Cassiopea e il Cavallino

Cassiopea (in latino Cassiopeia, Cassiopeiae, Cas) è una costellazione settentrionale, raffigurante Cassiopea, la leggendaria regina di Etiopia. È una delle 88 costellazioni moderne, ed era anche una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo.

Mappa della costellazione

Di facile riconoscimento grazie alla sua figura a zig-zag, è caratteristica specialmente delle notti stellate autunnali, sebbene dall’emisfero nord sia ben osservabile per quasi tutto l’anno; è attraversata dalla Via Lattea ed è quindi molto ricca di ammassi stellari e fitti campi stellari. Se osservassimo il Sole da Alfa Centauri, la stella più vicina, esso apparirebbe in Cassiopea. Cassiopea è una delle costellazioni più caratteristiche e più riconoscibili del cielo settentrionale. Poiché è molto vicina al polo nord celeste, rimane visibile nel cielo per tutta la notte in tutta la fascia temperata dell’emisfero boreale (una tale costellazione viene detta circumpolare); nell’emisfero australe è visibile solo dalle zone tropicali. Rispetto al polo nord celeste, si trova opposta al Grande Carro: nell’emisfero boreale, quando Cassiopea è alta nel cielo, il Grande Carro è basso sull’orizzonte. La costellazione ha un’estensione di 598 gradi quadrati ed è facilmente riconoscibile per la sua forma a W o a M, a seconda delle stagioni: durante l’autunno boreale si osserva altissima nel cielo in direzione nord e la sua orientazione la fa rassomigliare a una M; viceversa, nelle sere primaverili è rasente l’orizzonte settentrionale ed è orientata secondo la lettera W. Cassiopea si incastra fra Cefeo e Andromeda ed è attraversata per tutta la sua lunghezza dal piano della Via Lattea, apparendo perciò molto ricca di stelle. Al di là delle sue cinque stelle più luminose, Cassiopea si estende notevolmente anche verso nord, occupando una vasta area di cielo dove la Via Lattea è fortemente oscurata dalle polveri interstellari ed è perciò relativamente povera di stelle e oggetti appariscenti. Cassiopea è spesso usata come indicatore del tempo siderale: la stella più brillante in cima alla W, β Cassiopeiae, chiamataCaph, si trova quasi perfettamente a zero ore di Ascensione Retta e quindi una linea tracciata tra la Polare e β Cassiopeiae passerà vicino all’equinozio di primavera. L’angolo orario di questa linea è uguale al tempo siderale. Quindi, quando β Cassiopeiae si trova sul meridiano direttamente sopra il polo il tempo siderale è zero, quando è sul meridiano opposto il tempo siderale segna 12 ore, eccetera. Le stelle principali sono:  γ Cassiopeiae  una stella variabile peculiare, distante circa 613 anni luce dal Sole. La luminosità varia da 1,6 a 3magnitudini. Si pensa che γ Cas sia una stella binaria contenente una stella di tipo Be e una stella di neutroni. È la stella binaria a raggi X più brillante del cielo, e nessun’altra binaria a raggi X può essere vista a occhio nudo. È anche il prototipo delle variabili Gamma Cassiopeiae.
α Cassiopeiae, detta anche Shedir o Schedar, ha magnitudine 2,3 ed è di colore arancione; dista 230 anni luce.
β Cassiopeiae, nota anche come Caph, è una stella gialla di magnitudine 2,28, distante da noi appena 54 anni luce; Caph ha una temperatura superficiale di 7.000°, quindi di poco superiore al nostro Sole. È pertanto una delle stelle brillanti più vicine a noi.
δ Cassiopeiae o Ruchbah, è una stella bianca di magnitudine 2,66; dista 99 anni luce.
ε Cassiopeiae (Segin), è la stella meno luminosa della “W”, essendo di magnitudine 3,35; dista 442 anni luce.
η Cassiopeiae (Achird) è una stella doppia scoperta da Herschel, la più vicina al nostro Sistema solare: infatti dista circa appena 19,4 anni luce. La principale è una gialla di magnitudine 3,4, mentre la compagna è una rossa di 7,2 m. Attualmente sono separate da 12,6 secondi d’arco.
Tra le altre stelle, è da notare ρ Cassiopeiae, una stella ipergigante gialla 550.000 volte più luminosa del Sole; con la sua magnitudine assoluta pari a -8,25, è una delle stelle più brillanti conosciute della Via Lattea.
Cassiopea ospitò nel 1572 la supernova di Tycho Brahe, ed è anche la residenza di Cassiopeia A, la più forte radiosorgente del cielo (dopo il Sole). Cassiopeia A è un resto di supernova, con un’origine datata al 1667. Non si ha notizia che la supernova sia stata osservata. Sebbene la Via Lattea attraversi la costellazione di Cassiopea, in questo tratto non appare molto brillante, a causa delle polveri interstellari che la oscurano; la sua presenza, tuttavia, fa sì che in questa costellazione siano presenti numerosiammassi stellari, tra i quali due furono catalogati dal Messier. Il più appariscente di questi è M52, un ammasso aperto con un diametro di 12 primi. Ha magnitudine 8,2 ed è molto giovane. Due gradi ad est di δ Cassiopeiae si trova M103, un ammasso più piccolo. Al contrario, NGC 7789 è molto vecchio e molto esteso, fino a quasi mezzo grado, contenente circa 1000 stelle; la sua magnitudine è 6,7 e può essere apprezzato solo con un telescopio da almeno 150mm di apertura. Altri ammassi aperti di facile osservazione sono il celebre NGC 457, situato a sud di δ Cassiopeiae e ben noto col soprannome di Ammasso Civetta, e NGC 663. A nordovest di β Cassiopeiae si estende una concatenazione di tre ammassi, il più brillante dei quali è NGC 7790, risolvibile anche con piccoli telescopi. Infine, fra β e γ Cassiopeiae si trova NGC 129, dominato da un triangolo di stelle di magnitudine 8 e 9. Tra le nebulose, va citata NGC 7635, nota per avere una struttura a forma di bolla, che per lungo tempo venne scambiata per una nebulosa planetaria; si trova sul confine con Cefeo. La costellazione contiene diverse aree di formazione stellare, fra le quali spiccano le nebulose IC 1805 e IC 1848, soprannominate Cuore e Anima e facenti parte di un’estesa regione in cui ha luogo la formazione di stelle massicce. Tra le galassie dominano NGC 147 e NGC 185, che pur essendo entro i confini di Cassiopea sono compagne di M31 inAndromeda; si tratta di due galassie ellittiche distanti fra loro 58 primi d’arco e distano da noi 250.000 anni luce. Secondo recenti studi, in un complesso di nebulose oscure nella parte orientale della costellazione noto come W3, i fenomeni di formazione stellare sarebbero particolarmente attivi; quando le nuove stelle di grande massa saranno formate emetteranno una gran quantità di radiazione ultravioletta che illuminerà il complesso di gas e polveri dal quale si sono formate, che diventerà una nebulosa brillante in grado di rivaleggiare in dimensioni e luminosità con la Nebulosa di Orione; questo fenomeno avrà luogo tra circa 100.000 anni.

Il Cavallino (in latino Equuleus, Equulei, Equ) è la seconda costellazione più piccola del cielo tra le 88 definite in epoca moderna, più grande solo della Croce del Sud. Nonostante la sua piccolezza e la mancanza di stelle luminose (nessuna supera la quarta magnitudine), è conosciuta fin dall’antichità ed era compresa tra le 48 costellazioni di Tolomeo.

Mappa della costellazione

La costellazione del Cavallino è una delle più sfuggenti della volta celeste, sia a causa delle sue ridotte dimensioni che per la scarsa brillantezza delle sue stelle principali; può essere individuata a partire dal Delfino, la cui forma caratteristica è facilmente distinguibile nei cieli estivi boreali, e spostandosi di una decina di gradi in direzione sudest. La sua stella principale, Kitalpha, è solo di quarta magnitudine, mentre le altre stelle visibili ad occhio nudo sono quasi tutte di quinta e sesta grandezza. Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra giugno e dicembre; la posizione della costellazione, molto prossima all’equatore celeste, fa sì che essa sia facilmente osservabile da tutte le aree popolate della Terra. dall’emisfero nord è visibile alta nel cielo nelle sere e nottate tardo-estive, quando transita sopra l’orizzonte sud. L’unico oggetto di facile osservazione nel Cavallino è la galassia NGC 7015, di dodicesima magnitudine e visibile con un potente telescopio.

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