Troveremo Terra 2?

Entro fine anno il telescopio spaziale Kepler completerà la collezione di dati relativi a una porzione di spazio nella costellazione del Cigno e sapremo con sicurezza se lì c’è una seconda Terra.
In base ai dati raccolti in tre anni di osservazioni attraverso gli strumenti del telescopio spaziale Kepler gli astronomi hanno stilato un elenco di sistemi e pianeti che potrebbero avere (o avere avuto) caratteristiche o condizioni compatibili con quelle del sistema Sole-Terra, assunto come riferimento nella ricerca di un pianeta simile al nostro. L’elenco dei candidati è sorprendentemente lungo: solo a dicembre se ne sono aggiunti tre, Kepler-20e, Kepler-20f e Kepler-22b.
Questa abbondanza è la prova dell’esistenza di pianeti che possono essere una seconda Terra? Gli aspiranti al titolo di “Terra 2″ devono però avere una serie di caratteristiche, non basta che siano rocciosi o semplicemente grandi quanto la Terra. Prendiamo il caso di Kepler-20e e 20f, entrambi nel sistema Kepler-20, a un migliaio di anni luce da noi.
Benché i due pianeti siano grandi più o meno quanto la Terra, orbitano attorno a Kepler-20 a una distanza prossima a quella di Mercurio dal Sole in poco più di 6 (20e) e 19 (20f) giorni. Sono troppo vicini alla loro stella e perciò troppo caldi perché ci sia acqua, elemento indispensabile alla vita biologica così come la conosciamo. E un anno di 6 o 19 giorni è decisamente troppo breve per la nostra esperienza.
Sembrava più promettente Kepler-22b, pianeta di Kepler-22 (stella che sta, assieme a Kepler-20 e ad altre 100.000 circa, nel settore di spazio studiato dal telescopio), scoperto a inizio dicembre. 22b è all’interno di quella che per noi è la zona abitabile (la “giusta” distanza stella-pianeta) e ruota attorno al suo sole in 290 giorni. Purtroppo è grande quasi due volte e mezza la Terra e allo stato attuale non ci è possibile definire il suo stato fisico: è solido? Gassoso? Qualcosa di intermedio tra uno stato e l’altro?
La possibile Terra 2, insomma, è tale
SE orbita attorno a una stella simile al Sole
E ha dimensioni vicine a quelle della Terra
E dista dal suo sole più o meno quanto noi dal nostro.
Le tre condizioni sono necessarie, nessuna delle tre è da sola sufficiente. Perché dunque siamo ragionevolmente sicuri di poter dare una risposta, per i numerosi candidati, entro il 2012?
Per dire l’ultima parola sugli oggetti che sta catalogando, il telescopio spaziale Kepler ha bisogno di tre anni e mezzo, ossia il tempo necessario a collezionare 4 “transiti” per candidato (il transito è il passaggio del pianeta davanti alla sua stella, evento che viene rivelato da una variazione di luminosità della stella stessa) in quel braccio della costellazione del Cigno (Cygnus) che sta analizzando, composto da circa 100.000 stelle.
Kepler ha iniziato a lavorare nella primavera del 2009 perciò, sommando i tre anni e mezzo, entro la fine del 2012 dovremmo avere misure complete e l’identificazione ultima dei candidati ideali al titolo di “Terra 2″. Se ce ne sono e se sono lì dove stiamo guardando, è naturale.
Di Elisabetta Intini e Raymond Zreick (Focus.it)

 

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