Un pianeta di lava

Somiglia alla Terra è un pianeta fatto di rocce e ha quasi la stessa massa. Anche il suo Sole non è molto diverso dal nostro: ha soltanto una massa un poco inferiore.
La vera differenza sta nell’orbita del pianeta che si snoda vicinissima alla sua stella, ad appena un milione e mezzo di chilometri da essa, mentre noi siamo 100 volte più lontani. L’anno di questo pianeta che gira intorno alla stella Kepler 78 dura poco più di 8 ore e la sua superficie raggiunge una temperatura di 3000 gradi. Scoperto nel 2013 analizzando i dati dal telescopio spaziale Kepler, il pianeta è stato osservato non solo transitare davanti alla propria stella, ma è stata rilevata anche la sua occultazione e la luce riflessa dalla stella durante le varie fasi orbitali. Non era un oggetto di interesse per Kepler (KOI) a causa del breve periodo orbitale, quindi in precedenza non era stata effettuata l’analisi automatica dei dati ed era presente solo nella lista “Kepler Input Catalog” (KIC), il database di possibili candidati pianeti extrasolari. Come abbiamo detto Kepler-78 b (o KIC 8435766 b) è un pianeta poco più grande della Terra. Esso orbita intorno alla stella madre in un periodo di 8,5 ore e riflette dal 20% al 60% della luce stellare che riceve. La sua massa è tra l’1.69 e le 1.85 masse terrestre . Data la vicinanza alla stella il pianeta è certamente in rotazione sincrona, volgendo sempre lo stesso emisfero alla stella; la temperatura sull’emisfero sempre illuminato del pianeta è stimata in 2300-3100 K, mentre la temperatura nell’emisfero sempre in ombra rimane sconosciuta. Per questo motivo gli scienziati lo hanno descritto come un “pianeta di lava”.

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Un anno in appena otto ore e mezzo su Kepler 78b

Un anno in appena otto ore e mezzo. È quello che ci troveremmo a vivere se abitassimo su Kepler 78b, un pianeta a 700 anni luce dal nostro pianeta e grande più o meno uguale. È l’unica somiglianza però, sulla sua superficie vive un oceano di lava grazie a 3000 gradi Kelvin della sua superficie, 2726 gradi celsius. Ora questo pianeta non è però il detentore del record dell’anno più breve: membri dello stesso gruppo di ricercatori del MIT che lo hanno scoperto, avevano in precedenza trovato KOI 1.843,03, con un periodo orbitale di circa la metà, 4 ore e un quarto. La differenza, che ha portato alla pubblicazione su The Astrophysical Journal, è che i ricercatori sono stati in grado, per la prima volta, di rilevare la luce emessa da un pianeta così piccolo. Questa luce, una volta analizzata con telescopi più grandi, può dare agli scienziati informazioni dettagliate sulla composizione della superficie del pianeta e le proprietà riflettenti di Kepler 78b. Il pianeta è così vicino alla sua stella che gli scienziati sperano di misurare la sua influenza gravitazionale sulla stella. Tali informazioni possono essere utilizzate per misurare la massa del pianeta, che potrebbe rendere Kepler 78b il primo pianeta delle dimensioni della Terra al di fuori del nostro sistema solare la cui massa è nota. Secondo il team di astronomi, guidati dal professore emerito di fisica Saul Rappaport, ha stabilito che il pianeta per poter mantenere la sua orbita così vicina alla sua stella madre, dovrebbe essere incredibilmente denso, fatto quasi interamente di ferro – in caso contrario, le immense forze di marea prodotte dalla stella vicina, lo avrebbe fatto a pezzi. Il gruppo di ricercatori, che sta analizzando i dati del satellite Kepler per trovare pianeti con l’orbita più stretta possibile, è stato in grado di rilevare la luce emessa dal pianeta misurando la quantità di luce complessiva oscurata ogni volta che il pianeta passava dietro la stella. I ricercatori ipotizzano che la luce del pianeta è probabilmente una combinazione di radiazioni dalla superficie riscaldata e la luce riflessa della superficie materiali, quali lava e vapore atmosferico. Dalle misurazioni di Keplero 78b, il team ha determinato che il pianeta è circa 40 volte più vicino alla sua stella di quanto lo sia Mercurio al nostro Sole. La stella intorno a cui Kepler 78b orbita è probabilmente relativamente giovane: ruota infatti più di due volte più veloce del Sole – un segno che la stella non ha avuto tutto il tempo di rallentare. L’inabitabile mondo di lava di Kepler 78b non esclude del tutto la possibilità di pianeti abitabili, di breve periodo. “L’orbita intorno a una nana bruna – dice l’autore Josh Winn, professore associato di fisica del MIT – potrebbe essere molto vicina ma con una temperatura ancora abitabile”. Certo è che se volessimo vivere le quattro stagioni al tempo della musica di Vivaldi l’orbita non dovrà durare più di 45 minuti.
di Francesco Rea (INAF)