Herschel è andato in pensione

Sembrava non voler andare più in pensione il caro vecchio Herschel, l’osservatorio spaziale dell’ESA che ha terminato ufficialmente le scorte di elio liquido lo scorso 29 aprile, ma che ha continuato i suoi test tecnici in orbita fino a ieri, spegnendosi definitivamente dopo 1496 giorni di onorato servizio. Addio all’”archeologo del cosmo” costato un miliardo di euro e che nei suoi quattro anni di attività ha scoperto i segreti della nascita delle stelle, trovato le molecole di ossigeno nello spazio e dimostrato che la maggior parte dell’acqua sulla Terra potrebbe essere arrivata dalle comete. Da aprile, il satellite era ormai “cieco”, avendo esaurito tutti i 2300 litri di elio superfluido che raffreddavano la strumentazione fino a temperature vicino allo zero assoluto. Anche se la missione ufficialmente era terminata, Herschel non ha smesso, in questo mese e mezzo, di fornire dati interessanti ai ricercatori dell’ESA alla sua guida. Gli ingegneri del Centro europeo per le operazioni spaziali (European Space Operations Centre -ESOC) in Germania hanno avuto la rara opportunità di effettuare esperimenti di manovre orbitali di solito impossibili su un satellite ancora funzionante. L’ultimo comando è stato dato ieri alle 12:25 per portare il satellite in un’orbita sicura attorno al Sole (più lontano dalla Terra rispetto all’orbita attorno al punto L2 dove si trovava finora) e spegnere definitivamente tutti i suoi strumenti. Lanciato il 14 maggio 2009 insieme al satellite Planck, il telescopio spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea ha avuto un importante contributo da parte dell’Italia, con Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e con l’industria, con Thales Alenia Space. Heschel è stato il più grande telescopio spaziale mai costruito, con lo specchio da 3,5 metri progettato per guardare l’universo nel lontano infrarosso. ”La fine dell’attività scientifica di Herschel ci ha messo a disposizione un veicolo sofisticato che ci ha permesso di condurre test tecnologici e di validare tecniche”, ha osservato il responsabile delle operazioni di Herschel presso le European Science Operation Center (ESOC) dell’ESA, Micha Schmidt. Ad esempio, Herschel ha permesso di condurre alcuni esperimenti utili in vista delle missioni ExoMars ed Euclid. Per questo ”Herschel non è stata solo un’importante missione di successo, ma è stata anche una piattaforma per diversi test, utili per migliorare la robustezza e la flessibilità delle nostre future missioni”, ha detto Paolo Ferri, capo delle operazioni della missione all’ESA.

Per saperne di più:

di Eleonora Ferroni (INAF)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: