L’ultimo saluto a Encelado

E così termina anche questa avventura. Sabato 19 dicembre alle 18:30 (ora italiana) la sonda NASA/ESA/ASI Cassini ha effettuato l’ultimo volo ravvicinato attorno alla luna ghiacciata di Saturno Encelado. Lo scorso ottobre Cassini ha volato altre due volte attorno al sesto satellite naturale di Saturno (in ordine di grandezza) per studiarne i potenti getti di ghiaccio: l’incontro del 30 ottobre ha portato la sonda a 48 chilometri di distanza. Entro la fine di quest’anno, Cassini partirà dal piano equatoriale di Saturno (da dove le lune sono più visibili) per iniziare un anno di preparazione tecnica al gran finale: gettarsi – letteralmente – tra gli anelli del sesto pianeta del Sistema solare per gli studi finali. «Questo flyby finale di Encelado suscita sentimenti sia di trionfo che di tristezza», ha dichiarato Earl Maize, project manager della missione Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA. L’ultimo volo ha portato la sonda (partita dalla Terra nel 1997) a 4.999 chilometrida Encelado, che osserverà per altri due anni (fino a settembre 2017 – quando la missione dovrebbe terminare) ma da almeno 4 volte la distanza dell’ultimo volo (circa 20 mila chilometri). Pensate che quello di sabato scorso è stato il 22° incontro ravvicinato tra la sonda e la luna scoperta nel 1789 da William Herschel. Cassini ha potuto misurare la quantità di calore proveniente dall’interno della luna e, come in questi anni, ha osservato le diverse caratteristiche geologiche che hanno reso popolare questa luna: le striature della sua superficie ghiacciata. Già dopo il 2005, Cassini ha fatto una serie di scoperte sul materiale che sgorga dalle fratture calde vicino al polo sud di Encelado, che è uno dei luoghi migliori del nostro Sistema solare che potrebbe ospitare la vita. Nel 2014, infatti, gli scienziati hanno annunciato le prove dell’esistenza di un oceano nel sottosuolo, ipotesi confermata poi nel 2015. Gli scienziati guidati da Linda Spilker, project scientist della missione presso il JPL a Pasadena, hanno così detto addio a Encelado. «Cassini ha fatto tante scoperte mozzafiato su Encelado, ma dobbiamo ancora rispondere alla domanda fondamentale: “C’è vita in questo piccolo oceano?”», ha detto la ricercatrice.
di Eleonora Ferroni (INAF)

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