Breakthrough Listen accelera il SETI

Il radiotelescopio di 100 metri Green Bank (GBT) nella West Virginia (US) e il radiotelescopio di 64 metri Parkes in Australia si uniranno al più potente ed intenso programma di ricerca allo scopo di individuare segnali di vita intelligente nello spazio. Questo progetto internazionale, noto come Breakthrough Listen, avrà lo scopo di monitorare circa un milione di stelle più vicine presenti nella nostra galassia e sistemi stellari in 100 galassie per tentare di rivelare segnali radio da civiltà aliene tecnologicamente avanzate. Grazie ad un contratto siglato da Yuri Milner, fondatore della Breakthrough Prize Foundation, saranno destinati all’Università della California a Berkeley 100 milioni di dollari per un periodo di 10 anni allo scopo di guidare una importante impresa nella ricerca di intelligenze extraterrestri coinvolgendo anche altri istituti in un importante progetto denominato Breakthrough Listen. In particolare, al GBT saranno destinati circa 20 milioni di dollari, sempre nell’arco di 10 anni, per partecipare a questo straordinario viaggio verso la scoperta di civiltà aliene. L’iniziativa è stata annunciata oggi dallo stesso Milner a Londra presso la Royal Society alla presenza di Stephen Hawking, Martin Rees, Frank Drake, pionere del programma SETI, Geoff Marcy, famoso cacciatore di esopianeti, e del presidente della fondazione Pete Worden. «Ad esempio, iniziando già da subito l’anno prossimo, all’incirca il 20 percento del tempo osservativo annuale utilizzato dal radiotelescopio di Green Bank sarà dedicato alla ricerca di un numero impressionante di stelle e galassie allo scopo di catturare qualche segnale radio proveniente da una civiltà intelligente», spiega Tony Beasley, direttore del National Radio Astronomy Observatory (NRAO) sotto cui opera GBT e altri importanti radiotelescopi di livello mondiale. «Siamo lieti di poter giocare un ruolo fondamentale nella speranza di poter rispondere ad una delle domande più affascinanti di tutta la scienza e filosofia: siamo soli?» Oltre al GBT, anche il radiotelescopio di 64 metri Parkes in Australia farà parte di questa importante missione scientifica, non solo ma i fondi permetteranno in parallelo all’Automated Planet Finder Telescope, situato presso il Lick Observatory in California, di condurre la ricerca più profonda e più ampia mai realizzata finalizzata alle trasmissioni ottiche via laser, un apporccio complementare e allettante per la ricerca di vita extraterrestre. Il progetto Breakthrough Listen rappresenterà il più grande programma scientifico mai intrapreso per la ricerca di segnali extraterrestri di tipo intelligente. Sarà 50 volte più sensibile e coprirà un’area di cielo 10 volte maggiore rispetto ai programmi di ricerca precedentiBreakthrough Listen sarà una vera e propria survey del cielo e osserverà circa un milione di stelle più vicine alla Terra. Inoltre, essa esplorerà il centro della Via Lattea e l’intero piano galattico. Al di fuori della nostra galassia, si ascolteranno eventuali messaggi alieni dalle 100 galassie più vicine. Secondo gli scienziati, se una civiltà aliena che si trova su un pianeta in orbita attorno ad una delle 1000 stelle più vicine a noi trasmetterà dei segnali radio verso la Terra con la potenza di un comune radar aereo sarà alquanto probabile che i radiotelescopi di Green Bank e Parkes rivelino il segnale radio extraterrestre. Il programma scientifico genererà una grande quantità di dati che costitueranno il più grande database mai realizzato e reso di dominio pubblico. I ricercatori utilizzeranno e svilupperanno il software più potente, che sarà open source, per vagliare ed esaminate l’enorme mole di dati. In più, sia il software che l’hardware saranno compatibili con altri telescopi sparsi sul globo in modo tale che gli strumenti potranno unirsi al programma di ricerca. Allo stesso modo, anche scienziati e il pubblico in generale potranno partecipare all’impresa sviluppando eventualmente delle proprie applicazioni per analizzare i dati. Infine, Breakthrough Listen si unirà e supporterà un altro importante progetto scientifico dell’Università della California a Berkeley, SETI@home a cui partecipano finora 9 milioni di volontari provenienti da tutte le parti del mondo utilizzando il proprio computer allo scopo di elaborare dati astronomici alla ricerca di segnali radio alieni interessanti. Insomma, questa iniziativa rappresenta certamente la nostra prima opportunità di verificare l’ipotesi fondamentale che sta alla base del SETI radio moderno. Gli astronomi avranno la possibilità di esplorare l’intera porzione “quieta” dello spettro radio che è accessibile dalla superficie terrestre e che va da qualche centinaia di megahertz, dove trasmettono le nostre TV, fino a 10 gigahertz, dove avvengono le comunicazioni con i satelliti più vicini. Ad ogni modo, se non riveleremo alcun segnale al di là della Terra, i limiti di rivelabilità ottenuti con il programma Breakthrough Listen saranno i più rigorosi mai raggiunti e la tecnologia sviluppata getterà comunque le basi per le future ricerche SETI.
di Corrado Ruscica (INAF)

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