Lo spettacolo dell’esagono di Saturno: l’uragano studiato da Cassini

È uno dei fenomeni più affascinanti e studiati del Sistema solare: si tratta del vortice a forma esagonale che si trova al polo Nord di Saturno. La bizzarra tempesta a sei facce, scoperta dalla missione Voyager, dovrebbe aver avuto inizio una trentina di anni fa ma è solo dal 2009, da quando cioè Saturno è entrato nella sua fase “primaverile”, che viene studiata perché l’emisfero settentrionale è illuminato dal Sole. Nel 2017 arriverà, invece, l’estate, le condizioni di luce miglioreranno notevolmente e l’esagono al Polo Nord di Saturno potrà essere esaminato più nel dettaglio. Saturno è un pianeta gassoso decisamente diverso dalla Terra, anche se i due hanno alcune caratteristiche in comune quando si parla di meteorologia. Le tempeste su Saturno vengono studiate grazie alla sonda NASA/ESA/ASI Cassini-Huygens che ha ripreso nuovamente il vortice polare, antiorario, largo circa 30 mila chilometri e il cui getto porta i venti a una velocità di 322 km/h. L’occhio del ciclone è largo circa 2000 chilometri, il che vuol dire 20 volte più grande di un comune uragano sulla Terra. Ogni lato dell’esagono misura circa 14 mila chilometri, che più del diametro della Terra (oltre 12 mila chilometri). I ricercatori hanno notato negli anni anche numerosi piccoli vortici che ruotano in senso opposto alla tempesta centrale e vengono trascinati dalla corrente, dando luogo a una regione drammaticamente turbolenta. Mentre un uragano sulla Terra può durare una settimana o poco più al massimo, l’esagono su Saturno ha imperversato già per decenni e non mostra alcun segno di cedimento. Questa immagine in falsi colori dell’esagono è stata realizzata utilizzando i filtri ultravioletti, visibili e infrarossi per evidenziare le diverse regioni. Al centro, la parte più scura mostra l’occhio del vortice, mentre i vortici più piccoli vengono rappresentati in rosa e rosso. In basso a destra è stata ripresa una tempesta ovale colorata in bianco e si tratta del più grande dei vortici (3500 km in tutto, due volte più grande del più grande uragano mai registrato sulla Terra). Al centro dell’uragano si trovano particelle più piccole, a differenza delle regioni colorate di blu chiaro: le particelle più grandi, a causa della barriera causata dal getto, non potranno mai arrivare nell’occhio del ciclone. A occhio nudo, invece, la tempesta a sei facce apparirebbe nei toni dell’oro e del blu, come si vede in questa immagine. A Sud, come dimostrato dal telescopio orbitante Hubble, non esiste un uragano ad esagono ma solo un vortice.
Per saperne di più: guarda l’animazione e la foto sul sito INAF
di Eleonora Ferroni (INAF)
40 – continua

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