La Nube di Oort

La Nube di Oort deve il suo nome all’astronomo olandese J.H. Oort (1900-1992) che negli anni Cinquanta suggerì l’esistenza di un grosso serbatoio di comete, una nube sferica che si estende fino ai confini dell’influenza gravitazionale del Sole. L’idea di Oort riprendeva in modo più sistematico la proposta avanzata negli anni Trenta dall’astronomo Ernst Opik per spiegare la provenienza delle comete a lungo periodo.
Non c’è reale accordo fra gli astronomi sulla reale estensione di questa nube cometaria. Generalmente, comunque, si ritiene che abbia inizio fra le 2000 e le 5000 UA dal Sole e si estende fino ad almeno 50 mila UA. Alcuene stime allontanano notevolmente il suo confine esterno suggerendo che possa essere compreso fra 100 mila e 200 mila UA, arrivando a metà strada fra il Sole e alfa Centauri.
Nella nube si distinguono attualmente due componenti. Una è costituita dalla regione più esterna (Outer Oort Cloud) ed è caratterizzata da una forma più o meno sferica. Si estenderebbe a partire dalle 20 mila UA raggiungendo con densità rapidamente degradante le 100 mila UA dal Sole.
La seconda componente (Inner Oort Cloud) è invece caratterizzata da una forma più schiacciata e si estenderebbe fra le 2000 e le 20.000 UA.
Tratto da Coelum 149 pagina 20

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