Andromeda e Aquila

Andromeda (Andromedae, And) è una costellazione rappresentante la principessa Andromeda, che si trova nell’emisfero nord vicino a Pegaso. La costellazione ha la forma approssimata di una lettera «A» allungata, debole e deformata. È famosa soprattutto per la presenza della Galassia di Andromeda nei suoi confini. La costellazione si individua con facilità, trovandosi a nordest del brillante asterismo del Quadrato di Pegaso, di cui la stella al vertice nordorientale fa parte di Andromeda; la costellazione si estende poi a nord e ad est del Quadrato, seguendo un allineamento di stelle di seconda e terza magnitudine, arrivando sin quasi a lambire la scia luminosa della Via Lattea del nord. Le sue dimensioni sono notevoli, ma nella parte occidentale si trovano solo stelle deboli, massimo di quarta grandezza.  Il periodo più adatto alla sua osservazione ricade fra settembre e gennaio; l’emisfero boreale è il punto di osservazione ideale; è una tipica costellazione autunnale, ma è visibile nel cielo serale da fine agosto fino a quasi tutto marzo senza grosse difficoltà.  La stella più luminosa, alfa Andromedae (chiamata Alpheratz o Sirrah), assieme alle stelle alfa, beta e lambda  Pegasi forma un asterismo chiamato Quadrato di Pegaso. Questa stella era una volta parte della costellazione di Pegaso. Nonostante le sue vaste dimensioni, la costellazione non offre un gran numero di oggetti non stellari, poiché la massima parte delle galassie osservabili qui sono estremamente remote e deboli; sono tuttavia presenti anche alcuni oggetti particolarmente brillanti e famosi. L’oggetto del profondo cielo più famoso in Andromeda è M31, la Galassia di Andromeda, che è anche il più lontano oggetto visibile ad occhio nudo. È una grande galassia spirale, simile alla nostra Via Lattea ma un poco più grande, posta alla distanza di circa due milioni di anni luce. È circondata da due galassie satelliti, M32 e M110, visibili anche con un binocolo in nottate buie e limpide. Tra gli ammassi aperti interni alla nostra Galassia, è interessante il grande oggetto NGC 752, situato verso il confine col Triangolo, ben visibile con un binocolo e appena percepibile ad occhio nudo; si tratta di un ammasso molto esteso e con un elevato numero di componenti.

L’Aquila (Aquilae, Aql) è una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è oggi parte delle 88 costellazioni riconosciute dall’UAI. Si trova a cavallo dell’equatore celeste ed è ben visibile nei mesi dell’estate boreale. La costellazione dell’Aquila è facile da individuare, grazie alla presenza della brillante stella Altair, che costituisce il vertice meridionale del noto asterismo del Triangolo Estivo. La caratteristica più notevole della costellazione è in realtà un altro asterismo formato dalla stessa Altair, più le stelle β Aquilae (Alshain) e γ Aquilae (Tarazed). La costellazione, essendo a cavallo dell’equatore celeste, è ben osservabile da entrambi gli emisferi, durante i mesi compresi fra giugno e novembre; nell’emisfero nord è una delle figure caratteristiche del cielo estivo.  Alfa Aquilae, conosciuta soprattutto come Altair, è una brillante stella bianca di magnitudine apparente 0,77 e di tipo spettrale A7 V; è la dodicesima stella del cielo in ordine di luminosità. Con una distanza di appena 17 anni luce, è anche una delle stelle più vicine a noi. Nonostante l’Aquila sia attraversata dalla Via Lattea e sia dunque ricca di campi stellari, non sono presenti oggetti particolarmente luminosi; qui infatti Messier non vi trovò alcun oggetto da catalogare, a differenza delle adiacenti costellazioni minori della Freccia e dello Scudo. Tra gli ammassi aperti, in generale piuttosto deboli, se ne possono citare soltanto due: NGC 6709, nei pressi del confine con l’Ofiuco, e NGC 6755, alcuni gradi ad ovest di δ Aquilae, entrambi risolvibili pienamente solo con telescopi di almeno 150mm di apertura.mNGC 6760 è invece un ammasso globulare. Tra le numerose nebulose planetarie presenti nella costellazione, in massima parte molto deboli, l’unica di rilievo è NGC 6781, che ricorda vagamente un miniatura della famosa Nebulosa Civetta nell’Orsa Maggiore.

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