Il cielo del mese: la posizione dei pianeti

Posizione dei pianeti nel mese di aprile 2015. Mercurio: nella prima metà del mese il pianeta è completamente inosservabile. Il 10 aprile Mercurio si trova in congiunzione con il Sole. Nell’ultima decade di aprile la situazione evolve rapidamente verso il periodo di migliore osservabilità serale dell’anno per il pianeta. L’altezza di Mercurio sull’orizzonte occidentale aumenta rapidamente e la sera potremo individuarlo appena cala l’oscurità. Alla fine di aprile Mercurio tramonta quasi due ore dopo il Sole. Venere: come nei mesi precedenti, prosegue l’incremento dell’intervallo di tempo a disposizione per ammirare il pianeta più brillante. Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio si verifica il periodo di migliore osservabilità serale di Venere per l’anno in corso. All’inizio di aprile Venere tramonta oltre 3 ore dopo il Sole, mentre a fine mese ciò accade dopo oltre 3 ore e mezza. Venere completa l’attraversamento della costellazione dell’Ariete il 7 aprile, quando fa il suo ingresso nel Toro, che attraversa quasi per intero.
Marte: volge al termine il periodo di osservabilità serale del pianeta rosso. Per molte settimane lo abbiamo osservato non molto distante da Venere. Ma mentre quest’ultimo attraversa rapidamente la costellazione del Toro, Marte rimane invece per tutto il mese nell’Ariete, quindi via via più basso sull’orizzonte ad Ovest, fino a trovarsi ancora più basso di Mercurio, con cui è in congiunzione il giorno 23. Alla fine di aprile Marte è ormai immerso nella luce del crepuscolo serale, praticamente inosservabile.
Giove: dopo il tramonto del Sole, al calare dell’oscurità, Giove si trova al culmine in direzione Sud. Con il passare dei giorni si riduce gradualmente l’intervallo di osservabilità del pianeta gigante e a fine mese, all’inizio della notte, Giove si trova già oltre il meridiano a Sud e nel corso della prima parte della notte lo si può osservare agevolmente a Sud-Ovest, dove si avvia a tramontare prima della comparsa delle prime luci dell’alba. Inizialmente Giove continua a spostarsi con moto retrogrado nella costellazione del Cancro, ma l’8 aprile il pianeta inverte il moto, tornando a spostarsi con moto diretto avvicinandosi lentamente al limite con il Leone.
Sempre degni di nota i 4 satelliti galileiani (Io, Europa, Ganimede e Callisto), che si mostrano come piccoli puntini bianchi che danzano da un lato all’altro del pianeta sulla linea dell’equatore creando spettacolari configurazioni.
Saturno: il pianeta continua ad anticipare l’orario del proprio sorgere e con il passare delle settimane sarà sempre più facile riuscire a scorgerlo al suo apparire a Sud-Est già prima della mezzanotte. Saturno si sta ancora spostando con moto retrogrado nella costellazione dello Scorpione, in direzione della Bilancia.
Urano: il pianeta è inosservabile. Il 6 aprile si trova in congiunzione con il Sole. A fine mese ricompare al mattino, ma ancora estremamente basso sull’orizzonte orientale, dove è praticamente impossibile individuarlo tra le luci dell’alba. Il pianeta si trova ancora nella costellazione dei Pesci.
Nettuno: il pianeta compare al mattino presto sull’orizzonte orientale, poco prima del sorgere del Sole. L’osservazione di Nettuno è ancora molto difficoltosa, sia per la modesta altezza sull’orizzonte, sia per la bassa luminosità, che richiede comunque l’uso del telescopio. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022.
Plutone: preso atto della riclassificazione di Plutone a plutoide da parte della IAU (Parigi, Giugno 2008), la nostra rubrica includerà comunque l’osservabilità dell’astro. Cresce l’intervallo di osservabilità di Plutone, tanto che a fine mese lo si può seguire per quasi tutta la seconda metà della notte, dal suo sorgere fino quasi alla culminazione a Sud, che avviene poco prima del sorgere del Sole. Plutone si trova ancora nella parte alta della costellazione del Sagittario, costellazione che lo ospiterà per molti anni ancora, fino al 2023. In condizioni favorevoli all’osservazione sono necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un telescopio da 8″ di apertura (200mm), data la sua magnitudo 14.
Stefano Simoni (Astronomia.com)

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