Le comete radenti di Kreutz

Le comete radenti di Kreutz sono una famiglia di comete radenti caratterizzate da orbite che le portano estremamente vicine al Sole durante il perielio. Si ritiene che questa famiglia sia composta dai frammenti di un’unica grande cometa che si frammentò molti secoli fa, e prendono il nome dall’astronomo tedesco Heinrich Kreutz, che per primo dimostrò la loro origine comune. Molti dei membri di questa famiglia sono diventati grandi comete, occasionalmente anche visibili in pieno giorno vicino al Sole. La più recente di queste è stata la Cometa Ikeya-Seki nel 1965, probabilmente la più luminosa dell’ultimo millennio. Si è ipotizzato che un altro sciame di comete Kreutz molto luminose potrebbe cominciare ad arrivare nel Sistema Solare interno nei prossimi anni o decenni. Dopo il lancio della sonda SOHO nel 1995 sono stati scoperti centinaia di membri minori della famiglia, alcuni grandi solo pochi metri. Nessuno di questi frammenti è mai sopravvissuto al passaggio al perielio, in quanto solo comete radenti molto più grandi, come la Grande Cometa del 1843 o la C/2011 W3 (Lovejoy) possiedono dimensioni sufficienti per evitare la completa evaporazione. Astronomi amatoriali hanno scoperto con successo centinaia di questi membri più piccoli della famiglia, grazie ai dati disponibili in tempo reale su Internet.
La Grande Cometa del 1843 fu avvistata la prima volta nel febbraio di quell’anno, tre settimane prima del suo passaggio al perielio. Il 27 febbraio era facilmente visibile in pieno giorno e gli osservatori descrissero una coda lunga in allontanamento dal Sole, prima di disperdersi nel bagliore del cielo. Dopo il suo passaggio al perielio riapparve nel cielo del mattino e sviluppò una coda estremamente lunga. L’11 marzo si estendeva per più di 45° nel cielo, fu calcolato che la coda era lunga più di 300 milioni di kilometri (2 UA). Il record resse fino al 2000, quando si scoprì che la coda della Cometa Hyakutake era lunga più di 550 milioni di chilometri.  La cometa dominò il cielo per tutto marzo, prima di svanire al di là della visibilità a occhio nudo all’inizio di aprile, e l’ultimo avvistamento fu il 20 di quel mese. Questa cometa fece un’impressione notevole sul pubblico, ispirando in alcuni la paura che il giorno del giudizio fosse imminente.
La Cometa dell’Eclisse del 1882
Un gruppo di osservatori riunito in Egitto per osservare l’Eclisse solare del 17 maggio 1882 rimase sorpreso quando osservò una striscia luminosa vicino al Sole durante la fase di totalità. Per una coincidenza rimarchevole l’eclisse era occorsa durante il passaggio al perielio di una cometa radente Kreutz. La cometa sarebbe altrimenti passata completamente inosservata, e il suo avvistamento durante l’eclissi ne fu l’unica osservazione. Le fotografie dell’eclisse mostrarono che la cometa si era mossa notevolmente durante la totalità, come ci si attenderebbe da una cometa in corsa vicino al Sole a più di 500 km/s. A volte la cometa viene chiamata come Tewfik, da Tewfik Pasha, all’epoca il Khedive di Egitto.
La Cometa Ikeya–Seki
La Cometa Ikeya-Seki è la più recente cometa luminosa della famiglia di Kreutz. Fu scoperta indipendentemente da due astronomi amatoriali giapponesi il 18 settembre 1965, a 15 minuti l’uno dall’altro, e fu rapidamente riconosciuta come una radente Kreutz. Aumentò rapidamente di luminosità nelle successive 4 settimane mentre si avvicinava al Sole, e raggiunse la magnitudine apparente di +2 il 15 ottobre. Il 21 ottobre passò al perielio, e osservatori di tutto il mondo la videro chiaramente nel cielo diurno. Poche ore prima del suo passaggio al perielio raggiunse una magnitudine visibile tra -10 e -11, comparabile con la fase lunare di primo quarto, la cometa più luminosa in assoluto dopo quella del 1106. Il giorno successivo la magnitudine era già scesa a -4. Astronomi giapponesi, attraverso l’uso di un coronografo, videro la cometa spezzarsi in tre frammenti 30 minuti circa prima del perielio. Quando la cometa riapparve nel cielo del mattino dei primi di novembre, due di questi nuclei furono identificati con certezza, mentre il terzo rimase solo sospettato. La cometa sviluppò una coda notevole, circa 25° di lunghezza, prima di scomparire nel corso del mese di novembre. L’ultimo suo avvistamento risale al gennaio 1966.
Vedi anche l’articolo La Grande Cometa del 1882 del 13 dicembre 2014

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