Elektra e le sue lune

Si chiama Elektra, fluttua all’interno della fascia principale di asteroidi – la regione del Sistema solare situata grossomodo tra le orbite di Marte e di Giove e occupata da numerosi corpi di forma irregolare – ed è appena stato promosso alla categoria di asteroide triplo. Già perché attorno al corpo principale orbitano due piccole lune, due sassi irregolari che brillano come diamanti nella bellissima immagine pubblicata dallo European Southern Observatory. Il gruppo di ricerca, guidato da Bin Yang del centro Eso di Santiago, si è servito delle potenti ottiche dello strumento SPHERE (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch instrument), montato sulla Unit Telescope 3 del Very Large Telescope sul Cerro Paranal, in Cile. La nuova piccola luna di Elektra ha un diametro di circa due chilometri ed è stata battezzata provvisoriamente S/2014 (130) 1. Ma Elektra non è l’unico asteroide triplo scoperto da SPHERE in questa regione della fascia principale.Anche per l’asteroide Minerva è stato individuato un secondo corpo orbitante attorno al corpo celeste che naviga in questa apparentemente affollata regione del Sistema solare. «Gli asteroidi sono le vestigia di un passato che ha visto nascere i grandi e piccoli pianeti che sappiamo abitare il sistema stellare di cui fa parte anche la nostra Terra», spiega Franck Marchis, astronomo di origine francese e specializzato nella caratterizzazione di questi corpi multipli, in forze presso l’istituto di ricerca SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) di Mountain View, in California, e fra i firmatari dello studio. Studiare asteroidi con più satelliti è di fondamentale importanza per l’astronomia: comprendere i meccanismi che hanno portato alla loro formazione può infatti fornire nuove e importanti informazioni sull’evoluzione seguita dai pianeti del Sistema solare. Utilizzando i dati raccolti con lo strumento SPHERE, Yang e colleghi hanno potuto scoprire, per esempio, che entrambi gli asteroidi tripli Elektra e Minerva sono stati creati a seguito di un impatto erosivo. Blocchi di materiale possono dunque staccarsi dal corpo principale e formare piccoli satelliti partendo dal materiale fornito dal corpo principale.
di Davide Coero Borga (INAF)

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