Il pianeta Kepler-432b è spacciato

Nella Un pianeta gigante, estremamente raro, dalle stagioni estreme e che ha i giorni – o per meglio dire gli anni – contati. È così che i ricercatori descrivono Kepler-432b, uno dei pianeti più densi finora scoperti. Due gruppi di ricerca dell’Università di Heidelberg (del Centro di Astronomia e del Max Planck Institute) hanno lavorato separatamente ma sono arrivati insieme a questa straordinaria scoperta. Il pianeta ha sei volte la massa di Giove, ma più o meno è della stessa grandezza (per questo è decisamente molto denso).
Ma di bizzarro Kepler-432b ha anche l’orbita ellittica attorno a una gigante rossa che, probabilmente, fra 200 milioni di anni lo ingoierà. «Fino a qualche mese fa non si conoscevano pianeti in orbita attorno a stelle giganti il cui semi-asse maggiore fosse inferiore a 0.5 unità astronomiche. L’esistenza di questo tipo di pianeti era stata prevista teoricamente ma non era stata ancora provata perché hanno una vita breve e sono difficili da trovare: vengono inghiottiti dalla loro stella non appena questa evolve e diventa una gigante rossa», ha spiegato a Media INAF Davide Gandolfi, uno degli autori dello studio e ricercatore presso il Centro di Astronomia dell’Università di Heidelberg nonché ricercatore Rita Levi Montalcini presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino. «Kepler-432 ha un semi-asse maggiore di 0.3 unità astronomiche ed è il quinto pianeta scoperto così vicino ad una gigante rossa. Non avrà vita lunga: fra circa 200 milioni di anni – un tempo piccolo, astronomicamente parlando – sarà “fagocitato” dalla sua stella!», ha aggiunto.

Illustrazione grafica dell'orbita di Kepler-432b (il cerchio rosso all'interno) e dell'orbita di Mercurio attorno a Sole (il cerchio arancione all'esterno). Il punto rosso al centro della figura indica la posizione della stella attorno a cui orbita il pianeta. Crediti: Sabine Reffert

Nella foto illustrazione grafica dell’orbita di Kepler-432b (il cerchio rosso all’interno) e dell’orbita di Mercurio attorno a Sole (il cerchio arancione all’esterno). Il punto rosso al centro della figura indica la posizione della stella attorno a cui orbita il pianeta. Crediti: Sabine Reffert

«La maggior parte dei pianeti conosciuti attorno a stelle giganti hanno orbite grandi e circolari – ha detto poi il ricercatore italiano -. Con la sua orbita piccola e molto allungata, Kepler-432b è una vera eccezione tra i pianeti di questo tipo». Questa stella ha già esaurito il combustibile nucleare e per questo si sta gradualmente espandendo. Il suo raggio misura già quattro volte quello del nostro Sole e crescerà sempre più. Per questo il futuro del pianeta è ormai segnato. L’orbita di Kepler-432b al periastro arriva incredibilmente vicino alla sua stella e molto più lontano all’apoastro, creando così enormi differenze di temperatura nel corso dell’anno del pianeta (che corrisponde a 52 giorni terrestri). «Durante la stagione invernale, la temperatura sul Kepler-432b è circa 500 gradi centigradi, mentre nel breve periodo estivo, si arriva fino a quasi 1000 gradi», ha detto Sabine Reffert. Diciamo che le sue temperature non ne fanno di certo un candidato da inserire nella lista dei possibili pianeti abitabili scoperti da Kepler (è stato individuato con il metodo del transito).

Rappresentazione artistica di Kepler-432b attorno alla sua stella madre. Durante la stagione estiva le temperature sul pianeta raggiungono probabilmente 1000 gradi centigradi. Crediti: G. Thimm

Entrambi i gruppi di ricerca hanno utilizzato il telescopio di 2.2 metri presso il Calar Alto Observatory, in Spagna, per raccogliere i loro dati. Uno dei due team ha anche usato il Nordic Optical Telescope nelle Canarie. Grazie a questi strumenti ottici, gli esperti hanno ottenuto misurazioni precise sulla massa di Kepler-432b.
Proprio il fatto che Kepler-432b verrà distrutto dalla gigante rossa «potrebbe essere il motivo per cui non si trovano spesso pianeti similari. La loro vita – ha concluso Mauricio Ortiz, primo autore di uno dei due studi – è molto corta, astronomicamente parlando».
di Eleonora Ferroni (INAF)

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