Il Capricorno e la Carena

Il Capricorno (in latino Capricornus, Capricorni, Cap) è una costellazione dello zodiaco; si trova nell’emisfero australe, fra il Sagittario ad ovest e l’Aquario a nord e ad est. Viene attraversata dal Sole fra fine gennaio e metà febbraio. La costellazione dà il nome al Tropico del Capricorno, ossia la latitudine terrestre in cui il Sole è in posizione verticale a mezzogiorno il giorno delsolstizio d’estate australe (il solstizio d’inverno boreale); ai tempi degli antichi Greci a quella data il Sole si trovava in direzione del Capricorno, ma l’oscillazione della Terra sul suo asse, la precessione degli equinozi, ha spostato il punto del solstizio in direzione del Sagittario.

Mappa della costellazione

Questa costellazione è la più piccola fra quelle dello zodiaco, nonché una delle più deboli dopo i Pesci e il Cancro; tuttavia, le sue stelle più appariscenti si dispongono a formare un triangolo facile da riconoscere, ad est del Sagittario, i cui vertici sono Algedi (α Capricorni) a nordovest, Deneb Algedi(delta Capricorni) a nordest eω Capricorni a sud. Il Capricorno possiede inoltre un buon numero di stelle di magnitudine 4 concatenate e relativamente vicine fra loro, che ne facilitano l’individuazione anche in cieli non troppo bui. Le quattro stelle più luminose della costellazione sono comprese nei settori nordest e nordovest, verso il confine con l’Aquario; la parte meridionale, pur essendo costituita da astro di magnitudine 4, è comunque ben evidenziata anche a causa della quasi completa mancanza di stelle di pari luminosità nella confinante costellazione del Microscopio. Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale va dalla metà dell’estate fino alla metà dell’autunno, dall’emisfero boreale, Il pianeta Nettuno fu scoperto in questa costellazione dall’astronomo tedesco Johann Galle, vicino a Deneb Algedi (δ Capricorni) il 23 settembre 1846, su indicazione del matematico Urbain Le Verrier. Le stelle principali sono:  δ Capricorni (Deneb Algedi) la stella primaria; si tratta di un astro bianco di magnitudine 2,85, relativamente vicino a noi (dista 39 anni luce). Costituisce l’estremità nordorientale della costellazione; β Capricorni (Dabih)  una stella bianca di magnitudine 3,05, distante 344 anni luce; è una stella multipla e si trova nella parte occidentale. Alfa  Capricorni (Algedi) è una celebre stella doppia: le due componenti primarie, α1 Cap e α2 Cap, entrambe gialle e rispettivamente di magnitudini 4,30 e 3,58, sono separabili anche con un piccolo binocolo. γ Capricorni (Nashira) è una stella bianca di magnitudine 3,69, distante 139 anni luce. La costellazione offre pochi oggetti del profondo cielo di facile osservazione: in parte ciò è dovuto all’assenza della Via Lattea, in parte perché le galassie in quest’area di cielo sono tutte più o meno remote e poco luminose, fuori dalla portata di piccoli strumenti. Un ammasso globulare non è sfuggito tuttavia all’attenzione di Charles Messier, il quale lo catalogò con la sigla M30; si tratta di un ammasso di media concentrazione e si individua senza difficoltà nella parte sud-orientale della costellazione, verso il confine col Pesce Australe. Attraverso un piccolo telescopio si mostra come una macchia chiara molto pallida; un telescopio da 200mm di apertura consente invece di apprezzarne la risoluzione in stelle. Le galassie visibili in questa parte di cielo sono in massima parte remote.

La Carena (in latino Carina, Carinae, Car) è una brillante costellazione meridionale, che faceva parte dell’antica costellazione della Nave Argo; si trova sul bordo meridionale della Via Lattea australe ed è una figura dominante dei cieli del sud. La Carena contiene alcune stelle e oggetti di grande rilievo: fra le prime spicca la brillante Canopo, la seconda stella più luminosa del cielo; fra gli oggetti celesti primeggia la grande Nebulosa della Carena, che detiene il record di nebulosa diffusa più brillante della volta celeste, e l’ammasso aperto delle Pleiadi del Sud (IC 2602), uno dei più luminosi. La Carena è una costellazione di medie dimensioni, al di sotto dell’orizzonte nelle regioni temperate boreali; si tratta infatti di una tipica costellazione australe: può essere osservata per intero solo a partire dal quindicesimo parallelo nord. È facilmente individuabile grazie alla brillantissima stella Canopo, una ipergigante gialla seconda in luminosità solo a Sirio. Canopo si trova all’estremità occidentale della costellazione, ed è anche la sua stella più settentrionale, tra quelle visibili ad occhio nudo; ad est le stelle ε Carinae e ι Carinae sono immerse nella Via Lattea. Nell’estremità orientale, spicca la stella θ Carinae, circondata da un folto gruppetto di stelline, e la luminosa Miaplacidus, la stella β della costellazione. La Carena è una costellazione estremamente interessante. La sua parte nordorientale giace sulla Via Lattea in un suo campo particolarmente intenso, ricco di stelle e di oggetti di ogni genere. Le stelle ε e ι Carinae formano, con le più settentrionali δ e κ Velorum, unasterismo noto come Falsa Croce, perché a volte confuso con la vera Croce del Sud. La stella principale della costellazione è Canopo (α Carinae, Canopus in Latino), una supergigante gialla, che è anche la seconda stella più luminosa del cielo; la prima è Sirio, la terza è Rigil Kentaurus (o Toliman). Si individua circa 35° a sud della stessa Sirio, ad ovest della scia luminosa della Via Lattea australe. Miaplacidus (β Carinae) è la seconda stella più luminosa della costellazione, ed è la ventinovesima stella più luminosa del cielo notturno, con una magnitudine apparente di +1,68; rispetto a Canopo si trova dalla parte opposta della costellazione. La stella Avior (ε Carinae) con una magnitudine apparente di 1,86 è anch’essa una delle più brillanti stelle nel cielo notturno, ma è visibile dall’emisfero boreale solo a latitudini tropicali. La stella Aspidiske (ι Carinae, nota anche come Turais) è una stella bianca di magnitudine +2,21, sul bordo della Via Lattea. La stella η Carinae (nota anche come Foramen), ora invisibile ad occhio nudo, è stata per lungo tempo una delle stelle più brillanti del cielo; si trova all’interno della Nebulosa di Eta Carinae, in uno dei tratti più brillanti della Via Lattea. La nomenclatura stellare segue quella assegnata alla costellazione della Nave Argo: le stelle α e β Carinae sono effettivamente le stelle α e β dell’Argo navis. Mancano le stelle γ e δ, ma sono presenti la ε, la η (che una volta era ben più luminosa di adesso), la θ e la ι, terminando infine con la υ, la χ e la ω. Seguono diverse lettere latine, anch’esse secondo l’assegnazione data alla costellazione della Nave Argo. Entro i confini con la Carena si trova uno dei tratti di Via Lattea più brillanti e ricchi dell’intera volta celeste, il cosiddetto “Arco della Carena”; la costellazione perciò abbonda di oggetti del cielo profondo appartenenti alla nostra Galassia, come ammassi e nebulose. Il fatto che però sia anche uno dei tratti più meridionali della Via Lattea, fa sì che sia visibile solo dalle regioni dell’emisfero australe, più la fascia tropicale di quello boreale.

Tra gli innumerevoli ammassi aperti il più notevole è senza dubbio quello noto come Pleiadi del Sud (Southern Pleiades – IC 2602); la sua stella principale è la θ Carinae, azzurra, di magnitudine 2,7, circondata da un gruppetto di stelle di quinta che le conferiscono un aspetto caratteristico e inconfondibile. Di grande interesse per gli astrofili è pure un altro ammasso, NGC 3532, ben visibile anch’esso ad occhio nudo, giacente nel tratto più ricco della Via Lattea e soprannominato talvolta Ammasso pozzo dei desideri per la somiglianza ad un grande insieme di monete come quelle che si trovano sul fondo di un pozzo dei desideri. Poco ad ovest si trova pure l’ammasso NGC 3293, circondato sul lato NW da una nebulosa. A breve distanza da questi, sul bordo meridionale della Via Lattea, si trova il ricco ammasso NGC 3114, visibile ad occhio nudo e risolvibile in stelle anche con piccoli strumenti; a sud-ovest della Falsa Croce si trova invece NGC 2516, altro brillante ammasso. È presente pure un ammasso globulare, NGC 2808, uno dei più compatti che si conoscano. Tra le nebulose diffuse spicca la grande Nebulosa della Carena (NGC 3372): posta al centro del ramo brillante della Via Lattea del sud, è la nebulosa diffusa più brillante dell’intera volta celeste, più luminosa pure della ben più famosa Nebulosa di Orione; ben visibile ad occhio nudo, in un semplice binocolo già si evidenziano alcune delle sue strutture più importanti, come una banda oscura che la attraversa da est ad ovest. Al suo interno si trova η Carinae, una delle stelle più grandi conosciute, che si trova in una fase particolarmente instabile del suo ciclo vitale; si pensa che possa esplodere come supernova in tempi anche relativamente brevi. Tra le galassie è presente, poco a nord-est di Canopo, della Galassia Nana della Carena, una galassia satellite della nostra Via Lattea.

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. enricogarrou
    Gen 12, 2015 @ 13:03:20

    Continuo a farti i complimenti per il Tuo post e i tuoi articoli veramente approfonditi. Una delizia leggerli. Un caro saluto

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