Il Catalogo Simeis e Simeis 147

Il Catalogo Simeis è un catalogo astronomico di nebulose a emissione; venne compilato nel 1955 dagli astronomi ucraini Gaze e Shajn presso l’Osservatorio Simeiz, nella penisola di Crimea, da cui il catalogo prende il nome. Il catalogo venne pubblicato nel Bulletin of the Crimean Astrophysical Observatory” (Izvestiya Krymskoi Astrofizicheskoi Observatorii) e conta 306 oggetti nebulosi situati principalmente nell’emisfero celeste boreale.
Gran parte delle nebulose di questo catalogo hanno anche altre denominazioni, in particolare nei cataloghi di Lynds e nel Catalogo Sharpless, compilati successivamente. Un certo numero di oggetti dell’originale Catalogo Simeis sono stati riconosciuti come di natura indefinita o persino non esistenti; il database SIMBAD indica 232 oggetti che hanno fra i riferimenti il Catalogo Simeis. Uno dei pochissimi oggetti ancora noti con la sigla di questo catalogo, nonostante riporti anche altre sigle, è Simeis 147, un grande resto di supernova visibile sul confine fra le costellazioni del Toro e dell’Auriga.
Simeis 147 (nota anche come Sh2-240) è un celebre resto di supernova visibile nella costellazione del Toro, al confine con l’Auriga.
La nebulosa si presenta sotto forma di delicatissimi filamenti, più densi nel lato sud-orientale e molto più rarefatta in quello occidentale.; sono stati creati da un’antica supernova esplosa a circa 1470 parsec (4800 anni luce) dal Sole, sul Braccio di Perseo. Se le misure di distanza sono corrette, l’oggetto avrebbe una dimensione reale di ben 160 anni luce. La supernova sarebbe esplosa circa 40.000 anni fa, lasciando verso l’angolo meridionale dell’oggetto una pulsar; la stella che ha originato quest’oggetto probabilmente era una membro dell’associazione Auriga OB1 ed era quindi legata all’ammasso aperto M36, dal quale sarebbe sfuggito prima di terminare il suo ciclo vitale.
Stime precedenti sulla sua distanza avevano fornito un valore di 800 parsec (circa 2600 anni luce), collocandolo così all’interno del Braccio di Orione.
Quest’oggetto costituisce una vera sfida per gli astrofili: essendo una delle nebulose più deboli del cielo, in un piccolo telescopio non si vede affatto, mentre può iniziare ad intravedersi qualche sua parte in uno strumento semi-professionale. Le foto a lunga posa o il CCD possono invece rivelare quasi tutte le sue caratteristiche. La sua posizione in cielo è invece molto facile da individuare, trovandosi infatti circa quattro gradi a sud-est della stella β Tauri, o anche cinque gradi a nord della ζ Tauri.
Se vuoi approfondire leggi l’articolo Cieli nascosti, cieli che cambiano su Orione numero 260 pagina 54

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