Cerere e i suoi rilievi, mai così vicini

Ci aveva lasciati a inizio agosto con un video-tour incantevole (lo potete vedere più sotto), la sonda Dawn della NASA. E con una promessa: entro fine mese le prime immagini di Cerere da meno di 1500 km, un’orbita tre volte più vicina di tutte quelle precedenti. Promessa mantenuta. Ecco qui a fianco le tre immagini a più alta risoluzione di sempre della superficie del pianeta nano: ottenute da fotografie scattate da 1470 km dal suolo, ogni loro pixel corrisponde a un quadratino di 140 metri di lato. Basta cliccare su di ognuna per apprezzarne il livello di dettaglio. La prima a partire dall’alto mostra un monte dalla caratteristica forma conica (anche se il soprannome con il quale è noto, almeno per ora, è “montagna piramidale”) e dai brillanti pendii uniformemente striati: si trova nell’emisfero sud del grande asteroide ed è alto circa seimila metri, più del Kilimangiaro. L’assenza di detriti ai suoi piedi ne rende il perimetro incredibilmente ben delineato (per comprenderne meglio la struttura, guardate il video a fondo pagina dal minuto 1:06, dove l’altezza dei rilievi è stata esaltata di cinque volte per renderli più evidenti). Nella seconda immagine, una porzione del cratere Urvara. È il terzo più grande di Cerere (163 km di diametro), e prende il nome dalla divinità indo-iraniana della fertilità. Al suo centro (nell’immagine, in basso a sinistra) è presente un rilievo montuoso. Nella terza immagine, infine, un altro cratere, Gaue (82 km di diametro), caratterizzato in questo caso per ospitare non un rilievo bensì una depressione. «Dawn, in questa nuova orbita, sta portando avanti in modo perfetto il suo ambizioso programma d’esplorazione. La vista della sonda è ora tre volte più nitida di quanto non fosse nell’orbita di mappatura precedente, rivelando così nuovi ed entusiasmanti dettagli di questo intrigante pianeta nano», è il commento di Marc Rayman del JPL della NASA, ingegnere capo di Dawn e direttore della missione. L’attuale altezza di crociera, raggiunta da Dawn a metà agosto, consente alla sonda di coprire l’intera superficie del pianeta nano ogni 14 orbite, per compiere le quali impiega 11 giorni. La tabella di marcia prevede che le osservazioni continuino in questo modo per altri due mesi, così da mappare completamente Cerere per sei volte. Oltre a raccogliere immagini, la sonda NASA esegue nel frattempo anche misure spettrali in banda ottica e infrarossa, necessarie per aiutare gli scienziati a ricostruire non solo l’aspetto delle rocce ma anche la natura dei minerali presenti in superficie. E a fine ottobre Dawn scenderà ancora più giù: la prossima orbita, quella finale, sarà ad appena 375 km dal suolo.
di Marco Malaspina (INAF)

 

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