Solstizio d’estate

Ecco alcune informazioni sul cielo del mese di giugno 2014.

Sole

Si trova nella costellazione del Toro fino al giorno 21, quando passa nella costellazione dei Gemelli.

  • 1 giugno: il sole sorge alle 5.39; tramonta alle 20.41
  • 15 giugno: il sole sorge alle 5.36; tramonta alle 20.49
  • 30 giugno: il sole sorge alle 5.40; tramonta alle 20.52

(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).

Gli orari sono espressi in Ora Legale Estiva, pari ad un’ora in più rispetto all’Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale)

21 giugno: Solstizio d’Estate 

Quest’anno il solstizio cade il 21 giugno, precisamente alle 10,51 TU. (TU = Tempo Universale, corrispondente all’ora del fuso orario di Greenwich).
L’orario, espresso nell’ora legale estiva attualmente vigente (TU + 2 h), corrisponde alle ore 12,51.
Nel giorno più lungo dell’anno il sole sorge alle 5.36 e tramonta alle 20.51.
Il giorno dura 15 ore e 15 minuti.
Al mezzogiorno dell’Ora Solare (ovvero alle una dell’Ora Legale attualmente in vigore) il Sole raggiunge il punto di massima elevazione sull’orizzonte.
L’altezza raggiunta dal Sole dipende dalla latitudine: a Roma al culmine arriva a circa 71° 30′. A Milano l’altezza massima è 68° (3° 30′ più basso rispetto a Roma), a Palermo invece supera i 75°.

Le fasi lunari

Il 5 giugno 2014: Primo Quarto; il 13 giugno 2014 Luna Piena; il 19 giugno 2014 Ultimo Quarto: il 27 giugno 2014 Luna Nuova.

I pianeti

Mercurio: all’inizio del mese si conclude il periodo di osservabilità ottimale che aveva caratterizzato il precedente mese di maggio. Nei primi giorni di giugno si potrà ancora osservare il pianeta sull’orizzonte occidentale, dove tramonta quasi un’ora e mezza dopo il Sole. Nel volgere di pochi giorni Mercurio si avvicina sensibilmente al Sole, diventando ben presto inosservabile. Il 20 giugno si verifica la congiunzione con il Sole. A fine mese Mercurio ricompare al mattino, molto basso sull’orizzonte orientale, difficilmente distinguibile tra le luci dell’alba. 

Venere: non si registrano significative variazioni delle condizioni di osservabilità del pianeta rispetto ai due mesi precedenti. Il mese è caratterizzato solo da un leggero prolungamento del tempo a disposizione per osservare il pianeta. A fine giugno infatti Venere sorge quasi due ore prima del Sole. Lo si può quindi ammirare al mattino presto sull’orizzonte ad Est. Venere attraversa per intero la costellazione dell’Ariete, dove era entrato alla fine di maggio, e il giorno 18 fa il suo ingresso nel Toro.

Marte: all’inizio del mese poco dopo il tramonto del Sole Marte si trova al culmine in direzione Sud. Con il passare dei giorni al calare dell’oscurità lo si può osservare man mano sempre più spostato verso Sud-Ovest e ad una altezza inferiore sulla volta celeste. Continua pertanto ad anticipare l’orario del proprio tramonto e le ore a disposizione per osservarlo diminuiscono. Il pianeta rosso si muove di moto diretto nella costellazione della Vergine, avvicinandosi alla stella Spica.

Giove: giunge a conclusione il lungo periodo di osservabilità serale del pianeta gigante. Per alcuni giorni è ancora possibile individuarlo ad occidente, tra le luci del crepuscolo serale, ma fine mese è ormai troppo basso sull’orizzonte per poterlo osservare. Giove conclude il mese ancora nella costellazione dei Gemelli, vicino al limite con il Cancro.

Saturno: dopo il tramonto del Sole lo si può individuare facilmente, a Sud-Sud-Est all’inizio del mese, poi a Sud a fine giugno. Nelle ore seguenti e per tutta la prima parte della notte lo si può seguire a Sud-Ovest. Le condizioni sono quindi ancora ottimali e per osservarlo, ammirando, per chi ha la possibilità di utilizzare un telescopio, i suoi splendidi anelli. Il pianeta di trova ancora nella costellazione della Bilancia, dove rimane per tutto l’anno.

Urano: lo si può cercare al mattino presto, a Sud-Est, dove, a metà mese, sorge circa un’ora e mezza prima di Venere. Il pianeta si eleva sempre di più sull’orizzonte: lo si può quindi seguire per alcune ore, fino a che le luci dell’alba lo rendono inosservabile. La luminosità di Urano è al limite della visibilità occhio nudo e per poterlo individuare è comunque necessario l’uso di un telescopio. Il pianeta rimane ancora nella parte centrale della costellazione dai Pesci.

Nettuno: il pianeta è osservabile nelle ore che precedono il sorgere del Sole. Nel corso del mese l’orario in cui sorge anticipa sempre più. A fine luglio sorge intorno alla mezzanotte. Nettuno diventa quindi osservabile per tutta la seconda parte della notte. E’ tuttavia indispensabile l’uso del telescopio per poter individuare Nettuno, la cui luminosità è inferiore ai limiti accessibili all’osservazione ad occhio nudo. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo, fino all’anno 2022.

Plutone la IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare. Plutone è ormai prossimo all’opposizione. A fine mese diventa quindi osservabile praticamente per tutta la notte. Data la luminosità molto bassa del pianeta, è sempre indispensabile l’ausilio di un telescopio di adeguata potenza per tentarne l’osservazione. Plutone è destinato a rimanere nella costellazione del Sagittario ancora per molti anni, fino al 2023.

Congiunzioni

Luna – Giove: il mese inizia con l’incontro ravvicinato, la sera del 1° giugno, tra la falce di Luna crescente e il pianeta Giove. I due astri tramontano insieme nella costellazione dei Gemelli.

Luna – Marte : nelle notte tra il 7 e l’8 giugno si verifica la congiunzione tra la Luna, già oltre il Primo Quarto, e il pianeta Marte. Il fenomeno avviene nella costellazione della Vergine.

Luna – Saturno : il 10 giugno si può ammirare una bella congiunzione stretta tra la Luna e Saturno, nella costellazione della Bilancia.

Luna – Pleiadi – Venere: il sorgere del Sole del 24 giugno è preceduto dall’apparizione sull’orizzonte orientale di Venere accompagnato dalle Pleiadi e da una sottile falce di Luna calante, nella costellazione del Toro.

Luna – Giove: : sfida ai limiti delle possibilità osservative. Osservando il sottilissimo falcetto lunare, a soli due giorni dalla Luna Nuova, sarà possibile scorgere per l’ultima volta Giove, ormai confuso nella luce del crepuscolo serale? Giove si trova nella costellazione dei Gemelli, mentre la Luna ha già raggiunto quella del Cancro.

Costellazioni

In tarda serata sarà possibile vedere sull’orizzonte a Sud-Est la costellazione dello Scorpione: ha un disegno inconfondibile, con le tre stelle a destra, quasi allineate in verticale, che rappresentano le chele dell’animale.
Spostandoci a sinistra, troviamo la brillante Antares, una supergigante rossa. La costellazione prosegue con le stelle che ne rappresentano il resto del corpo e la lunga coda, che termina con il pungiglione. Notiamo subito una particolarità delle costellazioni zodiacali estive: esse sono molto più basse sull’orizzonte rispetto a quelle invernali.
Mentre nei mesi invernali i Gemelli sfioravano quasi lo Zenit (*) sopra le nostre teste, è invece una sfida per gli osservatori del cielo il riuscire a scorgere tutte le stelle dello Scorpione, così basse da essere spesso in parte nascoste dai rilievi all’orizzonte o dalle foschie serali. L’ideale è osservarlo nelle notti chiare, sul mare, verso Sud, intorno alla mezzanotte.
Rimanendo lungo lo Zodiaco, potremo riconoscere più a destra la Bilancia (l’unico oggetto inanimato delle 12 costellazioni dello zodiaco), mentre alla sua sinistra sorgerà il Sagittario.
A Ovest potremo invece osservare in successione il lento tramontare delle grandi costellazioni del Leone e della Vergine. Un discorso a parte lo merita l’Ofiuco, un’estesa costellazione situata sopra lo Scorpione; nonostante le dimensioni è poco spettacolare a causa dell’assenza di stelle particolarmente luminose. Tuttavia l’Ofiuco gode di una certa notorietà per il suo ruolo di “tredicesima costellazione zodiacale”: si tratta di un dettaglio ben noto ad astronomi ed astrofili; semplicemente lo Scorpione si trova in gran parte al di sotto dell’Eclittica (**), per cui il Sole, una volta sfiorato la parte superiore della costellazione, prosegue il suo cammino nell’Ofiuco, che quindi risulta essere la 13a costellazione a trovarsi sul suo cammino lungo lo Zodiaco.
Allontanandoci dall’eclittica, alte nel cielo notiamo le due stelle più brillanti del cielo estivo: la più occidentale è Arturo, nella costellazione del Bootes. Più a oriente troviamo Vega. Questo astro fa parte della piccola costellazione della Lira, che insieme al Cigno e all’Aquila forma un ampio triangolo che occupa la porzione più elevata della volta celeste per tutto il periodo estivo.
Il cielo settentrionale è, come sempre, caratterizzato dalle due Orse. Volgendo lo sguardo verso la Stella Polare che nell’Orsa Minore ci indica la direzione del Nord, vedremo l’Orsa Maggiore dominare il cielo a Nord-Ovest.  Dalla parte opposta rispetto alla Stella Polare, a Nord-Est, possiamo riconoscere Cassiopea e Cefeo.

Meteore

In giugno godiamo di poche ore di oscurità al di fuori dei crepuscoli astronomici, per cui c’è poco tempo da dedicare all’osservazione. Per di più il numero delle stelle cadenti è tra i più bassi dell’anno. Non ci sono sciami considerevoli, ma solamente correnti minori, a volte poco attive. Molti di questi radianti sono posizionati sul piano eclitticale, in un raggruppamento diffuso che, specie dalle costellazioni dello Scorpione e Sagittario, si mostra con poche meteore, lente e per lo più di debole luminosità, inframmezzate da occasionali meteore brillanti. Dopo il novilunio del 28 maggio nei primi giorni del mese, data l’assenza del disturbo della Luna, si potrà seguire soprattutto la attività delle omega e chi Scorpidi (max 3 e 5 giugno), due componenti della stessa corrente che spesso producono meteore brillanti, e delle tau Erculidi (max 3 giugno), originate dalla cometa Schwassmann-Wachmann 3, le quali potrebbero risultare secondo alcuni in aumento nel numero rispetto ai passati anni. Dopo la metà del mese, specie nella seconda parte della notte, si potranno studiare le meteore che sembrano provenire dalle regioni del Dragone e della Lira. Qui sono presenti due interessanti radianti distanti una ventina di gradi, ritenuti da molti in qualche modo collegati tra loro, quello delle Liridi, originato dalla cometa 1915 Mellish, e quello delle xi Draconidi, che negli anni ha mostrato degli improvvisi e brevi exploit di meteore. La letteratura indica che le Liridi furono scoperte nel 1966, ma in realtà esistono testimonianze di questo radiante già nelle osservazioni italiane di metà dell’800. La loro frequenza è variabile secondo la posizione della cometa che le origina. La notte del 16/17 giugno di probabile maggiore attività di entrambe le correnti, la Luna lascierà un’ampia finestra osservativa utile dalla fine del crepuscolo serale a oltre le 2h, dopo di che questa rimarrà comunque alquanto bassa sull’orizzonte e lontana dai radianti. Sempre nel medesimo periodo tra l’Aquila e l’Ofiuco è attivo pure il radiante diffuso delle Aquilidi (max 17 giugno), che alterna periodi di blanda attività a momenti di frequenza più sostenuta. Anche in questo caso l’osservazione favorevole di questo sciame sarà possibile quest’anno nella prima parte della notte. A fine mese intorno al 27/28 giugno sarà d’obbligo controllare l’attività irregolare delle Bootidi, che nel 1998 dopo decenni di inattività hanno mostrato un’inattesa ed eccitante apparizione (oltre 100 meteore/hr), causata dal passaggio della Terra in una nube di residui della cometa Pons-Winnecke [2]. Quest’anno si potranno osservare favorevolmente per tutta la notte, già dalla fine del crepuscolo serale, quando il radiante sarà più alto sopra l’orizzonte.

Comete

Nel mese che si apre all’estate tutti gli sguardi degli appassionati saranno rivolti alla C/2012 K1 PanSTARRS, per verificare se la sua crescita luminosa proseguirà costante e sicura come fin qui è avvenuto. A luglio la prederemo nel tramonto, ma la ritroveremo alle porte dell’autunno, si spera trasformata in tutt’altro oggetto celeste. Intanto arrivano buone notizie dalla C/2014 E2 Jacques, invisibile questo mese ma che nel prossimo darà il cambio alla PanSTARRS, ricomparendo all’alba dopo il passaggio al perielio. Dato l’ andamento sorprendente registrato nei mesi scorsi, la sua curva di luce è stata rivista al rialzo. Le nuove previsioni formulate dal noto esperto Seiichi Yoshida indicano una luminosità picco che potrebbe sfiorare la quarta magnitudine. Speriamo che Yoshida abbia ragione…

C/2012 K1 PanSTARRS

In giugno, come già ricordato in premessa, terminerà momentaneamente il periodo di visibilità della PanSTARRS. A inizio mese la troveremo infatti ancora piuttosto alta in cielo tra le stelle dell’Orsa Maggiore ma in seguito, transitando per il Leone Minore e per quello…”maggiore”, si abbasserà sempre di più, tanto che a fine periodo, all’inizio della brevissima notte astronomica, per le regioni settentrionali del nostro paese risulterà alta solo pochi gradi. Per il centro ma soprattutto il sud Italia ci sarà invece la possibilità di seguirla ancora per qualche giorno in luglio, pur in condizioni sempre più critiche. Poi si tufferà tra la luce del Sole, andando incontro al perielio previsto per fine agosto. Ricomparirà in settembre ma solo ad ottobre, passando alla minima distanza l nostro pianeta, dovrebbe toccare la massima brillantezza. In quel periodo speriamo si spera di poterla scorgere ad occhio nudo. Nella sua corsa mensile, Il 2 giugno passerà a meno di mezzo grado dalla galassia NGC 3319. In seguito incontrerà alcune altre galassie transitando a distanze maggiori. La sua luminosità dovrebbe crescere oltre l’ottava magnitudine a fine mese.

Tratto dal sito UAI  Unione Astrofili Italiani dove è possibile trovare mappe e ulteriori informazioni

 

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