Le costellazioni di gennaio 2016

Il cielo orientale di inizio anno si presenta, nelle prime ore della notte, con le costellazioni zodiacali del Cancro e, di seguito, del Leone. A occidente si avviano al tramonto la piccola costellazione dell’Ariete, e quella molto più grande ma non molto appariscente dei Pesci, che potremo individuare più facilmente prendendo a riferimento il grande quadrilatero di Pegaso. Sopra il suo vertice più alto sull’orizzonte è ancora ben visibile Andromeda con l’omonima galassia. Proseguendo oltre Andromeda troviamo altissimo in cielo, praticamente allo zenit, il Perseo, e appena più un basso, sopra i Gemelli, l’Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono. La stella più luminosa dell’Auriga è Capella, termine che in latino significa “capretta”. La mitologia vi riconosce infatti Amaltea, la capra con il cui latte fu nutrito Zeus. Tornando al di sotto della fascia zodiacale, a Sud-Ovest le estese costellazioni – ma prive di stelle brillanti – della Balena e dell’Eridano precedono il Grande Cacciatore, ossia la protagonista incontrastata del cielo invernale: la costellazione di Orione. Di quest’ultima rammentiamo la nomenclatura delle stelle più brillanti: ai vertici del quadrilatero che ne disegna le spalle e le ginocchia, troviamo in alto BetelgeuseBellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, Alnitak, Alnilam e Mintaka. Da non perdere un’osservazione con un telescopio, ma è sufficiente anche un binocolo, per ammirare nella spada, poco sotto la cintura, la grande nebulosa M42. Il cacciatore Orione è accompagnato in cielo dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore, dove troviamo Sirio, la stella più brillante del cielo invernale, ed ilCane Minore, dove brilla un’altra stella facilmente identificabile: Procione. Chiudiamo il tour della volta celeste rivolgendo lo sguardo verso Nord: attorno alla stella polare nell’Orsa Minore, riconosciamo in senso antiorario Cassiopea, con l’inconfondibile forma a “W”, la più evanescente Cefeo, il serpeggiante Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.
Il cielo nel mese di gennaio (Astronomia.com) a cura di Stefano Simoni

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Le costellazioni di febbraio

Il cielo del mese di febbraio è ancora dominato dalle grandi costellazioni invernali. Protagonista del cielo in direzione meridionale è sempre Orione, con le tre stelle allineate della cintura (da sinistra: Alnitak, Alnilam e Mintaka) ed i luminosi astri Betelgeuse (rossa) e Rigel (azzurra). Più in alto troviamo ancora le costellazioni del Toro con la rossa Aldebaran, la costellazione dell’Auriga con la brillante stella Capella, i Gemelli con le stelle principali Castore e Polluce. A sinistra in basso rispetto ad Orione, il grande cacciatore, nella costellazione del Cane Maggiore, brilla la notissima Sirio, la stella più luminosa del cielo.
Più in alto, a sinistra, la raffigurazione della caccia è completata dal Cane Minore, dove risplende Procione. Verso Ovest, nelle prime ore della sera, c’è ancora tempo per veder tramontare le costellazioni autunnali di Andromeda, del Triangolo, dei Pesci e dell’Ariete.
Restando tra le costellazioni zodiacali, un po’ più impegnativo è invece il riconoscimento della piccola e debole costellazione del Cancro visibile tra i Gemelli e il Leone, che vedremo sorgere ad Est, seguito dalla Vergine.
Prendendo a riferimento la stella polare possiamo riconoscere alcune note costellazioni del cielo settentrionale. A Nord-Ovest riconosciamo Cassiopea con la sua inconfondibile forma a “W”; tra Cassiopea e il Toro è facile individuare la costellazione del Perseo.
Più spostata a Nord-Est si trova l’inconfondibile Orsa Maggiore, vicino alla quale possiamo riconoscere la piccola costellazione dei Cani da Caccia. Da: Il cielo del mese di Stefano Simoni (Astronomia.com).

Ariete e Auriga

L’Ariete (in latino Aries, Arietis, Ari) è una delle costellazioni dello zodiaco; si trova tra i Pesci ad ovest e il Toro ad est ed è una figura caratteristica dei cieli autunnali boreali. Da essa prende il nome il Primo Punto d’Ariete, ossia l’intersezione fra l’equatore celeste e l’eclittica in direzione nord; si tratta del punto in cui si osserva il Sole il giorno dell’equinozio di primavera boreale ed è considerato il grado 0 dell’eclittica. A causa della precessione degli equinozi, oggi questo punto si trova nella costellazione dei Pesci. Al di là delle due stelle più luminose e di qualche stella doppia la costellazione non contiene molti oggetti di rilievo, sia per la lontananza dalla Via Lattea sia per le sue dimensioni. Si tratta di una costellazione di dimensioni relativamente contenute: occupa infatti 441 gradi quadrati di volta celeste, ossia poco più della metà del vicino Toro. Le sue stelle sono tuttavia abbastanza appariscenti, in particolare Hamal (α Arietis) e Sheratan (β), entrambe di magnitudine 2; altre stelle importanti sono Mesarthim (γ1) e Botein (δ). Tranne quest’ultima, le sue stelle più luminose si concentrano nell’angolo nordoccidentale della costellazione. L’Ariete si individua con facilità poco a ovest delle Pleiadi e a nord della grande costellazione della Balena. Nella parte nordorientale dell’Ariete nei secoli passati era stata creata una piccola costellazione chiamata Mosca Boreale, caduta poi in disuso e definitivamente soppressa nel 1930; ciò ha comunque comportato un’anomalia nella nomenclatura delle sue stelle. La costellazione diventa visibile nel cielo serale alla fine dell’estate boreale (settembre) e resta visibile per tutto l’autunno e l’inverno, fino al mese di marzo.

Profondo cielo 

I pochi oggetti del profondo cielo nell’Ariete sono relativamente deboli. Non sono presenti oggetti appartenenti alla Via Lattea di facile osservazione: nell’estremo settore di nord-est si osservano alcune nebulose oscure o parzialmente illuminate, che fanno parte della regione di formazione stellare compresa fra Perseo e il Toro e nota come Nube di Perseo. Gran parte delle galassie visibili in Ariete sono deboli e remote; la più appariscente è NGC 772, posta a sudest di β Arietis e osservabile anche con telescopi di 15-20cm di diametro, e la piccola NGC 821, a sud.

L’Auriga (Aurigae, Aur) è una costellazione settentrionale. È una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è anche una delle 88 costellazioni moderne. La sua stella più brillante è Capella (α Aurigae), che è associata con la mitologica Amaltea; le tre stelle adiacenti ε, ζ e η Aurigae sono invece chiamate «i capretti». Luminosa e appariscente, l’Auriga è un punto di riferimento imprescindibile per l’identificazione di un buon numero di stelle e costellazioni nei cieli autunnali e invernali. La costellazione dell’Auriga è caratteristica dei mesi dell’inverno boreale; è facile da individuare, grazie alla sua forma a pentagono, con l’angolo nord-occidentale formato dalla brillante stella Capella, la sesta stella più brillante del cielo, di colore giallo molto ben evidente; il resto della figura è delineata da stelle di seconda magnitudine, a cui se ne aggiungono diverse di terza e quarta sparse per la costellazione. In senso orario il pentagono è costituito dalle stelle ι Aurigae, γ Aurigae (denominazione caduta in disuso in favore di β Tauri, dato che si trova al confine col Toro e di cui costituisce il corno settentrionale), θ Aurigae e β Aurigae. La parte centrale dell’Auriga è inoltre attraversata da un ricco tratto del piano della Via Lattea e abbonda di stelle deboli di fondo, ben visibili a occhio nudo nelle notti più limpide; si trovano inoltre diversi oggetti celesti appartenenti alla nostra Galassia, come brillanti ammassi di stelle e nebulosità diffuse. Il periodo più propizio per la sua osservazione ricade nei mesi dell’inverno boreale, a partire da novembre fino ad aprile-maggio; Capella in particolare si trova nella parte settentrionale della costellazione e dalla fascia media temperata boreale è già visibile nel cielo della sera fin dalle notti di agosto, mentre resta visibile al tramonto anche nelle sere di inizio giugno.

Allineamenti

Sfruttando gli allineamenti dati dalle stelle dell’Auriga è possibile individuare altre stelle e costellazioni. Un allineamento ben noto ad esempio è dato dalle stelle θ e β Aurigae, che prolungato di circa sei volte permette di raggiungere la Stella polare; un altro allineamento, dato da Capella e θ Aurigae punta verso i Gemelli, mentre l’allineamento Capella-ι Aurigae punta verso Aldebaran (α Tauri).

Profondo cielo

La costellazione è attraversata dalla Via Lattea, nel suo tratto opposto al centro galattico; questo tratto, a parte la sezione più settentrionale, fortemente oscurata, appare comunque ben visibile e scarsamente mascherato da polveri interstellari, cosicché risultano visibili diversi oggetti celesti. Alcuni di questi sono piuttosto luminosi e di facile osservazione. Fra gli ammassi aperti, tre furono osservati e descritti dal Messier: si tratta di M36,M37 ed M38, tutti facili da individuare e da osservare. M37 è il più denso e si trova sul bordo della Via Lattea, sebbene la sua risoluzione in stelle sia molto difficile con strumenti di piccolo diametro; M36 al contrario contiene stelle molto più brillanti ed è fra i più facili da risolvere, pur essendo il più piccolo fra i tre. M38 si trova sul bordo di un ricco campo stellare ed è anch’esso di facile risoluzione. Sia M36 che M38 si trovano all’interno della figura del pentagono dell’Auriga a breve distanza l’uno dall’altro, sulla scia luminosa della Via Lattea. Nella parte centrale della costellazione sono presenti anche altri ammassi, meno brillanti, ma individuabili con piccoli strumenti amatoriali, la gran parte dei quali appaiono immersi in ricchi campi stellari; quasi tutti questi ammassi fanno parte del Braccio di Perseo, il braccio di spirale galattico immediatamente più esterno rispetto al nostro braccio minore. Più esternamente rispetto al piano della Via Lattea e in posizione periferica rispetto ai confini dell’Auriga si trova invece NGC 2281, un ammasso relativamente brillante composto da alcune stelle di decima magnitudine. Quasi tutte le regioni di formazione stellare dell’Auriga si concentrano nella parte centro-meridionale della costellazione, dove sono presenti anche i campi stellari più ricchi. Nelle foto a lunga posa è possibile qui osservare la bella nebulosa diffusa IC 405, circondante la stella doppia e variabile AE Aurigae; altre nebulose sono osservabili nei dintorni, come IC 410. La parte sudoccidentale della costellazione appare invece oscurata fortemente dal grande banco di polveri facente parte della Nube del Toro, uno dei complessi nebulosi oscuri più prossimi al sistema solare, in cui ha luogo la formazione stellare.

Arrivano le stelle di gennaio

Le costellazioni zodiacali che sorgono ad oriente nelle prime ore della notte sono il Cancro e, di seguito, il Leone.
A occidente invece si avviano al tramonto la piccola costellazione dell’Ariete e quella molto più estesa ma non molto appariscente dei Pesci, che potremo individuare più facilmente prendendo a riferimento il grande quadrilatero di Pegaso.
Sopra il suo vertice più alto sull’orizzonte è ancora ben visibile Andromeda con l’omonima galassia. Proseguendo oltre Andromeda troviamo altissimo in cielo, quasi allo Zenit, il Perseo, e appena più un basso, sopra i Gemelli, l’Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono.
La stella più luminosa dell’Auriga è Capella, termine che in latino significa “capretta”. La mitologia vi riconosce infatti Amaltea, la capra con il cui latte fu nutrito Zeus. Tornando al di sotto della fascia zodiacale, a Sud-Ovest le estese costellazioni – ma prive di stelle brillanti – della Balena e dell’Eridano precedono il Grande Cacciatore, ossia la protagonista incontrastata del cielo invernale: la costellazione di Orione.
Di quest’ultima rammentiamo la nomenclatura delle stelle più brillanti: ai vertici del quadrilatero che ne disegna le spalle e le ginocchia, troviamo in alto Betelgeuse e Bellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, AlnitakAlnilam e Mintaka.
Da non perdere un’osservazione con un telescopio, ma è sufficiente anche un binocolo, per ammirare nella spada, poco sotto la cintura, la grande nebulosa M42.
Il cacciatore Orione è accompagnato in cielo dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore, dove troviamo Sirio, la stella più brillante del cielo invernale, ed il Cane Minore, dove brilla un’altra stella facilmente identificabile: Procione.
Chiudiamo il tour della volta celeste rivolgendo lo sguardo verso Nord: attorno alla Stella Polare nell’Orsa Minore, riconosciamo in senso antiorario Cassiopea, con l’inconfondibile forma a “W”, la più evanescente Cefeo, il serpeggiante Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.
A cura dell’Unione Astrofili Italiani (UAI)

Le costellazioni di settembre

Alla metà del mese il cielo della sera è completamente buio attorno alle 21.00 e la mattina comincia ad albeggiare solo dopo le ore 6.00. Il cielo di settembre, a causa delle giornate sempre più brevi, è sostanzialmente simile a quello di agosto, con la differenza che gli astri che eravamo abituati a vedere ben alti in cielo intorno alla mezzanotte, sono invece spostati verso occidente dove si accingono a tramontare. Nelle prime ore della sera sarà possibile scorgere sull’orizzonte lo Scorpione, seguito dal Sagittario e, più in alto, dall’Ofiuco e da Ercole. Più a Nord – Ovest tramonta invece la costellazione del Bootes, caratterizzata dalla supergigante rossa Arturo, circa 500 volte più grande del nostro Sole: al suo fianco sinistro notiamo la piccola costellazione della Corona Boreale. Qualche ora più tardi sarà il turno del Triangolo Estivo (descritto dettagliatamente nel cielo di luglio) ad avviarsi verso l’orizzonte occidentale. Con l’aiuto delle mappe del cielo si potranno facilmente identificare anche le costellazioni minori, disposte tra l’Aquila e il Cigno; in particolare, sono riconoscibili la Volpetta, la Freccia e il Delfino. Tornando alla fascia zodiacale, le costellazioni visibili verso Sud in questo periodo sono meno spettacolari e di più difficile identificazione rispetto a quelle osservate nei mesi precedenti. CapricornoAcquario e Pesci sono piuttosto estese, ma prive di stelle brillanti. Più facile da trovare la minuscola costellazione dell’Ariete, che vedremo sorgere a Est. Per riconoscere queste costellazioni possiamo sfruttare gli allineamenti delle stelle più brillanti delle costellazioni che troviamo nelle vicinanze: Acquario e Pesci ad esempio si trovano proprio sotto il grande quadrilatero di Pegaso, il cavallo alato, che dopo il tramonto domina il cielo di Sud-Est. Partendo da Pegaso, verso Nord-Est, troviamo la costellazione di Andromeda, dove anche con un semplice binocolo (ma in cieli molto oscuri la si intravede già ad occhio nudo) è possibile osservare l’omonima galassia. Andromeda è seguita da Perseo, con una forma che ricorda una “Y” rovesciata. Più in alto rispetto ad Andromeda e Perseo, spostandoci a Nord verso la stella polare(non riesci a trovarla?), troviamo Cassiopea, con la sua caratteristica forma a “W”, e la meno appariscente costellazione di Cefeo, dalla forma di una casetta stilizzata. Tra Perseo e Cassiopea c’è un altro noto oggetto del profondo cielo che merita di essere osservato: si tratta del cosiddetto Doppio Ammasso del Perseo. I due ammassi contengono complessivamente circa 400 stelle e distano da noi oltre 7.000 anni luce, separati da circa un migliaio di anni luce l’uno dall’altro. Il “Doppio Ammasso” è un oggetto molto esteso: la visione migliore la si può avere con un binocolo, che permette di ammirare entrambe le concentrazioni di stelle, che di norma non entrano nel ristretto campo inquadrato da un telescopio. Completiamo la descrizione della volta celeste con l’Orsa Maggiore, che troviamo a Nord – Ovest, accompagnata dal Dragone, una vasta costellazione che si snoda come un serpente tra le due Orse.
Tratto da Il cielo nel mese di settembre 2013 di Astronomia.com a cura di Stefano Simoni

Il Punto d’Ariete si trova nei Pesci

Il cielo di settembre ci consente di osservare ancora buona parte di quelle costellazioni che hanno caratterizzato la volta celeste nella parte centrale dell’estate. Ora però gli astri che eravamo abituati a vedere ben alti in cielo intorno alla mezzanotte, sono invece spostati verso occidente dove si accingono a tramontare. Nelle prime ore della sera sarà possibile scorgere sull’orizzonte lo Scorpione, seguito dal Sagittario e, più in alto, dall’Ofiuco e da Ercole. Più a nord – ovest tramonta invece la brillante stella Arturo, nella costellazione del Boote: al suo fianco sinistro notiamo la piccola costellazione della Corona Boreale.
Qualche ora più tardi sarà il turno del Triangolo Estivo ad avviarsi verso l’orizzonte occidentale. Con l’aiuto della mappa del cielo si potranno facilmente identificare anche le costellazioni minori, disposte tra l’Aquila e il Cigno; in particolare sono riconoscibili la Volpetta, la Freccia e il Delfino.
Tornando alla fascia zodiacale, le costellazioni visibili verso sud in questo periodo sono meno spettacolari e di più difficile identificazione rispetto a quelle osservate nei mesi precedenti. Capricorno, Acquario e Pesci sono piuttosto estese, ma prive di stelle brillanti.
Più facile da trovare la minuscola costellazione dell’Ariete, che vedremo sorgere a est. Per riconoscere queste costellazioni possiamo sfruttare gli allineamenti delle stelle più brillanti delle costellazioni che troviamo nelle vicinanze: Acquario e Pesci ad esempio si trovano proprio sotto il grande quadrilatero di Pegaso, il cavallo alato, che dopo il tramonto domina il cielo di sud – est.
Partendo da Pegaso, verso nord – est, troviamo la costellazione di Andromeda, dove anche con un semplice binocolo (ma in cieli molto oscuri la si intravede già ad occhio nudo) è possibile osservare l’omonima galassia. Andromeda è seguita da Perseo, con una forma che ricorda una “Y” rovesciata.
Più in alto rispetto ad Andromeda e Perseo, spostandoci a nord verso la Stella Polare, troviamo Cassiopea, con la sua caratteristica forma a “W” e la meno appariscente costellazione di Cefeo.
Tra Perseo e Cassiopea c’è un altro noto oggetto del profondo cielo che merita di essere osservato: si tratta del cosiddetto Doppio Ammasso del Perseo.
I due ammassi contengono complessivamente circa 400 stelle e distano da noi oltre 7.000 anni luce, separati da circa un migliaio di anni luce l’uno dall’altro.
Il “Doppio Ammasso” è un oggetto molto esteso: la visione migliore la si può avere con un binocolo, che permette di ammirare entrambe le concentrazioni di stelle, che di norma non entrano nel ristretto campo inquadrato da un telescopio.
Completiamo la descrizione della volta celeste con l’Orsa Maggiore, che troviamo a nord – ovest, accompagnata dal Dragone, un “serpente” di stelle che si snoda tra le due Orse (Elaborato da: Il cielo del mese – Unione Astrofili Italiani).
La costellazione dell’Ariete copre 441 gradi quadrati. E’ una costellazione zodiacale ma le sue stelle sono poche vistose e non attira molto l’attenzione degli osservatori del cielo anche per la mancanza di oggetti visibili con piccoli telescopi. E’ comunque importante dal punto di vista storico in quanto si tratta del primo segno dello Zodiaco dove, 2000 anni fa, il Sole veniva a trovarsi all’equinozio di primavera. A causa della precessione degli equinozi, si assiste a un lento spostamento dell’Equatore Celeste dove l’Ariete giunge con un mese di anticipo. Per ragioni storiche il passaggio del Sole attraverso l’eclittica viene ancora chiamato punto d’Ariete anche se oggi sono i Pesci a includere il “punto d’Ariete”, cioè il punto in cui il Sole attraversa l’equatore celeste per passare nell’emisfero boreale, passaggio che coincide come detto con l’equinozio di primavera.
La stella Alfa Arietis si chiama Hamal. Si tratta di una gigante rossa di magnitudine 2,02 (spettro K2), distante dalla Terra 65 anni luce.
La stella Beta Arietis si chiama Sheratan. Si tratta di una stella bianca di magnitudine 2,72 che si trova a 60 anni luce dalla Terra.
La stella Gamma Arietis è Mesarthim; un sistema doppio composto da due stelle di colore bianco (di classe spettrale A0) con pari luminosità (magnitudine 4,8). La scoperta, avvenuta nel 1664, è attribuita all’inglese Robert Hooker. Un terzo componente di magnitudine 9,6 si trova molto più lontano e non fa parte del sistema.
La stella Epsilon è una doppia fisica con componenti di magnitudine 5,2 e 5,5 e colore bianco.
53 Arietis di magnitudine 6,1 viene considerata una stella fuggitiva e viaggia alla velocità di 60 Km/s. Se ne conoscono altre due Mu Col e AE Aqr. Pare si siano allontanate 5 milioni di anni fa dalla Nebulosa di Orione. Probabilmente erano componenti di sistemi binari con la compagna diventata una supernova.
Due le galassie alla portata dei piccoli strumenti amatoriali: NGC 772, una spirale di tipo classico; NGC 821 è un’altra galassia spirale, meno luminosa della predente ma più concentrata.
Una stella per amica