La Giraffa con la Gru

La Giraffa (in latino Camelopardalis, Camelopardalis abbreviazione Cam ) è una grande ma debole costellazione dell’emisfero nord. È stata registrata per la prima volta da Jakob Bartsch, genero di Keplero, nel 1624, ma è stata probabilmente inventata in precedenza da Petrus Plancius. È una delle 88 costellazioni moderne. La costellazione occupa una regione buia e dimenticata (almeno dagli astrofili) del cielo boreale; in questa regione sono presenti solo alcune stelle di quarta e di quinta magnitudine, pertanto dalle aree urbane, dove la magnitudine limite è inferiore, l’area di cielo occupata dalla Giraffa appare come un grande spazio vuoto privo di stelle, uno dei più estesi dell’intera volta celeste. A ciò si aggiunge la presenza di molte nubi oscure che mascherano la scia luminosa della Via Lattea, che avrebbe dovuto lambire la parte meridionale della costellazione. Le stelle più luminose della Giraffa sono solo di quarta magnitudine e si trovano tutte sull’estremità meridionale, a contatto con la Via Lattea; le altre regioni sono occupate solo da stelle di quinta grandezza e più deboli. A ulteriore testimonianza della scarsa attenzione dimostrata da popoli e studiosi per questa regione di cielo, nessuna delle stelle della costellazione porta un nome proprio e solo tre riportano la nomenclatura di Bayer. La Giraffa si presenta circumpolare per intero fino alle latitudini medio-basse boreali, mentre la parte più settentrionale arriva fino a pochi gradi dal polo nord celeste; dall’emisfero australe è invece non osservabile per gran parte delle sue latitudini.

Stelle principali

  • β Camelopardalis è la stella più luminosa: si tratta di una supergigante gialla di magnitudine 4,03, posta alla distanza di quasi mille anni luce.
  • CS Camelopardalis è una stella supergigante blu debolmente variabile la cui magnitudine media è 4,21; la sua distanza è di oltre 4000 anni luce, trovandosi così all’esterno del nostra braccio di spirale.
  • α Camelopardalis è una supergigante blu di magnitudine 4,26; dista quasi 7000 anni luce e si trova sul Braccio di Perseo.

La Giraffa poggia in parte sulla Via Lattea, ma il ramo in cui si trova appare come il più oscurato dell’intera volta celeste, al punto che anche in direzione dell’equatore galattico la caratteristica scia chiara è quasi del tutto assente; la causa dell’oscuramento sono i grandi banchi di polvere locali appartenenti al nostro braccio di spirale, il Braccio di Orione. Come conseguenza, anche il numero degli oggetti non stellari interni alla nostra galassia è scarso.

Fra gli ammassi aperti l’unico facilmente osservabile è NGC 1502, di settima magnitudine e formato da una cinquantina di stelle, visibile anche con un binocolo: si tratta di uno degli ammassi aperti più antichi che si conoscano. Un oggetto curioso è la Cascata di Kemble, un asterismo formato da una lunga sequenza di stelle dalla sesta alla nona magnitudine; non si tratta in realtà di un oggetto fisico, poiché le sue stelle si trovano a distanze diverse e appaiono allineate per un semplice effetto prospettico. In aggiunta a questi due oggetti vi è l’enigmatico Stock 23, situato sul confine con Cassiopea e considerato a volte un ammasso aperto e altre volte un semplice asterismo; si tratta di un oggetto piuttosto appariscente e formato da stelle di magnitudine 7 e 8, ben risolvibile anche con un binocolo. Le polveri oscuranti rendono difficoltosa anche l’osservazione delle galassie, al punto che alcune di esse, anche a causa dello scarso interesse dedicato per quest’area di cielo fino al XX secolo, sono state scoperte sono in epoche relativamente recenti. Fra queste spicca IC 342, appartenente al Gruppo di galassie di Maffei 1, adiacente al nostro Gruppo Locale; la sua magnitudine, pari a 9,1, risente dell’oscuramento ad opera delle polveri galattiche. Un’altra galassia relativamente vicina e luminosa è NGC 2403: essa non risente dell’oscuramento poiché si trova lontana dalla scia della Via Lattea, sul confine con l’Orsa Maggiore; fa parte del gruppo di galassie a cui appartiene anche M81. Nella foto NGC 2403, una grande galassia spirale visibile anche con un piccolo strumento.

La Gru (in latino Grus, Gruis abbreviazione Gru) è una costellazione meridionale. Apparve per la prima volta nell’Uranometria di Johann Bayer (1603), ma risale probabilmente ad un tempo anteriore. Dalle latitudini temperate boreali è visibile solo in parte. La Gru è una piccola ma molto appariscente costellazione caratteristica dei cieli del sud; si individua a sud della brillante stella Fomalhaut e la disposizione delle sue stelle ricorda bene la figura di una gru o di un fenicottero pronto per spiccare il volo. La sua stella più luminosa è la α Gruis, nota col nome di Al Na’ir, ossia La brillante: in effetti è di magnitudine 1,73 ed è facile da individuare, come del resto l’intera costellazione, in un’area priva di altre stelle brillanti. A nord della coppia di stelle formata da α e β Gruis, le due stelle più luminose, si osserva una concatenazione di astri più deboli, alcuni dei quali sono disposti in coppie dai colori contrastanti e risolvibili anche ad occhio nudo.

Mappa della costellazione

Le notti della primavera australe sono le più indicate per la sua osservazione: la sua presenza alta nel cielo subito dopo il tramonto preannuncia l’arrivo dell’estate, mentre resta comunque visibile per gran parte dell’anno; dall’emisfero nord invece la sua osservazione è molto sacrificata: la coppia di stelle più brillante può essere vista solo a partire dal 43°N, mentre l’intera costellazione diventa visibile solo dal 32°N, equivalente alle coste della Libia.

Stelle principali

  • α Gruis (Al Nair) è una stella azzurra di magnitudine 1,72, distante 101anni luce; si tratta di una stella subgigante.
  • β Gruis (Gruid) è una gigante rossa di magnitudine 2,07, distante 170 anni luce.
  • γ Gruis (Al Dhanab) è una stella azzurra di magnitudine 3,00, sulla parte settentrionale della costellazione; dista 203 anni luce.
  • ε Gruis è una stella bianca di magnitudine 3,49, distante 130 anni luce.

Gli oggetti di un certo interesse sono scarsi in questa costellazione; la gran parte delle galassie sono infatti poco luminose e remote. Fra gli oggetti interni alla nostra Galassia vi è una nebulosa planetaria, catalogata come IC 5148, posta sulla parte settentrionale della costellazione e dall’aspetto ad anello, molto pallida anche nelle immagini a lunga posa. Fra le galassie, si nota la NGC 7552, posta ad est della Gru e accompagnata da altre galassie minori, come NGC 7410

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