Sull’esopianeta venti supersonici

Oltre 8690 chilometri orari. E’ questa la velocità a cui viaggiano i venti che circondano l’equatore del pianeta HD 189733b, studiato di recente da alcuni ricercatori dell’Università di Warwick: per la prima volta è stato misurato direttamente e mappato il sistema meteorologico di un pianeta al di fuori del nostro Sistema solare. Nello specifico, i venti che imperversano su questo esopianeta sono 20 volte più veloci del vento più veloce mai misurato sulla Terra (sette volte la velocità del suono). HD 189733b è uno dei gioviani caldi più studiati: è oltre il 10% più grande di Giove, ma 180 volte più vicino alla sua stella e presenta una temperatura di 1200°C. Precedenti osservazioni hanno dimostrato che il lato diurno del pianeta (cioè quello rivolto verso la stella madre) sembrerebbe avere una tonalità brillante di blu (almeno se fosse visibile da occhio umano), probabilmente a causa di nubi di particelle di silicato nella parte alta dell’atmosfera. Gli astronomi hanno misurato la velocità dei venti dai due lati del pianeta, da quello diurno a quello notturno. Tom Louden, il primo autore della ricerca, ha spiegato che lo studio è stato effettuato usando «misurazioni spettroscopiche ad alta risoluzione dell’assorbimento di sodio presente nell’atmosfera di HD 189733b» unite allo sfruttamento dell’effetto DopplerCosa vuol dire? Misurando lo spostamento Doppler dell’assorbimento del sodio i ricercatori sono in grado di misurare la velocità del vento. La regione più blu dell’atmosfera si sta muovendo verso la Terra a 19312 chilometri orari mentre la regione rossa si sta allontanando dalla Terra a 8046 chilometri orari. Correggendo i dati in base alla rotazione del pianeta si ottiene la velocità dei venti, cioè 8690 chilometri orari sul lato notturno (blu). Per le osservazioni del pianeta è stata utilizzata la tecnica del transito e i dati raccolti dal cacciatore di pianeti dell’ESO HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), a La Silla, Cile: «La superficie della stella è più luminosa al centro, così quando il pianeta orbita di fronte ad essa la quantità relativa di luce bloccata dalle diverse parti dell’atmosfera cambia. Per la prima volta abbiamo usato queste informazioni per misurare le velocità sui lati opposti del pianeta in modo indipendente ed è ciò che ci dà la nostra mappa di velocità», ha aggiunto l’astronomo. Il co-autore dello studio Peter Wheatley ha detto: «Siamo davvero entusiasti di aver trovato un modo per mappare il clima su pianeti lontani. Man mano che svilupperemo la tecnica, saremo in grado di studiare i venti con maggiori dettagli anche su pianeti più piccoli. In definitiva questa tecnica ci permetterà di studiare il clima su pianeti simili alla Terra».
Redazione Media Inaf

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