Arriva il 2012 fra pianeti, meteore e stelle

Con i pianeti osservabili a occhio nudo tutti presenti in cielo, la Luna che certe sere ci indicherà dove guardare e le stelle cadenti dello sciame delle Quadrantidi, a gennaio le occasioni per osservare il cielo non mancheranno. La sera del 3, osservando la Luna, la si vedrà in congiunzione con Giove mentre sia il 4 che il 5 si troverà nella vicinanze del suggestivo ammasso delle Pleiadi. Nelle stesse notti, potrà anche capitare di vedere, a nord, qualche stella cadente: si tratta delle Quadrantidi (questo nome deriva dal fatto che un tempo la costellazione usata come riferimento era quella del Quadrante, poi eliminata dalle mappe moderne: oggi la porzione di cielo interessata è quella di Boote) la cui massima intensità è prevista per il 4 gennaio. Tornando alla Luna: la sua falce, visibile a ovest la sera del 26, farà compagnia al luminosissimo Venere. Le condizioni di osservabilità di questo pianeta sono infatti ottimali: sarà ben visibile nel cielo occidentale già dalle prime ore della sera. Marte sarà ben visibile, alto in cielo in direzione sud, nelle ore centrali della notte. Nella stessa direzione, ma subito dopo il tramonto, si potrà osservare anche Giove. Saturno invece sarà osservabile nella seconda metà della notte, a est: culminerà in direzione sud prima dell’alba, momento in cui potremo vedere anche Mercurio. Il piccolo pianeta potrà essere individuato sopra l’orizzonte orientale, prima che la luce del Sole lo renda inosservabile. Fra le costellazioni è facile, in queste sere, individuare quella dell’Auriga: proprio sopra le nostre teste, le sue stelle formano una sorta di pentagono. A questa costellazione appartengono ben 3 ammassi stellari aperti: M37, M36 e M38. M37, è il più luminoso dei tre e, in condizioni di osservabilità molto buone, lo si può distinguere anche a occhio nudo.
di Elena Lazzaretto e per saperne di più, guarda il video sul sito INAF
 

Il profondo cielo delle gelide notti invernali

Ventiquattro oggetti di profondo cielo visibili in inverno. Cominciamo dal primo.
Melotte 20 (Per) è un ammasso aperto a 600 anni luce da noi che appare sotto forma di una “S”. Mirfak, alfa Per, ne è la componente più luminosa. Si tratta di una supergigante di colore bianco – giallo, di spettro F5 e luminosità assoluta pari a circa 20 mila volte quella del Sole. Questa giovane stella massiccia sta esaurendo l’idrogeno nel proprio nucleo ed ha già iniziato ad allontanarsi dalla sequenza principale per percorrere le fasi evolutive avanzate. Tra “poche” decine di milioni di anni Mirfak esploderà come una violentissima supernova, a soli 600 anni luce da noi.
Messier 45 (Tau) è l’ammasso aperto più conosciuto di tutto il cielo: le Pleiadi. E’ l’oggetto più luminoso del catalogo di Messier: sotto un cielo limpido, una vista normale riesce a distinguere sei o sette stelle. E’ quasi impossibile non notare le Pleiadi, nel freddo cielo invernale. I nomi delle cinque stelle principali, da est verso ovest sono: Atlante, Alcione, Merope, Maia e Elettra. Messier 45 è uno spettacolo veramente unico. La debole nebulosità azzurra che avvolge l’ammasso, in particolare Merope che è la stella brillante più a sud, è stata scoperta dall’astronomo italiano Ernesto Guglielmo Tempel nel 1859.
NGC 1528 (Per) è un ammasso aperto a 2600 anni luce di distanza. Il diametro reale è di 18 anni luce; la sua stella più brillante è di colore azzurro ed appare di magnitudine 8,8.
IADI (Tau) è l’ammasso aperto a noi più vicino (si trova a soli 150 anni luce di distanza). Si presenta in cielo ad ovest della luminosa stella Aldebaran (alfa Tau) che però non fa parte dell’ammasso e si trova molto più vicina a noi (è posta a 65 anni luce).
NGC 1647 (Tau) è un ammasso aperto formato da un gran numero di componenti che si trova a 1300 anni luce. Il diametro reale è di 24 anni luce.
Messier 79 (Lep) – La costellazione della Lepre giace, forse un po’ trascurata, a sud di Orione e a ovest di Sirio. Ci sono alcune stelle doppie interessanti: anzitutto gamma Lep formata da due stelle nane – paragonabili al Sole – lontane soltanto 26 anni luce, di magnitudine 3,6 e 6,2. L’ammasso globulare Messier 79 è situato a sud di beta Lep, poco più di mezzo grado ad est della stella doppia ADS 3954 le cui componenti di magnitudine 5,4 e 6,6. La denominazione ADS sta per “Aitken Double Star” e si riferisce al New General Catalogue of Double Stars redatto da Robert Grant Aitken nel 1932, comprendente ben 17.180 stelle doppie.
Messier 38 (Aur) è un ammasso aperto, rintracciabile in piena Via Lattea a nord di beta Tau; verso sud est si può vedere prima l’ammasso aperto Messier 36 e anche l’ammasso aperto Messier 37. Questi tre ammassi sono realmente abbastanza vicini tra loro nello spazio, in quanto separati da meno 400 anni luce. Messier 38 si trova a 4300 anni luce e il diametro reale è di 26 anni luce.
Messier 1 (Tau) è la famosa nebulosa Granchio residuo della supernova apparsa nel 1054. Al suo interno vi è una pulsar che è una sorgente di onde radio, di raggi X e di raggi gamma. Visualmente appare circa di magnitudine 16, ma rapidamente variabile: essa infatti ruota su se stessa oltre 32 volte al secondo. I filamenti si espandono nello spazio alla velocità di oltre 1300 km/sec. Messier 1 si trova a 6300 anni luce.
Messier 42 (Ori) è forse l’oggetto più famoso dell’intera volta stellata, la cui immagine è presente in tutti i libri di divulgazione economica, si tratta infatti della famosa Nebulosa di Orione. Dopo le Pleiadi è il secondo oggetto più luminoso del Catalogo Messier. Al suo interno vi è un ammasso aperto, soprannominato “Trapezio” per la sua caratteristica forma: le quattro stelle principali sono di magnitudine 5,1; 6,7; 6,7 e 7,9. Si tratta di luminosissime supergiganti blu di tipo O, due delle quali sono di luminosità variabile. Sono inoltre presenti due componenti più deboli di mag. 11,1 e 11,5.
Messier 43 (Ori) è la porzione nord della grande nebulosa di Orione, Messier 42. All’osservazione visuale si mostra come una stella di magnitudine 6,9 attorniata da una nebulosità pressappoco circolare. L’intero complesso, che come noto rappresenta uno dei luoghi della nostra Galassia, in cui sta attualmente avvenendo la formazione di nuove stelle, è costituito da rarefatto gas caldo e luminoso – principalmente idrogeno – frammisto a vaste masse di polvere; si trova a 1950 anni luce.
Messier 36 (Aur) – La costellazione dell’Auriga contiene tre vistosi e splendidi ammassi aperti, disposti quasi esattamente in fila. Messier 36 occupa la posizione centrale. Messier 36 si trova a 4150 anni luce.
Messier 78 (Ori) – In direzione della costellazione di Orione, a circa 2000 anni luce di distanza, vi è un enorme complesso di nubi molecolari in gran parte fredde ed oscure, dalle quali occhieggiano alcune note nebulose ad emissione: Messier 42 e Messier 43, nonché la più debole IC 434 su cui si proietta la famosa nebulosa oscura B 33 Testa di cavallo. Nel complesso di Orione vi è la nebulosa a riflessione Messier 78.
Messier 37 (Aur) – Dei tre principali ammassi aperti presenti entro i confini della costellazione dell’Auriga, scoperti da Messier, questo è il più esteso e soprattutto il più ricco. Si trova a 4400 anni luce.
Messier 35 (Gem) è uno degli ammassi aperti più ricchi visibili nell’emisfero boreale; si trova a 2850 anni luce.
NGC 2244 (Mon) è un giovanissimo ammasso aperto formato da molte stelle, fra cui alcune particolarmente luminose che sono straordinarie supergiganti blu di spettro O quasi 20.000 volte più luminose del Sole. NGC 2244 si trova a 5500 anni luce. La stella più luminosa a sud – est è 12 Mon di colore arancione e mag. 5,8 che però non fa parte dell’ammasso. Ed è molto più vicina a noi. NGC 2244 si trova immerso dentro la famosa “Nebulosa Rosetta”, ovvero NGC 2237-9.
NGC 2264 (Mon) – Un tesoro nascosto nella costellazione dell’Unicorno ecco un luminoso ammasso aperto racchiuso dentro una vasta nebulosa ad emissione. L’ammasso aperto è visibile molto facilmente in quanto la sua stella più luminosa possiede un numero di Flamsteed, si tratta di 15 Mon di magnitudine 4,7 e colore intensamente blu-azzurro. Si tratta di una straordinaria supergigante di spettro O7 che possiede una compagna di mag. 7,9. A sud di 15 Mon vi è una piccola porzione della nebulosa che, per la sua caratteristica forma, è soprannominata “Nebulosa Cono”.
Messier 41 (CMa) è un vasto ammasso aperto che si trova a 2300 anni luce.
Messier 50 (Mon) – La costellazione dell’Unicorno (Monoceros in latino) è situata ad est di quella di Orione. Messier 50 si trova a 2950 anni luce e un diametro reale di 14 anni luce.
Messier 47 (Pup) è un facile ammasso aperto localizzabile in piena Via Lattea. Si trova a 1550 anni luce e ha un diametro reale di 14 anni luce.
Messier 46 (Pup) – La costellazione della Poppa della Nave Argo, situata ad est di Sirio, è a torto poco conosciuta, eppure essa è molto ricca di oggetti interessanti, in particolar modo di ammassi aperti. Messier 46 si trova a 5400 anni luce e ha un diametro reale di 42 anni luce.
Messier 93 (Pup) è un ammasso aperto immerso in un ricco campo di stelle; si trova a 3600 anni luce.
Messier 48 (Hya) è un esteso ammasso aperto a 2000 anni luce. La vasta costellazione dell’Idra è spesso poco conosciuta: eppure la sua parte più settentrionale che passa ben alta in cielo al di sopra dell’Equatore Celeste, è posta immediatamente sotto il Cancro.
Messier 44 (Cnc) è un famoso ammasso aperto situato fra le stelle gamma e delta Cnc: è un oggetto piuttosto vicino benché non particolarmente ricco e luminoso. E’ soprannominato Alveare oppure Presepe o Mangiatoia, assumendo che gamma e delta Cnc rappresentino i due asinelli.
Messier 67 (Cnc) è un ricco ammasso aperto che si trova a 2600 anni luce. Si tratta di uno degli ammassi aperti più vecchi della Galassia: il suo diagramma di H-R assomiglia infatti notevolmente a quello di un antico ammasso globulare. A causa dell’età superiore ai 3 miliardi di anni, anche le componenti la cui massa è di poco superiore a quella del nostro Sole stanno ormai abbandonando la sequenza principale, iniziando a risalire lungo il ramo delle giganti rosse.
Tratto da “Quattro stagioni nel profondo cielo” (Orione)

Stelle d’inverno: l’Auriga

Fra le stelle invernali troviamo anche la luminosissima Capella. Capella, Alfa Aurigae, si trova a 42,2 anni luce da noi e ha magnitudine apparente 0,08. In realtà è una doppia, sia visuale (strettissima) che spettroscopica, con componenti di magnitudine apparente 0,74 e 1,24, assoluta -0,26 e 0,24 (che equivalgono a 127 e 76 volte, rispettivamente, la luminosità del Sole). Le classi spettrali sono G8III e F6III, le temperature 5200 e 4800 K. La separazione reale media fra le due componenti è di 106 milioni di chilometri.
Anche la costellazione dell’Auriga dovette arrivare in Grecia dalla Mesopotamia. La leggenda descrive l’Auriga come un cocchiere che trasporta una capra sulle spalle e regge due o tre capretti in una mano e una frusta nell’altra. Fin dagli albori questa immagine è stata legata a vari miti, ma è generalmente identificata con Mirtilo, il cocchiere di re Enomao, che tradì il suo padrone manomettendo il cocchio e facendolo morire per esaudire il desiderio della figlia Ippodamia che si era innamorata di Pelope. Altri descrivono l’Auriga come lo sfortunato Ippolito figlio di Teseo e Ippolita. In ogni modo nessuna leggenda spiega come mai il cocchiere sia circondato da tutti questi animali.
Tra le stelle dell’Auriga, che alla latitudine dell’Italia sono quasi circumpolari, l’abate Hell ricavò un asterisma che chiamò “Telescopio di Herschel” per celebrare la scoperta di Urano compiuta nel 1781 dal grande astronomo di origine tedesca. Ma la nuova costellazione fu presto dimenticata.
Beta Aurigae si chiama Menkalinan e dista da noi 82 anni luce. Ha magnitudine apparente 1,90 e assoluta -0,1 (90 unità solari). La massa e il diametro sono rispettivamente 2,6 e 3,7 volte quelli del Sole. La classe spettrale è A2V, la temperatura 8500 K.
Una speciale contemplazione merita Epsilon Aurigae una supergigante di magnitudine 3 lontana 6500 anni luce e ben duecentomila volte più luminosa del Sole. Si tratta di una variabile ad eclisse con un periodo orbitale di 27 anni (9883 giorni). Secondo un modello proposto da Margherita Hack la stella eclissante ha una struttura a gusci concentrici ed è circondata da anelli di gas ionizzato: si spiega così il graduale impallidire della compagna eclissata. Le dimensioni della stella eclissante sono enormi: il diametro è 2800 volte quello del Sole e il colore rosso cupo. Recentemente, sempre Margherita Hack, ha concluso che probabilmente Epsilon Aurigae è un sistema formato da tre stelle, una coppia di stelle calde e molto vicine fra loro circondate da una nebulosa proto planetaria e una stella gigante circondata da un’atmosfera rarefatta.
Zeta Aurigae ha una magnitudine media di 3,8. E’ un’altra variabile ad eclisse con periodo di 972 giorni. La distanza oggi accettata è di 530 anni luce.
Nell’Auriga spiccano tre ammassi stellari aperti lontani e piuttosto deboli, ma molto belli. Si tratta di M36, M37 e M38.