Titano si accende al buio

Titano non cessa mai di stupire: la luna più grande di Saturno è avvolta da una complessa atmosfera multistrato di azoto e metano spessa dieci volte quella terrestre. Ha stagioni e clima, come evidenziano le occasionali formazioni di brillanti e grandi nubi e, più recentemente, una area di convezione sul polo sud. Titano è anche l’unico mondo del Sistema Solare oltre alla Terra ad avere grandi quantità di liquido sulla propria superficie, in forma di laghi di metano.
Tutto questo si deve alla missione Cassini-Huygens della NASA, ma ora c’è di più: Titano brilla al buio. Osservato in due versioni della stessa immagine, acquisita da Cassini il 7 maggio 2009, Titano si libra di fronte ad un campo stellato che appare come una striatura dovuta ai 560 secondi di esposizione ed al moto della sonda stessa. L’immagine a sinistra mostra Titano in luce visibile, che riceve la luce solare riflessa da Saturno mentre la luna stessa era nel lato oscuro del pianeta. L’immagine a destra è stata processata per escludere questa luce riflessa, eppure Titano brilla ancora.
Il fioco bagliore della luca, circa un milionesimo di watt, proviene non solo dallo strato alto dell’atmosfera come era già atteso ma anche dal profondo, ad altitudini di circa 300 chilometri.
Il bagliore è creato dalla reazione chimica nell’atmosfera, scatenate dalle interazioni tra particelle cariche del Sole e campo magnetico di Saturno.
Titano quindi si illumina al buio, anche se molto poco. Un po’ come una insegna al neon, dove gli elettroni generati dalla corrente elettrica sbattono sugli atomi di neon causando l’accensione. Qui stiamo guardando la luce emessa dalle particelle cariche che sbattono nelle molecole di azoto di Titano.
La luce è analoga al riverbero notturno terrestre, spesso fotografato dagli astronauti della ISS. Tuttavia, anche conoscendo sorgenti di radiazione esterna e tenendone conto, Titano mostra ancora un eccesso di luce non spiegato. I raggi cosmici più energetici potrebbero coprire in parte la lacuna, penetrando in profondità nell’atmosfera della luna, o potrebbero esserci reazioni chimiche inaspettate. Oppure fenomeni colti sul fatto, come un fulmine!
Fonte: Universe Today

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