Cassini: ultimo appuntamento con Dione

Il sorvolo ravvicinato della sonda Cassini su Dione, a 474 ​​km dalla sua superficie, è avvenuto ieri, lunedì 17 agosto, alle 20:33 ora italiana. I responsabili della missione prevedono l’arrivo di nuove immagini entro le 48 ore successive all’incontro.
Gli scienziati del team di Cassini hanno pianificato una serie di indagini grazie alle quali potremo conoscere meglio Dione, una delle lune più misteriose di Saturno. I dati scientifici e le informazioni gravitazionali raccolte durante il flyby di ieri permetteranno di svelare la composizione interna di questa luna e di confrontarla con gli altri satelliti di Saturno. Cassini ha potuto effettuare questo tipo di studio ravvicinato solo con una manciata delle 62 lune di Saturno.
Durante il sorvolo, le camere e gli strumenti scientifici a bordo di Cassini hanno ottenuto informazioni ad alta risoluzione del polo nord di Dione, arrivando a un dettaglio di pochi metri. Inoltre, lo strumento Composite Infrared Spectrometer (letteralmente “spettrometro composito negli infrarossi”) ha potuto studiare da vicino questa luna ghiacciata che presenta alcune anomalie termiche. Sulla superficie di Dione, infatti, sono presenti zone all’interno delle quali viene intrappolato con grande efficacia il calore. Nel frattempo, il Cosmic Dust Analyzer, lo strumento per l’analisi delle polveri, ha continuato la sua ricerca di particelle di polvere emesse da Dione.
Questo è il quinto incontro con Dione per la sonda Cassini. Questo tipo di attività richiede una serie di manovre che permettano di guidare con precisione la sonda lungo il percorso desiderato attorno alla luna. La sonda Cassini ha acceso i suoi propulsori per circa 12 secondi lo scorso 9 agosto, e questo è stato sufficiente a inserirsi nella traiettoria corretta.
Il flyby più ravvicinato di Cassini su Dione è avvenuto nel dicembre 2011, quando la sonda è passata a una distanza di 100 km dalla superficie della luna. Mettendo insieme i risultati raccolti da tutti i passaggi precedenti è stato possibile comporre delle immagini ad alta risoluzione dei filamenti luminosi presenti sulla superficie di Dione, già osservati durante la missione Voyager. La vista acuta di Cassini ha svelato che queste strutture luminose sono canyon intrecciati tra loro e circondati da pareti, anch’esse luminose. Una possibilità è che questa struttura sia correlata all’evoluzione orbitale di Dione e alle sollecitazioni mareali. Gli scienziati sono inoltre ansiosi di scoprire se Dione abbia attività geologica, come si è osservato su Encelado con i suoi intensi geyser.
«Dione è un vero enigma: mostra cenni di processi geologici attivi, tra cui un’atmosfera variabile e la presenza di vulcani di ghiaccio, ma non abbiamo mai trovato la prova definitiva. Il quinto flyby di Dione sarà la nostra ultima possibilità», ha dichiarato Bonnie Buratti, membro del team scientifico di Cassini presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA a Pasadena, in California.
Cassini è in orbita intorno Saturno dal 2004. Dopo una serie di sorvoli ravvicinati delle lune, nella seconda metà del 2015, la sonda partirà dal piano equatoriale di Saturno per iniziare la messa a punto in vista dell’ultimo anno di attività della missione. Per il suo gran finale Cassini ha in programma di tuffarsi ripetutamente nello spazio tra Saturno e dei suoi anelli.
«Questa sarà la nostra ultima occasione per vedere Dione da vicino, almeno per molti anni a venire», ha dichiarato Scott Edgington, vice project scientist della missione al JPL. «Cassini ha fornito informazioni dettagliate di questa misteriosa luna ghiacciata, insieme a un ricco set di dati e una serie di nuove domande che terranno impegnati a lungo gli scienziati».
Pur non essendo attiva quanto la vicina Encelado, la superficie di Dione non è assolutamente noiosa. Alcune parti della superficie sono coperte da valli scoscese, dette chasmata, che creano un forte contrasto con le forme circolari dei crateri da impatto, molto più tipiche per una luna.
Per dare un’occhiata alle immagini di Dione in arrivo in queste ore è possibile visitare la pagina del JPL che raccoglie le immagini “raw”, ovvero ancora non sottoposte a calibrazione e validazione, della missione Cassini. Nei prossimi mesi le immagini saranno sottoposte ai processi di riduzione e analisi scientifica e verranno rese pubbliche tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016.
di Elisa Nichelli (INAF)

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