I venti stellari

Durante la loro esistenza le stelle massicce perdono un’enorme quantità di massa. Questo fenomeno che prende il nome di “vento stellare” presenta ancora molti lati oscuri nel meccanismo fisico che ne è alla base; quello che è certo è che si assiste ad una specie di “emorragia stellare”. La materia sfugge all’attrazione gravitazionale di un astro sotto forma di particelle cariche (ioni, protoni, elettroni) che si allontanano progressivamente. E’ come se la stella soffiasse via progressivamente i propri strati più esterni sotto forma di un vero e proprio vento il quale acquista velocità man mano che si allontana fino a raggiungere in alcuni casi velocità elevatissime, anche di qualche migliaio di chilometri orari. Infine si tratta di un fenomeno tipico e continuo che avviene normalmente ed in modo stabile. Le proprietà fisiche del vento sono molto diversi a seconda della massa iniziale della stella.
Il vento stellare può essere descritto da due importanti quantità fisiche: il “tasso di perdita di massa”, cioè la rapidità con cui la stella perde materia (si può misurare il grammi al secondo o in masse solari all’anno) e la “velocità terminale del vento”.
Le stelle come il nostro Sole, o anche meno massicce, perdono una quantità di massa molto modesta sotto forma di vento durante la loro vita (per il Sole lo 0,01%); l’evoluzione delle stelle più massicce (20 – 30 volte più del Sole), invece, è fortemente influenzata da questo fenomeno che può arrivare alla liberazione di oltre la metà dell’intera massa iniziale nel corso della loro esistenza. Stelle ancora più massicce possono arrivare a perdere alla fine della loro vita anche il 90% della massa. Esiste quindi una grande differenza nel tasso di perdita di massa passando dalle stelle più piccole e fredde a quelle grandi e calde. Questo implica che una supergigante blu possa perdere in tre anni attraverso il suo vento una massa pari a quella della Terra o anche più! In questo modo, ovviamente, viene influenzata anche l’evoluzione chimica dl mezzo interstellare che riceve queste particelle cariche La deposizione di materia e di energia da parte dei venti stellari contribuisce infatti in modo determinante anche all’arricchimento chimico delle nubi di gas e polveri che occupano lo spazio interstellare. Inoltre i venti stellari collidono con questo materiale, dando origine ad onde d’urto che lo comprimono e che possono portare alla formazione di nuovi astri. In questo modo influenzando l’evoluzione stessa delle galassie, compresa la nostra.
Il secondo parametro fondamentale è la velocità massima raggiunta dal vento, chiamata “velocità terminale”. Anche questa dipende in maniera sostanziale dalla massa stellare iniziale: per il Sole si aggira sui 500 Km/s mentre per stelle più massicce può arrivare anche a circa 2000 Km/s.
Attorno a Betelgeuse, per esempio, i radiotelescopi possono vedere una serie di cerchi concentrici che sono il risultato dell’imponente perdita di massa della stella. Una stella di grande massa, come abbiamo detto, può perdere anche varie masse solari nel corso della sua vita a causa del forte vento stellare.
Tratto da: I venti stellari / Quando le stelle dimagriscono di Lara Sidoli ricercatrice presso INAF. Le Stelle aprile 2012 pagina 61.

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