Venere, Marte e Giove

Nel corso di questo mese di novembre sarà quasi impossibile osservare Mercurio. All’inizio del mese, quando sorge quasi un’ora prima del Sole, si può ancora tentare di scorgerlo tra le luci dell’alba sull’orizzonte orientale. Nei giorni successivi Mercurio si avvicina al Sole, fino alla congiunzione del 17 novembre. Il pianeta ricompare nel cielo serale, ma per diversi giorni sarà ancora molto basso sull’orizzonte, invisibile nella luce del tramonto. Prosegue il periodo di ottima osservabilità mattutina.

Venere sorge quasi 4 ore prima del Sole. Proprio il 1° novembre si registra il massimo anticipo dell’orario del sorgere di Venere rispetto al Sole: 3 ore e 57 minuti. Quando il cielo si rischiara per la luce dell’alba Venere è già molto alto sull’orizzonte di Sud-Est. Venere lascia la costellazione del Leone e dal 3 novembre inizia ad attraversare la Vergine.

Marte si può osservare al mattino presto, sull’orizzonte orientale. Le condizioni di osservabilità del pianeta rosso sono simili a quelle di Venere, con il quale si trova in congiunzione il giorno 3. Marte il 2 novembre attraversa il limite tra Leone e Vergine. Mentre Venere attraversa rapidamente la Vergine, Marte si sposta più lentamente, rimanendo nella parte alta della costellazione. Lo si può quindi osservare più a lungo e più alto sull’orizzonte, prima del sorgere del Sole.

Dei tre pianeti che caratterizzano la volta celeste nelle ore che precedono il sorgere del Sole, Giove è quello più alto sull’orizzonte. Sorge per primo e lo si può individuare facilmente. Nei giorni che seguono la congiunzione Marte – Venere (il 3 novembre), si può osservare il terzetto di pianeti allineati, con Venere, il più luminoso, più basso sull’orizzonte, il pianeta rosso in posizione intermedia e Giove, rimasto ancora nella costellazione del Leone, in posizione più elevata. Al comparire delle luci dell’alba Giove è ben visibile a Sud-Est.

Questo mese Saturno termina il lungo periodo di presenza nei cieli serali. Il pianeta all’inizio del mese è estremamente basso sull’orizzonte occidentale, tramonta poco dopo il Sole ed è difficile individuarlo nella luce del crepuscolo. Il 29 novembre Saturno si trova in congiunzione con il Sole, pertanto è del tutto inosservabile. Verso la fine dell’anno ricomparirà al mattino presto. Saturno si trova nella costellazione dello Scorpione.

Urano si è trovato in opposizione al Sole il mese scorso, condizione che lo rende ancora osservabile per quasi tutta la notte. E’ quindi possibili individuarlo e seguirlo agevolmente mentre, nel corso della prima parte della notte, si eleva fino a culminare a Sud. Essendo la luminosità del pianeta al limite della capacità di percezione dell’occhio umano, è consigliabile l’osservazione attraverso un telescopio. Il pianeta si sposta lentamente con moto retrogrado nella costellazione dai Pesci.

Nettuno è osservabile solo nel corso della prima parte della notte. L’intervallo di tempo a disposizione per osservarlo si riduce progressivamente nel corso del mese. Nella prime ore della sera lo si può osservare a Sud-Ovest, ma avvicinandosi alla mezzanotte si trova ormai molto basso sull’orizzonte.  L’osservazione va effettuata con l’ausilio del telescopio: la luminosità del pianeta è infatti inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo. Nettuno si muove lentamente con moto retrogrado fino al 18 novembre, giorno in cui inverte la marcia e torna a muoversi con moto diretto. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere ancora a lungo, fino all’anno 2022.

Congiunzioni

La lunga serie di congiunzioni mattutine dello scorso mese di ottobre prosegue anche in questo mese di novembre con una bella congiunzione stretta tra i pianeti Venere e Marte (la distanza angolareè inferiore a 1 grado). Lacongiunzione è osservabile al mattino presto del 3 novembre. I due pianeti si trovano nella costellazione della Vergine, dove sono appena entrati lasciando la costellazione del Leone. Un quartetto di astri illumina il cielo del mattino. La falce di Luna calante si avvicina ai tre pianeti protagonisti del cielo prima dell’alba. Il primo incontro si verifica il 6 novembre tra la Luna e Giove, nella costellazione del Leone. Il 7 novembre la Luna fa il suo ingresso nella costellazione della Vergine, dove si può ammirare la congiunzione con Marte e Venere. Poco più in alto si osserva Giove, nel Leone. Saturno, nella costellazione dello Scorpione, saluta i cieli della sera. Il 13 novembre tramonta, ormai quasi indistinguibile nella luce del crepuscolo, prima della sottilissima falce di Luna crescente.

Sciami meteorici

Dal 5 al 12 novembre sarà possibile osservare lo sciame meteorico delle Tauridi, sciame generato dal passaggio orbitale terrestre sui residui della cometa Encke. Come suggerisce il nome, il radiante dello sciame proviene dalla costellazione del Toro. Le Tauridi non sono numerose (circa 5 per ora), ma hanno la caratteristica di avere quasi sempre un intenso colore arancio e una lentezza fuori dal comune. Quest’anno l’osservazione della componente meridionale risulterà disturbata dal chiarore della Luna nella seconda parte della notte, quella settentrionale sarà invece interamente favorevole. Nel periodo compreso tra 16 e 18 novembre si verificherà la massima attività dello sciame meteorico delle Leonidi, una pioggia di “stelle cadenti” analoga a quella più nota del 12 agosto. Lo sciame meteorico delle Leonidi è prodotto dai minuscoli residui di una cometa periodica, la Tempel-Tuttle. Tali frammenti sono raccolti in una grande e rarefatta nube che viene attraversata ogni anno dalla Terra nella prima quindicina di novembre. L’osservazione quest’anno sarà tutto sommato favorevole, dato che la Luna sarà assente nei momenti in cui il radiante, vicino alla stella gamma Leonidi, sarà sopra l’orizzonte. Il massimo annuale è atteso quest’anno nella serata del 17 novembre, proprio quando l’area radiante sorgerà a est dall’orizzonte.
Astronomia.com

Una visione d’insieme del Sistema Solare

Il Sistema Solare è formato da quell’insieme di corpi che sono legati gravitazionalmente al Sole, Per evitare fraintendimenti è bene vedere esattamente la definizione di pianeta, pianeta nano e corpo minore così come stabilite il 24 agosto 2006 dalla XXVI assemblea generale dell’Unione Astronomica Internazionale tenutasi a Praga. Per poter essere definito pianeta, un corpo celeste del Sistema Solare deve possedere queste proprietà: deve essere in orbita attorno al Sole; deve avere una massa tale da essere in equilibrio idrostatico (la gravità domina la forma); ha “spazzato” via dalla propria orbita corpi di dimensione simile.

I corpi che rispettano solo i punti 1 e 2 sono i pianeti nani, mentre quelli che rispettano solo il punto 1 sono corpi minori.
Attorno al Sole orbitano otto pianeti conosciuti con i loro satelliti, alcuni pianeti nani (Cerere, Plutone, Haumea, Makemake ed Eris), qualche migliaio di comete, centinaia di migliaia di asteroidi, un’innumerevole quantità di granelli di polvere interplanetaria e atomi o ioni sparsi del vento solare. Collettivamente comete e asteroidi compongono la popolazione dei corpi minori del Sistema Solare.
Le orbite dei pianeti, come scoprì l’astronomo e matematico tedesco J. Kepler nel 1609, sono delle ellissi a piccola eccentricità (di cui il Sole occupa uno dei due fuochi), che non si discostano di molto, al più qualche grado, dal piano dell’orbita terrestre (noto come piano dell’eclittica).
Tratto da “Un cielo pieno di comete” di Albino Carbognani pagina 16

La Terra, com’era

In nessun posto si era al sicuro, in nessun posto sulla Terra. O almeno, questo è ciò che si aveva qualche miliardo di anni fa, durante l’eone Adeano: il periodo che iniziò circa 4600 milioni di anni fa, terminando poi intorno ai 4000 milioni di anni fa, con il passaggio all’Archeano. Non deve essere stato un periodo facile: il Sistema Solare all’epoca assomigliava più ad una pericolosa galleria di tiro per grandi rocce e pezzi di ghiaccio vaganti, che ad un ambiente tranquillo, potenziale culla per il fiorire di forme viventi. La pioggia continua di devastazione a cui era soggetto il nostro pianeta, oltre a cancellare impietosamente tutta la storia geologica più antica dalla superficie del nostro pianeta, aveva creato un ambiente desolato, senza ancora alcun segnale della distribuzione delle terre così come noi oggi la conosciamo. Chiaro che in tale situazione era molto difficile per ogni forma di vita puntare alla semplice sopravvivenza, fatta magari eccezione soltanto per i più “intrepidi”, come i batteri capaci di sopravvivere alle temperature più elevate. La situazione era veramente dura. Perfino gli oceani che si fossero formati in questo periodo, sarebbero evaporati dopo impatti particolarmente pesanti, per poi magari riformarsi di nuovo. Insomma un ambiente inquieto, in perenne mutamento. Decisamente diverso da quello a cui siamo abituati. L’illustrazione che appare su APOD di oggi mostra come sarebbe potuta sembrare la Terra durante questa epoca: notate le diffuse evidenze di impatto sparse su tutta la superficie, e le striature luminose di lava calda, visibili anche di notte.  Soltanto dopo un miliardo di anni, in un Sistema Solare decisamente più tranquillo, si sarebbe formato il primo supercontinente.  Così, in questa maniera turbolenta ed inquieta, una storia iniziava, una storia di un pianeta come tanti, forse, ma che avrebbe ospitato una forma di vita in grado di interrogarsi sul destino ed il significato dello stesso Universo nel quale viveva. Prima, però, c’era bisogno di una lunga preparazione.  E’ così: dopotutto, la fretta è una invenzione tutta nostra. Non serve, per l’Universo.
Marco Castellani (GruppoLocale)

Solstizio d’estate

Ecco alcune informazioni sul cielo del mese di giugno 2014.

Sole

Si trova nella costellazione del Toro fino al giorno 21, quando passa nella costellazione dei Gemelli.

  • 1 giugno: il sole sorge alle 5.39; tramonta alle 20.41
  • 15 giugno: il sole sorge alle 5.36; tramonta alle 20.49
  • 30 giugno: il sole sorge alle 5.40; tramonta alle 20.52

(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).

Gli orari sono espressi in Ora Legale Estiva, pari ad un’ora in più rispetto all’Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale)

21 giugno: Solstizio d’Estate 

Quest’anno il solstizio cade il 21 giugno, precisamente alle 10,51 TU. (TU = Tempo Universale, corrispondente all’ora del fuso orario di Greenwich).
L’orario, espresso nell’ora legale estiva attualmente vigente (TU + 2 h), corrisponde alle ore 12,51.
Nel giorno più lungo dell’anno il sole sorge alle 5.36 e tramonta alle 20.51.
Il giorno dura 15 ore e 15 minuti.
Al mezzogiorno dell’Ora Solare (ovvero alle una dell’Ora Legale attualmente in vigore) il Sole raggiunge il punto di massima elevazione sull’orizzonte.
L’altezza raggiunta dal Sole dipende dalla latitudine: a Roma al culmine arriva a circa 71° 30′. A Milano l’altezza massima è 68° (3° 30′ più basso rispetto a Roma), a Palermo invece supera i 75°.

Le fasi lunari

Il 5 giugno 2014: Primo Quarto; il 13 giugno 2014 Luna Piena; il 19 giugno 2014 Ultimo Quarto: il 27 giugno 2014 Luna Nuova.

I pianeti

Mercurio: all’inizio del mese si conclude il periodo di osservabilità ottimale che aveva caratterizzato il precedente mese di maggio. Nei primi giorni di giugno si potrà ancora osservare il pianeta sull’orizzonte occidentale, dove tramonta quasi un’ora e mezza dopo il Sole. Nel volgere di pochi giorni Mercurio si avvicina sensibilmente al Sole, diventando ben presto inosservabile. Il 20 giugno si verifica la congiunzione con il Sole. A fine mese Mercurio ricompare al mattino, molto basso sull’orizzonte orientale, difficilmente distinguibile tra le luci dell’alba. 

Venere: non si registrano significative variazioni delle condizioni di osservabilità del pianeta rispetto ai due mesi precedenti. Il mese è caratterizzato solo da un leggero prolungamento del tempo a disposizione per osservare il pianeta. A fine giugno infatti Venere sorge quasi due ore prima del Sole. Lo si può quindi ammirare al mattino presto sull’orizzonte ad Est. Venere attraversa per intero la costellazione dell’Ariete, dove era entrato alla fine di maggio, e il giorno 18 fa il suo ingresso nel Toro.

Marte: all’inizio del mese poco dopo il tramonto del Sole Marte si trova al culmine in direzione Sud. Con il passare dei giorni al calare dell’oscurità lo si può osservare man mano sempre più spostato verso Sud-Ovest e ad una altezza inferiore sulla volta celeste. Continua pertanto ad anticipare l’orario del proprio tramonto e le ore a disposizione per osservarlo diminuiscono. Il pianeta rosso si muove di moto diretto nella costellazione della Vergine, avvicinandosi alla stella Spica.

Giove: giunge a conclusione il lungo periodo di osservabilità serale del pianeta gigante. Per alcuni giorni è ancora possibile individuarlo ad occidente, tra le luci del crepuscolo serale, ma fine mese è ormai troppo basso sull’orizzonte per poterlo osservare. Giove conclude il mese ancora nella costellazione dei Gemelli, vicino al limite con il Cancro.

Saturno: dopo il tramonto del Sole lo si può individuare facilmente, a Sud-Sud-Est all’inizio del mese, poi a Sud a fine giugno. Nelle ore seguenti e per tutta la prima parte della notte lo si può seguire a Sud-Ovest. Le condizioni sono quindi ancora ottimali e per osservarlo, ammirando, per chi ha la possibilità di utilizzare un telescopio, i suoi splendidi anelli. Il pianeta di trova ancora nella costellazione della Bilancia, dove rimane per tutto l’anno.

Urano: lo si può cercare al mattino presto, a Sud-Est, dove, a metà mese, sorge circa un’ora e mezza prima di Venere. Il pianeta si eleva sempre di più sull’orizzonte: lo si può quindi seguire per alcune ore, fino a che le luci dell’alba lo rendono inosservabile. La luminosità di Urano è al limite della visibilità occhio nudo e per poterlo individuare è comunque necessario l’uso di un telescopio. Il pianeta rimane ancora nella parte centrale della costellazione dai Pesci.

Nettuno: il pianeta è osservabile nelle ore che precedono il sorgere del Sole. Nel corso del mese l’orario in cui sorge anticipa sempre più. A fine luglio sorge intorno alla mezzanotte. Nettuno diventa quindi osservabile per tutta la seconda parte della notte. E’ tuttavia indispensabile l’uso del telescopio per poter individuare Nettuno, la cui luminosità è inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022.

Plutone la IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare. Plutone è ormai prossimo all’opposizione. A fine mese diventa quindi osservabile praticamente per tutta la notte. Data la luminosità molto bassa del pianeta, è sempre indispensabile l’ausilio di un telescopio di adeguata potenza per tentarne l’osservazione. Plutone è destinato a rimanere nella costellazione del Sagittario ancora per molti anni, fino al 2023.

Congiunzioni

Luna – Giove: il mese inizia con l’incontro ravvicinato, la sera del 1° giugno, tra la falce di Luna crescente e il pianeta Giove. I due astri tramontano insieme nella costellazione dei Gemelli.

Luna – Marte : nelle notte tra il 7 e l’8 giugno si verifica la congiunzione tra la Luna, già oltre il Primo Quarto, e il pianeta Marte. Il fenomeno avviene nella costellazione della Vergine.

Luna – Saturno : il 10 giugno si può ammirare una bella congiunzione stretta tra la Luna e Saturno, nella costellazione della Bilancia.

Luna – Pleiadi – Venere: il sorgere del Sole del 24 giugno è preceduto dall’apparizione sull’orizzonte orientale di Venere accompagnato dalle Pleiadi e da una sottile falce di Luna calante, nella costellazione del Toro.

Luna – Giove: : sfida ai limiti delle possibilità osservative. Osservando il sottilissimo falcetto lunare, a soli due giorni dalla Luna Nuova, sarà possibile scorgere per l’ultima volta Giove, ormai confuso nella luce del crepuscolo serale? Giove si trova nella costellazione dei Gemelli, mentre la Luna ha già raggiunto quella del Cancro.

Costellazioni

In tarda serata sarà possibile vedere sull’orizzonte a Sud-Est la costellazione dello Scorpione: ha un disegno inconfondibile, con le tre stelle a destra, quasi allineate in verticale, che rappresentano le chele dell’animale.
Spostandoci a sinistra, troviamo la brillante Antares, una supergigante rossa. La costellazione prosegue con le stelle che ne rappresentano il resto del corpo e la lunga coda, che termina con il pungiglione. Notiamo subito una particolarità delle costellazioni zodiacali estive: esse sono molto più basse sull’orizzonte rispetto a quelle invernali.
Mentre nei mesi invernali i Gemelli sfioravano quasi lo Zenit (*) sopra le nostre teste, è invece una sfida per gli osservatori del cielo il riuscire a scorgere tutte le stelle dello Scorpione, così basse da essere spesso in parte nascoste dai rilievi all’orizzonte o dalle foschie serali. L’ideale è osservarlo nelle notti chiare, sul mare, verso Sud, intorno alla mezzanotte.
Rimanendo lungo lo Zodiaco, potremo riconoscere più a destra la Bilancia (l’unico oggetto inanimato delle 12 costellazioni dello zodiaco), mentre alla sua sinistra sorgerà il Sagittario.
A Ovest potremo invece osservare in successione il lento tramontare delle grandi costellazioni del Leone e della Vergine. Un discorso a parte lo merita l’Ofiuco, un’estesa costellazione situata sopra lo Scorpione; nonostante le dimensioni è poco spettacolare a causa dell’assenza di stelle particolarmente luminose. Tuttavia l’Ofiuco gode di una certa notorietà per il suo ruolo di “tredicesima costellazione zodiacale”: si tratta di un dettaglio ben noto ad astronomi ed astrofili; semplicemente lo Scorpione si trova in gran parte al di sotto dell’Eclittica (**), per cui il Sole, una volta sfiorato la parte superiore della costellazione, prosegue il suo cammino nell’Ofiuco, che quindi risulta essere la 13a costellazione a trovarsi sul suo cammino lungo lo Zodiaco.
Allontanandoci dall’eclittica, alte nel cielo notiamo le due stelle più brillanti del cielo estivo: la più occidentale è Arturo, nella costellazione del Bootes. Più a oriente troviamo Vega. Questo astro fa parte della piccola costellazione della Lira, che insieme al Cigno e all’Aquila forma un ampio triangolo che occupa la porzione più elevata della volta celeste per tutto il periodo estivo.
Il cielo settentrionale è, come sempre, caratterizzato dalle due Orse. Volgendo lo sguardo verso la Stella Polare che nell’Orsa Minore ci indica la direzione del Nord, vedremo l’Orsa Maggiore dominare il cielo a Nord-Ovest.  Dalla parte opposta rispetto alla Stella Polare, a Nord-Est, possiamo riconoscere Cassiopea e Cefeo.

Meteore

In giugno godiamo di poche ore di oscurità al di fuori dei crepuscoli astronomici, per cui c’è poco tempo da dedicare all’osservazione. Per di più il numero delle stelle cadenti è tra i più bassi dell’anno. Non ci sono sciami considerevoli, ma solamente correnti minori, a volte poco attive. Molti di questi radianti sono posizionati sul piano eclitticale, in un raggruppamento diffuso che, specie dalle costellazioni dello Scorpione e Sagittario, si mostra con poche meteore, lente e per lo più di debole luminosità, inframmezzate da occasionali meteore brillanti. Dopo il novilunio del 28 maggio nei primi giorni del mese, data l’assenza del disturbo della Luna, si potrà seguire soprattutto la attività delle omega e chi Scorpidi (max 3 e 5 giugno), due componenti della stessa corrente che spesso producono meteore brillanti, e delle tau Erculidi (max 3 giugno), originate dalla cometa Schwassmann-Wachmann 3, le quali potrebbero risultare secondo alcuni in aumento nel numero rispetto ai passati anni. Dopo la metà del mese, specie nella seconda parte della notte, si potranno studiare le meteore che sembrano provenire dalle regioni del Dragone e della Lira. Qui sono presenti due interessanti radianti distanti una ventina di gradi, ritenuti da molti in qualche modo collegati tra loro, quello delle Liridi, originato dalla cometa 1915 Mellish, e quello delle xi Draconidi, che negli anni ha mostrato degli improvvisi e brevi exploit di meteore. La letteratura indica che le Liridi furono scoperte nel 1966, ma in realtà esistono testimonianze di questo radiante già nelle osservazioni italiane di metà dell’800. La loro frequenza è variabile secondo la posizione della cometa che le origina. La notte del 16/17 giugno di probabile maggiore attività di entrambe le correnti, la Luna lascierà un’ampia finestra osservativa utile dalla fine del crepuscolo serale a oltre le 2h, dopo di che questa rimarrà comunque alquanto bassa sull’orizzonte e lontana dai radianti. Sempre nel medesimo periodo tra l’Aquila e l’Ofiuco è attivo pure il radiante diffuso delle Aquilidi (max 17 giugno), che alterna periodi di blanda attività a momenti di frequenza più sostenuta. Anche in questo caso l’osservazione favorevole di questo sciame sarà possibile quest’anno nella prima parte della notte. A fine mese intorno al 27/28 giugno sarà d’obbligo controllare l’attività irregolare delle Bootidi, che nel 1998 dopo decenni di inattività hanno mostrato un’inattesa ed eccitante apparizione (oltre 100 meteore/hr), causata dal passaggio della Terra in una nube di residui della cometa Pons-Winnecke [2]. Quest’anno si potranno osservare favorevolmente per tutta la notte, già dalla fine del crepuscolo serale, quando il radiante sarà più alto sopra l’orizzonte.

Comete

Nel mese che si apre all’estate tutti gli sguardi degli appassionati saranno rivolti alla C/2012 K1 PanSTARRS, per verificare se la sua crescita luminosa proseguirà costante e sicura come fin qui è avvenuto. A luglio la prederemo nel tramonto, ma la ritroveremo alle porte dell’autunno, si spera trasformata in tutt’altro oggetto celeste. Intanto arrivano buone notizie dalla C/2014 E2 Jacques, invisibile questo mese ma che nel prossimo darà il cambio alla PanSTARRS, ricomparendo all’alba dopo il passaggio al perielio. Dato l’ andamento sorprendente registrato nei mesi scorsi, la sua curva di luce è stata rivista al rialzo. Le nuove previsioni formulate dal noto esperto Seiichi Yoshida indicano una luminosità picco che potrebbe sfiorare la quarta magnitudine. Speriamo che Yoshida abbia ragione…

C/2012 K1 PanSTARRS

In giugno, come già ricordato in premessa, terminerà momentaneamente il periodo di visibilità della PanSTARRS. A inizio mese la troveremo infatti ancora piuttosto alta in cielo tra le stelle dell’Orsa Maggiore ma in seguito, transitando per il Leone Minore e per quello…”maggiore”, si abbasserà sempre di più, tanto che a fine periodo, all’inizio della brevissima notte astronomica, per le regioni settentrionali del nostro paese risulterà alta solo pochi gradi. Per il centro ma soprattutto il sud Italia ci sarà invece la possibilità di seguirla ancora per qualche giorno in luglio, pur in condizioni sempre più critiche. Poi si tufferà tra la luce del Sole, andando incontro al perielio previsto per fine agosto. Ricomparirà in settembre ma solo ad ottobre, passando alla minima distanza l nostro pianeta, dovrebbe toccare la massima brillantezza. In quel periodo speriamo si spera di poterla scorgere ad occhio nudo. Nella sua corsa mensile, Il 2 giugno passerà a meno di mezzo grado dalla galassia NGC 3319. In seguito incontrerà alcune altre galassie transitando a distanze maggiori. La sua luminosità dovrebbe crescere oltre l’ottava magnitudine a fine mese.

Tratto dal sito UAI  Unione Astrofili Italiani dove è possibile trovare mappe e ulteriori informazioni

 

Un Presepe anche a febbraio

Natale è già passato da più di un mese ma anche a febbraio, per chi vuole, c’è un Presepe da vedere. Quello di cui stiamo parlando è un ammasso stellare aperto e si può scorgere, tempo permettendo, nei cieli serali di queste settimane, alto verso sud in direzione della costellazione del Cancro. Conosciuto già in tempi antichissimi, per i Greci e i Romani rappresentava una mangiatoia, da cui appunto il suo nome latino. A questa mangiatoia celeste si sfamavano due asini, rappresentati da due stelle nel cuore della costellazione del Cancro. Ad occhio nudo il Presepe appare come una piccola area nebulosa leggermente illuminata, ma già con un binocolo si riescono a risolvere alcune decine di stelle, proprio come fece nel 1609 Galileo Galilei, che compì la prima osservazione telescopica di questo ammasso aperto che di stelle, in realtà, ne conta oltre mille. Recenti studi hanno confermato altre caratteristiche di questo oggetto celeste: la sua distanza pari a circa 600 anni luce, che lo rende uno dei più vicini alla Terra, e la sua massa complessiva, stimata in 500-600 volte quella del nostro Sole. Le stelle che lo compongono, nate tutte da una stessa nube di gas circa 600 milioni di anni fa, sono piuttosto variegate anche se la maggior parte di esse possiede masse più piccole o circa uguali a quella del Sole. I consigli per osservare agevolmente l’ammasso stellare del Presepe (anche noto come M 44 o NGC 2632) insieme alle costellazioni, ai pianeti e agli altri fenomeni celesti visibili nel cielo del mese di gennaio potete trovarli nel video su Media Inaf.
di Marco Galliani (INAF)

Scenari notturni nel cielo di agosto: costellazioni, pianeti ed eventi celesti

Il cielo alle ore 23.00
Il cielo di agosto saluta le stelle primaverili: il Leone e la Vergine sono già scomparsi in prima serata dietro l’orizzonte ovest, mentre restano osservabili Arturo, nel Contadino e stelle più brillante dell’intero emisfero boreale, seguita dalla costellazione della Corona Boreale di Gemma.
Anche la Bilancia è prossima a sparire dietro l’orizzonte ovest, mentre più in alto e spostandoci un po’ più verso sud è ancora possibile fare un viaggio tra gli oggetti di Messier contenuti nella costellazione dell’Ofiuco, che separa in due il Serpente della bellissima nebulosa M16, la Nebulosa Aquila.
Salutiamo allora queste costellazioni, con la consapevolezza che potremmo ritrovarle ancora per un po’ a settembre e sicuramente il prossimo anno, e concentriamoci sul resto del cielo.
Sull’orizzonte Nord è possibile osservare una Orsa Maggiore molto bassa verso Nord-Ovest, da contrappeso ad una Cassiopea che invece si alza sull’orizzonte di Nord-Est cambiando gradatamente la sua forma a doppiavvù, tipica della primavera, con la forma capovolta ad “emme”, tipica autunnale.
Tra di loro, come sempre rintracciabile ad una altezza pari alla latitudine del luogo di osservazione, la stella Polare nell’Orsa Minore.
Oltre a queste costellazioni, occhio di riguardo per il Cefeo, molto alto sull’orizzonte alle nostre latitudini, ed alla Lucertola, ancora più alta e spostata verso est.
Il Drago occupa la zona sovrastante l’Orsa Maggiore ma è una costellazione molto spenta, mentre sottoCassiopea c’è la Giraffa. In prima serata, sull’orizzonte di Nord Est, sarà possibile veder sorgere la costellazione del Perseo, con la stella Mirphak in avanscoperta, preceduta da uno degli oggetti più belli del profondo cielo, il Doppio Ammasso del Perseo. Incredibile la sua osservazione all’interno di un binocolo a largo campo.
Le costellazioni che passano in meridiano in prima serata sono le costellazioni tipicamente estive: ilTriangolo Estivo la fa da padrone, dominando il cielo con le stelle Vega nella Lira, Altair nell’Aquila e Deneb nel Cigno. La parte bassa del cielo è piena di stelle brillanti, appartenenti alle costellazioni poste in piena Via Lattea come lo Scorpione ed il Sagittario. Lo Scorpione è una delle costellazioni la cui forma ricorda davvero il suo nome: Shaula ne rappresenta la coda, Antares il cuore, mentre testa e zampe anteriori sono rappresentate da Grafias, Dschubba e eta Scorpii.
Appena verso sud c’è la confusa costellazione del Sagittario di Nunki e delle tre stelle in verticale chiamate Kaus, partendo dalla Kaus Borealis, passando per Kaus Media e terminando con Kaus Australis. Chi è dotato di una strumentazione è costretto a fare un giro nel Sagittario, alla scoperta di zone di cielo tra le più belle. I consigli vanno per le nebulose Trifida e Laguna, quasi al confine con l’Ofiuco.
Un buon occhio riesce a scorgere, molto bassa all’orizzonte e proprio sotto al Sagittario, la debole costellazione della CoronaAustrale.
Oltre al Triangolo Estivo ed alla zona del centro galattico, tuttavia, ci sono altre costellazioni molto interessanti, sebbene minori: è così che bassa verso sud-est brilla la stella Fomalhaut, nel Pesce Australe, e – soprattutto – che ad est si affaccia la grande costellazione di Pegaso, riconoscibile dal suo gigantesco quadrato dato dalle stelle Algenib, Markab, Scheat e, sebbene in Andromeda, Alpheratz.
Tra il Triangolo Estivo e Pegaso il cielo offre una serie di costellazioni piccole ma bellissime come la Volpetta, che ospita la bellissima nebulosa ad anello (M27), il Delfino delle stelle Sualocin e Rotanev, ed il Cavalluccio.
Appena più sotto, una zona di cielo relativamente spenta, è occupata dalle deboli costellazioni di Acquario e Capricorno: all’interno dell’Acquario ci sono due degli ammassi globulari più visibili del cielo come M2 e M72, mentre il terzo è visibile nel Capricorno ed è M30. L’ammasso globulare più bello, ovviamente, è M15, nella costellazione di Pegaso, quasi al confine con la costellazione del Cavalluccio.
Il cielo di prima serata è completato dalle costellazioni che stanno sorgendo: alle ore 23 è infatti possibile trovare verso est la costellazione di Andromeda, già abbastanza alta a partire dalla famosa galassia M31, e la vicina costellazione Triangolo, anch’essa famosa per la omonima galassia al confine con la costellazione dei Pesci. Proprio i Pesci ospitano la zona più bassa dell’orizzonte Est, ma si tratta di una delle costellazioni più povere di tutto il cielo nonostante la sua estensione.
Il cielo alle ore 02.00
Alle due di notte, orario molto accessibile nel mese di agosto, il cielo è cambiato di poco rispetto a quello della prima serata, sebbene i movimenti della sfera celeste siano continuati. Così, verso Ovest stiamo ormai perdendo anche la Corona Boreale e l’Ofiuco, mentre Scorpione e Sagittario sono ormai persi dietro l’orizzonte di sud-ovest. Anche il Triangolo Estivo si è un po’ abbassato, ma rimane sempre decisamente visibile a metà cieo con tutte e tre le sue componenti. A metà cielo è possibile ammirare la costellazione di Ercole, proprio sopra la Corona Boreale.
Nell’orizzonte Nord l’Orsa Maggiore tocca il suo punto di minima altezza a vantaggio di Cassiopea che ora si contende lo zenith con Lucertola e Cefeo, mentre al meridiano passano le costellazioni di Acquario e Pegaso, con il Pesce Australe molto più in basso e disperso tra le costellazioni australi di Scultore e Microscopio.
Tra est e sud non c’è un grandissimo cielo: le zone più ampie sono infatti coperte da costellazioni debolissime come i Pesci e la Balena. In quest’ultima è possibile vedere l’unica stella di nota, Diphda, una vera luce nel deserto. Dal momento che le cose stanno così, tuttavia, è preferibile indirizzare lo sguardo verso l’orizzonte di Nord-Est, dove dominano la costellazione di Andromeda e del Perseo. A quest’ora la galassia M31 è ormai ad una altezza che offre l’opportunità di osservarla moltobene, così come la vicina galassia del Triangolo, ma lo spettacolo migliore è il Doppio Ammasso del Perseo, ora alto in cielo e posto proprio sotto la costellazione di Cassiopea.
L’Ariete si è alzata in cielo, ma non è una delle costellazioni migliori. Le migliori stanno però sorgendo, se è verso che a Nord Est è ora visibile Capella, nell’Auriga, mentre ad Est è comparsa Aldebaran, preceduta dalle Pleiadi, nella costellazione del Toro.
Il cielo alle ore 05.00
Poco prima dell’alba c’è un cielo bellissimo, ma anche un po’ di tristezza dal momento che siamo in piena estate e vedere stelle autunnali o addirittura invernali può farci pensare alle ferie che terminano.
Ad ovest stiamo perdendo il Triangolo Estivo: il Cigno ora somiglia più ad una Croce e questo ci fa capire anche il motivo per il quale viene definito spesso anche Croce del Nord. Vega è molto bassa mentre Altair è prossima al tramonto.
Sul lato Nord, l’Orsa Maggiore e Cassiopea continuano ad inseguirsi: stavolta la prima sale a nord est e la seconda sta per iniziare la discesa verso nord-ovest.
L’orizzonte Sud ci apparirà desolatamente vuoto, con le uniche note di colore rappresentate da deboli costellazioni australi come la Fornace e la Fenice, quasi tramontata.
Le vere novità ci sono ad est: a parte il Perseo e l’Auriga, visibili come Andromeda in zone alte del cielo, la zona medio bassa è invasa dal cielo autunnale-invernale: il Toro è a metà cielo, ma sotto di esso ci sono la brillantissima costellazione di Orione ed il suo seguito, dato dai Gemelli verso est, dal Cane Minore di Procione ancora più in basso e dalla Lepre ai piedi del Cacciatore. Sono ancora molto basse come costellazioni, ma le forme sono quelle ben famose. Osservazioni più profonde, tuttavia, le rimandiamo ancora di un paio di mesi e continuiamo a goderci le nostre ferie estive.
Gli eventi celesti
1/8/2013 ore 02:10 Congiunzione: Luna-Aldebaran: Luna 2,6° a nord della stella alfa del Toro. Massimo avvicinamento alle ore 16.09 ma per la migliore osservazione occorre anticipare al sorgere degli astri, intorno alle ore 02.1 4/8/2013 ore 03:50 Congiunzione: Luna-Giove-Marte: Prima dell’alba del 4 agosto, tre astri illuminano il lato est del cielo. Prima una congiunzione tra Luna e Giove, il cui massimo si verifica alle ore 00.03 quindi con gli oggetti ancora dietro l’orizzonte. Poi una congiunzione Luna-Marte, il cui massimo si verifica alle ore 14.20. 4 /8/2013 ore 03:00 Opposizione: Juno – Pianetino (3) Juno, di magnitudine 9, in opposizione eliaca nella costellazione dell’Acquari 05/8/2013 ore 09:44 Congiunzione: Luna-Mercurio: Luna 4°,7 a sud del pianeta Mercurio. Migliore visibilità alle ore 5.40 prima dell’alba. 6 /8/2013 ore 18:52 Librazione: Luna – Massima librazione lunare in latitudine 6 /8/2013 ore 22:00 Novilunio: Luna – Luna Nuova 10 /8/2013 ore 01:00 Minima magnitudine: Algol – Minima magnitudine per la stella Algol, ben osservabile 10/8/2013 ore 04:03 Congiunzione: Luna-Venere: Luna 5°,7 a sud del pianeta Venere. Migliore osservabilità alle ore 21.20 del giorno 9 agosto. 12/8/2013 ore 09:50 Congiunzione: Luna-Spica: Luna 13′ a nord della stella alfa della Vergine. Migliore osservabilità alle ore 20.40. 12 /8/2013 ore 10:50 Librazione: Luna – Massima librazione lunare in longitudine 12/8/2013 ore 20:10 Sciame meteorico: Perseidi: Massimo dello sciame meteorico delle Perseidi, con ZHR = 10 13/8/2013 ore 09:27 Congiunzione: Luna-Saturno: Luna 3°,2 a sud del pianeta Saturno. Migliore osservazione intorno alle ore 22.50 del giorno 12 14 /8/2013 ore 22:00 Primo Quarto: Luna – Luna al Primo Quarto. 16/8/2013 ore 18:00 Opposizione: Iris: Pianetino (7) Iris di magnitudine 7.9 in opposizione eliaca nell’Acquario 19 /8/2013 ore 23:40 Librazione: Luna – Massima librazione lunare in latitudine 20/8/2013 ore 23:04 Occultazione: Luna-46 Cap-47 Cap: La Luna occulta le stelle 46 e 47 della costellazione del Capricorno in rapida sequenza. L’evento ha inizio alle ore 23 circa e termina dopo un’ora.  21 /8/2013 ore 18:00 Plenilunio: Luna – Luna Pien 23/8/2013 ore 20:20 Congiunzione: Saturno-Lambda Vir: Saturno 1°,9 a nord della stella Lambda della Vergine 24/8/2013 ore 09:55 Congiunzione: Luna-Urano: Luna 2°,9 a nord del pianeta Urano. Osservazione migliore intorno alle ore 6. 24 /8/2013 ore 19:01 Librazione: Luna – Massima librazione lunare in longitudine 27 /8/2013 ore 03:43 Opposizione: Nettuno – Pianeta Nettuno in opposizione eliaca 28/8/2013 ore 03:45 Occultazione: Luna-SAO93721: La Luna occulta la stella SAO93721. Termine alle ore 05.13 circa 28/8/2013 ore 21:14 Congiunzione: Luna-Aldebaran: Luna 2°,1 a nord della stella Alfa del Toro. Migliore osservazione alle ore 00:10 del giorno 29 agosto. 28 /8/2013 ore 04:30 Ultimo Quarto: Luna – Luna all’Ultimo Quart o 29/8/2013 ore 01:20 Occultazione: Luna-SAO94112: La Luna occulta la stella SAO 94112. L’evento termina alle ore 01:33 circa ed in alcune zone si presenta come passaggio radente.  30 /8/2013 ore 02:40 Minima magnitudine: Algol – Minima magnitudine per la stella Algol, ben osservabile 31/8/2013 ore 07:28 Congiunzione: Luna-Alhena: Luna 2° a nord della stella gamma dei Gemelli. Osservazione migliore alle ore 06.10 circa. 31/8/2013 ore 19:26 Congiunzione: Luna-Giove: Luna 5°,3 a sud del pianeta Giove. Migliore osservazione alle ore 2.40 circa del giorno 1 settembre

I pianeti
MERCURIO

VENERE

MARTE Visibile come astro mattutino, prima dell’alba sorgendo a fine mese un’ora e mezza prima del crepuscolo. Si muove nei Gemelli fino al giorno 25 quando entra nel Cancro.

GIOVE

Astro mattutino, vicino a Marte, sorge a inizio mese 40 minuti prima del crepuscolo ma a fine mese inizia ad anticipare di circa 3 ore le luci dell’alba. Si muove nei Gemelli.

SATURN

Ormai prossimo a sparire nelle luci crepuscolari serali, Saturno è visibile in primissima serata nella Vergine.

URANO

Urano è visibile per gran parte della notte nella costellazione dei Pesci, sorgendo a fine mese poco più di un’ora dopo il tramonto del Sole.

NETTUNO

Nettuno è in opposizione eliaca il giorno 27 agosto quindi è visibile per tutta la notte tra le stelle dell’Acquario.

Tratto dal sito skylive

Arrivano le Perseidi!

Ad agosto, puntuale come ogni anno, torna l’appuntamento con spettacolo celeste delle ‘lacrime di san Lorenzo’, ovvero le meteore appartenenti allo sciame delle Perseidi. Il massimo della loro attività è previsto nella notte tra il 12 e il 13, ma anche le serate del 10, 11, 14 e 15 potranno riservare soddisfazioni a chi alzerà lo sguardo al cielo. Anche quest’anno, nuvole permettendo, la visione sarà ottimale, dato che in quei giorni la luna tramonterà nelle prime ore della notte. Le ore migliori per osservare sono quelle che vanno dalla mezzanotte fino a prima dell’alba, soffermandosi sulle regioni a nord est del cielo, in direzione della costellazione di Perseo. Le scie luminose che potremo osservare nei prossimi giorni sono prodotte da piccolissimi frammenti di cometa che incrociano la nostra orbita. Entrando con grandissima velocità nell’atmosfera terrestre, queste particelle, grandi anche solo come un granello di sabbia, la ionizzano, creando le caratteristiche scie luminose. Ad aver avanzato per primo questa spiegazione è stato l’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli nel 1866, proprio basandosi sull’osservazione delle Perseidi. È stato poi accertato che nuvola di detriti da cui si originano proviene dalla cometa denominata 109P Swift-Tuttle.
I consigli per osservare agevolmente il fenomeno dello sciame delle Perseidi e le costellazioni e i pianeti visibili nel cielo del mese di agosto potete trovarli nel video sul sito INAF.
di Marco Galliani (INAF)

Costellazioni, pianeti e sciami meteorici: ecco il cielo di luglio

Il cielo nel mese di luglio è un cielo prettamente estivo, dominato già dalla prima serata da un Triangolo Estivo molto alto nel cielo in tutte e tre le sue componenti Vega, Deneb e Altair, mentre un residuo di cielo primaverile tende a tramontare sul lato occidentale, con Spica nella Vergine che precede Arturo nel Contadino.
Il lato basso del cielo, nell’orizzonte di sud sud-est, vede passare le costellazioni del centro galattico e delle nubi che lo avvolgono, come lo Scorpione di Antares, molto evidente, ed il Sagittario, dalla forma molto più indecifrabile.
NORD
Nell’orizzonte Nord il periodo dell’Orsa Maggiore sta per terminare dal momento che in prima serata si trova a metà cielo a far compagnia alla stella Polare, mentre la sua dirimpettaia Cassiopea si alza sul versante di Nord Est. Le due costellazioni non si trovano ancora alla stessa altezza, con un leggero vantaggio per l’Orsa Maggiore, ma con lo scorrere delle ore la visibilità andrà tutta a favore di Cassiopea. In prima serata, la zona alta del cielo è occupata dal Drago della stella Thuban, che un tempo segnalava con molta precisione il Polo Nord Celeste e che tornerà a farlo tra circa 20 mila anni.
Intorno alla stella Polare, posta sempre ad una altezza pari alla latitudine del luogo di osservazione, si muovono le costellazioni meno note del cielo di nord. Cefeo, che tra di esse è sicuramente la più importante, precede Cassiopea nel suo giro in senso antiorario. Da annotare è la sua stella delta, capostipite della famosa classe di stelle variabili delle Cefeidi che tanta importanza hanno nella determinazione delle distanza galattiche.
Con il passare delle ore, ed il lento proseguire del movimento antiorario delle stelle circumpolari, la costellazione di Cassiopea diventa più visibile dell’Orsa Maggiore, mentre la zona alta del cielo è divisa tra Cefeo e Drago. Queste costellazioni sono dette circumpolari perché in tutte le stagioni ed in qualsiasi ora sono sempre visibili: ruotano intorno alla stella polare ma non tramontano mai. Ed infatti, prima dell’alba, le troviamo ancora tutte quante, soltanto cambiate di posto.
Cassiopea ora è quasi nel punto più alto del cielo, preceduta come sempre da Cefeo, mentre l’Orsa Maggiore si trova nel punto più basso del suo giro intorno alla Polare.
Nel frattempo che le costellazioni circumpolari effettuano il loro giro, qualcosa è cambiato nel cielo. Prima dell’alba infatti, si può notare come la stella Capella, nell’Auriga, sia sorta raggiungendo una altezza rispettabile, mentre ancora più ad est si è levato il Toro della brillante gigante arancioneAldebaran. E’ comunque troppo presto per l’osservazione di questa zona di cielo, quindi facciamo un passo indietro con l’orario e torniamo alla prima serata, cambiando orizzonte.
SUD 
In prima serata, le costellazioni che passano in meridiano sono costellazioni di stagione estiva, sebbene non sia passato molto dal transito delle costellazioni primaverili che infatti vediamo ancora sul lato ovest del cielo. La prima a salutarci sarà la costellazione della Vergine, a partire dalla sua stella alfa Spica. A seguire, la Chioma di Berenice mentre la costellazione del Contadino troneggiata da Arturo, la stella più brillante dell’emisfero boreale, e la Corona Boreale di Gemma saranno ancora baluardi primaverili ben visibili in cielo. Il Contadino sparirà nelle luci dell’orizzonte intorno alle tre di notte, mentre la Corona Boreale sarà ancora alta quando l’alba schiarirà il cielo.
In meridiano, invece, vedremo passare in basso la brillante costellazione dello Scorpione di Antares, riconoscibile dal suo scintillare rosso, accompagnata verso est dalla confusa costellazione delSagittario, mentre risalendo il cielo verso lo zenit incontreremo dapprima l’ampia zona occupata dall’Ofiuco, costellazione zodiacale e pieno zeppo di oggetti di profondo cielo, dal Serpente, diviso in due proprio dall’Ofiuco e possessore della splendida nebulosa M16, nota come Aquila, e da Ercole, nel punto più alto del cielo, con il suo ammasso globulare M13.
Discorso a parte merita il Triangolo Estivo, formato come già accennato dalla stella Vega nella Lira, la più brillante delle tre, da Deneb nel Cigno, la più debole sebbene sia intrinsecamente la più potente, e da Altair nell’Aquila, scortata da Tarazed e Alshain alla sua destra ed alla sua sinistra.
Si tratta di tre stelle che percorrono un tratto di cielo molto interessante, dal momento che in quella zona, specialmente nella costellazione del Cigno, passa la Via Lattea con molti dei suoi gioielli. Una stella bellissima è la beta Cigni, Albireo: una stella doppia le cui componenti sono color oro e color zaffiro.
Con lo scorrere delle ore, a notte inoltrata, il Triangolo Estivo transita in meridiano seguito da costellazioni minori ma altrettanto belle. E’ la volta, quindi, della Freccia, contenuta proprio all’interno del Triangolo nella zona occupata da Altair, ma soprattutto della Volpetta della splendida nebulosa planetaria M27, sempre all’interno del Triangolo Estivo.
Spostandoci al di fuori del Triangolo Estivo, troviamo ancora costellazioni piccole ma splendide. Si parla quindi del Delfino di Sualocin e Rotanev, e del Cavalluccio. Più grandi, sebbene non molto luminose, ci sono le costellazioni del Capricorno e dell’Acquario, spostate più verso est, mentre in basso nel cielo spunta la brillante e bellissima stella Fomalhaut nel Pesce Australe. Nel frattempo dall’orizzonte est sorgono costellazioni molto ampie, alcune spente ed altre un po’ più evidenti, ma non faremo in tempo a vederle passare al meridiano visto che giungerà prima la luce del Sole a rischiarare il cielo.
EST
In prima serata il triangolo estivo si trova proprio ad Est, ma avendolo già visto occupiamoci soltanto delle costellazioni che stanno per sorgere. In prima serata, bassa all’orizzonte sorge la costellazione di Pegaso, riconoscibile dal suo quadrato sebbene sia ancora molto bassa. Uno spigolo del quadrato di Pegaso è in condivisione con la costellazione di Andromeda, più a nord, la costellazione della omonima galassia.
A notte inoltrata queste costellazioni si saranno alzate parecchio in cielo, raggiungendo la metà del cielo stesso in altezza tanto da poter iniziare l’osservazione della galassia M31 in Andromeda. Più in basso, nel cielo, iniziano a sorgere invece costellazioni deboli, come i Pesci, oppure costellazioni più note come il Perseo, più verso nord.
Prima dell’alba, sotto i Pesci che ormai sono a metà cielo, sorgono la debole costellazione della Balenama soprattutto il Toro di Aldebaran e Auriga, capeggiata da Capella.
E’ ancora molto presto per queste costellazioni tuttavia, visto che al sorgere del Sole saranno ancora molto basse.

VENERE:

MARTE:

GIOVE:

SATURNO:

URANO:

NETTUNO:

SCIAMI METEORICI A LUGLIO
ARIETIDI dal 22/05 al 02/07 con picco il giorno 7.
ZHR = 54. Le coordinate del radiante sono: A.R. 02h 56 e Declinazione +24°
Lo sciame presenta un grado di attività forte ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 38 km/s
Sciame meteorico annuale, visibile tra il 22 maggio ed il 2 luglio con un massimo il giorno 7 giugno.
Scoperto nel 1947 dal radiotelescopio di Jodrell Bank, si tratta dello sciame diurno più intenso insieme a quello delle Zeta Perseidi. Il corpo progenitore è sconosciuto, anche se alcuni ipotizzano l’asteroide 1566 Icarus.
Il fatto che il radiante sia vicino al Sole fa sì che sia molto raro vedere meteore di questo sciame, se non ad aurora iniziata.SAGITTARIDI dal 01/06 al 15/07 con picco il giorno 19.
ZHR = 5. Le coordinate del radiante sono: A.R. 18h 16 e Declinazione -23°
Lo sciame presenta un grado di attività medio ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 30 km/sBETA TAURIDI dal 05/06 al 18/07 con picco il giorno 29.
ZHR = 25. Le coordinate del radiante sono: A.R. 05h 18 e Declinazione +21°
Lo sciame presenta un grado di attività debole ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa –
Sciame meteorico diurno, visibile quasi esclusivamente via radio visto che il radiante, nel periodo, è molto vicino al Sole.
Il corpo che origina lo sciame è la cometa 2P/Encke, la stessa delle Tauridi Nord e delle Tauridi Sud.TAU CETIDI dal 18/06 al 04/07 con picco il giorno 27.
ZHR = 4. Le coordinate del radiante sono: A.R. 01h 36 e Declinazione -12°
Lo sciame presenta un grado di attività debole ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 66 km/sBOOTIDI dal 26/06 al 02/07 con picco il giorno 28.
ZHR = var. Le coordinate del radiante sono: A.R. 14h 36 e Declinazione +49°
Lo sciame presenta un grado di attività irregolare ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 14 km/s
Sciame meteorico di bassa intensità che tuttavia, in alcune occasioni, presenta piogge molto più cospicue. L’intensificazione è avvenuta nel 1916, nel 1921, nel 1927 e nel 1998.
Le meteore hanno una bassa velocità geocentrica ed aumenti repentini di luminosità durante la traiettoria. La cometa progenitrice è la 7P/Pons-Winnecke.

TAU AQUARIDI dal 19/06 al 05/07 con picco il giorno 28.
ZHR = 7. Le coordinate del radiante sono: A.R. 22h 48 e Declinazione -12°
Lo sciame presenta un grado di attività debole ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 63 km/s

THETA OPHIUCHIDI dal 04/06 al 15/07 con picco il giorno 29.
ZHR = 2. Le coordinate del radiante sono: A.R. 16h 36 e Declinazione -15°
Lo sciame presenta un grado di attività debole ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 29 km/s

PEGASIDI dal 07/07 al 13/07 con picco il giorno 10.
ZHR = 3. Le coordinate del radiante sono: A.R. 22h 40 e Declinazione +15°
Lo sciame presenta un grado di attività medio ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 70 km/s

PHOENICIDI dal 10/07 al 16/07 con picco il giorno 13.
ZHR = var. Le coordinate del radiante sono: A.R. 02h 08 e Declinazione -48°
Lo sciame presenta un grado di attività irregolare ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 47 km/s

ALPHA CIGNIDI dal 11/07 al 30/07 con picco il giorno 18.
ZHR = 2. Le coordinate del radiante sono: A.R. 20h 20 e Declinazione +47°
Lo sciame presenta un grado di attività debole ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 37 km/s

SIGMA CAPRICORNIDI dal 15/07 al 11/08 con picco il giorno 20.
ZHR = 5. Le coordinate del radiante sono: A.R. 20h 28 e Declinazione -15°
Lo sciame presenta un grado di attività debole ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 30 km/s

PISCIS AUSTRINIDI dal 15/07 al 10/08 con picco il giorno 28.
ZHR = 5. Le coordinate del radiante sono: A.R. 22h 44 e Declinazione -30°
Lo sciame presenta un grado di attività medio ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 35 km/s

SUD DELTA AQUARIDI dal 12/07 al 19/08 con picco il giorno 28.
ZHR = 20. Le coordinate del radiante sono: A.R. 22h 36 e Declinazione -16°
Lo sciame presenta un grado di attività forte ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 41 km/s

ALPHA CAPRICORNIDI dal 03/07 al 15/08 con picco il giorno 30.
ZHR = 4. Le coordinate del radiante sono: A.R. 20h 28 e Declinazione -10°
Lo sciame presenta un grado di attività medio ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 23 km/s

SUD IOTA AQUARIDI dal 25/07 al 15/08 con picco il giorno 4.
ZHR = 2. Le coordinate del radiante sono: A.R. 22h 16 e Declinazione -15°
Lo sciame presenta un grado di attività medio ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 34 km/s

NORD DELTA AQUARIDI dal 15/07 al 25/08 con picco il giorno 8.
ZHR = 4. Le coordinate del radiante sono: A.R. 22h 20 e Declinazione -05°
Lo sciame presenta un grado di attività medio ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 42 km/s

PERSEIDI dal 17/07 al 24/08 con picco il giorno 12.
ZHR = 90. Le coordinate del radiante sono: A.R. 03h 04 e Declinazione +58°
Lo sciame presenta un grado di attività forte ed una velocità di ingresso delle meteore pari a circa 59 km/s
Sciame meteorico attraversato dalla Terra in piena estate, con un picco famoso il 12 agosto e con una media di un centinaio di meteore ogni ora. Si tratta dello sciame più famoso, conosciuto popolarmente con il nome di Lacrime di San Lorenzo visto che una volta il picco si aveva il giorno 10 agosto, slittato al 12 per la precessione.
La cometa origine dello sciame è la Swift-Tuttle, con un nucleo di circa 10 chilometri ed il cui ultimo passaggio al perielio si è verificato nel 1992, con il prossimo previsto nel 2126.
Le prime osservazioni delle Perseidi risalgono al 36 d.C. ad opera dei cinesi.
Il radiante è nella costellazione del Perseo.
Skylive

La nebulosa che fa per tre

Tre sembra proprio il numero più adatto a descrivere questa splendida nebulosa che si trova in direzione della costellazione del Sagittario, a circa 5.000 anni luce da noi. Intanto il suo nome, Trifida appunto, deriva dalle striature scure che si dipartono dal suo centro e che la tagliano idealmente in tre parti. Ma per gli astrofisici, tre sono anche le diverse tipologie di nebulose che si concentrano nella sua regione. La Trifida è una fucina dove stanno formandosi nuove stelle: quelle che già si sono accese al suo interno sono quasi tutte caldissime e luminosissime, così la loro radiazione investe il gas della nebulosa, principalmente composto di idrogeno, che viene così riscaldato ed eccitato, emettendo luce rossastra ben visibile nella sua regione centrale. Questo è il primo tipo di nebulosa. Il secondo si individua nella zona di colore blu ad essa vicina, dove è presente un banco di gas e polveri che riflette la radiazione stellare proveniente principalmente da stelle giovani e calde. Questo particolare, unito al fatto che i grani di polvere e le molecole ridiffondono la luce blu più efficacemente della rossa – lo stesso fenomeno che dona al nostro cielo la sua tipica colorazione – rende azzurra questa parte della nebulosa Trifida. L’ultimo tipo compete alle bande scure che invece solcano la nebulosa, caratteristica da cui deriva il suo nome. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, quelle striature non sono zone prive di materia, anzi. Lì polveri e gas sono più densi che nelle regioni circostanti e infatti stanno addensandosi globuli di materia che con il tempo diventeranno sempre più massicci, accendendosi poi come nuove stelle.
Volete individuare facilmente la nebulosa Trifida, le costellazioni e i pianeti visibili nel cielo notturno di luglio? Allora non vi resta che guardare il video pubblicato sul sito INAF

Sole, Luna, pianeti e costellazioni ecco il cielo di giugno

Il Sole si trova nella costellazione del Toro fino al giorno 21, quando passa nella costellazione dei Gemelli.

  • 1 giugno: sorge alle 05:37, tramonta alle 20:39
  • 15 giugno: sorge alle 05:34, tramonta alle 20:47
  • 30 giugno: sorge alle 05:38, tramonta alle 20:49
  • effemeridi complete

21 giugno: Solstizio d’estate
Il solstizio d’estate segna l’inizio dell’estate astronomica e cade esattamente alle ore 04:53 (ora legale) del giorno 21. Nel giorno più lungo dell’anno il sole sorge alle 5.35 e tramonta alle 20.49. La luce del giorno dura 15 ore e 14 minuti. Alle ore 13.12 dell’ora legale attualmente in vigore il Sole raggiunge il punto di massima elevazione sull’orizzonte. L’altezza raggiunta dalla nostra stella dipende dalla latitudine del luogo di osservazione.

La Luna

Il giorno 9 alle ore 21:22 la Luna raggiunge l’apogeo (406.485 Km di distanza), mentre il giorno 23 alle ore 11:12 si troverà nel punto più vicino alla Terra nel corso della sua orbita, il perigeo(356.991 km).

  • 1 giugno: tramonta alle 01:31, sorge alle 13:44
  • 15 giugno: tramonta alle 00:09, sorge alle 11:58
  • 30 giugno:  sorge alle 00:33 , tramonta alle 13:41
  • effemeridi complete

fasi lunari del mese:

  • Luna Nuova l’8 (ore 15:59)
  • Primo Quarto il 16 (ore 17:26)
  • Luna Piena il 23 (ore 11:35)
  • Ultimo Quarto il 30 (ore 04:56)

Come ruota la Luna?
di Vincenzo Zappalà

Posizione dei pianeti

Mercurio raggiunge il periodo di migliore osservabilità serale nei primi giorni del mese. Il giorno 12 si trova infatti alla massima elongazione est (ovvero la distanza in gradi dal Sole) pari a 24.28°. Durante il corso del mese la distanza angolare diminuisce e di conseguenza la possibilità di osservarlo con “comodità”.

Aumenta progressivamente il periodo di visibilità serale di Venere E’ visibile ad Ovest già al crepuscolo e questo mese si può sfruttare come punto di riferimento per cercare di osservare Mercurio, con in quale si trova in congiunzione il giorno 21 (vedi congiunzioni). Venere si trova nella costellazione dei Gemelli.

Marte aumenta progressivamente la distanza dalla nostra stella – con la quale è stato in congiunzione nel mese di maggio – tanto che diviene sempre più visibile ad oriente poco prima dell’alba. Marte si trova nella costellazione del Toro

Il gigante gassoso Giove è praticamente inosservabile, dato che il giorno 19 entra in congiunzione con il Sole. Bisognerà attendere la fine del mese per trovarlo nuovamente visibile prima dell’alba, anche se per poco tempo. Giove sta attraversando la costellazione del Toro

In condizioni favorevoli all’osservazione, sono sempre degni di nota i 4 satelliti galileiani (IoEuropa,Ganimede e Callisto), che si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore creando spettacolari configurazioni.

Il “Signore degli Anelli” si conferma il pianeta che in questo periodo monopolizza l’attenzione degli appassionati. E’ infatti ancora osservabile fino alle 3 del mattino, e culmina a Sud attorno alle 22:30. Saturno continua a muoversi di moto retrogrado nella costellazione della Bilancia.

Nel corso di giugno cresce progressivamente la distanza angolare tra Urano e il Sole, e ad inizio mese sarà possibile individuare Urano ad Est già a partire dalla seconda parte della notte. La sua altezza sull’orizzonte aumenta fino all’alba, momento in cui scompare tra le luci del mattino. La luminosità di Urano è al limite della visibilità occhio nudo e per poterlo osservare è necessario l’uso di un telescopio. Il pianeta si trova nella costellazione dei Pesci, vicino al confine con la Balena.

Situazione analoga ad Urano, con il vantaggio di vederlo sorgere, ovviamente ad est, circa un’ora prima (attorno alle 2 del mattino). Tuttavia ricordiamo che Nettuno si avvicina appena alla soglia della percezione ad occhio nudo e per poterlo osservare l’ausilio di un telescopio rimane indispensabile. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere molto a lungo, fino all’anno 2022.

Preso atto della riclassificazione di Plutone a plutoide da parte della IAU (Parigi, Giugno 2008), la rubrica messa a punto da Astronomia.com include comunque l’osservabilità dell’astro. Plutone continua ad anticipare l’orario del proprio sorgere. Diventa così osservabile praticamente per tutta la seconda parte della notte, inizialmente basso sull’orizzonte orientale, per poi elevarsi fino alla culminazione a Sud che si verifica prima dell’alba. Plutone si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, costellazione che lo ospiterà ancora nei prossimi 10 anni, fino al 2023. Con la sua magnitudine 14 sono necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un telescopio da 8″ di apertura (200mm).

Costellazioni

Appena fa buio, nel cielo di giugno non c’è più traccia delle costellazioni invernali, ad eccezione dei Gemelli e dell’Auriga che, subito dopo il tramonto, ci mostrano ancora le loro stelle principali. Verso Nord-Ovest infatti possiamo ammirare la brillante Capella e la coppia formata da Castore e Polluce, prima che vengano inghiottite dalle luci all’orizzonte. A Sud troviamo le costellazioni primaverili: ilLeone, che ogni giorno che passa volge sempre più verso l’orizzonte ovest, il Boote, la Vergine e la Bilancia.

Alla sinistra del Boote la Corona Boreale con la brillante stella Gemma che ricorda davvero la pietra più preziosa di un diadema. Ad Est della Bilancia si riconosce l’arco delle chele dello Scorpione con la rossa Antares a delineare il torace dell’animale; con l’avanzare della notte tutto il corpo si eleva sopra l’orizzonte, fino a mostrare la coda e l’aculeo. Ad Est della Corona arriviamo alla costellazione di Ercole, nel quale anche con un binocolo si può osservare l’ammasso globulare M13.

Verso Est tre stelle brillanti formano il grande triangolo estivo, attarversato dalla tenue nebulosità della Via Lattea; l’asterismo è formato da tre costellazioni: la Lira con la brillante stella Vega, il Cigno di cui si riconosce bene la coda rappresentata dalla stella Deneb e l’Aquila con la stella Altair. Le stelle del triangolo ci accompagneranno per tutta l’estate, approfittatene per osservare, con un telescopio, la stella che rappresenta il capo del Cigno, Albireo, che è una bellissima doppia e, nella Lira, la nebulosa planetaria M57.

Il cielo settentrionale è, come sempre, caratterizzato dalle due Orse. Volgendo lo sguardo verso la stella polare che nell’Orsa Minore ci indica la direzione nord, vedremo l’Orsa Maggiore dominare il cielo a Nord-Ovest. Dalla parte opposta rispetto alla Polare, a Nord-Est, possiamo riconoscere Cassiopea, dalla forma a “W”, e Cefeo con la sua singolare forma a casetta dal tetto appuntito.
Tratto dalla rubrica del sito Astronomia.com

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