Le costellazioni di gennaio e il 23 uno spettacolare allineamento di astri

Il cielo orientale di inizio anno si presenta, nelle prime ore della notte, con le costellazioni zodiacali del Cancro e, di seguito, del Leone.
A occidente si avviano al tramonto la piccola costellazione dell’Ariete, e quella molto più grande ma non molto appariscente dei Pesci, che potremo individuare più facilmente prendendo a riferimento il grande quadrilatero di Pegaso. Sopra il suo vertice più alto sull’orizzonte è ancora ben visibile Andromeda con l’omonima galassia. Proseguendo oltre Andromeda troviamo altissimo in cielo, praticamente allo zenit, il Perseo, e appena più un basso, sopra i Gemelli, l’Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono.
La stella più luminosa dell’Auriga è Capella, termine che in latino significa “capretta”. La mitologia vi riconosce infatti Amaltea, la capra con il cui latte fu nutrito Zeus. Tornando al di sotto della fascia zodiacale, a Sud-Ovest le estese costellazioni – ma prive di stelle brillanti – della Balena e dell’Eridano precedono il Grande Cacciatore, ossia la protagonista incontrastata del cielo invernale: la costellazione di Orione.
Di quest’ultima rammentiamo la nomenclatura delle stelle più brillanti: ai vertici del quadrilatero che ne disegna le spalle e le ginocchia, troviamo in alto Betelgeuse e Bellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, Alnitak, Alnilam e Mintaka. Da non perdere un’osservazione con un telescopio, ma è sufficiente anche un binocolo, per ammirare nella spada, poco sotto la cintura, la grande nebulosa M42.
Il cacciatore Orione è accompagnato in cielo dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore, dove troviamo Sirio, la stella più brillante del cielo invernale, ed il Cane Minore, dove brilla un’altra stella facilmente identificabile: Procione.
Chiudiamo il tour della volta celeste rivolgendo lo sguardo verso Nord: attorno alla stella polare (come trovarla?) nell’Orsa Minore, riconosciamo in senso antiorario Cassiopea, con l’inconfondibile forma a “W”, la più evanescente Cefeo, il serpeggiante Dragone, l’Orsa Maggiore e la Giraffa.
Luna – Marte – Mercurio – Venere
Uno spettacolare allineamento di astri si verificherà la sera del 23 gennaio. Nelle costellazioni del Capricorno e dell’Acquario si osservano, a partire dall’orizzonte occidentale, Mercurio, Venere, Marte e la falce di Luna crescente.
Sciami meteorici: le Quadrantidi
Le prime notti di gennaio sono tra le più interessanti per osservare stelle cadenti, in quanto è attivo uno dei maggiori sciami dell’anno, quello delle Quadrantidi, dette anche da molti Bootidi poichè queste meteore sembrano irradiarsi da una zona posta all’incirca a una decina di gradi a nord della costellazione del Boote. Nel nostro paese dal crepuscolo serale amezzanotte il radiante viene a trovarsi molto basso, quasi tangente all’orizzonte, di conseguenza il numero delle meteore osservabili risulta estremamente ridotto e soltanto da mezzanotte all’alba diventa conveniente osservarle, man mano che il radiante sale sempre più in altezza.
Quest’anno il maggior numero di Quadrantidi è atteso nelle ore notturne del 3/4 gennaio, specie intorno alle 2h-3h. Purtroppo il disturbo della Luna sarà sempre presente, ma verso mattina fortunatamente la Luna si troverà a un’altezza sopra l’orizzonte assai bassa, cosicchè sarà possibile osservare il comportamento dello sciame proprio quando probabilmente produrrà il maggior numero di meteore.
Il radiante delle Quadrantidi è circumpolare per chi osserva da latitudini superiori a +41°, ma nella prima parte della notte per l’Italia centro settentrionale appare comunque molto basso sull’orizzonte e solamente dopo la mezzanotte comincia a elevarsi in altezza. In genere questa corrente nella sua fase di massima attività produce frequenze al di sopra delle 100 meteore/hr per circa 4 ore, pertanto il 4 gennaio prima dell’alba potremo attenderci di osservare anche visualmente un suo cospicuo exploit. Nelle notti lontane dal massimo queste meteore sono poco luminose e paiono irradiarsi da un’area di cielo molto diffusa, mentre durante la massima attività appaiono più brillanti e da un radiante molto compatto.
DSJ – Giornalino astronomico di Gennaio a cura di Etruscastro
In questo mese puntiamo i nostri strumenti su una costellazione ostica e poco conosciuta, la Colomba, ma che ospita al suo interno una miriade di oggetti interessantissimi come questo che vengo a proporvi, ovvero NGC 1818. Dopo aver parlato della Colomba e del suo gioiello proviamo a mantenerci ad altissimi livelli parlando della NGC 2613 e della sua relativa costellazione di appartenenza: la Bussola!
Tratto da: Il cielo nel mese di Gennaio 2015 (Astronomia.com)

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