Tre gioielli: NGC 185, NGC 147 e NGC 457

Con la sua classica forma a W Cassiopea si trova in dicembre ben alta sopra l’orizzonte di nord ovest. Nel suo articolo pubblicato su Coelum 154/2011, Salvatore Albano ci invita all’osservazione di due grandi galassie ellittiche NGC 185 e NGC 147 che si trovano poco più di un grado ad ovest di omicron Cassiopeiae. Si tratta di due galassie satelliti di M 31 (la galassia di Andromeda). NGC 185 più compatta e luminosa anche se più piccola fu trovata da W. Herschel nel 1787 che mancò di registrare della grande ma eterea NGC 147 poi scoperta dal figlio John nel 1829. Se ci spostiamo più a nord ecco apparire l’ammasso aperto NGC 457, scoperto da W. Herschel nel 1787. Si tratta di uno degli ammassi aperti più belli di tutto il cielo. Per averlo immediatamente nel campo basterà puntare la stella fi Cassiopeiae: il centro dell’ammasso si trova solo a 6’ a nord ovest della stella da cui risulta letteralmente abbagliato. NGC 457 composto da circa 150 componenti stellari accertate dista circa 8000 anni luce. Si tratta di un oggetto dall’aspetto molto caratteristico contrassegnato dalla presenza di due stelle molto più luminose delle altre (fi Cassiopeiae e la SAO 22187) ambedue però non appartenenti all’ammasso da cui si dipartono delle concatenazioni di astri che nell’insieme disegnano la figura di uno sciatore con gli occhialoni e questo gli ha fatto guadagnare il nick di Skiing Cluster o del popolare extraterrestre E.T.
Tratto da: Cassiopeia la bellezza dell’occhio e quella della mente di Salvatore Albano (Coelum 154/2011 pagina 52)

La vanitosa Cassiopea e i suoi gioielli

Un bel pezzo del cielo boreale è occupato da quattro costellazioni dedicate ad altrettanti personaggi mitologici, tutti implicati nella stessa storia: quella di Andromeda, la bella figlia di Cefeo, re d’Etiopia, e di sua moglie Cassiopea la cui vanità dette origine ad una serie di guai risolti all’ultimo momento dall’eroe Perseo.
Un giorno la regina Cassiopea si vantò di essere più bella delle Nereidi, le ninfe marine note per la loro bellezza, tra le quali figurava la moglie del dio degli oceani, Nettuno, e la celebre Teti, madre di Achille.
Le ninfe chiesero dunque a Nettuno di dare una bella lezione alla presuntuosa regina. Nettuno acconsentì prima scatenando una spaventosa mareggiata che devastò le coste del regno di Cefeo, quindi mandando il mostro marino Ceto (Balena) a seminare morte e distruzione tra le popolazioni rivierasche. Re Cefeo si rivolse allora all’oracolo di Ammone per chiedere consiglio. La risposta fu terribile: l’unica possibilità per il re era offrire la sua giovane figlia Andromeda in sacrificio al mostro. Solo in questo modo l’ira di Nettuno si sarebbe placata.
Disperato, ma deciso a salvare il suo regno, Cefeo dette ordine che Andromeda fosse portata sulla scogliera e incatenata alle rocce in modo che il mostro marino potesse vederla. Proprio nel momento in cui Ceto stava raggiungendo la scogliera, Perseo sfrecciava nel cielo dopo l’epico scontro con la Medusa di cui portava nella bisaccia la testa tagliata. Perseo trafisse a morte con la sua spada Ceto e Andromeda fu riportata sana e salva alla reggia, dove iniziarono i preparativi per le nozze. Ma per Andromeda e il suo novello sposo Perseo le avventure erano appena cominciate. Durante il banchetto nuziale Perseo fu infatti attaccato da Fineo (un fratello del re a cui molto tempo prima era stata promessa Andromeda). L’eroe si difese come poté, ma quando capì che stava per essere sopraffatto tirò fuori dalla bisaccia la testa di Medusa e trasformò Fineo e i suoi fedeli in statue di pietra. Quindi prese in braccio Andromeda e volò via per raggiungere il regno promesso dal suocero. Andromeda ebbe sei figli fra cui Perses, capostipite dei Persiani (da “Notte di stelle” di Margherita Hack e Viviano Domenici).
La costellazione di Cassiopea si trova facilmente: basta guardare al di là della Polare in direzione opposta e simmetrica all’Orsa Maggiore. La a W o a M la rende inconfondibile! E’ una regione del cielo dove passa la Via Lattea. In novembre Cassiopea si trova nella posizione più comoda per l’osservazione perché subito dopo il tramonto appare molto alta nel cielo.
Alfa Cassiopeiae si chiama Schedar ed è di magnitudine 2,2, e colore giallo – arancio. Se la si guarda con un telescopio è possibile scorgere, accanto alla stella principale, una stellina bianco – blu di nona magnitudine, già avvistata da William Herschel nel 1781. Poco più di un secolo dopo S.W. Burnham ha scoperto anche un terzo compagno di magnitudine 14. Incerta è la distanza di Schedar: probabilmente è compresa fra 150 e 200 anni luce. La sua luminosità è dunque di circa 230 stelle come il Sole. Il moto proprio di Schedar indica che le due stelle “compagne” non sono in realtà legate gravitazionalmente. La loro vicinanza è un semplice gioco di prospettiva.
Beta Cassiopeiae si chiama Caph. E’ una stella di classe F e magnitudine 2,2 a 45 anni luce, 19 volte più brillante del Sole, con un minuscolo compagno di magnitudine 14 scoperto da Clark nel 1889. Caph è anche una doppia spettroscopica.
Gamma Cassiopeiae, con magnitudine 2,4 e spettro B, è una variabile. Nel 1937 ha avuto una vampata che l’ha fatta salire a magnitudine 1,6. Dopo di che è scesa alla terza magnitudine nel 1940 e si è ristabilizzata a 2,2 nel 1976. Queste irregolari e drammatiche oscillazioni di luminosità comportano simultanei mutamenti di colore, temperatura, diametro e spettro. Nel 1937 la stella ha espulso un guscio di gas e il suo diametro è passato da 8 a 18 volte quello del Sole. La distanza di Gamma, che ha una compagna a 70 UA, è stimata intorno ai 100 anni luce.
Delta Cassiopeiae di magnitudine 2,7 e spettro A, si trova a 45 anni luce. Ha un moto proprio che ne rivela l’appartenenza al gruppo delle Iadi, nel Toro. Varia di un decimo di magnitudine in 759 giorni in quanto è una binaria ad eclisse.
Eta Cassiopea è una delle doppie meglio conosciute. Di magnitudine 3,5 e spettro G, fu scoperta da William Herschel nel 1779. La magnitudine della compagna è di 7,2. Il sistema si trova a 18 anni luce.
Due belle variabili sono Rho, che oscilla da magnitudine 4,4 a 5,1 in cento giorni, ed R, la più luminosa variabile a lungo periodo di questa costellazione, con un’escursione di ben 7 magnitudini in 421 giorni.
Fra gli oggetti si profondo cielo troviamo diversi ammassi aperti, fra questi Messier 52, un  ammasso formato da stelle giovani, giganti azzurre.
Nell’ultimo numero di Coelum (ottobre 2010) Salvatore Albano punta i riflettori su tre oggetti: NGC 7789, NGC 281 e M 103.
Partiamo da NGC 7789, un ammasso aperto decisamente spettacolare. Lo si localizza facilmente in quanto si trova in posizione centrale rispetto alle stelle rho e sigma. Fu scoperto da Caroline Herschel nel 1783 e poi descritto dal fratello William nel suo catalogo.
NGC 281 si trova nei pressi della stella alfa. E’ una nebulosa a emissione (conosciuta come Pacman Nebula) che ospita al suo interno il giovanissimo ammasso aperto IC 1590. La nebulosa fu individuata da Edward Emerson Barnard nell’agosto del 1881, mentre l’ammasso fu scoperto da Guillaume Bagordano (1851 – 1932) il 31 ottobre 1899.
E infine M 103 che si trova nei pressi di delta. Si tratta del più lontano ammasso aperto presente nel catalogo Messier (9500 anni luce). E’ conosciuto con il nome di Ammasso Freccia. Scoperto da Pierre Mechain nella primavera del 1781, fu l’ultimo oggetto ad essere inserito personalmente da Messier nel suo catalogo. E’ decisamente spettacolare per il contrasto offerto dal colore delle sue stelle più brillanti.
Infine in Cassiopea è possibile scorgere due galassie ellittiche appartenenti al Gruppo Locale di cui fa parte anche la Via Lattea. Sono NGC 185 e NGC 147, poste a 2,2 milioni di anni luce, diametro rispettivamente di 2300 e 4400 anni luce (contro i 100.000 della Via Lattea).
(Vedi anche articolo Tre mostri in Cassiopea pubblicato sul nostro sito il 22 maggio 2011, Una stella di neutroni sempre più fredda pubblicato il 7 febbraio 2011).
Una Stella per Amica