Pensare il cielo

Ormai sono quasi tre anni che leggo libri e riviste di astronomia. Se devo essere sincera, ancora oggi, trovo alcuni argomenti particolarmente difficili e sono tante le questioni scientifiche che non sono in grado nemmeno di affrontare. Fin dall’inizio però ho sempre cercato di non fermami, nel senso che se anche non capivo molto provavo quantomeno a leggere tutto fino in fondo. Piano piano con l’aiuto di qualche libro divulgativo (ce ne sono di bellissimi), delle riviste e di Internet ho provato a cimentarmi con questioni sempre più complesse. Provare è già qualcosa. Prova e riprova, dalla descrizione delle costellazioni, sono arrivata alla vita delle stelle; dalle stelle alle galassie; dalle galassie all’universo. Le stelle mi hanno … preso la mano e ho cominciato a leggere libri sul Big Bang, sulla cosmologia “eretica” (che non accetta il modello del Grande Botto), sui grandi astronomi e cosmologi, sulla storia dell’astronomia.
E’ chiaro che cercare in cielo la Stella Polare non è come cercare di capire qualcosa sulla radiazione cosmica di fondo, però credo che quando si comincia è difficile fermarsi. Quando guardo la costellazione di Orione (la mia preferita!) come faccio a non pensare a tutto il resto? E se penso a tutto il resto mi vengono in mente i grandi filosofi, gli scienziati, le questioni religiose. Insomma non mi fermo più. Come si fa a guardare Betelgeuse senza pensare ad Einstein ad Hubble, ma anche a Giacomo Leopardi che questo cielo tanto ha scrutato scrivendo fra le più belle poesie della nostra letteratura! Ecco questa sono io. Guardo una cosa, ma poi ne penso altre cento! E così scrivo (come posso) di tutto quello che mi interessa. Come si fa a guardare le stelle, senza che ti passino per la testa un milione di come e di perché? E tutte le volte che cercano di spiegarti un come ti viene subito in mente un altro perché? E così via. Ti potrei dire che è il cielo che piano piano entra dentro di te. E’ una bella esperienza e, mi perdoneranno gli scienziati, in cielo non ci sono solo atomi, neutrini e lampi gamma, ci sono anche i nostri pensieri e tutti i pensieri delle grandi menti che guardando il cielo hanno cercato di dare all’uomo un po’ di sapere in più.
Il filosofo giansenista Pascal negli anni della rivoluzione scientifica, che metteva in discussione tutte le certezze precedenti, spodestando l’uomo dal centro dell’universo, commentava che l’uomo è sì una canna al vento, minuscola rispetto a tutto ciò che la circonda, ma è una canna che pensa.
Grazie Jessica del tuo commento e ben tornata! Quando mi scrivi mi fa sempre piacere, perché mi sproni sempre a parlare anche delle mie esperienze.
Una stella per amica

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