Corona Australe e Corona Boreale

La Corona Australe (in latino Corona Australis, Coronae Australis abbreviata in CrA) è una delle 88 costellazioni moderne. Si tratta di una delle 48 costellazioni originariamente elencate da Tolomeo. Secondo una leggenda rappresenta la corona indossata dal centauro Sagittario.

Mappa della costellazione

La Corona Australe è una costellazione antica, sebbene sia molto poco appariscente; fa da controparte alla più brillante Corona Boreale e ricalca una sequenza ad arco di stelle vicine fra loro situate a sud del ben più brillante Sagittario. Si estende sul bordo della scia luminosa della Via Lattea e le sue stelle sono per lo più di quarta e quinta magnitudine. Essendo una costellazione situata a media declinazione australe, la sua visibilità è fortemente ridotta per gli osservatori situati nell’emisfero nord: essa si mostra infatti molto bassa sull’orizzonte meridionale ed è visibile nel cielo serale solo fra giugno e agosto; a nord dei 45°N è già osservabile solo in parte. Di contro, dall’emisfero sud è di facile osservazione e la disposizione ad arco delle sue stelle la rende facilmente riconoscibile.

Stelle principali

  • β Coronae Australis è una gigante arancione di magnitudine 4,10, distante 508 anni luce.
  • α Coronae Australis (Alphecca Meridiana) è una stella bianca di magnitudine 4,11, distante 130 anni luce.

Gli oggetti non stellari più brillanti visibili nella Corona Australe sono tutti appartenenti alla nostra Galassia; il centro galattico si trova una ventina di gradi in direzione nordovest, mentre alcuni dei campi stellari lambiscono la costellazione nella stessa direzione. La costellazione ospita la Nube della Corona Australe, una nube molecolare non particolarmente massiccia in cui però hanno avuto luogo recenti fenomeni di formazione stellare; la parte più luminosa di questa nube è costituita da alcune piccole nebulose a riflessione, come NGC 6726 e NGC 6729, illuminate dalle stelle ad essa associate. Fra gli ammassi globulari il più luminoso è NGC 6541, situato sul confine con lo Scorpione; è individuabile anche con un binocolo, essendo di sesta magnitudine apparente. Fra le nebulose spicca invece il complesso nei pressi di β Coronae Australis: si tratta di una nube debolmente luminosa associata ad aree non illuminate e oscure, che risaltano sul fondo ricco di stelle.

La Corona Boreale (in latino Corona Borealis, Coronae Borealis abbreviazione CrB) è una piccola costellazione dell’emisfero nord, le cui stelle principali formano un arco semicircolare. È una delle 88 costellazioni moderne, ed era anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.

Mappa della costellazione

 La costellazione della Corona Boreale si individua con facilità, grazie ad un asterismo a forma di “Y” il cui vertice è rappresentato dalla brillante stella Arturo, la quarta stella più brillante del cielo ad occhio nudo; vista dall’emisfero nord, la stanghetta di “sinistra” della Y è rappresentata dalla stella Alphekka, una stella bianca di sequenza principale di magnitudine 2,2, dunque perfettamente osservabile anche dai centri urbani. Il resto della costellazione si dispone ad est e ad ovest di questa stella ed è rappresentata da un semicerchio di astri di terza e quarta grandezza. La Corona Boreale è una figura tipica del cielo di primavera ed estate: dall’emisfero nord diventa ben visibile ad est nel cielo serale di fine febbraio, si mostra alta nel cielo nei mesi di maggio e giugno e nel corso dell’estate tende a declinare verso occidente, finché, alla fine di ottobre, non è più osservabile. Dall’emisfero sud si mostra invece piuttosto bassa sull’orizzonte settentrionale ed appare visibile solo nelle notti autunnali e di inizio inverno australe.

Stelle principali

  • Alphekka (α Coronae Borealis) è una stella bianca di magnitudine 2,22, distante 75 anni luce.
  • β Coronae Borealis è una gigante gialla di magnitudine 3,66, distante 114 anni luce.
  • γ Coronae Borealis è una stella bianca di magnitudine 3,81, distante 145 anni luce.

La costellazione non contiene alcuno oggetto del profondo cielo degno di nota: le galassie in questa regione di cielo sono tutte molto lontane e deboli. Nella parte sudoccidentale della costellazione è presente un celebre ammasso di galassie, noto come Abell 2065, che conta decine di galassie.

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