In breve

Causa vari problemi Una Stella per Amica ha avuto un lungo momento di stop. A questo punto non mi resta che ripartire da qui segnalando solo qualche informazione per non avere un vero e proprio “buco nero” nel nostro sito. Tutte queste informazioni e tante altre sono reperibili sul bellissimo sito MEDIA INAF.
Con l’occasione faccio a tutti i miei più cari auguri di Buon Natale e felice 2017.

Esiste una massa limite per i buchi neri supermassivi? È ciò che si sono chiesti due astronomi della Columbia University che hanno realizzato una serie di simulazioni dei processi fisici che avvengono nel disco di accrescimento. I risultati suggeriscono che il gas che si accresce attorno al buco nero centrale durante la sua fase evolutiva non è sufficiente a farlo crescere oltre 10 miliardi di masse solari. Lo studio è pubblicato su ApJ  (MEDIA INAF 4 ottobre 2016).

Proxima b e le sue ambiguità Ricercatori del CNRS francese e della Cornell University hanno realizzato una serie di simulazioni per ricostruire la struttura interna di Proxima b basandosi su modelli che permettono di calcolare il raggio del pianeta e la posizione dei differenti strati di materia. I risultati forniscono valori compresi tra 0,94-1,40 raggi terrestri, indicando che il pianeta potrebbe trovarsi a metà strada tra un corpo celeste più massiccio di Mercurio e un mondo dotato di un singolo grande oceano d’acqua. (MEDIA INAF 10 ottobre 2016)

I pianeti che orbitano attorno a due stelle potrebbero sopravvivere, sorprendentemente, alle ultime e violente fasi evolutive del sistema binario. È quanto emerge da uno studio, pubblicato su Astrophysical Journal, che fa il punto sui cosiddetti pianeti circumbinari, noti anche come mondi di Tatooine, trovando che essi spesso scampano la morte e la distruzione migrando verso orbite più esterne (MEDIA INAF 12 ottobre 2016).

Vuoti cosmici e superammassi Un team di ricercatori dell’Università di Portsmouth ha pubblicato la più grande mappa mai realizzata dei vuoti cosmici e superammassi. Potrà essere utilizzata per misurare l’effetto dovuto all’energia oscura sull’espansione dell’Universo. I risultati sono riportati su ApJ Letters (MEDIA INAF 14 ottobre 2016)

Novità su Venere Le colate laviche dei suoi vulcani e la tormentata atmosfera nell’infrarosso: il pianeta Venere tra gli argomenti presentati nella prima giornata del congresso DPS/EPSC, a Pasadena, in California (MEDIA INAF 18 ottobre 2016).

Sulle tracce del killer dei dinosauri Ricercatori della Universities Space Research Association hanno studiato la geologia della superficie lunare per comprendere la formazione dei crateri d’impatto sulla Terra. Gli autori si sono concentrati sul cratere lunare Schrödinger, la cui origine sarebbe simile a quella che ha prodotto il cratere Chicxulub sulla Terra, legato all’estinzione dei dinosauri. I risultati su Nature Communications (Media Inaf 20 0ttobre 2016)

Distruzione in atto nella Carena Le ultime immagini ottenute con lo strumento MUSE, montato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, mostrano la regione R44 all’interno della Nebulosa Carena, a circa 7500 anni luce da noi. Le stelle massicce all’interno della zona di formazione stellare stanno lentamente distruggendo i pilastri di polvere e gas da cui hanno avuto origine (Media Inaf 2 novembre 2016)

Nuova teoria sull’origine della Luna Ricercatori dell’Università della California a Davis propongono un nuovo scenario per spiegare come la Luna abbia raggiunto l’attuale orbita e perché la sua composizione chimica risulti molto simile a quella del nostro pianeta. Un unico evento produsse una collisione di più alta energia da cui ebbero origine la Terra e la Luna. I risultati, pubblicati su Nature, sollevano alcuni dubbi sulla teoria del grande impatto (Media Inaf 31 ottobre 2016)

Fischia un vento di zaffiri e rubini Una ricerca coordinata dall’Università di Warwick ha rilevato fenomeni meteorologici estremi su un enorme pianeta gassoso fuori del nostro sistema solare. Impetuosi venti equatoriali d’intensità assai variabile spostano grandi quantità di nuvole, probabilmente composte da “corindone”, il minerale che sulla Terra forma rubini e zaffiri. La ricerca è pubblicata sul primo numero della neonata rivista Nature Astronomy  (Media Inaf  12 dicembre 2016)

PSR J1723−2837 è un sistema binario composto da una pulsar al millisecondo e una stella normale di piccola massa. Grazie a uno studio condotto da un osservatorio privato in Sud Africa, un astrofisico e un astrofilo sono riusciti a svelarne alcune peculiarità, tra cui spicca la presenza di macchie sulla stella compagna. (Media Inaf 8 dicembre 2016)

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