quattro stelle centrali e le altre stelle vicine seguono un rapporto colore-luminosità che è seguito dalle stelle in un ammasso aperto (come si può notare in un diagramma Hertzsprung-Russell). Secondo questi studi, M73 era quindi un antico ammasso aperto che misurava 9 minuti d’arco. G. Carraro, tuttavia, ha pubblicato nel 2000 i risultato ottenuti da una analisi simile, concludendo che le stelle di quella regione non seguono nessun rapporto colore-luminosità. Per Carraro, quindi, M73 è un asterismo. Ad alimentare il dibattito, E. Bica e collaboratori, conclusero che le possibilità di un allineamento di quattro stelle luminose come appare al centro di M73 sia molto improbabile, e che quindi M73 rappresenti un probabile ammasso aperto. La controversia fu risolta nel 2002 quando M. Odenkirchen e C. Soubrian pubblicarono una analisi sulle sei stelle principali dell’ammasso, dimostrando che le sei stelle si trovano a distanze molto diverse dalla Terra e che si stanno muovendo in direzioni differenti. Di conseguenza, hanno concluso che le quattro stelle sono soltanto un asterismo.

Lo Stargate

Lo Stargate è un piccolo ma appariscente asterismo situato nella costellazione del Corvo, a breve distanza dal confine con la Vergine. Consiste di sei stelle ed è facilmente inquadrabile a bassi ingrandimenti tramite qualsiasi telescopio; la sua visibilità è inoltre garantita dal fatto di trovarsi vicino a uno degli oggetti più osservati e fotografati del cielo, la Galassia Sombrero. Le tre stelle più luminose formano un triangolo equilatero, mentre le tre stelle meno luminose si dispongono al centro formando un secondo triangolo orientato in maniera opposta al primo; la figura gometrica così creata ricorda il portale per l’iperspazio utilizzato nelle serie TV di Buck Rogers.

Il Grande Uncino dello Scorpione

Molti lo chiamano l’asterismo del Grande Uncino, ma da noi è conosciuto come la Testa dello Scorpione. L’asterismo è formato da un gruppo di stelle luminose facenti parte appunto della costellazione dello Scorpione. E’ visibile soprattutto nei mesi estivi. E infatti io l’ho potuto ammirare dal mio balcone proprio ieri sera.
Come dicevamo In Europa non è mai stato considerato come un asterismo a forma di uncino, essendo sempre stato conosciuto come la Testa dello Scorpione; il suo nome infatti deriva dalla tradizione Polinesiana, dove si riconosceva un uncino nel gruppo di stelle formato dalla rossa stella Antares e dall’arco di stelle azzurre visibili ad ovest, ossia le stelle Beta  Scorpii, Delta Scorpii e Pi Scorpii.
Delta Scorpii è una bella stella azzurra magnitudine 2,29.
Graffias, beta Scorpii, è una doppia in cui la componente primaria è pure una binaria spettroscopica; le componenti osservabili sono di seconda e quarta magnitudine e sono entrambe azzurre.
Una Stella per Amica

Il Vaso da Fiori

Nell’ultimo numero della rivista Orione (n.243 pagina 21), Piero Mazza si occupa della costellazione di Ercole ed in particolare di quell’asterismo trapezoidale comunemente noto come “Vaso da fiori”. La costellazione di Ercole è molto vasta (1225 gradi quadrati).
L’ammasso globulare M 13 è uno dei pochi oggetti diffusi osservabili ad occhio nudo e sotto un cielo decoroso appare soltanto come una debole stellina leggermente sfocata.
Inquadrarlo è facile se si conosce con accuratezza la posizione, pari a 1/3 della distanza che separa la stella Eta dalla Zeta. In un binocolo vediamo subito che M 13 forma un angolo di circa 120° con due stelle equidistanti dall’ammasso in direzione est e SW: la prima è la SAO 65508, arancione di mag. 6,9, mentre la compagna è una stella bianca di mag. 6,4. Ma la bellezza di questo ammasso, la cui scoperta è stata fatta casualmente da E. Halley nel 1714 si manifesta osservandolo con un telescopio.
NGC 6207 è una galassia situata a poco meno di mezzo grado verso NNE dal centro di M 13.
La rubrica di Mazza è molto più approfondita e spiega come trovare molti altri oggetti ovviamente la consigliamo a tutti gli amanti del cielo!

Mizar, Alcor e Sidus Ludovicianum: “storico” asterismo nell’Orsa Maggiore

Fra Mizar e Alcor si trova una stella di 8a magnitudine, che forma con esse un triangolo schiacciato: questa debole stellina può fregiarsi addirittura di un nome altisonante: “Sidus Ludovicianum”.
Il 2 dicembre 1722, mentre osservava il cielo con il suo telescopio, Johann Georg Liebknecht (1679 – 1749), professore di teologia e matematica alla Università di Giesen in Germania, notò questa stella. E credendo di avere colto un lento moto proprio rispetto alle altre stelle, Liebknecht si convinse che era un nuovo pianeta e lo chiamò Sidus Ludovicianum (che vuol dire “Astro di Ludovico”) in onore del suo monarca, il Langravio Ludovico di Hessen-Darmstadt.
Al contrario di Galileo (che potè dedicare i satelliti di Giove a Cosimo de’ Medici) o di William Herschel (che dedicò la scoperta del pianeta Urano al re Giorgio lll di Inghilterra), Liebknecht non trasse molto profitto dalla sua presunta scoperta. Il suo scritto che la annunciava al mondo scientifico fu criticato duramente, e finì per essere considerato dai colleghi un autentico “nonsenso” astronomico.
Una Stella per Amica

Ricordi estivi nelle ghiacciate notti invernali

La Sedia da Spiaggia è un asterismo che si trova nella costellazione di Orione (A.R. 5h36m Dec. +9,6°). Questo gruppo di stelle compatto, situato intorno alla stella Lambda Orionis, nella testa di Orione è catalogato come ammasso Collinder 69. Tra due delle stelle più brillanti vi è una debole fila uniforme di tre stelle che sembrano formare una sedia da spiaggia rivolta verso nord. E dopo la sedia eccol’asterismo Ombrellone da Spiaggia nella costellazione del Toro (A.R. 5h32m Dec. +17°). Tra la parte più a nord di Orione e la stella Zeta Tauri c’è un gruppo irregolare di stelle che da corpo all’Ombrellone da Spiaggia.
Tratto da “Al binocolo di notte dalle città” di Hugh Bartlett Orione n.235 pagina 37

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