La Croce del Sud e il Dorado

La Croce del Sud (in latino Crux, Crucis, Cru )”croce”; così chiamata in contrasto con la Croce del Nord, la costellazione del Cigno), è la più piccola delle 88 costellazioni moderne, ma anche una delle più famose e appariscenti. È circondata da tre lati dal Centauro, mentre a sud si trova la piccola costellazione della Mosca. A causa della sua luminosità e della sua forma inconfondibile, è spesso raffigurata nelle bandiere delle nazioni situate nell’emisfero australe, come l’Australia e la Nuova Zelanda, le quali l’hanno assunta come simbolo della loro posizione geografica meridionale. La costellazione della Croce del Sud è una delle più brillanti e caratteristiche del cielo australe: la disposizione delle sue stelle ricorda perfettamente quella di una croce ed è riconoscibile con estrema facilità; la sua stella principale, Acrux, è inoltre la tredicesima stella più brillante del cielo. La costellazione si osserva per intero a sud del 27º parallelo nord, mentre dall’emisfero sud è circumpolare  nelle sue regioni temperate: in queste zone si può affermare che la Croce del Sud fa da controparte australe all’asterismo del Grande Carro, in quanto è visibile in tutte le notti dell’anno e consente di individuare il polo sud celeste. Infatti, dato che il Polo Sud celeste manca di una stella brillante che lo marchi, come fa la Polaris con il Polo Nord (Sigma Octantis è la più vicina, ma è così debole da essere inutile), due delle stelle della Croce del Sud (α e γ, Acrux e Gacruxrispettivamente) sono normalmente usate per trovarlo: infatti il metodo più semplice per rintracciare il polo sud celeste consiste, una volta nota la Croce del Sud, nel tracciare una linea che parta dalla stella più settentrionale della Croce (Gacrux), scenda alla più meridionale (Acrux), secondo l’asse maggiore, e prolungandola nella stessa direzione e verso per circa cinque volte. Alternativamente, si può costruire una linea tra α Centauri e Achernar (α Eridani), una stella situata alla medesima declinazione, ma opposta rispetto al Polo Sud Celeste: il punto dove questa linea interseca la linea precedente corrisponde col Polo Sud Celeste. La costellazione giace sulla Via Lattea australe, in un tratto molto brillante, sulla quale si sovrappone, a sud-est, unanebulosa oscura nota come Sacco di Carbone; le sue stelle più brillanti (ad eccezione di γ Crucis) fanno parte di un’associazione stellare nota come Associazione Scorpius-Centaurus. Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra febbraio e luglio; nell’emisfero australe la sua presenza sempre più alta nel cielo poco dopo il tramonto indica che la stagione estiva volge al termine, mentre nelle sere dell’autunno la costellazione raggiunge il suo punto più alto sopra l’orizzonte.

Stelle principali

  • Acrux (α Crucis) è la stella più brillante; si tratta di una stella azzurra dimagnitudine integrata pari a 0,81; in realtà è una stella tripla composta da due astri di magnitudine 1,4 e 2,09, il primo dei quali è a sua volta una binaria spettroscopica. Si tratta inoltre della stella brillante più meridionale di tutte, avendo declinazione -63°. Il sistema dista da noi 322 anni luce.
  • Mimosa (β Crucis) è una stella azzurra di magnitudine 1,25, la ventesima stella più luminosa del cielo; si tratta di una variabile pulsante con oscillazioni minime. la sua distanza è stimata sui 352 anni luce.
  • Gacrux (γ Crucis) è una stella dal colore rosso vivo, che contrasta fortemente col colore azzurro delle altre stelle brillanti della costellazione; di magnitudine 1,59, costituisce il vertice più settentrionale della croce. A differenza delle altre stelle brillanti vicine, questa stella non appartiene all’Associazione Scorpius-Centaurus, ma vi si trova in primo piano: la sua distanza è infatti stimata sugli 88 anni luce da noi, e possiede anche un moto proprio relativamente elevato, in direzione WNW.
  • δ Crucis è la stella meno brillante del quartetto disposto a croce; è una stella azzurra di magnitudine 2,79, distante 364 anni luce.
  • ε Crucis è una stella di colore arancione, di magnitudine 3,59; conferisce alla costellazione un aspetto caratteristico, sulla linea di congiunzione fra Acrux e δ Crucis. La sua distanza è stimata sui 228 anni luce.

La costellazione, come detto, giace sulla Via Lattea; questo fa sì che entro i suoi confini siano ben visibili diversi oggetti del profondo cielo interni alla nostra Galassia. La Nebulosa Sacco di Carbone è certamente l’oggetto più notevole; si tratta della più prominente nebulosa oscura del cielo, ben visibile ad occhio nudo come una toppa scura in questo tratta di Via Lattea, poco ad est della stella Acrux. Sotto un cielo buio e limpido è perfettamente riconoscibile la sua forma rozzamente triangolare. Un altro oggetto notevole è l’ammasso aperto NGC 4755, conosciuto anche come Scrigno di Gioie o Ammasso di Kappa Crucis; fu scoperto da Nicolas Louis de Lacaille nel 1751 ed è l’oggetto non stellare più luminoso della costellazione, ben risolvibile in alcune decine di stelle anche con un binocolo 10×50. Si trova a una distanza di circa 7.500 anni luce e consiste di circa 100 stelle azzurre sparse su un’area larga 20 anni luce, sulle quali domina una stella rossa che contrasta con le altre e che conferisce appunto all’ammasso l’idea di una manciata di gemme dai colori contrastanti. Un altro ammasso aperto facilmente rintracciabile è NGC 4609, visibile ad est di Acrux, sul bordo occidentale del Sacco di Carbone e per questo notevolmente oscurato dai suoi gas; è facilmente risolvibile anche con piccoli strumenti in due piccole concatenazioni di stelle disposte in senso nord-sud. Nella foto: NGC 4755, un celebre ammasso aperto.

Il Dorado è una costellazione del cielo australe creata nel XVI secolo. Anche se il nome Dorado è spagnolo e non latino, per indicare le sue stelle gli astronomi utilizzano la forma genitiva latina Doradus; per la declinazione (abbreviazione Dor).  Si tratta di una piccola costellazione poco appariscente del profondo emisfero celeste australe; è ben conosciuta solo perché all’interno dei suoi confini si trova la porzione maggiore della Grande Nube di Magellano, la cui parte rimanente giace all’interno della costellazione della Mensa. Al suo interno si trova anche il polo australe dell’eclittica. Il Dorado è una delle dodici costellazioni create da Petrus Plancius in seguito alle osservazioni compiute da Pieter Dirkszoon Keyser e Frederick de Houtman e fece la sua prima comparsa in un globo celeste di 35 cm di diametro realizzato nel 1597 (o 1598) ad Amsterdam da Plancius e Jodocus Hondius. Tuttavia, quando venne raffigurato per la prima volta in un atlante celeste – l’Uranometria di Johann Bayer del 1603 – venne rinominato Xiphias, il pesce spada. Il nome Dorado, però, divenne sempre più predominante. Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra novembre e aprile; essendo situata a declinazionifortemente australi, la sua osservazione è possibile solo in prossimità dell’equatore, dall’emisfero nord, mentre dall’emisfero sud è visibile con facilità in tutte le notti dell’anno. Dalle latitudini australi temperate si presenta circumpolare. La parte più settentrionale della costellazione è comunque visibile anche dalle latitudini boreali temperate inferiori, come la parte centro-meridionale del Mediterraneo.

Stelle principali

  • α Doradus è una gigante bianco-azzurra di magnitudine 3,30, distante 176 anni luce; è una doppia molto stretta.
  • β Doradus è una supergigante gialla di magnitudine 3,76, distante 1038 anni luce.
  • γ Doradus è una nana bianco-gialla di magnitudine 4,26, distante 66 anni luce.
  • δ Doradus è una stella bianca di sequenza principale di magnitudine 4,34, distante 145 anni luce.

La Grande Nube di Magellano, posta al confine meridionale del Dorado, è l’oggetto più notevole non solo della costellazione, ma anche di tutta questa parte di cielo australe. Si presenta come una porzione separata della Via Lattea, in realtà è la più grande e la più vicina delle galassie satelliti della nostra Galassia. Data la sua breve distanza, di soli 48 kpc (157 000 anni luce), è la terza galassia più vicina alla nostra, dopo la Galassia Nana Ellittica del Cane Maggiore (12,9 kpc) e la Galassia Nana Ellittica del Sagittario (16 kpc), quest’ultima posta dalla parte opposta del centro galattico rispetto a noi. La Grande Nube di Magellano ha una massa equivalente a circa 10 miliardi di volte quella del Sole (1010 masse solari), pari a circa 1/10 della massa della Via Lattea, ossia circa 10 miliardi di stelle; è dunque anche la quarta galassia più grande del Gruppo Locale, dopo la Galassia di Andromeda, la Via Lattea e la Galassia del Triangolo. Nella sua parte nord-orientale si trova la gigantesca Nebulosa Tarantola, un oggetto di dimensioni formidabili, al punto che, nonostante la destanza, è visibile pure ad occhio nudo nelle notti più buie e limpide. L’esplorazione della Nube con piccoli strumenti permette di rivelare una grande quantità di oggetti celesti, soprattutto ammassi aperti. Nella costellazione vi è pure un gruppetto di galassie relativamente luminose, in particolare nella parte più settentrionale. Nella foto: La Grande Nube di Magellano

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