La Freccia e i Gemelli

La Freccia (in latino Sagitta, Sagittae abbreviazione Sge) è la terza costellazione più piccola dell’intero cielo (solo il Cavallino e la Croce del Sud sono più piccole). Era una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è oggi una delle 88 costellazioni moderne. Il nome non deve farla confondere con la costellazione zodiacale del Sagittario. È composta da stelle piuttosto deboli. La costellazione deve il suo nome alla disposizione di quattro stelle poste circa 10° a nord di Altair, che ricorda la figura di una freccia. Giace sulla Via Lattea in un tratto in parte molto oscurato dalle propaggini settentrionali della Fenditura dell’Aquila; le sue stelle sono individuabili con molta facilità, nella parte meridionale dell’area di cielo delimitata dal Triangolo Estivo, sebbene non siano particolarmente luminose, al punto che solo una quindicina sono visibili ad occhio nudo. La parte meridionale della costellazione contiene invece un ricco campo stellare. Essendo posta poco a nord dell’equatore celeste, questa costellazione può essere vista da tutta la Terra, tranne che dalle parti più meridionali della Terra, il continente antartico; i mesi più adatti sono quelli dell’estate boreale, fra giugno e settembre, anche se specie nell’emisfero nord è ben osservabile anche per più tempo, in particolare per tutto l’autunno.

Mappa della costellazione

Stelle principali

  • α Sagittae: conosciuta anche come Sham, è una stella gigante gialla, con un tipo spettrale G1 II. Ha una magnitudine apparente di 4,37 e si trova ad una distanza di 610 anni luce. Essa e β Sge (anch’essa di magnitudine 4,37) formano le piume dell’asta della freccia.
  • γ Sagittae: è una gigante rossa (tipo spettrale M0 III, 3,47m) rappresenta l’asta, assieme alle stelle δ e ε Sge. Si trova ad una distanza di 170 anni luce.
  • δ Sagittae: M2 II+A0 V (probabile binaria visuale), 3,82m.
  • ε Sagittae: G8 III, 5,66m, stella multipla con 4 componenti.
  • η Sagittae: questa stella di tipo spettrale K2 III con magnitudine 5,1.

La Freccia ricade nella Via Lattea e contiene al suo interno un ricco campo stellare, mentre nella parte più occidentale quest’ultima è oscurata dalla Fenditura dell’Aquila, un grande complesso di nebulose oscure appartenenti al nostro braccio di spirale che oscurano in senso longitudinale la scia della nostra Galassia. Gli oggetti non stellari scarseggiano, anche a causa delle ridotte dimensioni della costellazione, e quelli che ci sono si trovano in massima parte al di fuori della portata di piccoli strumenti. L’oggetto più brillante è M71, il quale è un ammasso globulare molto sparso, che è stato a lungo scambiato per un denso ammasso aperto. Si trova ad una distanza di circa 13.000 anni luce ed è stato scoperto dall’astronomo francese Philippe Loys de Chéseaux nell’anno 1745 o 1746.

I Gemelli (in latino Gemini, Geminorum abbreviazione Gem ) sono una delle costellazioni del cielo settentrionale, attraversata dall’eclittica. Nel cielo boreale fanno parte del cielo invernale, trovandosi tra il Toro ad ovest e il poco luminoso Cancro ad est, con a nord l’Auriga e la quasi invisibile Lince, e a sud l’Unicorno e il Cane Minore. La caratteristica che contraddistingue questa costellazione è la presenza delle due brillanti stelle Castore e Polluce, di luminosità molto simile e che hanno suggerito l’idea di due gemelli. La figura della costellazione è facile da rintracciare in cielo, grazie alla coppia di stelle brillanti, che hanno il nome dei due gemelli Diòscuri della mitologia greca:Castore (α Geminorum), una ben nota stella binaria telescopica (in realtà composta da sei stelle), ePolluce (β Geminorum), che nonostante la lettera greca assegnatale è la più brillante della costellazione. A queste due fa da contraltare la stella Alhena (γ Geminorum), situata dal lato opposto della costellazione. Le altre stelle sono relativamente deboli (solamente alcune sono visibili da una città), e si presentano allineate su due tratti paralleli che tracciano i confini di un rettangolo che si estende verso sud-ovest, in direzione di Orione; l’angolo più meridionale è segnato dalla già citata Alhena, la terza stella della costellazione per luminosità. La parte occidentale dei Gemelli giace sulla Via Lattea, pertanto in questa direzione abbondano gli oggetti galattici; nonostante ciò, la densità delle stelle di fondo osservabili nei Gemelli a occhio nudo è un po’ inferiore rispetto a quella delle costellazioni adiacenti. Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale va da dicembre a maggio; essendo una costellazione boreale, gli osservatori posti a latitudini settentrionali sono maggiormente favoriti. Tuttavia, la sua declinazione non è fortemente settentrionale, così può essere osservata con facilità anche dall’emisfero sud. Durante le notti dell’inverno boreale i Gemelli sono una delle costellazioni dominanti del cielo, assieme all’Auriga, al Toro, Orione e il Cane Maggiore.

Stelle principali

  • Polluce (β Geminorum) è la stella più luminosa; si tratta di una stella di colore arancione di magnitudine 1,16, la diciassettesima più brillante del cielo. Attorno ad essa è stato scoperto un pianeta; la distanza di Polluce è stimata sui 34 anni luce, ed è dunque anche una delle stelle luminose più vicine.
  • Castore (α Geminorum) è una stella di colore bianco, famosa per essere in realtà un sistema multiplo costituito da ben sei componenti; ha magnitudine integrata apparente pari a 1,59; la distanza è stimata sui 51 anni luce da noi.
  • Alhena (γ Geminorum) è una stella bianca di magnitudine 1,93, ben visibile a nord dell’asterismo del Triangolo invernale; dista 105 anni luce.
  • μ Geminorum (Tejat Posterior) è una stella rossa di magnitudine 2,88, spesso usata come riferimento per trovare il cielo l’ammasso M35. Dista da noi 232 anni luce.
  • ε Geminorum (Mebsuta) è una stella bianca di magnitudine 3,06; si tratta di una delle stelle più luminose in termini assoluti, con una magnitudine assoluta pari a -4,15. Dista da noi 903 anni luce.

Nel 1930, il pianeta nano Plutone fu scoperto in questa costellazione, vicino alla stella Wasat (δ Geminorum).

Mappa della costellazione

La costellazione giace nella parte occidentale sulla Via Lattea, in opposizione al centro galattico, ma in un’area comunque ricca di oggetti celesti non stellari. L’oggetto del profondo cielo più brillante nei Gemelli è M35, un ammasso apertodi quinta magnitudine, posto a 2.800 anni luce dalla Terra; si trova a nordovest di η Geminorum, vicino al bordo ovest della costellazione, ed è visibile anche ad occhio nudo se la notte è particolarmente nitida. Un binocolo 10×50 è già sufficiente per risolverlo parzialmente in stelle. A breve distanza si trova anche NGC 2158, molto più remoto e compatto, la cui individuazione è facilitata dalla presenza del precedente. Altri piccoli ammassi remoti o poco concentrati sono osservabili anche nella parte orientale della costellazione, come NGC 2331 eNGC 2420; quest’ultimo in particolare è uno degli ammassi più antichi conosciuti, anche se meno vecchio di M67, ed è facile da risolvere anche con piccoli telescopi. Tra le nebulose planetarie la più notevole è la Nebulosa Eschimese (NGC 2392), posta verso il centro-sud della costellazione, il cui nome deriva dal fatto che somiglia alla testa di una persona racchiusa dal cappuccio di una giacca a vento. Può essere osservata con un telescopio di media potenza, ma la sua struttura a doppio anello diventa visibile nelle fotografie o con forti ingrandimenti in strumenti di grande diametro. La zona occidentale dei Gemelli, verso il confine col Toro e Orione, è ricca di nebulosità, anche se sono per lo più deboli e ben evidenti soprattutto nelle fotografie. Fra queste spicca IC 443, un resto di supernova visibile con un telescopio di grande diametro con l’ausilio di filtri.

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