Meraviglie dell’Universo (2)

La Nebulosa Farfalla (nota talvolta anche come NGC 6302 o con la sigla C 69) è una nebulosa planetaria bipolare visibile nella costellazione dello Scorpione; è una delle nebulose di questa classe più interessanti e complesse conosciute. Lo spettro di NGC 6302 mostra che la sua stella centrale è uno degli oggetti più caldi conosciuti nella nostra Galassia, con una temperatura superficiale superiore ai 200.000 kelvin, implicando il fatto che la stella progenitrice doveva essere molto grande. Questa stella non è mai stata osservata, dato che è circondata da un disco equatoriale particolarmente denso di gas e polveri; questo disco avrebbe causato i getti della stella che oggi formano una struttura bipolare, dalla forma simile ad una clessidra. La struttura mostra diverse caratteristiche interessanti come muri di ionizzazione e addensamenti. Nella foto sotto la Nebulosa Farfalla

NGC 6302 vista dall'HST.

Eta Carinae (η Car / η Carinae, chiamata anche Foramen e Tseen She) è una stella binaria la cui componente principale è una ipergigante blu. Situata nella costellazione della Carena, si tratta di una variabile del tipo S Doradus che, prima della scoperta di R136a1 era la stella più massiccia conosciuta ed una delle più luminose (5 milioni di volte più del Sole). Sotto nella foto Eta Carianae

Immagine scattata dal telescopio spaziale Hubble che mostra Eta Carinae e la Nebulosa Omuncolo che la circonda.

La Nebulosa Clessidra (nota anche come MyCn 18) è una nebulosa planetaria nella costellazione della Mosca. Si tratta di una nebulosa molto giovane situata alla distanza di 8000 anni luce dalla Terra; all’epoca della scoperta, avvenuta ad opera di due scienziate americane, fu catalogata come una piccola e debole nebulosa planetaria. Con l’avvento di telescopi di sempre maggior potenza si è potuta analizzare la sua morfologia, la quale si è rilevata essere di una forma perfettamente simmetrica; si pensa che questa curiosa forma sia dovuta all’espansione del veloce vento solare all’interno della nube, che si espande più lentamente e che si presenta più densa nella sua zona equatoriale, mentre nella zona polare, più rarefatta, è stata spazzata via più velocemente. Nella foto sotto la Nebulosa Clessidra

Nebulosa Clessidra

V838 Monocerotis (V838 Mon) è una stella variabile situata nella costellazione dell’Unicorno a circa 20000 anni luce (6 kpc) dal nostro Sistema solare. Agli inizi del 2002 è stata registrata un’improvvisa esplosione sulla stella; inizialmente si è pensato che fosse una delle tipiche eruzioni delle stelle note come novae, ma si è subito capito che si trattava di qualcosa di sostanzialmente diverso. La causa dell’esplosione è ancora incerta, ma sono state avanzate alcune ipotesi, che includono la possibilità che si tratti di un’eruzione dovuta ai processi che stanno portando alla morte della stella o la fusione di una stella binaria o di pianeti precipitati sulla stella. Successivamente a quell’evento, la temperatura ha iniziato a salire rapidamente e nel 2009 era di 3270 K e la sua luminosità 15.000 volte quella del Sole, mentre il raggio è altrettanto rapidamente diminuito a 380 volte quello del Sole, anche se la materia espulsa ha continuato a espandersi, avvolgendo completamente la compagna di classe B. Sotto la stella V838 Monocerotis

V838 Monocerotis e la sua eco luminosa, immagine del Telescopio Spaziale Hubble scattata il 17 dicembre 2002. Fonte: NASA/ESA

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