Mensa e Telescopio

La Mensa (Mensa, Mensae abbreviata in Men) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una costellazione meridionale, introdotta da Nicolas Louis de Lacaille con il nome Mons Mensae con riferimento alla Table Mountain (Montagna Tavola) in Sudafrica, dove Lacaille fece alcune importanti osservazioni del cielo meridionale.
Questa costellazione copre una sezione a forma di chiave che si estende da 4h a 7,5h di ascensione retta, e da -71° a -85,5° di declinazione. È la seconda costellazione più meridionale (la prima è l’Ottante), ed è totalmente inosservabile da quasi tutto l’emisfero nord terrestre. Questa è, tra le 88 costellazioni moderne, la meno luminosa, poiché la sua stella più luminosa, α Mensae, è solo di quinta magnitudine; l’α Mensae, la più luminosa, è appena visibile ad occhio nudo da Terra, data la sua magnitudine di 5,09. Entro i suoi confini si trova una parte della Grande Nube di Magellano (il resto è nel Dorado).

Mappa della costellazione
Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi della primavera e dell’estate australi; la parte più settentrionale è osservabile senza grandi difficoltà anche dalle latitudini boreali più inferiori, mentre la parte a ridosso del polo sud celeste è osservabile solo a partire da pochissimi gradi a nord dell’equatore.
Stelle principali
α Mensae è una nana gialla di magnitudine 5,08 distante appena 33 anni luce; è una delle stelle simili al Sole più vicine.
γ Mensae è una gigante arancione di magnitudine 5,18 distante 101 anni luce.
β Mensae è una gigante gialla di magnitudine 5,30 distante 642 anni luce.
La parte più meridionale della Grande Nube di Magellano sconfina nella Mensa dalla costellazione del Dorado, posta più a nord; alcuni ammassi aperti e nebulose sono dunque presenti, ma si tratta di oggetti piuttosto deboli, spesso fuori dalla portata di piccoli strumenti. Nella Mensa si trova PKS 0637-752, un quasar che è stato il primo oggetto fotografato dal Telescopio a raggi X Chandra. Mostra grandi getti di gas sia nel visibile che nei raggi X. Nella parte meridionale della costellazione è presente l’ammasso globulare NGC 1841, molto debole e dall’aspetto allungato.
Il Telescopio (in latino Telescopium, Telescopii  abbreviato in Tel) è una costellazione meridionale minore, identificata e così chiamata da Nicolas Louis de Lacaille, astronomo francese del XVIII secolo, noto studioso del cielo meridionale.
Il Telescopio è una piccola costellazione che si estende a sud del Sagittario e della Corona Australe, sul bordo orientale della Via Lattea in prossimità del suo bulge centrale. Le sue stelle sono poco luminose, al punto che la sua stella principale, la α Telescopii, è di magnitudine 3,5; oltre a questa sono presenti solo alcuni astri di quarta e qualche altro di quinta. Le sue stelle principali sono raccolte nella parte nordoccidentale, e la presenza di altre stelle più luminose, come la α Pavonis, contribuisce a rendere ancora più oscuro questo angolo di cielo.
Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale coincide coi mesi estivi dell’emisfero boreale; tuttavia, la declinazione fortemente australe del Telescopio fa sì che esso sia visibile per intero dall’emisfero nord solo a partire dalla fascia temperata più meridionale, a ridosso del tropico; dall’emisfero australe invece la costellazione si presenta circumpolare in gran parte della sua fascia temperata ed è pertanto osservabile per la gran parte dell’anno.
Stelle principali
α Telescopii è una stella azzurra di magnitudine 3,49, distante 249 anni luce.
ζ Telescopii è una gigante arancione di magnitudine 4,10, distante 127 anni luce.
ε Telescopii è una gigante gialla di magnitudine 4,52, distante 409 anni luce.
La costellazione ospita pochi oggetti non stellari di rilievo, i quali sono comunque difficili da osservare.
Fra gli oggetti interni alla nostra Galassia vi è un ammasso globulare, catalogato come NGC 6584; si tratta di un oggetto relativamente poco concentrato per questa classe di ammassi ed è visibile con un piccolo telescopio in una notte buia. Fra le galassie, sono presenti due ellittiche disposte vicine fra loro, NGC 6861 e NGC 6868, visibili con un potente telescopio amatoriale.

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