A caccia di novità nella Sagitta e nella Vulpecula

La Sagitta (Freccia) dopo la Croce del Sud e il Cavallino è la terza costellazione più piccola dell’intero cielo. Il piccolo asterismo è quasi dl tutto privo di oggetti deepsky adatti all’osservazione amatoriale, con un’unica eccezione la presenza dell’ammasso globulare M71, facilmente rintracciabile a metà strada fra delta e gamma Sagittae. Si segnala inoltre la presenza del piccolo ammasso aperto Harvard 20 (H20) posto 29′ a sud sud ovest di M71.
Spostiamoci più a nord nell’adiacente costellazione della Volpetta (268 gradi quadrati) conosciuta per la presenza all’interno dei suoi confini della magnifica planetaria M27. Per sfidare le consuetudini si può andare alla ricerca di due ammassi aperti NGC 6885 e NGC 6882 che Herschel identificò nel 1784. In realtà NGC 6885 e NGC 6882 sono lo stesso oggetto e l’insieme di stelle più piccolo situato a nordovest è un qualcosa che non ha nulla a che fare con i due ammassi in esame; si tratta infatti di Collinder 416. NGC 6885 è situato a sud di 20 Vulpeculae.
Tratto da Misteri e conferme nelle costellazioni bonsai di Salvatore Albano (Coelum 161 pag. 42)

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