Ariete e Auriga

L’Ariete (in latino Aries, Arietis, Ari) è una delle costellazioni dello zodiaco; si trova tra i Pesci ad ovest e il Toro ad est ed è una figura caratteristica dei cieli autunnali boreali. Da essa prende il nome il Primo Punto d’Ariete, ossia l’intersezione fra l’equatore celeste e l’eclittica in direzione nord; si tratta del punto in cui si osserva il Sole il giorno dell’equinozio di primavera boreale ed è considerato il grado 0 dell’eclittica. A causa della precessione degli equinozi, oggi questo punto si trova nella costellazione dei Pesci. Al di là delle due stelle più luminose e di qualche stella doppia la costellazione non contiene molti oggetti di rilievo, sia per la lontananza dalla Via Lattea sia per le sue dimensioni. Si tratta di una costellazione di dimensioni relativamente contenute: occupa infatti 441 gradi quadrati di volta celeste, ossia poco più della metà del vicino Toro. Le sue stelle sono tuttavia abbastanza appariscenti, in particolare Hamal (α Arietis) e Sheratan (β), entrambe di magnitudine 2; altre stelle importanti sono Mesarthim (γ1) e Botein (δ). Tranne quest’ultima, le sue stelle più luminose si concentrano nell’angolo nordoccidentale della costellazione. L’Ariete si individua con facilità poco a ovest delle Pleiadi e a nord della grande costellazione della Balena. Nella parte nordorientale dell’Ariete nei secoli passati era stata creata una piccola costellazione chiamata Mosca Boreale, caduta poi in disuso e definitivamente soppressa nel 1930; ciò ha comunque comportato un’anomalia nella nomenclatura delle sue stelle. La costellazione diventa visibile nel cielo serale alla fine dell’estate boreale (settembre) e resta visibile per tutto l’autunno e l’inverno, fino al mese di marzo.

Profondo cielo 

I pochi oggetti del profondo cielo nell’Ariete sono relativamente deboli. Non sono presenti oggetti appartenenti alla Via Lattea di facile osservazione: nell’estremo settore di nord-est si osservano alcune nebulose oscure o parzialmente illuminate, che fanno parte della regione di formazione stellare compresa fra Perseo e il Toro e nota come Nube di Perseo. Gran parte delle galassie visibili in Ariete sono deboli e remote; la più appariscente è NGC 772, posta a sudest di β Arietis e osservabile anche con telescopi di 15-20cm di diametro, e la piccola NGC 821, a sud.

L’Auriga (Aurigae, Aur) è una costellazione settentrionale. È una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è anche una delle 88 costellazioni moderne. La sua stella più brillante è Capella (α Aurigae), che è associata con la mitologica Amaltea; le tre stelle adiacenti ε, ζ e η Aurigae sono invece chiamate «i capretti». Luminosa e appariscente, l’Auriga è un punto di riferimento imprescindibile per l’identificazione di un buon numero di stelle e costellazioni nei cieli autunnali e invernali. La costellazione dell’Auriga è caratteristica dei mesi dell’inverno boreale; è facile da individuare, grazie alla sua forma a pentagono, con l’angolo nord-occidentale formato dalla brillante stella Capella, la sesta stella più brillante del cielo, di colore giallo molto ben evidente; il resto della figura è delineata da stelle di seconda magnitudine, a cui se ne aggiungono diverse di terza e quarta sparse per la costellazione. In senso orario il pentagono è costituito dalle stelle ι Aurigae, γ Aurigae (denominazione caduta in disuso in favore di β Tauri, dato che si trova al confine col Toro e di cui costituisce il corno settentrionale), θ Aurigae e β Aurigae. La parte centrale dell’Auriga è inoltre attraversata da un ricco tratto del piano della Via Lattea e abbonda di stelle deboli di fondo, ben visibili a occhio nudo nelle notti più limpide; si trovano inoltre diversi oggetti celesti appartenenti alla nostra Galassia, come brillanti ammassi di stelle e nebulosità diffuse. Il periodo più propizio per la sua osservazione ricade nei mesi dell’inverno boreale, a partire da novembre fino ad aprile-maggio; Capella in particolare si trova nella parte settentrionale della costellazione e dalla fascia media temperata boreale è già visibile nel cielo della sera fin dalle notti di agosto, mentre resta visibile al tramonto anche nelle sere di inizio giugno.

Allineamenti

Sfruttando gli allineamenti dati dalle stelle dell’Auriga è possibile individuare altre stelle e costellazioni. Un allineamento ben noto ad esempio è dato dalle stelle θ e β Aurigae, che prolungato di circa sei volte permette di raggiungere la Stella polare; un altro allineamento, dato da Capella e θ Aurigae punta verso i Gemelli, mentre l’allineamento Capella-ι Aurigae punta verso Aldebaran (α Tauri).

Profondo cielo

La costellazione è attraversata dalla Via Lattea, nel suo tratto opposto al centro galattico; questo tratto, a parte la sezione più settentrionale, fortemente oscurata, appare comunque ben visibile e scarsamente mascherato da polveri interstellari, cosicché risultano visibili diversi oggetti celesti. Alcuni di questi sono piuttosto luminosi e di facile osservazione. Fra gli ammassi aperti, tre furono osservati e descritti dal Messier: si tratta di M36,M37 ed M38, tutti facili da individuare e da osservare. M37 è il più denso e si trova sul bordo della Via Lattea, sebbene la sua risoluzione in stelle sia molto difficile con strumenti di piccolo diametro; M36 al contrario contiene stelle molto più brillanti ed è fra i più facili da risolvere, pur essendo il più piccolo fra i tre. M38 si trova sul bordo di un ricco campo stellare ed è anch’esso di facile risoluzione. Sia M36 che M38 si trovano all’interno della figura del pentagono dell’Auriga a breve distanza l’uno dall’altro, sulla scia luminosa della Via Lattea. Nella parte centrale della costellazione sono presenti anche altri ammassi, meno brillanti, ma individuabili con piccoli strumenti amatoriali, la gran parte dei quali appaiono immersi in ricchi campi stellari; quasi tutti questi ammassi fanno parte del Braccio di Perseo, il braccio di spirale galattico immediatamente più esterno rispetto al nostro braccio minore. Più esternamente rispetto al piano della Via Lattea e in posizione periferica rispetto ai confini dell’Auriga si trova invece NGC 2281, un ammasso relativamente brillante composto da alcune stelle di decima magnitudine. Quasi tutte le regioni di formazione stellare dell’Auriga si concentrano nella parte centro-meridionale della costellazione, dove sono presenti anche i campi stellari più ricchi. Nelle foto a lunga posa è possibile qui osservare la bella nebulosa diffusa IC 405, circondante la stella doppia e variabile AE Aurigae; altre nebulose sono osservabili nei dintorni, come IC 410. La parte sudoccidentale della costellazione appare invece oscurata fortemente dal grande banco di polveri facente parte della Nube del Toro, uno dei complessi nebulosi oscuri più prossimi al sistema solare, in cui ha luogo la formazione stellare.

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