Lo strano caso della galassia NGC 4698

Non è una galassia a spirale come le altre. Si tratta di un oggetto molto peculiare e assai diverso rispetto alle altre galassie a spirale, come M31 nella costellazione di Andromeda o M51 in quella dei Cani da Caccia, che Edwin P. Hubble aveva scelto come prototipi per definire i criteri della sua classificazione morfologica delle galassie.
Infatti il rigonfiamento centrale di NGC 4698, in cui si addensano le stelle più vecchie della galassia, si allunga perpendicolarmente rispetto al disco, dove si avviluppano i bracci di spirale e in cui si trovano la maggior parte del gas e delle stelle più giovani. Di solito il rigonfiamento centrale di una galassia a spirale o ha una forma sferica o si allunga nel piano del disco, come succede per M31 e M51.
Anche se sono state identificate almeno altre due galassie a spirale simili a NGC 4698, denominate NGC 4672 e UGC 10043, il caso di NGC 4698 è ancora più strano perché il suo nucleo ospita un piccolo disco di stelle e gas che ruota perpendicolarmente rispetto al disco principale. Il dischetto al centro di NGC 4698 ha un diametro di un migliaio di anni luce e contiene qualche decina di milioni di stelle con un’età compresa tra 5 e 10 miliardi di anni. Questa configurazione è il risultato finale della cattura in tempi remoti di una certa quantità di gas dall’ambiente esterno. Il gas acquisito ha spiraleggiato fino al centro di NGC 4698 e si è disposto ortogonalmente rispetto al disco principale a causa della particolare forma intrinseca del rigonfiamento centrale. Dal gas catturato sono successivamente nate le stelle che oggi formano il disco nucleare.
Ma il passato di NGC 4698, che appartiene all’ammasso di galassie della Vergine, il quale conta diverse centinaia di membri e dista da noi 55 milioni di anni luce, potrebbe essere stato ancora più turbolento, infatti è possibile avanzare l’ipotesi che addirittura l’intero disco principale sia il frutto di una cattura di materiale esterno da parte di quello che è diventato il rigonfiamento centrale di NGC 4698. Ciò avrebbe indotto una radicale trasformazione di quella che doveva essere un’anonima galassia ellittica nella bizzarra galassia a spirale che oggi vediamo.
“È stato possibile ricostruire la forma intrinseca del rigonfiamento centrale di NGC 4698 perché la galassia non é vista di taglio, contrariamente a quanto invece accade per NGC 4672 e UGC 10043”, spiega Enrico Maria Corsini, ricercatore dell’Università di Padova e associato INAF. “Questo ci ha permesso di provare che il rigonfiamento ha due piani ortogonali di equilibrio e che proprio su di essi si trovano il disco nucleare e quello principale di NGC 4698”, come discusso nell’articolo in uscita su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, in cui vengono analizzate in dettaglio numerose immagini a diverse lunghezze d’onda della galassia, ottenute sia da terra che dal telescopio spaziale Hubble.
Lo studio dell’età delle stelle dei dischi nucleari che si osservano in circa il 20 per cento delle galassie ellittiche e a spirale permette di far luce sui loro processi di formazione ed evoluzione. Infatti, stando alle simulazioni numeriche che riproducono questi processi, i dischi nucleari sono strutture estremamente fragili, che non possono sopravvivere agli scontri tra galassie. Questo significa che datare l’epoca della formazione dei dischetti permette di stimare l’intervallo di tempo trascorso dall’ultimo evento catastrofico subito dalla galassia che li ospita. Se così fosse, allora in NGC 4698 prima si sarebbe formato il disco principale e poi quello nucleare.
Fonte INAF

Da Messier 51 a Messier 60

Questi gli oggetti celesti presenti nel famoso Catalogo di Messier (vedi anche articoli “Gli oggetti di Messier” e “Benvenuti nel Profondo Cielo …”. Di seguito gli oggetti Messier 51 a Messier 60.
M 51 è la famosa galassia Vortice (NGC 5194), tipo Sc, nei cani da Caccia. La galassia Vortice (A.R. 13h 29.9m; Dec. +47° 12´) fu una delle scoperte originali di Messier: avvenne il 13 ottobre 1773, mentre era intento ad osservare una cometa. La sua compagna, NGC 5195, fu scoperta nel 1781. M51 è il membro dominante di un piccolo gruppo di galassie. Poiché si trova a 37 milioni di anni luce di distanza ed è di cospicue dimensioni, si tratta di un oggetto esteso e luminoso. Questa galassia fu la prima di cui fu scoperta la struttura a spirale (da Lord Rosse, nel 1845, che ne fece un disegno preciso ed accurato). Secondo le attuali conoscenze, la pronunciata struttura a spirale è dovuta all’incontro di M51 con la vicina NGC 5195 (quella debole nella descrizione di Messier). Per gli astrofili si tratta di un oggetto facile e spettacolare da osservare ma sotto cieli bui poiché è sensibile all’inquinamento luminoso che la rende indistinguibile dallo sfondo del cielo. Con ottimo seeing persino con un telescopio di 10 cm sono visibili i suggestivi bracci della spirale. La visuale migliore di questa coppia la si ha con bassi ingrandimenti.
M 52 (conosciuto anche come NGC 7654) è un ammasso aperto visibile nella costellazione di Cassiopea. M52 si trova in una zona di cielo ricca di oggetti, grazie alla presenza della scia della Via Lattea, all’estremità occidentale della costellazione di Cassiopeia e al confine con quella di Cefeo; si individua tramite il proseguimento dell’allineamento fra le stelle alfa Cassiopeiae e beta Cassiopeia. Può essere osservato anche con un binocolo, sebbene siano identificabili solo poche delle sue stelle membri, dominate da una stella giallognola di magnitudine 8,26, nettamente più luminosa delle altre, situata sul lato occidentale; un telescopio mostra fino a una cinquantina di componenti molto piccole e vicine fra loro, mentre in un 250mm diventano oltre 150. La sua declinazione è molto settentrionale: infatti quest’ammasso si presenta circumpolare da gran parte dell’emisfero boreale, come tutta l’Europa e in Nordamerica, fin oltre il tropico del Cancro. Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra agosto e gennaio; dalle regioni boreali è uno degli oggetti galattici più noti e osservati del cielo autunnale.
M 53 (conosciuto anche come NGC 5024) è un ammasso globulare visibile nella costellazione della Chioma di Berenice. M 53 è abbastanza facile da localizzare, grazie alla sua posizione appena 1° a nordest della stella binaria alfa Comae Berenices; la sua luminosità è relativamente bassa, per cui non può essere osservato ad occhio nudo, mentre un binocolo si rivela sufficiente se la notte è buona. M53 può essere osservato con facilità da entrambi gli emisferi terrestri, grazie al fatto che la sua declinazione non è eccessivamente settentrionale; dalle regioni boreali è maggiormente osservabile e si presenta estremamente alto nel cielo nelle notti di primavera, mentre dall’emisfero australe resta sempre mediamente più basso, ad eccezione delle aree prossime all’equatore. Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra febbraio e agosto.
M 54 è un ammasso globulare nel Sagittario. E’ un ammasso abbastanza cospicuo. E’ facile da trovare essendo vicino alla stella zeta Sagittarii, l’astro più meridionale del “manico” del Sagittario, e precisamente a 0,5 gradi a sud e 1,5 ad ovest. E’ luminoso ma piccolo può quindi essere confuso con un piccolo binocolo (per esempio per una stella). Per anni, la sua distanza venne stimata in circa 50-65.000 anni luce, nel 1994 invece, viene fatta l’incredibile scoperta che M54 probabilmente non è un membro della Via Lattea ma appartiene ad una galassia nana appena scoperta! Questa galassia, denominata SagDEG, che sta per Sagittarius Dwarf Elliptical Galaxy (Galassia Ellittica Nana del Sagittario), è una delle scoperte più recenti nel Gruppo Locale di galassie. M54 coincide con una delle maggiori concentrazioni nella galassia SagDEG e si allontana quasi alla stessa velocità (circa 130 km/s). Questi dati ne rendono assai probabile l’appartenenza e portano la stima della distanza a 80.000 anni luce. Se così fosse, M54 sarebbe uno degli ammassi globulari conosciuti più luminosi, superato per spettacolarità solo da Omega Centauri nella nostra Via Lattea. Inoltre, il suo diametro aumenterebbe a circa 200 anni luce e, fatto assai più interessante, renderebbe M54 il primo ammasso globulare extragalattico ad essere scoperto, da Charles Messier il 24 luglio 1778, aggiungendo un ulteriore primato al suo elenco di oggetti famosi.
M 55 è un ammasso globulare (noto anche come NGC 6809) che si trova nel Sagittario. M55 (A.R. 19h 40.0m; Dec -30° 58´) è un ammasso globulare abbastanza grande ma povero. M55 venne originariamente scoperto da Lacaille nel 1751-1752 nel periodo in cui si trovava in Sud Africa. Messier lo scoprì nel 1778 ma probabilmente lo cercò invano sin dal 1764: ciò in conseguenza della declinazione meridionale dell’oggetto.
M 56 è un ammasso globulare nella Lira (A.R. 19h 16.6m; Dec. +30° 11´; distanza 31.600 anni luce. M 56 si trova a metà strada tra beta Cygni (Albireo) e gamma Lyrae. E’ uno dei globulari meno luminosi, ed in particolare manca del nucleo brillante che solitamente hanno questo tipo di ammassi stellari. Nonostante ciò, non è troppo difficile da risolvere, anche se si trova ad una discreta distanza. Il diametro approssimato è di 60 anni luce. Questo sciame stellare si sta dirigendo nella nostra direzione alla notevole velocità di 145 km/s. In M 56 sono state identificate una dozzina di variabili.
M 57 è la famosa Nebulosa Anello (nota anche come NGC 6720) è una nebulosa planetaria visibile nella costellazione boreale della Lira; dista circa 2000 anni luce dalla Terra e ha un diametro di circa due anni luce. È una delle nebulose più famose.
M 57 si osserva nella costellazione della Lira, a sud della brillantissima stella Vega; questa stella costituisce il vertice nord-est di un asterismo ben noto come Triangolo estivo. La stella centrale fu riconosciuta dall’astronomo ungherese Jenő Gothard nel 1886. Negli ultimi duemila anni, la stella centrale della Nebulosa Anello ha lasciato il ramo asintotico delle giganti dopo aver esaurito quel poco che rimaneva della sua riserva di idrogeno. Questa stella non potrà dunque più produrre energia attraverso la fusione nucleare e in termini di evoluzione stellare si avvicina alla fase di conversione in una nana bianca compatta. Questa stella ora è formata soprattutto da carbonio e ossigeno, con un involucro esterno composto da elementi più leggeri. La sua massa è di circa 0,61 – 0,62 masse solari, con una temperatura superficiale di 125.000 K. Attualmente la stella è 200 volte più luminosa del Sole con una magnitudine apparente di 15,75.
M 58 è una galassia a spirale (NGC 4579) nella Vergine. M58 è una delle quattro galassia a spirale barrate del catalogo di Messier (le altre sono M 91, M 95 e M 109) anche se talvolta viene classificata come intermedia tra le spirali normali e le barrate. E’ una delle componenti più luminose dell’ammasso della Vergine (A.R. 12h 37.7m; Dec. +11° 49´). La distanza è di 60 milioni di anni luce.
M 59 è una galassia ellittica (NGC 4621) nella Vergine (A.R. 12h 42.0m; Dec. +11° 39´). La distanza è 60 milioni di anni luce. M59 è un membro dell’ammasso della Vergine ed una delle ellittiche più grandi dell’ammasso stesso, anche se è molto meno luminosa e massiva delle più grandi ellittiche che ne fanno parte, M 49, M 60 e soprattutto M 87. E’ discretamente appiattita, varie fonti indicano un’ellitticità nei valori E3-E5.
M 60 (conosciuta anche con il nome di NGC 4649) è una galassia ellittica distante circa 60 milioni di anni luce dalla Terra visibile nella costellazione della Vergine.
M60 è un oggetto facile da reperire in cielo, grazie alla presenza della stella Vindemiatrix (ε Virginis): si trova infatti circa 4° ad ovest di questa stella.
M 60 può essere osservata con facilità da entrambi gli emisferi terrestri, grazie al fatto che la sua declinazione non è eccessivamente settentrionale; dalle regioni boreali è maggiormente osservabile e si presenta estremamente alto nel cielo nelle notti di primavera, mentre dall’emisfero australe appare mediamente più basso, ad eccezione delle aree prossime all’equatore. Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra marzo e luglio.
6 – continua