Aurore dove non te lo aspetti

Pensavate che le aurore fossero un fenomeno tipico solo sui pianeti del nostro Sistema solare? Un gruppo di astronomi ha dimostrato il contrario utilizzando il Karl G. Jansky Very Large Array (VLA), uno dei più importanti osservatori di radioastronomia del mondo, costituito da 27 antenne radio poste in una configurazione a Y sulla Piana di San Agustin, New Mexico. L’aurora individuata dagli esperti (la scoperta è stata pubblicata su Nature) è molto simile a quello che sulla Terra chiamiamo luci del Nord, insomma l’aurora boreale, ma 10 mila volte più potente di ogni altra aurora osservata finora. Fino a qui tutto normale, potreste pensare. La particolarità della scoperta (realizzata anche nel campo ottico con il telescopio Hale in California e il telescopio Keck alle Hawaii) sta nel fatto che questa volta l’aurora non è stata osservata su un pianeta (o in questo caso un esopianeta), bensì ma su una stella di piccola massa – una nana bruna chiamata LSR J1835+3259. Secondo quanto appurato dagli scienziati, la scoperta rivela un divario tra l’attività magnetica di stelle più massicce con quella di nane brune e pianeti. «Tutta l’attività magnetica che vediamo in questo oggetto può essere spiegata da potenti aurore», ha spiegato Gregg Hallinan, del California Institute of Technology (Caltech). «Ciò indica che l’attività aurorale sostituisce l’attività coronale (simile a quella del Sole, ndr) su nane brune e oggetti più piccoli». Osservando sia in radio che nell’ottico, gli esperti hanno scoperto che l’oggetto in questione – a 18 anni luce dalla Terra – presenta caratteristiche del tutto particolari e uniche, rispetto ad altre stelle. Le nane brune vengono anche chiamate stelle mancate, perché si tratta di oggetti troppo massicci per essere un pianeta ma allo stesso tempo troppo piccoli per riuscire ad attivare la reazioni termonucleari, “il motore” delle stelle. L’atmosfera attorno a LSR J1835+3259 (nane brune e stelle molto fredde presentano un guscio esterno) è ciò che supporta l’attività aurorale. La scoperta si inserisce nella vasta attività di ricerca sui pianeti extrasolari. I ricercatori hanno affermato che l’aurora su questa particolare nana bruna sembra essere innescata da un processo dinamo simile a quello visto sui grandi pianeti del nostro Sistema solare, e quindi diverso da ciò che causa le aurore sulla Terra (cioè l’interazione del campo magnetico con in venti solari). Hallinan ha aggiunto che il fenomeno osservato su LSR J1835+3259 è simile «all’aurora su Giove (vedi Media INAF, ndr), per esempio, ma migliaia di volte più potente. Questo ci dice che potrebbe essere possibile rilevare queste attività dai pianeti extrasolari, molti dei quali sono di molto più massicci di Giove».
di Eleonora Ferroni (INAF)

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