101955 Bennu

101955 Bennu è un asteroide Apollo. Scoperto nel 1999, presenta un’orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 1,1258996 au e da un’eccentricità di 0,2037196, inclinata di 6,03428° rispetto all’eclittica. Le sue caratteristiche spettrali ne permettono la classificazione tra gli asteroidi carbonacei di tipo B. L’asteroide ha una forma sferoidale, con un diametro medio di circa 500 metri. È stato oggetto di approfondite osservazioni condotte attraverso i radiotelescopi di Arecibo e di Goldstone. È stato selezionato quale obiettivo della missione OSIRIS-REX della NASA che, tra i suoi scopi, aveva anche il recupero di campioni dalla sua superficie per il loro successivo trasporto a Terra. Il lancio è avvenuto il 9 settembre 2016 e l’arrivo sull’asteroide, con l’inserimento in orbita, è avvenuto il 3 dicembre 2018. La raccolta dei campioni prevedeva la possibilità di un secondo tentativo, qualora il primo fosse fallito o avesse avuto come risultato il prelievo di una quantità troppo esigua di materiale. Il primo tentativo è stato eseguito con successo il 20 ottobre 2020, mentre il ritorno dei campioni a Terra è previsto per il 2023. Il 7 marzo 2020 l’UAI ha ufficializzato le prime denominazioni ufficiali delle caratteristiche della sua superficie. In origine era identificato con la designazione provvisoria 1999 RQ36, ma nell’aprile 2013, a seguito della scelta di porlo come obiettivo della missione OSIRIS, ha ricevuto la denominazione definitiva con riferimento all’omonima divinità minore egizia. L’asteroide percorre un’orbita moderatamente eccentrica, inclinata di circa 6° rispetto al piano dell’eclittica. L’afelio, esterno all’orbita della Terra, è a 1,35 UA dal Sole; il perielio, interno all’orbita terrestre, è a 0,89 UA dal Sole. Ciò lo caratterizza come un asteroide Apollo. Completa un’orbita in un anno e 73 giorni. Il nodo ascendente dell’orbita è prossimo all’orbita della Terra e l’asteroide ha ripetuti incontri ravvicinati con il nostro pianeta, che potrebbero condurre ad un impatto. In uno studio di dinamica orbitale del 2009 Andrea Milani, professore presso la Facoltà di Matematica dell’Università di Pisa, e collaboratori hanno individuato una serie di otto potenziali impatti con la Terra tra il 2169 ed il 2199. La probabilità d’impatto collettiva dipende dalle proprietà fisiche dell’oggetto, al momento poco conosciute, ma non sarebbe superiore allo 0,07% per tutti gli otto incontri. Per valutarla con maggiore accuratezza è necessario acquisire maggiori informazioni sulla forma dell’asteroide e determinare l’intensità dell’accelerazione cui 1999 RQ36 è soggetto per l’effetto YORP. Uno degli obiettivi della missione Osiris-Rex è proprio quello di stimare con precisione tale effetto ricavando informazioni morfologiche più dettagliate dell’asteroide.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: