Le sette meraviglie dell’astronomia

Le sette meraviglie del mondo antico di cui parlò lo storico greco Erodoto erano imponenti costruzioni, veri esempi di maestosità come la Grande Piramide di Giza, il Faro di Alessandria, il Colosso di Rodi, la Statua di Zeus a Olimpia, ma anche i Giardini pensili di Babilonia, il Mausoleo di Alicarnasso, e il Tempio di Artemide a Efeso.
Nell’ultimo numero di Orione (n.223) in un articolo di Massimiliano Razzano, seguendo l’esempio degli antichi, l’autore ha provato a declinare le sette meraviglie in chiave astronomica. In particolare sono stati scelti sette strumenti attualmente in funzione che rappresentano meglio l’astronomia dei nostri tempi e ci stanno aiutando a scoprire i segreti del cosmo.
Al primo posto troviamo “sua eccellenza” il Telescopio Spaziale Hubble che da ormai venti anni ci regala scoperte sempre più sensazionali. Dopo una carriera lunga e brillante Hubble si sta avviando alla meritata “pensione” e sarà sostituito dal telescopio spaziale James Webb, il cui lancio è previsto per il 2013.
A circa 2600 metri di quota sul Cerro Paranal, nel mezzo del deserto di Acatama, in Cile, si trova una delle “macchine astronomiche” più complesse mai costruite dall’uomo. E’ il Very Large Telescope (VLT), un sistema di ben quattro telescopi. Il VLT è lo strumento astronomico più produttivo sulla superficie terrestre.
Un altro vero e proprio gigante è il Gran Telescopio Canarias (GTC), con uno specchio di ben 10,4 metri di diametro. E’ installato a circa 2400 metri di altitudine sul Roque de los Muchachos nell’isola di La Palma alle Canarie. Il GTC pesa circa 350 tonnellate e sta in un edificio alto circa 40 metri.
Al quarto posto ecco il VLA (Very Large Array), il grande osservatorio radioastronomico costruito nel deserto del Nuovo Messico. Il VLA è formato da 27 radiotelescopi da 25 metri di diametro ciascuno che possono muoversi su rotaia lungo un percorso a forma di Y che si estende per circa 20 chilometri. I segnali provenienti dai singoli radiotelescopi possono essere combinati per ottenere una risoluzione angolare altissima. Per esempio quando le singole antenne sono disposte alla massima distanza fra di loro, il VLA è equivalente ad un singolo radiotelescopio da 36 km di diametro. Il VLA è uno dei più importanti osservatori radio del mondo e gli astronomi lo usano per indagare molte sorgenti nell’Universo, dalle galassie attive alle pulsar, dal gas interstellare agli oggetti del Sistema Solare.
Per studiare i raggi cosmici ad altissime energie, è nato il Pierre Auger Observatory: un enorme complesso di rivelatori di particelle costruito su un’area di circa 3000 km quadrati nella pampa argentina. Secondo il progetto originale nei prossimi anni verrà costruito in Colorado un altro osservatorio Auger per tenere sotto controllo con le stesse modalità anche il cielo boreale.
Nelle vicinanze di Cascina, in provincia di Pisa, si trova uno degli strumenti scientifici più avanzati al mondo. Si tratta di Virgo, un esperimento italo-francese per la rivelazione diretta delle onde gravitazionali. Finora le onde gravitazionali non sono ancora state rivelate, ma i ricercatori di Virgo stanno lavorando a Virgo advanced, una nuova versione del rilevatore molto più sofisticata.
Per rivelare i neutrini di alta energia provenienti dal cosmo, i ricercatori stanno costruendo nuove grandi strumentazioni, come l’Astronomy with a Neutrino Telescope and Abyss environment RESearch (ANTARES), un enorme sistema di rivelazione che è stato costruito al largo delle coste francesi presso Tolone, ad una profondità di quasi 2500 metri sotto il livello del mare. Per rivelare i neutrini, infatti, Antares sfrutta proprio l’acqua come elemento attivo, ovvero come se fosse una pellicola fotografica. Infatti i neutrini attraversando l’acqua possono interagire con gli atomi e produrre altre particelle subatomiche come i muoni. Oltre all’acqua è possibile sfruttare anche il ghiaccio, infatti vi sono strumentazioni analoghe costruite in Antartide, come quella chiamata AMANDA, e il futuro IceCube.
E fino a qui siamo a sette, ma le meraviglie dell’astronomia contemporanea sono molte di più. Basta pensare, fra gli altri, al Telescopio Spaziale Infrarosso Herschel, all’osservatorio per raggi X Chandra, al nuovo telescopio per raggi gamma Fermi o al recente satellite Planck.
Elaborato da: Le sette meraviglie dell’astronomia di Massimiliano Razzano in Orione dicembre 2010

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