Il Bulino e il Camaleonte

Il Bulino (in latino Caelum, Caeli, Cae) è una costellazione meridionale minore, introdotta da Nicolas Louis de Lacaille. Il Bulino è una costellazione piccola e decisamente oscura, stretta fra le più appariscenti costellazioni di Eridano a ovest e della Colomba ad est; è completamente priva di oggetti brillanti: la sua stella più luminosa è infatti solo di quarta magnitudine. Per individuarne le poche stelle visibili ad occhio nudo, è possibile partire dalla costellazione della Colomba e dirigersi verso ovest di alcuni gradi. Possiede solo sei stelle più luminose della magnitudine 6,0. Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra ottobre e febbraio, coincidenti con l’autunno boreale; occupa una piccola parte di quella vasta regione di cielo che dalle città boreali appare completamente priva di stelle nelle sere d’autunno verso sud. Dall’emisfero australe è maggiormente visibile, poiché la sua declinazione e moderatamente australe, ma resta comunque di difficile reperimento. Alfa Caeli è una stella gialla di magnitudine 4,44, distante 66 anni luce; è la stella più appariscente della costellazione. Non sono presenti oggetti galattici e le galassie visibili in questa parte di cielo sono piuttosto deboli; l’unica che supera la undicesima magnitudine è NGC 1679, una galassia irregolare situata nella parte settentrionale della costellazione e osservabile con un telescopio amatoriale di media potenza.

Il Camaleonte (in latino Chamaeleon, Chamaeleontis, Cha) è una costellazione minore dell’emisfero sud. È stata introdotta da Johann Bayer nel suo lavoro Uranometria del 1603, ma è forse stata definita alcuni anni prima. È oggi una delle 88 costellazioni moderne.  Le stelle che compongono questa costellazione sono tutte di quarta magnitudine o più deboli, cosa che rende difficile la loro individuazione nel cielo. Per trovarla conviene partire da una costellazione molto più brillante e riconoscibile, la Croce del Sud; seguendo l’allienamento formato dalle stella Alfa e Gamma si arriva in prossimità della stella Gamma del Camaleonte. È davvero difficile scorgerla in cielo, a causa delle sue esigue dimensioni e della scarsa luminosità delle sue componenti (si potrebbe quindi affermare che il nome della costellazione rispecchi in pieno la sua natura). Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi estivi e autunnali australi, sebbene la sua notevole prossimità al polo sud celeste ne consenta l’osservazione per tutto l’anno; dall’emisfero nord è visibile solo a pochissimi gradi dall’equatore. per altro con alcune difficoltà se la notte non è perfettamente nitida in direzione sud. La stella più luminosa è la alfa Chamaeleontis, di magnitudine 4,05, che brilla con luce bianca. Cha 110913-773444 (spesso abbreviato in Cha 110913) è un oggetto astronomico, situato nella costellazione del Camaleonte, che pare essere circondato da un disco protoplanetario. Gli scienziati sono indecisi sull’opportunità di classificare l’oggetto come una sub-nana bruna (una stella mancata, con pianeti al seguito) oppure come un pianeta interstellare (circondato da satelliti). È persino più piccolo di OTS 44, considerato sino alla sua scoperta la più piccola nana bruna conosciuta. Cha 110913-773444 è stato scoperto da Kevin Luhman ed altri astronomi alla Pennsylvania State University. Nella costellazione non sono presenti oggetti particolarmente brillanti: l’unico  è una nebulosa planetaria, NGC 3195, posta tra le stelle Delta e Zeta, in prossimità del confine sud della costellazione. L’area di cielo del Camaleonte ospita una regione di formazione stellare poco nota agli astrofili ma oggetto di intensi studi, la Nube del Camaleonte, che sconfina in parte nell’adiacente costellazione della Mosca; nelle foto a grande campo questo complesso si evidenzia come una serie di macchie oscure che mascherano la luce proveniente dai campi stellari retrostanti. La sua importanza è dovuta soprattutto alla sua vicinanza, che consente una facile osservazione dei meccanismi che portano alla formazione di stelle di piccola massa, comprese le nane brune, e alla nascita dei sistemi planetari.

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