La Chioma di Berenice e il Cigno

La Chioma di Berenice (in latino Coma Berenices, Comae Berenices, Com) è una delle 88 costellazioni moderne. Generalmente, la si attribuisce all’astronomo Tycho Brahe. Si trova vicino al Leone. La Chioma di Berenice è una costellazione di facile individuazione, nonostante non contenga alcuna stella luminosa; può essere scorta a nordest del Leone, ad ovest della brillante stella Arturo e a nord della Vergine. La sua caratteristica principale, che ha dato origine al nome della costellazione stessa, è una “chioma” di stelle di quarta e quinta magnitudine ben visibile in una notte non eccessivamente inquinata, che costituisce in realtà un gruppo di stelle fisicamente legato fra loro, un ammasso aperto in via di dissoluzione. Oltre a questo gruppo, la Chioma di Berenice comprende altre stelle di quarta magnitudine, in particolare sul lato orientale; la stella più brillante è la β Comae Berenices. Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale va marzo a agosto; nell’emisfero boreale è una figura tipica del cielo primaverile e dell’inizio dell’estate, quando si presenta molto alta nel cielo.

Stelle principali

  • β Comae Berenices, di magnitudine apparente 4,23, ha una magnitudine assoluta di poco più luminosa del Sole, il che dà un’idea di quanto debole apparirebbe il Sole ad una distanza di soli 27 anni luce, che astronomicamente parlando è una distanza irrisoria.
  • α Comae Berenices è la seconda stella più luminosa della Chioma di Berenice e possiede un nome proprio, Diadem; è una stella binaria di magnitudine +4,32 che si trova a 60 anni luce di distanza dal sistema solare. Rappresenta la gemma nella corona di Berenice.
  • γ Comae Berenices è una gigante arancione di magnitudine 4,35, distante 170 anni luce.

La costellazione contiene un gran numero di galassie, grazie alla presenza di grandi raggruppamenti galattici relativamente vicini al Gruppo Locale. La maggior parte delle stelle visibili ad occhio nudo nella Chioma di Berenice formano un ammasso aperto che non è riportato sulla maggior parte dei cataloghi, poiché è sparso su un’ampia regione larga più di 5 gradi, vicino a γ Comae Berenices; questo ammasso è a volte chiamato Mel 111 e si trova a una latitudine galattica piuttosto elevata. La costellazione contiene anche alcuni ammassi globulari, nonostante si trovi in direzione del polo nord galattico; fra questi il più luminoso è M53, che è individuabile con un telescopio di piccole dimensioni come una macchia rotondeggiante più luminosa al centro e dai contorni sfumati. L’ammasso della Chioma è un enorme ammasso di galassie con più di mille membri. Fra le galassie principali, le più brillanti sono M88, M91, M98, M99 e M100, tutte scoperte da Charles Messier e da altri astronomi suoi contemporanei e inserite poi nel suo celebre catalogo; questo gruppo di galassie si trova nella parte più meridionale della costellazione, sul confine con la Vergine, entro la quale prosegue. Alle galassie catalogate dal Messier se ne aggiungono altre, come NGC 4473, una galassia ellittica molto allungata e di aspetto quasi lenticolare, e NGC 4494, anch’essa di forma ellittica. Fra le galassie più distaccate da questo gruppo spicca la Galassia Occhio Nero, ben osservabile con piccoli strumenti come una macchia rotondeggiante, famosa poiché le parti più esterne dei suoi bracci ben avvolti paiono ruotare in senso opposto rispetto alle regioni centrali. Altre galassie brillanti e alla portata di strumenti di medie dimensioni si osservano nella parte centrale e nordoccidentale della costellazione, come NGC 4725, una galassia spirale molto appariscente.

Il Cigno (in latino Cygnus, Cygni, Cyg) è una importante costellazione settentrionale. È una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo ed è anche una delle 88 moderne costellazioni. La figura dell’uccello si estende lungo la Via Latteaestiva ed è rappresentata in volo verso sud. Le sue stelle più brillanti sono facilmente visibili ad occhio nudo anche dai centri urbani e costituiscono l’asterismo noto come Croce del Nord, simbolico opposto (di dimensione maggiore ma meno luminoso) della costellazione australe della Croce del Sud. Grazie alla presenza della Via Lattea, la costellazione contiene numerosi oggetti non stellari intragalattici, quali ammassi stellari e nebulose diffuse, oltre ai più ricchi campi stellari dell’intero emisfero celeste boreale. Quella del Cigno è una costellazione brillante e di grandi dimensioni, caratteristica e dominante nei cieli notturni dell’estate boreale; si tratta di una delle figure più tipiche dell’emisfero nord, disposta lungo laVia Lattea in un suo tratto molto ricco e in cui questa appare divisa in due in senso longitudinale da una serie dinebulose oscure nota come Fenditura del Cigno.

Mappa della costellazione

La forma della costellazione, ben riconoscibile nei cieli da giugno a novembre, ricorda una grande croce, con l’asse maggiore formato dalle stelle Deneb e Albireo, e l’asse minore formato da Gienah e Rukh; il punto di intersezione degli assi è invece rappresentato dalla stella Sadr. La stella più luminosa della costellazione, Deneb, costituisce il vertice superiore dell’asse maggiore della croce e forma anche uno dei vertici del famoso asterismo del Triangolo Estivo, facilmente utilizzabile nelle notti estive e autunnali per il riconoscimento di diverse costellazioni. Alla costellazione del Cigno appartiene anche la vasta area di cielo priva di stelle luminose visibile a nordest di Deneb, in direzione di Cassiopea e di Cefeo; data la presenza del piano della Via Lattea, questa zona appare comunque ricca di deboli stelle di fondo, nonché di ammassi stellari e deboli nebulose diffuse. La parte settentrionale del Cigno si presenta circumpolare a nord del 35º parallelo nord, mentre Deneb non tramonta mai oltre i 44°N; la costellazione pertanto è una delle dominanti in assoluto per gli osservatori dall’emisfero nord. Dall’emisfero sud invece resta molto bassa sull’orizzonte settentrionale, mostrandosi completamente solo nella fascia più calda della zona temperata. La parte centrale della costellazione possiede uno dei campi stellari più ricchi della Via Lattea, in cui abbondano associazioni di stelle e sul cui sfondo si staglia una vasta nebulosità, distante alcune migliaia di anni luce, ben visibile nelle immagini sensibili al vicino infrarosso.

Stelle principali

  • Deneb, α Cygni, è una stella di prima grandezza, nonostante la sua notevole distanza (stimata in circa 1.800 anni luce). Si tratta quindi di una stella intrinsecamente molto brillante, circa 60.000 volte più luminosa del Sole. Se fosse posta alla stessa distanza di Sirio, la stella più luminosa del cielo, brillerebbe quasi quanto la Luna. Questa supergigante blu forma la coda del cigno, la parte più settentrionale della Croce del Nord, e uno dei vertici del cosiddetto Triangolo Estivo.
  • Sadr, γ Cygni, è una stella gialla di magnitudine apparente 2,23; nei suoi dintorni è presente un vastissimo complesso di nebulose, mentre a sud di questa stella si estende un ricco campo stellare della Via Lattea.
  • Gienah, ε Cygni, una stella arancione di magnitudine apparente 2,48 che forma l’ala orientale del Cigno.
  • Rukh, δ Cygni, di magnitudine apparente 3,01, una stella tripla di colore azzurro, l’ala occidentale del Cigno; la sua magnitudine complessiva apparente è 2,86.
  • Albireo, β Cygni, è il becco del cigno. È una delle stelle doppie più belle del cielo, una stella giallo dorato facilmente separabile dalla sua compagna blu con un piccolo telescopio.

Tra le altre stelle, appare interessante 61 Cygni. È una delle stelle più vicine a noi, distante solo 11,4 anni luce. Mostra uno dei moti propri più alti, ed è stata una delle prime stelle di cui si riuscì a misurare la distanza. La stella 16 Cygni B ha un sistema planetario con un pianeta confermato, con un massa di 1,5 volte quella di Giove. Nei confini del Cigno si trova anche la sorgente a raggi X Cygnus X-1, che è considerato uno dei migliori candidati buchi neri. La Via Lattea percorre per intero la costellazione del Cigno; tra le stelle Deneb e γ Cygni questa è oscurata da un complesso sistema di nubi, il quale poi percorre la Via Lattea verso sud dividendola in due parti nei pressi dell’equatore galattico; questa “spaccatura” viene chiamata Fenditura del Cigno. Nel Cigno quindi sono visibili molti ammassi aperti e nebulose. Tra i primi, due furono osservati dal Messier; il primo è M29, il più piccolo, visibile 1,5 gradi a sud di γ Cygni sul bordo di un ricco campo stellare; le sue ridotte dimensioni lo rendono un oggetto quasi al limite per un binocolo di medie dimensioni. Il secondo è M39, visibile a nord-est di Deneb in una regione meno ricca di stelle luminose; a differenza del precedente, quest’ammasso è al limite della visibilità ad occhio nudo e si risolve con facilità anche con un binocolo. Verso nordovest, attorno alla stella δ Cygni, si osservano due ammassi piuttosto appariscenti, NGC 6811 e NGC 6866, risolvibili con facilità anche tramite piccoli telescopi. Altri ammassi importanti sono NGC 6871, a sud di γ Cygni, NGC 6819, piccolo ma molto concentrato e visibile a sud di δ Cygni, e l’ammasso racchiuso nella nube IC 5146, nota come Nebulosa Bozzolo a causa della presenza di unanebulosa oscura. Vale la pena di esplorare i ricchi campi stellari a sud di γ Cygni, per la presenza di innumerevoli piccoli ammassi e campi stellari fra i più ricchi della volta celeste. Nella parte nordoccidentale della costellazione, sul bordo della Via Lattea, si trova NGC 6826, una brillante nebulosa planetaria facilmente osservabile con strumenti da 150mm di diametro; è talvolta soprannominata Nebulosa Occhiolino a causa dell’apparente “lampeggiamento” che può mostrare in alcuni casi, fenomeno in realtà puramente soggettivo. Tra le nebulose diffuse spicca NGC 7000, la Nebulosa Nord America, che si trova poco a est di Deneb. La sua somiglianza con il continente nordamericano si nota più sulle fotografie che nell’osservazione visuale, che è estremamente difficile. Per poterla osservare visualmente è necessario un cielo buio d’alta montagna e un buon binocolo. Viste particolarmente acute unite ad un cielo assolutamente non toccato dall’inquinamento luminoso possono scorgerla anche ad occhio nudo. LaNebulosa Velo è un altro oggetto straordinario, ma poco visibile, sul confine con la Volpetta: si tratta di un resto di supernova i cui tenui filamenti si apprezzano meglio nelle fotografie. Al di là della Fenditura del Cigno, a una distanza di 5500 anni luce da noi, si trova una delle strutture nebulose più estese e massicce della Via Lattea, dominato dal sistema nebuloso di Sharpless 106 e dalla forte radiosorgente Cygnus X; la sua luce nella nostra linea di vista è fortemente oscurata, infatti se fosse chiaramente visibile sarebbe l’area più ricca di nebulose e una delle più intensamente popolate da stelle brillanti della volta celeste. Tra gli oggetti al di fuori della Via Lattea, va citata la ben nota NGC 6946, una grande galassia spirale barrata piuttosto vicina al nostro Gruppo Locale posta sul confine con Cefeo.

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